passera montepaschi

MO’ CHE FACCIO? VENDO O CONVERTO? IL DILEMMA DEGLI OBBLIGAZIONISTI MONTEPASCHI - ALLA SCELTA E’ CONDIZIONATO UN TERZO DELL’AUMENTO DI CAPITALE DI SIENA: CHI TRASFORMA I BOND IN AZIONI SI LEGA AL DESTINO DI MPS, CHI LI CONVERTE PERDE IL 30% DEL VALORE

 

Andrea Greco e Vittoria Puledda per la Repubblica

 

protesta dei risparmiatori davanti a bankitalia  9protesta dei risparmiatori davanti a bankitalia 9

Le obbligazioni subordinate Mps avranno un ruolo decisivo nel rafforzamento patrimoniale della banca. Per ridurre l’aumento di capitale, infatti, il management stima di convertire in azioni tra 1 e 1,5 miliardi dei 5,18 miliardi di euro di valore nominale. E alcuni fondi opportunistici ne hanno già fatto incetta, comprandole a valori di saldo negli ultimi anni per posizionarsi sulla struttura di capitale della banca senese. Tra questi Attestor Capital, che secondo un portavoce ha investito da anni su vari strumenti di debito Mps e, in rappresentanza di altri fondi londinesi, potrebbe convertire in azioni fino a un miliardo di valore nominale. Dipenderà ovviamente dalle condizioni offerte dall’ad Marco Morelli, ieri a Londra per presentare il piano (-8,64% in Borsa).

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Anche molti risparmiatori dovranno decidere cosa fare dei loro titoli, a partire da chi aveva sottoscritto i 2,16 miliardi di prestito subordinato “Upper Tier II” (il livello più rischioso) scadenza il 15 maggio 2018, collocato in tagli minimi da mille euro. Le associazioni di consumatori stimano siano quarantamila, invitati dalla rete Mps a comprare il titolo emesso per pagare parte dell’acquisizione di Antonveneta. Quel bond era così rischioso da non aver confronti sul mercato retail (sta scritto nel suo stesso Prospetto) ma fu piazzato a tutto spiano agli sportelli Mps; e ora torna sotto i riflettori. La Mifid era appena entrata in vigore e sulla correttezza del collocamento i dubbi sono molti.

 

MARCO MORELLI MARCO MORELLI

Converrà convertirlo in azioni o no? Dipenderà dai dettagli tecnici della conversione, che saranno pubblicati nel Prospetto nei prossimi giorni. A suo tempo in apparenza l’offerta era ricca: la prima cedola, a tasso variabile Euribor + 250 punti base, era del 7,379%, mentre il Btp decennale scadenza agosto 2018 veniva allora offerto con cedola fissa del 4,5%. Ma il raffronto non va fatto in questi termini: nel Prospetto di quel bond Mps si legge infatti che è «uno strumento ibrido di patrimonializzazione», soggetto a sospensione delle cedole e a rimborso del capitale, in certi casi. Un rischio diventato ancor più concreto con la norma del bail in, come visto nei casi delle quattro banche andate in risoluzione a fine 2015. Il maggior rendimento semmai è poco, per Adusbef e Federconsumatori, che parlano di «altissimo rischio e basso rendimento».

 

Ora la prospettiva di convertire il bond, per certi versi alza l’asticella del rischio, trasformando il risparmiatore in azionista. «Il nostro consiglio è di vendere i bond Mps, la conversione in azioni e le speculazioni lasciamole ai professionisti», dice Vincenzo Somma, direttore di Altroconsumo finanza.

 

jpmorgan dimon renzi padoanjpmorgan dimon renzi padoan

A vendere oggi si rimettono poco meno di 30 centesimi sul prezzo originario (ma il 14 ottobre le quotazioni di quel bond, scambiato solo tramite un circuito interno alla banca, erano a 62). Senza contare la cedola di novembre, che sta per scattare, il sottoscrittore della prima ora avrebbe incassato 3.113,45 euro lordi di cedole su 10mila investiti, quindi andrebbe a pari con l’importo iniziale. Tra un anno e mezzo però - se Mps ci sarà ancora - avrà diritto al rimborso alla pari.

 

L'iceberg della Monte dei Paschi di SienaL'iceberg della Monte dei Paschi di Siena

Qui scatta il “dilemma del prigioniero”, la necessità di una scelta in base anche a ciò che faranno gli altri. Se, come ritiene Pietropaolo Rinaldi, gestore di Anthilia, la banca grazie alla ricapitalizzazione tra un paio d’anni avrà un profilo di rischio più basso, il bond sarà rimborsato regolarmente. Ma come ricorda Massimo Gionso, ad di Cfo sim, «il prezzo incorpora un rischio di sforbiciata del 30% del prezzo di rimborso, per cui se vi fosse un piano industriale concreto potrebbe valere la pena convertire».

 

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