IL PALIO DELLA GABANELLI – LA CONSOB TEDESCA SCENDE IN CAMPO SULLA FALSA CONTABILIZZAZIONE DEL DERIVATO SANTORINI RIFILATO DA DEUTSCHE BANK A MPS MENTRE LA CONSOB DI VEGAS NON FIATA

Milena Gabanelli per il "Corriere della Sera"

Nel novembre 2013 la BaFin, autorità di controllo dei mercati tedesca equivalente della nostra Consob, ha inviato una dura lettera al top management di Deutsche Bank, contestando esplicitamente la falsa contabilizzazione del derivato Santorini da parte del ramo finanza della banca d'affari tedesca.

Il contratto derivato Santorini è balzato tristemente alle cronache nostrane per essere stato stipulato dal Monte dei Paschi di Siena con Deutsche Bank sotto la disastrosa gestione Mussari-Vigni al fine esplicito di occultare indesiderate perdite di bilancio. Anche la Procura di Siena ha aperto un fascicolo. E la Consob? Finora si è occupata di far conoscere al mercato se Profumo e Viola restano o vanno via e se impugneranno la delibera con cui la Fondazione Mps ha bocciato la loro proposta di aumento di capitale. Ora che questi misteri sono risolti succederà qualcos'altro?

Riassumendo la vicenda: a luglio 2011 arriva in Consob un esposto in cui si dice che attraverso operazioni in derivati mal contabilizzate si sono occultate perdite nel bilancio Mps. Col tempo si scopre che si tratta della ristrutturazione di Santorini fatta da Mps con Deutsche Bank, e di Alexandria stipulata con Nomura. Mps ha di fatto assicurato le due banche estere dal fallimento dell'Italia a condizioni finanziarie capestro.

Santorini ha infatti generato minusvalenze per Mps ben oltre il miliardo di euro , mentre Alexandria ha comportato un esborso di cassa per 2,1 miliardi di euro. Operazioni che hanno reso necessario un prestito d'emergenza da parte della Banca d'Italia per evitare il default di Mps, come si evince da perizie e documenti resi all'Autorità Giudiziaria di Siena da accademici, consulenti delle banche e dirigenti Bankitalia nonché dalle cause ed esposti che Codacons, Adusbef e Cgil e Federconsumatori hanno avviato in quanto preoccupate delle sorti della banca e dell'inerzia della Consob.

Conclusioni che non emergono dai bilanci di Mps, quelli controllati dalla Consob, secondo la quale queste operazioni sono titoli di Stato accompagnati da pronti contro termine e da finanziamenti. Una nota di colore: tra questi documenti ce n'è uno in cui la banca giapponese dichiara di non aver mai venduto questi titoli di Stato a Mps, di non averli lei stessa mai posseduti e tanto meno di averli mai acquistati sul mercato per poi rivenderli a Mps.

A marzo 2013, Mps ha promosso una causa per danni contro Nomura e Deutsche Bank chiedendo un risarcimento di 1,2 miliardi, ovvero molto inferiore alle perdite subite. Mentre la causa con Nomura è a tutt'ora in corso, Mps il 19 dicembre, senza che il processo sia davvero entrato nel vivo, ha preferito chiudere la vertenza legale con la banca tedesca con un accordo in tutta fretta dove invece di ricevere qualcosa indietro, le ha liquidato diverse centinaia di milioni di euro.

E mentre da noi Deutsche Bank batte cassa, negli Stati Uniti annuncia di aver accettato di pagare un risarcimento di circa 1,5 miliardi di euro per chiudere un'azione legale intentata a seguito della vendita di derivati tossici a istituzioni finanziarie americane.

Ma torniamo alla contestazione della BaFin: l'autorità tedesca ipotizza dietro il derivato Santorini una condivisione dell'occultamento delle perdite di bilancio di Mps tra il management Deutsche Bank e quello Mps. Forse la consapevolezza di essere stati scoperti da qualcuno (BaFin, e magari la Procura che ha aperto un fascicolo) ha portato Profumo e Viola a negoziare un'uscita a qualsiasi condizione piuttosto che proseguire una causa civile in cui rischiava di venir fuori di tutto.

Il regolatore tedesco, riferendosi alla contabilizzazione del derivato, ha definito «inaccettabile» l'opacità di comportamento di Deutsche Bank verso l'Authority stessa ed altre istituzioni analoghe. Si riferisce alla Consob? Ma perché la BaFin si preoccupa della Consob? Perché se due banche fanno una transazione tra di loro, l'operazione dovrebbe essere contabilizzata nella stessa maniera da entrambe, tanto più se hanno la stessa società di revisione, cioè Kpmg. Insomma se il bilancio di Deutsche Bank è falso, come sarà quello di Mps?

Se la Bafin interviene allora la Consob, che tra l'altro avrebbe anche la responsabilità di supervisore nei confronti di Kpmg oltre che di Mps, dovrebbe interessarsi dei rilievi della BaFin, oppure di verificare la transazione tra Mps e Deutsche Bank.

Nella attuale delicatissima situazione dove Mps ha in ballo un aumento di capitale di 3 miliardi di euro, possibili salvataggi delle Fondazioni o l'alternativa responsabile della nazionalizzazione da parte del Tesoro attraverso la conversione dei Monti Bond, sarebbe necessario mettere il mercato in condizione di ottenere la valutazione più trasparente possibile della salute finanziaria del Monte. E questo anche perché sia chiaro a tutti quale sia la soluzione più ragionevole al di là delle apparenze.

Intanto la Consob approva la fusione Unipol-Fonsai, guarda caso il giorno dopo la scadenza del mandato del commissario Pezzinga (a distanza di un mese Mef e la presidenza del consiglio non hanno ancora nominato un sostituto), e questo nonostante la grana strutturati non sia neanche più un mistero, anche se nel documento di fusione si legge che su questo tema è tutto a posto; il mercato però sembra pensarla diversamente dato che la nuova società appena quotata ha perso circa il 10%.
Avanti tutta quindi con le operazioni di sistema...Il paese affonda strangolato dal credit crunch, ma il capitalismo di relazione è più in forma che mai.

 

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