“NEL FUTURO IL GRUPPO SAN DONATO GUARDERÀ ALLA QUOTAZIONE A PIAZZA AFFARI O ALLA RICERCA DI UN PARTNER AZIONARIO” – PARLA KAMEL GHRIBI, VICEPRESIDENTE DEL MAGGIOR GRUPPO OSPEDALIERO ITALIANO, OGGI CONTROLLATO AL 100% DALLA FAMIGLIA ROTELLI, E APRE AD ALLEANZE E ALL’IPO NEL MEDIO-LUNGO TERMINE – I NUMERI IN CRESCITA: “L’EBITDA PASSA DA 155 MILIONI A PIÙ DI 380 MILIONI NEL 2025, MENTRE I RICAVI, CHE NEL 2022 ERANO PER 1,88 MILIARDI, HANNO SUPERATO 2,7 MILIARDI” – LO SVILUPPO INTERNAZIONALE: “PENSIAMO AL GRUPPO SAN DONATO COME A UN MODELLO ESPORTABILE. OCCORRE INVESTIRE SUL DIALOGO E SULLA DIPLOMAZIA ECONOMICA E SANITARIA. IL MEDITERRANEO È UN MARE CHE UNISCE, NON CHE DIVIDE...”
Estratto dell’articolo di Carlo Festa per “Il Sole 24 Ore”
Kamel Ghribi - vicepresidente del Gruppo San Donato
«Nel futuro, nel medio lungo periodo, il gruppo San Donato guarderà all’Ipo a Piazza Affari oppure alla ricerca di un partner azionario». A parlare è Kamel Ghribi, imprenditore e manager di origine tunisina naturalizzato svizzero, molto attivo tra Europa, Medio Oriente e Africa.
Nel Gruppo San Donato ricopre proprio il ruolo di vicepresidente, oltre a essere presidente di GKSD Investment Holding e advisor della famiglia Rotelli, azionista del gruppo. Kamel Ghribi, che al Sole 24 Ore rilascia la prima intervista in assoluto, è un manager internazionale capace di muoversi tra mondi diversi: economico, istituzionale e diplomatico.
KAMEL GHRIBI RICEVUTO IN VATICANO DA PAPA LEONE XIV
Nel corso della sua carriera, iniziata come rappresentante della libica Lafico in Italia e Africa, ha costruito una rete di relazioni di altissimo livello che si estende tra Europa, Africa e Stati Uniti. È stato – ed è – interlocutore e punto di contatto con numerosi capi di Stato africani, con esponenti e presidenti delle amministrazioni statunitensi e con rappresentanti delle principali istituzioni globali.
Ora Kamel Ghribi delinea, con l’anticipazione dei dati del 2025, il futuro prossimo del gruppo San Donato, che comprende ospedali di eccellenza come il San Raffaele (rilevato nel 2012 per 405 milioni di euro dal fondatore Giuseppe Rotelli all’interno della procedura di vendita legata alla crisi della Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor), il Policlinico San Donato e l’Ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio.
Il gruppo San Donato è controllato al 100% dalla famiglia Rotelli e controlla a propria volta il 50% di Gksd, il veicolo degli investimenti esteri, dove a propria volta la quota paritetica è di proprietà di una holding svizzera dello stesso Kamel Ghribi.
Come sta evolvendo il fatturato del gruppo San Donato, anche alla luce del contesto macro e delle dinamiche del settore sanitario?
Dal 2022 in avanti, la traiettoria di crescita è netta: l’Ebitda passa da 155 milioni a più di 380 milioni nel 2025 su un debito complessivo di 1,5 miliardi, rifinanziato di recente, mentre i ricavi che nel 2022 erano per 1.88 miliardi, nel 2025 hanno superato 2,7 miliardi.
Di questi l’Italia ha generato 2,19 miliardi di fatturato, mentre la Polonia (dove è stato acquisito nel 2024 il gruppo Scanmed, Ndr) 530 milioni. In relazione all’Ebitda, per complessivi 380 milioni, circa 282 milioni sono originati in Italia e 98 milioni in Polonia. L’ambizione nel 2026 è un giro d’affari cresciuto a 2,9 miliardi.
Sono previsti dai prossimi anni dividendi per i soci. Questi numeri dimostrano che siamo in linea rispetto alle attese del business plan presentato al mercato.
Il gruppo ha rafforzato il posizionamento e ha compiuto un salto di scala che non è solo quantitativo, ma strategico. La vera accelerazione è arrivata quando abbiamo smesso di pensare al gruppo San Donato solo come a un gruppo italiano e abbiamo iniziato a pensarlo come a un modello esportabile.
Carlo Messina e la moglie Francesca con Kamel Ghribi e Gilda Gastaldi Rotelli
Nel 2025 il Gruppo San Donato ha completato un’importante operazione di rifinanziamento da circa 1,5 miliardi, che ha incluso l’emissione del primo bond da 800 milioni e nuovi finanziamenti bancari per circa 720 milioni. Quali sono stati gli obiettivi strategici?
L’operazione da circa 1,5 miliardi di euro realizzata dal Gruppo San Donato nell’ottobre 2025 ha avuto come obiettivi il rifinanziamento del debito esistente e il supporto a operazioni di ricapitalizzazione, sostenute da un solido portafoglio immobiliare valutato oltre 2 miliardi di euro, oltre che dall’elevata qualità creditizia del business.
Una quota delle risorse raccolte è stata infatti destinata al rimborso di passività pregresse, mentre un’altra parte è stata riservata al sostegno degli investimenti organici e allo sviluppo delle infrastrutture sanitarie.
L’operazione ha aumentato la flessibilità finanziaria, creando le condizioni per cogliere opportunità di crescita, anche per linee esterne. [...]
gilda maria cristina gastaldi kamel ghribi paolo rotelli
State valutando operazioni straordinarie come una Ipo o l’ingresso di nuovi partner finanziari o industriali? Già un anno e mezzo fa avete valutato questa strada.
Alla luce del percorso di crescita che abbiamo intrapreso, la leva finanziaria è utilizzata in modo coerente con la nostra strategia: investire per rafforzare il posizionamento e accelerare lo sviluppo internazionale, mantenendo al tempo stesso fondamentali solidi. In questo contesto, operazioni straordinarie come una possibile Ipo o l’ingresso di nuovi partner sono opzioni strategiche da inserire in questa traiettoria di sviluppo di medio periodo. Qualsiasi decisione in questa direzione dipenderà dalle condizioni di mercato e dalla coerenza con una visione orientata al lungo termine.
la famiglia rotelli con kamel ghribi
Paolo Rotelli ha annunciato l’uscita dal Gruppo San Donato, per seguire la sua passione: la musica rap. Che ricadute può avere sulla governance e sulle scelte strategiche del gruppo?
Nessuna. La rinuncia alle cariche da parte di Paolo Rotelli era già stata condivisa da tempo. Paolo ha svolto uno straordinario lavoro portando a termine brillantemente il suo compito. La governance è stata ridisegnata anche alla luce di questa evenienza.
La famiglia Rotelli è e resta l’unico azionista di gruppo San Donato, affiancata dal presidente Angelino Alfano e i due vicepresidenti Marco Rotelli ed io.
Ogni azienda ospedaliera è gestita da un amministratore unico con un ad Italia, Marco Centenari, che riporta al cda. Si tratta di un processo di snellimento partito tre anni fa e che ha accorciato la struttura di comando, a vantaggio della rapidità decisionale dell’efficienza operativa e con maggiore chiarezza nelle responsabilità. Le scelte fatte per costruire una nuova governance ci stanno dando la soddisfazione che aspettavamo, confermando gli effetti positivi attesi.
angelino alfano kamel ghribi ignazio la russa
Parallelamente a GSD, lei è Chairman di GKSD. Qual è la relazione tra le due realtà?
GKSD rappresenta la dimensione internazionale del gruppo San Donato ed è lo strumento attraverso cui il modello italiano viene portato all’estero. In questo rapporto, GSD costituisce la base, la radice italiana: concentra competenze cliniche, eccellenza medico-scientifica, capacità organizzativa e una reputazione costruita nel tempo.
GKSD, invece, ne è la proiezione operativa internazionale, che porta un respiro e dinamicità sovranazionali, traducendo questo patrimonio in accordi e partnership strategiche in tutto il mondo. Le due realtà sono complementari e strettamente integrate, non separate.
hassan sheikh mohamud kamel ghribi angelino alfano foto di bacco
Per quanto riguarda l’espansione internazionale, ritenete che il contributo delle attività estere sia destinato a crescere in modo significativo nei prossimi anni?
Attualmente oltre che in Italia, siamo presenti in Libia, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Albania, Iraq, Egitto, Kenya, Gabon, Romania, Svizzera, Polonia.
Vediamo opportunità in Medio Oriente e Nord Africa, dove la domanda di sanità di qualità è in crescita. In questi mercati stiamo valutando operazioni mirate e collaborazioni strategiche per consolidare una presenza strutturata. In Iraq ad esempio il Governo ci ha affidato la gestione di due ospedali universitari, a Najaf e Bassora. Il contratto prevede trasferimento di know-how clinico e gestionale, perché la qualità della nostra sanità è indiscutibile. A Baghdad stiamo costruendo un nuovo ospedale, mentre al Cairo dal 2027 gestiremo il nuovo Heliopolis Hospital al momento in costruzione.
kamel ghribi sergio mattarella 1 inaugurazione anno accademico universita vita salute san raffaele
Abbiamo obiettivi ambiziosi in altri Paesi quali l’Albania, la Libia e il Kenya. In Albania collaboreremo con un grande ospedale pubblico locale, il Madre Teresa Hospital, in Libia assumeremo la gestione del Centro Oncologico e del Benghazi Medical Center, senza considerare la Svizzera dove svolgeremo attività di chirurgia estetica e cosmetica.
In Kenya abbiamo un contratto in base al quale gestiremo l’ ammodernamento di ben 14 ospedali con cui avremo poi accordi di partnership e formazione.
Lei usa spesso il termine “diplomazia sanitaria”. Cosa significa esattamente nel suo caso?
Sono convinto che la regione del Mediterraneo allargato e i Paesi limitrofi sia strategicamente cruciale per l’Europa e per l’Italia.
Bisogna solo smettere di considerare la sponda nord e la sponda sud come opposte. La mia idea è semplice: il Mediterraneo è un mare che unisce, non che divide. È una cerniera tra popoli, culture, economie. Occorre investire sul dialogo e sulla diplomazia economica e sanitaria.
kamel ghribi andrea catalano
kamel ghribi foto di bacco
massimo d alema kamel ghribi inaugurazione anno accademico universita vita salute san raffaele
kamel ghribi antonio tajani ignazio la russa inaugurazione anno accademico universita vita salute san raffaele
luigi di maio, kamel ghribi e licia ronzulli in iraq
ahmed naser al raisi kamel ghribi
il policlinico san donato in iraq
kamel ghribi mohammed shia al sudani salih mahdi al hasnawi
PAPA LEONE XIV E KAMEL GHRIBI


