MPS, ROSSI ATTACCA LA GIUSTIZIA: “SE MI AVESSERO CHIAMATO A TESTIMONIARE GLIELO AVREI SPIEGATO, INVECE MI HANNO MESSO NEL MIRINO COME SE FOSSI CHISSÀ COSA. MI PUOI AIUTARE?”

Davide Vecchi per Il Fatto

‘'Stanno cercando di ricostruire gli scenari politici e i vari rapporti. Ho lavorato con Piccini (ex sindaco di Siena, ndr), Mussari, Comune, fondazione, banca. Magari gli chiarisco parecchie cose". David Rossi scrive anche questo all'amministratore delegato di Mps, Fabrizio Viola, nello scambio di mail tra i due cominciato lunedì 4 marzo con il messaggio in cui Rossi, capo della comunicazione di Rocca Salimbeni, chiedeva aiuto perché aveva intenzione di togliersi la vita: "Stasera mi suicido, sul serio, aiutatemi!!!!". Due giorni prima di uccidersi lanciandosi dalla finestra del suo ufficio, Rossi già non vedeva molte alternative per uscire dall'inchiesta sul Monte.

Ha cercato aiuto in Viola, lo ha chiesto. Ed è riuscito, nonostante la sua prima mail sia rimasta senza risposta, a parlargliene. Anche con una telefonata avvenuta tra la prima e le altre mail, sempre lunedì 4 marzo, mentre l'amministratore era a Dubai in vacanza. Un colloquio durante il quale, a quanto si apprende da fonti investigative, Rossi fece nuovamente presente la volontà di parlare con i pm. Volontà poi ribadita nelle successive mail.

Scrive un primo lungo messaggio alle 14:12 a Viola: "Ho bisogno di un contatto con questi signori perché temo mi abbiano male inquadrato come elemento di un sistema e di un giro sbagliati. Capisco che il mio rapporto con certe persone possa farglielo pensare, ma non è così", si sfoga Rossi. Tenendo la barra sui vecchi vertici, su quel Giuseppe Mussari con cui lui ha lavorato in Comune, poi in Fondazione e in Rocca Salimbeni e a cui è legato da una profonda amicizia.

"Se mi avessero chiamato a testimoniare glielo avrei spiegato, invece mi hanno messo nel mirino come se fossi chissà cosa. Almeno è l'impressione che ne ho ricavato", ha paura di finire coinvolto nell'inchiesta. "Avendo lavorato con tutti, sono perfettamente in grado di ricostruire gli scenari, se è quello che cercano. Però vorrei garanzie di non essere travolto da questa cosa, per questo lo devo fare subito, prima di domani. Non ho contatti con loro ma lo farei molto volentieri se questo può servire a tutti. Mi puoi aiutare?".

Viola risponde alle 14:24, telegrafico: "La cosa è delicata. Non so e non voglio sapere cosa succederà domani. Lasciami riflettere". David insiste, cerca una rassicurazione. Che non arriva. Manda un'altra mail. L'ad risponde: "Ho riflettuto . Essendo la cosa molto delicata credo che la cosa migliore sia quella che tu alzi il telefono e chiami uno dei pm per chiedere un appuntamento urgente. Qualsiasi altra soluzione potrebbe essere mal interpretata".

Forse Rossi avrebbe voluto esser preso per mano, avere una parola chiara dal vertice della banca, una risposta a quel "vorrei garanzie di non essere travolto da questa cosa". Così alle 17:12, tre ore dopo, Rossi risponde: "Ripensandoci, sembro un pazzo a farmi questi problemi. Scusa la rottura...". Il giorno successivo, martedì 5, i due si sentono nuovamente al telefono. Ma parlano dell'organizzazione di un evento fissato per giovedì 7 al Four Season di Firenze. Incontro a cui Viola e Alessandro Profumo poi parteciperanno. Rossi no. Perché la notte prima decide di aver finito le alternative al suicidio.

Ieri i pm titolari delle inchieste legate a Rocca Salimbeni, Aldo Natalini, Antonino Nastasi e Giuseppe Grosso, hanno aperto un nuovo fascicolo d'indagine sul suicidio di Rossi a seguito della pubblicazione delle prime mail da parte del Fatto . Il pm Natalini ha convocato e sentito sei giornalisti nel corso della giornata di ieri. Ma già alle nove l'avvocato del Monte era nell'ufficio del magistrato e c'è rimasto per oltre tre ore. A quanto si è appreso l'argomento centrale è stata la mediazione in corso tra gli eredi di Rossi e la banca.

Nel corposo fascicolo aperto sul suicidio ci sono numerosi verbali, dei familiari e amici dell'uomo della comunicazione, di colleghi e vertici della banca. Gli inquirenti hanno cercato di ricostruire gli ultimi giorni di vita di Rossi, soffermandosi soprattutto sulla possibilità che si sentisse escluso e prossimo a essere sostituito. In particolare dopo la fuga di notizie sull'azione di responsabilità avviata da Mps contro gli ex vertici e le banche Nomura e Deutsche decisa nel Cda del 28 febbraio. Sentiti anche i manager arrivati a Siena con Viola e Profumo. Come Bernando Mingrone, giovanissimo Cfo. Che ai pm, tra l'altro, racconta che la sera del Cda "mettemmo una stampante diretta (...) per evitare passaggi". Ma, aggiunge, "quando lasciammo la banca quella sera (...) fu Profumo a dire a Rossi quello che aveva deciso il Cda".

Così, quello che doveva essere il capitolo più rapido da chiudere, si sta rivelando più complesso del previsto. Intanto lunedì ci sarà il riesame sul sequestro agli ex vertici e Nomura. I magistrati vogliono chiudere entro il mese anche Antonveneta. Ma ora saranno impegnati a sentire le nuove persone entrate nel suicidio Rossi.

2. IN UN LIBRO ANCHE IL "GIALLO" DI SIENA
Nel 2005 una tranche dell'operazione Alexandria (140 milioni su 400) fu trattata da un broker coreano, Coryo. Un broker fantasma in realtà: aveva chiuso i battenti dal 1997. Questa è una delle rivelazioni del libro "il codice Salimbeni, lo scandalo Mps", scritto da Alberto Ferrarese e Pino Mencaroni per Edizioni Cantagalli, uscito appena quattro giorni fa, e letteralmente saccheggiato dalle librerie di Siena.

Tant'è che anche gli stessi procuratori che seguono l'inchiesta sulla Banca non riescono a trovarlo in città. Nel libro sono ricostruite le inchieste sul Monte. Con documenti inediti. Tra cui la lettera ufficiale con la richiesta di spiegazioni inviata già nel dicembre 2007 al Monte dalla autorità di vigilanza inglese Fsa. E l'immancabile "giallo": la sparizione, a Rocca Salimbeni, di 30 scatoloni che un dirigente licenziato aveva preparato per liberare gli uffici.

 

 

FUNERALI DI DAVID ROSSIFUNERALI DI DAVID ROSSILA FINESTRA DI MPS DELL UFFICIO DI DAVID ROSSI FOTO LOZZI PER INFOPHOTO DAVID ROSSI E GIUSEPPE MUSSARI DAVID ROSSI FOTO INFOPHOTO VIOLAALESSANDRO PROFUMO E FABRIZIO VIOLA VIOLAFABRIZIO VIOLA MONTEPASCHI

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”