‘’ITALO’’, CIUFF CIUFF CON LE ROTAIE BUCATE - NESSUNO CACCIA I SOLDI, PER LA NTV DI MONTEZEMOLO IN VISTA LACRIME E SANGUE – DOPO ALITALIA, ALTRO CAPOLAVORO DI PASSERA…

Giorgio Meletti e Carlo Tecce per il "Fatto quotidiano"

E se avessero sbagliato i conti? Ieri pomeriggio l'affollato consiglio d'amministrazione della Ntv ha discusso il difficile decollo di Italo, il super treno che da poco più di un anno fa concorrenza ai Frecciarossa. Per ora, dicono, non si parla di aumento di capitale nè di tagli al personale. Ma l'algebra ferroviaria non perdona e quindi preoccupa.

Sembrano lontanissimi i fasti di fine 2011, con il sottosegretario Gianni Letta accorso al taglio del nastro del primo treno fornito dalla francese Alstom, in una tipica festa di fine regime berlusconiano. Nei primi otto mesi di attività (maggio-dicembre 2012) Italo ha trasportato due milioni di passeggeri lungo la direttrice Salerno-Milano-Torino e la diramazione Bologna-Venezia.

Hanno pagato 40 euro a testa di biglietto medio, per ricavi da traffico di 81 milioni. Con alcune acrobazie bilancistiche (tra cui la precipitosa vendita dell'officina ferroviaria di Nola, il fiore all'occhiello) la perdita è stata contenuta in 77 milioni. Ntv conta di chiudere il 2013 con 6 milioni di passeggeri, quindi con un fatturato prevedibimente triplicato, che però non sarà sufficiente a far tornare i conti: l'appuntamento con il pareggio è rinviato alla seconda metà del 2014.

E qui sorge il dubbio: la previsione di vendita dei biglietti nel 2013 farebbe schizzare il tasso di riempimento dei treni dal 37 per cento del 2012 a oltre il 70 per cento. Ma se i conti saranno ancora in rosso vendendo il 70 per cento dei posti su tutte le 50 corse giornaliere per 365 giorni all'anno, per vedere i profitti dovranno aspettare di avere tutti i treni sempre pieni zeppi, magari con qualche passeggero appeso ai finestrini (a prezzo scontato).

E chi viaggia sui treni ad alta velocità sa bene che fuori dei giorni e delle ore di punta è difficile vederli occupati anche a metà. La preoccupazione è soprattutto di Intesa Sanpaolo. Nel 2008 la banca milanese, sotto la regia dell'allora ad Corrado Passera, ha investito 60 milioni per diventare azionista di Ntv, e poi ha erogato prestiti per 650 milioni per dotare la società di treni e quant'altro.

Azionista di rilievo e creditrice di una cifra enorme: una posizione scomoda che in genere a Intesa Sanpaolo piace. Chi ha fatto un affare enorme sono sicuramente i fondatori della Nuovo Trasporto Viaggiatori, Luca di Montezemolo, Diego Della Valle e Giovanni Punzo, che hanno investito solo 316 mila euro a testa, eppure continuano ad avere il 35 per cento di un'attività che impegna oltre un miliardo.

Il colpaccio è stato ottenere nel febbraio 2007 dal ministro dei Trasporti, il comunista Alessandro Bianchi (Pdci), l'autorizzazione a far correre i treni sulla rete ferroviaria ad alta velocità costata al contribuente circa 90 miliardi di euro. Ottenuto il prezioso pezzo di carta la società acquista un valore notevole, o almeno questo viene riconosciuto dai soci che si precipitano a comprare azioni con congrui sovrapprezzi.

Le ferrovie francesi (Sncf), anche grazie ai buoni uffici di Passera, il banchiere che aveva organizzato la cordata dei patrioti per salvare Alitalia proprio dai transalpini, si ritagliano il 20 per cento, stesso valore in possesso di Intesa. Le Assicurazioni Generali entrano con il 15. Poi al 5% ci sono Alberto Bombassei della Brembo e Isabella Seragnoli. Sciarrone, amministratore delegato, l'unico che ne sa di treni, si tiene l'1,5 per cento.

Oggi si parla di aumento di capitale perché il patrimonio netto è stato eroso dalle perdite (da 263 a 107 milioni) e la liquidità non va oltre i 50 milioni, mentre i debiti sono a 754 milioni e le azioni tutte in pegno alle banche creditrici: oltre a Intesa, Bpl, Bnl, Efibanca e, con il noto fiuto, Montepaschi. C'è soltanto un azionista che potrebbe avere interesse a idratare i conti a secco: i francesi di Sncf.

I fondatori non sembrano propensi all'iniezione sostanziosa di euro che si sono risparmiati finora: né Montezemolo, che ha lasciato la presidenza all'amico Antonello Perricone (reduce dai successi alla guida di Rcs), nè Della Valle. L'unica salvezza sarebbe quella di esaudire le previsioni più ottimistiche, con il pareggio di bilancio nel 2014. Nel frattempo si recita il mantra "è tutta colpa del numero uno di Fs Mauro Moretti che ci sabota".

La tensione con il concorrente , che è anche proprietario e gestore dei binari, non dipende solo dai 140 milioni annui di pedaggio pagati per correre sull'alta velocità, ma soprattutto dal fatto che quei soldi, sussurrano a Ntv, dovrebbero garantire una possente manutenzione e invece vengono spesi per rendere più competitivi i Frecciarossa.

L'ultimo smacco si chiama Milano-Ancona, che Italo potrà far esordire a dicembre, mentre Trenitalia è già partita tre mesi fa. Senza nuovi investimenti e ulteriori sconti sui biglietti - la flotta di 25 treni non sarà ampliata - Ntv confida nell'aiuto della nascitura Autorità dei Trasporti, appena nominata dal governo. In attesa di conoscere l'efficacia di un arbitro imparziale, Ntv corre il rischio concreto di dover sfoltire l'organico, oggi 1200 dipendenti, per lo più giovani sotto i 30 anni. Una mossa che significherebbe rassegnazione.

 

ALCUNI DEI SOCI DEL GRUPPO NTV - TRA I QUALI DELLA VALLE, PASSERA, MONTEZEMOLOmontezemolo e passera allauditorium Corrado Passera, Giovanna Salza, Luca MontezemoloDELLA VALLE E MONTEZEMOLO gianni punzoAlberto Bombassei LEONE DI TRIESTE ASSICURAZIONI GENERALI jpegGiuseppe Sciarrone Antonello Perricone MAURO MORETTI

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