MONTEPASCHI, I NUOVI SOCI SUDAMERICANI SI PRESENTANO IN BANKITALIA - I NOSTRI POLITICI CONTANO COME IL DUE DI PICCHE NELLA FINANZA EUROPEA - COLLOCAMENTO DI BOND A TAMBURI BATTENTI – BLACKROCK CAMBIA…

PARTERRE
Da ‘Il Sole 24 Ore'

VENETO BANCA, L'INTERO CDA AL RINNOVO
S i prospetta un rinnovo pieno, e non più solo parziale, del Cda di Veneto Banca. Questa - in linea con le richieste di Bankitalia - è l'indicazione che si ricava dall'avviso di convocazione dell'assemblea dei soci. Se come primo punto all'ordine del giorno viene infatti indicata «la determinazione del numero dei componenti del Cda», al secondo si fa riferimento all'intera «nomina del Cda». Fino ad oggi, invece, erano solo quattro (sui complessivi quindici) i membri del Cda in scadenza. Tra questi c'è anche l'attuale a.d. Vincenzo Consoli, a fine mandato.

A questo punto è realistico che l'attuale Cda dell'istituto di Montebelluna si presenti dimissionario all'assemblea dei soci del prossimo 26 aprile. E non è escluso che già oggi ci sia il passo indietro di tutti i membri nel Cda odierno. L'incognita riguarda Consoli, che da tempo è impegnato in un braccio di ferro per mantenere l'indipendenza della banca. L'ipotesi più probabile è che il manager faccia un passo indietro per rivestire il ruolo di direttore generale, magari attraverso un depotenziamento del ruolo di a.d.. Resta da capire se la mossa troverà il gradimento di Bankitalia. (L.D.)

BLACKROCK CAMBIA (MA SENZA FRETTA)
Anche gli executive e i finanzieri leggendari, nella Corporate America, prima o poi devono preparare i piani per la successione. Dopo Warren Buffett, tocca adesso a Laurence Fink, 61enne co-fondatore, presidente e amministratore delegato del re della gestione di asset BlackRock, cercare un erede. Il gruppo - che nel 2013 ha riportato profitti record e gestisce attività per 4.320 miliardi di dollari, quasi il doppio del secondo classificato Vanguard - nel fine settimana ha fatto scattare una raffica di promozioni al vertice, compresa la nomina di un co-direttore generale e di un nuovo direttore operativo.

E la pole position nella gara per prendere le redini, all'indomani della riorganizzazione interna, spetta indubbiamente al 57enne direttore generale Robert Kapito, in carica ormai dal 2007. Con una postilla, nel caso di Fink come già di Buffett: per il passaggio delle consegne non c'è una data; Fink, ha precisato BlackRock, intende rimanere al comando ancora per anni. (M. Val.)

LA CORSA DI BANCA ETRURIA E IL CAMBIO AL VERTICE
Mentre il titolo in Borsa vola sulla prospettiva di una aggregazione (+113% è il rialzo da dicembre, a quota 1 euro), Banca Etruria vive una delicata fase di transizione. Dopo l'apertura di un fascicolo a suo carico, lo storico presidente Giuseppe Fornasari ha deciso di fare un passo indietro sotto le pressioni di Bankitalia e ha scelto di non ricandidarsi in vista del rinnovo del Cda.

Al vertice dell'istituto aretino potrebbe dunque andare Lorenzo Rosi, fino ad oggi vicepresidente non vicario. Rosi è il primo dell'unica lista presentata nel week end in vista dall'assemblea del 4 maggio. La sua nomina - che dovrà essere ratificata dal prossimo Cda - dovrebbe mettere d'accordo gran parte dei sindacati interni e le forze del territorio. Ma certo non potrebbe impedire quello che da parte di Palazzo Koch viene considerato come un passaggio obbligato, ovvero la fusione con un istituto di «elevato standing». (L.D.)

GIAPPONESI SCOTTATI DAI GENERICI INDIANI
La Corporate Japan ha accelerato negli ultimi anni le acquisizioni all'estero, ma a volte è andata ancora incontro a delusioni tremende che ricordano alcuni flop degli anni '90 o 2000. Lo dimostra il caso dell'acquisizione del 2008 dell'indiana Ranbaxy da parte del big farmaceutico Daiichi Sankyo, che ieri ha gettato la spugna con la decisione di cederla alla Sun Pharmaceutical (altro big indiano) in un'operazione da 3,2 miliardi di dollari.

Daichi Sankyo aveva pagato a suo tempo 4,6 miliardi di dollari, ma già pochi mesi dopo dopo il deal aveva svalutato gran parte degli asset a causa dell'emergere di gravi problemi della neocontrollata indiana con le autorità Usa di regolamentazione. I problemi non sono mai cessati e anzi si sono aggravati, tanto che oggi la Fda non consente l'import negli Usa dagli stabilimenti di Ranbaxy e anche in questi giorni sono emerse nuove difficoltà. Morale: i giapponesi mollano. Ma si ritroveranno comunque il 9% del nuovo gruppo Sun Pharma-Ranbaxy, che diventa il primo gruppo indiano e il quinto al mondo nei generici. (S.Car.)

TAMBURI COLLOCA IN UN GIORNO IL PRESTITO DA CENTO MILIONI
Da ‘Il Corriere della Sera'

Doveva chiudersi il 16 aprile, ma è durato soltanto il tempo di un giorno il collocamento del prestito obbligazionario da 100 milioni di euro di Tamburi Investment partners. Partito ieri mattina sul Mercato Telematico delle Obbligazioni (Mot), dove il bond era distribuito in esclusiva, si è chiuso ieri sera. La società, quotata allo Star (+ 75% nell'ultimo anno) e priva di rating, ha comunicato che l'offerta pubblica, destinata a investitori qualificati in Italia e a investitori istituzionali all'estero, si è chiusa anticipatamente «in considerazione dell'elevata richiesta di titoli».

Le obbligazioni saranno quotate sul Mot. Il tasso fisso nominale annuo lordo è pari al 4,75% e la scadenza è al 2020. Tip, che di recente è uscita da Datalogic (da cui ha ricavato quasi 34 milioni di euro) e ha investito acquisendo il 20% di Eataly, punta ad allargare il portafoglio. Le risorse reperite serviranno per sostenere gli investimenti futuri. Tra questi, si ipotizza la quotazione entro l'anno a Piazza Affari di Intercos, azienda di cosmetici che aveva già cercato l'Ipo qualche anno fa, e a Wall Street di AAA, azienda francosvizzera nata da una costola del Cern. Società in cui Tamburi detiene una quota dell'1,6%.

VIA ALLA BONIFICA, AMBIENTHESIS VOLA IN BORSA
Da ‘Il Corriere della Sera'

(f.d.r. ) Ambienthesis festeggia in Borsa l'aggiudicazione delle bonifiche dell'ex Area Falck di Sesto San Giovanni dove sarà realizzata la Città della salute e della ricerca. A Piazza Affari il titolo è salito ieri del 19,55% dopo la commessa vinta sabato scorso che subito porterà alla bonifica di un primo lotto per un corrispettivo di 22 milioni di euro.

Il committente è Milanosesto, la società del costruttore Davide Bizzi proprietaria dell'area. Si tratta del primo maxiappalto in Italia per la società specializzata in bonifiche ambientali e trattamento dei rifiuti industriali dopo il cambio del marchio deciso la scorsa estate. Ambienthesis nasce infatti dalle ceneri della Sadi, una vecchia conoscenza di Piazza Affari, e sotto la guida del presidente Alberto Azario e dell'amministratore delegato Pier Giorgio Cominetta sta guadagnando quote di mercato. Per l'aggiudicazione dell'ex Area Falck sono serviti oltre otto mesi, anche per via della sospensione dell'iter deciso lo scorso gennaio in seguito alle inchieste lombarde su rifiuti e bonifiche che avevano coinvolto alcune delle aziende partecipanti.

«Milanosesto si è sempre attenuta al rispetto dei più rigorosi criteri di trasparenza e di legalità, a tutela propria, dei propri investitori e della collettività tutta» ha spiegato la società di Bizzi, sottolineando come, dopo aver avviato la selezione per l'affidamento dei lavori ha deciso «la non assegnazione dell'appalto a società coinvolte in procedimenti penali in corso» e «di procedere alla celere sottoscrizione, con gli enti competenti, di specifico Protocollo di legalità».

CRISI E LAVORO, ECONOMIA IN PALCOSCENICO
Da ‘Il Corriere della Sera'

(g.str. ) L'economia fa spettacolo, a teatro. Fino al 13 aprile al Teatro Litta di Milano va in scena la pièce «Gli Straccioni» di Tiziano Scarpa. Protagonista è chi ha perso il lavoro con tutto quello che ciò significa: non solo sicurezza economica, ma anche status e identità sociale. E c'è una sorta di confronto «storico», perché la prima versione della pièce è stata scritta a metà dello scorso decennio, prima della crisi economica globale. Nella nuova versione, in scena in questi giorni, il palcoscenico è il marciapiede di una città italiana. Tra i personaggi una netturbina, artisti di strada, un imprenditore in rovina e tanti passanti. Dopo Milano lo spettacolo fa tappa a Torino e ad Avigliana .

ATENE SUL MERCATO. CON JPMORGAN E DEUTSCHE
Da ‘Il Corriere della Sera'

(giu.fer.) La Grecia spinge sull'acceleratore per tornare sul mercato con il primo bond a lungo termine dal salvataggio del 2010 e tra le banche ingaggiate figurerebbero anche Jp Morgan e Deutsche Bank. Secondo quanto dichiarato la settimana scorsa dal ministro greco delle Finanze, Yannis Stournaras, il governo punta a raccogliere tra i 4 e i 5 miliardi di euro, con un'emissione entro giugno di titoli tra i 3 e i 5 anni.

MONTEPASCHI, I NUOVI SOCI SI PRESENTANO IN BANKITALIA
Da ‘La Stampa'

Visita in Bankitalia, la settimana scorsa, per i nuovi soci di Monte dei Paschi. David Martinez Guzman di Fintech si è mosso, come sua consuetudine, personalmente, con due funzionari di Btg. Scopo della visita, quello di presentare i contenuti del patto di sindacato con la Fondazione Mps sul 9% del capitale della banca. Un accordo sottoposto all'ottenimento delle autorizzazioni da parte di Bankitalia e Ministero dell'Economia.

Bankitalia deve valutare i soggetti coinvolti - Btg e Fintech - e per questo ha già richiesto approfondimenti alle autorità dei rispettivi paesi. Ma compito della vigilanza è anche quello di chiarire l'assetto di controllo. La normativa prevede l'autorizzazione per il superamento della soglia del 10% del capitale di una banca. Ma il patto su Mps, che vincola solo il 9%, dovrebbe esercitare un controllo sulla banca. Una situazione senza precedenti, per la quale Bankitalia dovrebbe comunque chiarire entro la fine di aprile.
[g. pao.]

I NOSTRI POLITICI CONTANO POCO SUI TAVOLI DELLA FINANZA UE
Da ‘La Stampa'

All'Europarlamento si sentono sole e, a vedere i numeri, hanno ragione. A meno di due mesi dalle elezioni Ue, la Federazione di banche, assicurazioni e della finanza italiana lancia un appello alla politica perché non lasci sguarnita la commissione Ecofin dell'assemblea comunitaria.

A Bruxelles la delegazione Febaf, guidata da Maurizio Sella, ha ricordato che laddove si scrivono le regole per i mercati «ci sono due deputati italiani, 3 greci, 6 britannici e 7 tedeschi». «Tutto è più difficile per il nostro sistema» ha notato il direttore dell'Abi, Giovanni Sabatini. La Febaf chiede anche «un maggior coinvolgimento dell'industria finanziaria» nei lavori propedeutici all'attuazione delle normative Ue e auspica un nuovo programma della Bce per prestiti. Si chiede inoltre di essere ascoltati per riformare il sistema, anche perché «le troppe regole hanno aggravato il ciclo». Favorevole all'Unione bancaria, la Febaf sostiene «un fondo unico europeo per la tutela de depositi».
[m. zat.]

 

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