MONTE DEI FASCICOLI DI SIENA - LA QUESTIONE MONTEPACCHI RISERVA ALTRE SORPRESE - LA FINANZA HA APERTO UN NUOVO FILONE DI INDAGINI PER INSIDER TRADING, E HA PERQUISITO LE ABITAZIONI DEI CONSIGLIERI GORGONI E BRIAMONTE - LE FIAMME GIALLE HANNO PURE SEQUESTRATO 6 MLN € PROVENIENTI DA BALDASSARRI DALLA BANDA DEL CINQUE PER CENTO...

Da "Repubblica.it"

Un nuovo filone d'inchiesta - sul sospetto di insider trading - e nuovi sequestri per circa 6 milioni. Dopo un - breve - periodo di silenzio torna a far parlare il Monte dei Paschi di Siena. I militari del nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza stanno eseguendo perquisizioni a carico di componenti del consiglio di amministrazione della banca. Le perquisizioni sono state disposte dalla Procura senese che indaga sui contratti derivati chiusi dagli ex vertici dell'istituto toscano, guidato all'epoca dei fatti dal presidente Giuseppe Mussari e dal direttore generale Antonio Vigni.

Le operazioni in corso rientrano in un nuovo fascicolo che ipotizza l'insider trading e, svolte a Torino e Lecce, sono a carico dei consiglieri Lorenzo Gorgoni e Michele Briamonte, che però non sono indagati. I due consiglieri sono stati nominati nell'assemblea dell'aprile 2012, quando ci fu il complessivo avvicendamento al vertice e l'arrivo di Fabrizio Viola e Alessandro Profumo.

I due nominativi sono stati inclusi nella seconda lista presentata in assemblea, quella siglata dall'accordo dei soci Unicoop Firenze, Finamonte e dallo stesso Lorenzo Gorgoni, in proprio e come procuratore di altri 58 soci. Quest'ultimo era membro anche del precedente consiglio di amministrazione.

Al momento della nomina Briamonte, avvocato classe 1977 dello studio di Franzo Grande Stevens, era anche consigliere della Juventus; Gorgoni, Cavaliere del lavoro dal 2002, ha iniziato come consigliere della Banca del Salento. Attualmente siede nei board di Telecom Italia Media e del Fondo Italiano d'Investimento, oltre a essere consigliere di Invitalia e dell'Abi.

Il nuovo filone di inchiesta è sempre condotto dai pm senesi Antonino Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso, titolari dell'inchiesta sull'acquisizione di Antonveneta da parte del Monte dei Paschi. Per il nuovo ambito d'indagine al momento nessuno è stato iscritto nel registro degli indagati. L'ipotesi vorrebbe in particolare far luce su una serie di comunicazioni fatte trapelare alla stampa in merito al consiglio di amministrazione di Mps che si è riunito giovedì scorso e ha avviato l'azione di responsabilità contro gli ex vertici. A far aprire il fascicolo sarebbe stato un esposto della stessa banca, che avrebbe "agito correttamente e nei tempi giusti" comunicando al mercato le decisioni del cda la mattina dopo il suo svolgimento.

Briamonte ha detto all'agenzia LaPresse di essere "favorevole a qualsiasi attività della magistratura che serva a fare chiarezza sulla gestione della banca e sull'onorabilità di ciascun membro del consiglio d'amministrazione. Per questo motivo, sto collaborando in tutta tranquillità con gli agenti della Guardia di Finanza. Confermo di non essere in alcun modo indagato".

Parallelamente a questo nuovo filone, i finanzieri del nucleo speciale di polizia valutaria della guardia di finanza stanno eseguendo sequestri di somme e titoli, per circa 6 milioni di euro. La somma è risultata nella disponibilità dell'ex capo dell'area finanza di Mps, Gian Luca Baldassarri (arrestato nel corso dell' inchiesta), del suo vice Alessandro Toccafondi, e di altre due persone coinvolte nell'inchiesta, David Ionni e Antonio Pantalena.

Per quanto riguarda Ionni, il suo nome era emerso già nell'ambito del primo sequestro da circa 40 milioni come legato alla società Enigma Securities. Per quanto riguarda il nome di Pantalena, invece, si tratta di una novità. Effettuando una ricerca sull'aggregatore di profili LinkedIn, emerge il risultato di un Antonio Pantalena che svolge il ruolo di trader presso il Monte, membro in particolare del "futures trader team". Il denaro è stato trovato dopo segnalazioni per operazioni sospette ai fini della prevenzione del riciclaggio.

 

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