MA ‘NDO VAI SE FONSAI NON CE L’HAI - GIRA LA VOCE CHE IL NUMERO UNO DI MEDIOBANCA, NAGEL, INTENDA FAR FUORI IL CEO DELLE GENERALI, PERISSINOTTO. E NON SOLO PER LA SUA VICINANZA CON MENEGUZZO, IL NUMERO UNO DI PALLADIO CHE, IN TANDEM CON MATTEO ARPE, HA RASTRELLATO ALMENO L’8% DI FONSAI IN BARBA A MEDIOBANCA E A UNICREDIT. MA SOPRATTUTTO PER QUELLA VOGLIA DI ACCRESCERE LA PROPRIA AUTONOMIA CHE MEDIOBANCA NON HA MAI PERDONATO A CHI GUIDAVA LE GENERALI - AXA SU FONSAI? NON CONFERMA MA NON SMENTISCE…

1- MEDIOBANCA CON L'ACQUA ALLA GOLA
Marcello Zacché per "il Giornale"

Nelle pieghe dell'affare Fonsai gira la voce che il numero uno di Mediobanca, Alberto Nagel, intenda mettere in discussione il ceo delle Generali, Giovanni Perissinotto. In altri termini, lo voglia far fuori. E non solo per la sua vicinanza con Roberto Meneguzzo, il numero uno di Palladio che, in tandem con Matteo Arpe, ha rastrellato almeno l'8% di Fonsai in barba a Mediobanca e a Unicredit. Ma più in generale per quella voglia di accrescere la propria autonomia che Piazzetta Cuccia non ha mai perdonato a chi guidava le Generali.

La voce, però, non ha trovato conferme concrete tra i grandi soci e Perissinotto porterà a termine il 2012, ultimo anno di bilancio dei tre del suo attuale mandato. Anche perché nei conti 2011 che la compagnia presenterà tra fine mese (i premi) e marzo (l'utile)i risultati industriali saranno molto buoni.E in fin dei conti è questo il tavolo su cui giudicare un manager, come i soci avevano chiesto dopo l'uscita di Cesare Geronzi.

Quindi: vanno bene il combined ratio dei «danni» e il new business value nel «vita»; marciano i principali mercati Italia ed Est Europa; soddisfano Germania e Spagna; un po' meno la Francia, dove però è in corso una diffusa fuga di capitali per timore di nuove tasse. A pesare su utile e dividendo sono, semmai, partite finanziarie: dalle svalutazioni dei Btp al 31-12, quando lo spread era ancora alto; alle partecipazioni di Telco e Intesa, che certo non sono state iniziative di Perissinotto. Tuttavia la vicenda Fonsai lascerà forti strascichi, nuovi anticorpi nell'assetto del capitalismo nazionale.

Per esempio, il rapporto consolidato tra Perissinotto e uno dei referenti più forti di Mediobanca, il vicepresidente di Unicredit, Fabrizio Palenzona, è in questi giorni sottoposto a dura prova. Palenzona, plenipotenziario della fondazione Crt e come tale socio di Meneguzzo nella Effeti (2,26% di Trieste), appresa la scalata a Fonsai non ha fatto i salti di gioia. Il collegamento con Meneguzzo, tra l'altro,fu rafforzato due anni fa quando il blocco Crt-Palladio trovò rappresentanza nel cda triestino con Angelo Miglietta, segretario della Crt.

Ma già in quell'occasione, stando a un'autorevole ricostruzione, ci fu un problema: Meneguzzo avrebbe chiesto un secondo posto in cda, forte di una quota che,sommata a quella della «sua» Ferak (1,7%) superava il 4% del Leone. Domanda respinta non senza irritazione da Mediobanca e per nulla gradita a Palenzona.

Ora ci troviamo di fronte a un nuovo attrito, potenzialmente in grado di appianare le contrapposizioni esistenti nel circuito Mediobanca-Unicredit. Ma che non può avere conseguenze sulle Generali, il cui assetto passa per un cda dove, al momento, non si registrano particolari divisioni.

2- CONTINUA IL RISIKO A TRE (UNIPOL, PALLADIO E SATOR) PER LA SCALATA A FONSAI - AXA SU FONSAI? NON CONFERMA MA NON SMENTISCE: "NON COMMENTIAMO LE VOCI DI MERCATO"...
Vittoria Puledda per "la Repubblica"

Unipol-Fonsai va avanti. Con due conferme ufficiali, una da parte di Emanuele Erbetta e una da Finsoe, i due protagonisti della complessa partita di riorganizzazione societaria hanno confermato che il programma non subisce variazioni per l´irruzione sulla scena di Palladio finanziaria e di Sator. Si va avanti «con determinazione», ha dichiarato il numero uno di Fonsai, che ha anche aggiunto di non avere in agenda «per ora» incontri con i vertici di Palladio e Sator.

Anche dal mondo delle cooperative è arrivata, con un comunicato, una categorica riaffermazione di adesione al progetto, nonostante ieri ci sia stato il rinvio dell´assemblea di Finsoe. La holding ha addotto motivi di natura «prettamente tecnico-procedurale» ma ha confermato che Finsoe terrà in tempo utile la sua assise, per varare un aumento di capitale da 300 milioni finalizzato all´ingresso di Unipol in Premafin-Fonsai.

No comment invece da parte di Axa, indicata da alcuni come interessata a Fonsai: «Non commentiamo mai le voci di mercato» ha detto il numero uno Henri de Castries, presentando i risultati della compagnia (utile netto di 4,32 miliardi di euro, in progresso del 57%, ma ben sotto le attese, e un combined ratio migliorato di 1,4 punti, a 97,9%). Tuttavia il manager ha aggiunto che «l´Italia è mercato che ci interessa e che vogliamo sviluppare» mentre ha escluso la possibilità di aumentare la partecipazione in Mps, di cui si è detto «molto felice della collaborazione».

In realtà l´operazione Fonsai-Unipol continua ad avere ambiti di criticità e problematiche di non poco conto. A partire dai conti. Ieri Piergiorgio Peluso è stato sentito dagli uffici della Consob, in un incontro fissato da alcuni giorni, per spiegare passaggi tecnici legati al bilancio. A quanto si apprende, le curiosità dei funzionari della Commissione si sarebbero appuntate sulla prima ipotesi di perdita da 925 milioni di fine dicembre, poi lievitata a 1,1 miliardi a fine gennaio.

Non è escluso che i tecnici della Consob abbiano chiesto anche altri ragguagli sui conti, che da 24 mesi a questa parte non fanno altro che vedere montare - in maniera esponenziale - incrementi delle riserve sinistri e perdite. Nei prossimi giorni - ormai la settimana prossima - sono previste invece le audizioni vere e proprie, dei soggetti coinvolti nell´operazione.

Poche sorprese invece dalla pubblicazione del Patto di consultazione tra Palladio e Sator, esplicitamente aperto anche a terzi che volessero aggiungersi e valido fino al 30 settembre 2012. E´ prevista anche la possibilità in futuro di mettere le reciproche quote - a quel punto in misura paritetica - in un veicolo e anche di spostare la quota Fonsai da Sator a Sator private equity fund (che ha liquidità per 200 milioni).

Sul patto l´Isvap ha scritto una lettera, chiedendo di acquisirlo per analizzarne il contenuto. Ieri i titoli in Borsa si sono presi una pausa di riflessione (-0,37% Fonsai, mentre Unipol ha perso il 2,68%). Vedremo se nei prossimi giorni riprenderanno con slancio gli acquisti.

 

GIOVANNI PERISSINOTTO ALBERTO NAGELMATTEO ARPE ROBERTO MENEGUZZOPalenzona Piergiorgio PelusoFOTOGRAFI IN PIAZZETTA CUCCIA Cesare Geronzi

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…

 donald trump ursula von der leyen xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE L'ECONOMIA AMERICANA - IL PRESIDENTE CINESE HA FATTO UNA PROPOSTA “INDECENTE” ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN: “COMINCIAMO AD AVERE RAPPORTI ECONOMICI IN EURO”. TRADOTTO: LASCIATE PERDERE IL VECCHIO DOLLARO COME VALUTA DI RISERVA MONDIALE – XI SOFFIA SUL FUOCO: L’UE È IL PRIMO DETENTORE DEL DEBITO AMERICANO, PERTANTO HA IN MANO LE SORTI DELLA VALUTA USA (E QUINDI DELLA SUA ECONOMIA)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…