PANICO SUI GIORNALI USA: “ROMA BRUCIA E L’AMERICA RISCHIA DI SCOTTARSI” - WALL STREET JOURNAL: “E’ LA PRIMA VOLTA DALLA NASCITA DELL’EURO CHE L’INTERESSE SFONDA QUOTA 6,50%. IL 7% È STATO FATALE A PORTOGALLO, IRLANDA E GRECIA” - “SIN DALL’ASTA DI GIOVEDÌ L’ITALIA È A RISCHIO” DI NON AVERE PIÙ SOLDI A SUFFICIENZA PER PAGARE GLI INTERESSI SUI BOND” - E LUNEDÌ 14 NOVEMBRE L’ITALIA DOVRÀ RACCOGLIERE SUI MERCATI 30,5 MILIARDI DI EURO IN BOND DECENNALI…

Maurizio Molinari per "La Stampa"

Mercati in bilico per colpa dell'Italia», «Roma rischia il fallimento», «Serviranno prestiti da Ue e Fmi», «La soglia killer del 7 per cento è in agguato da giovedì», «Nessuno crede più negli impegni di Silvio Berlusconi», «Le banche francesi stanno vendendo quantità massicce di titoli italiani»: Wall Street ha paura del crac italiano e per un'intera giornata di contrattazioni operatori, analisti e media martellano il pubblico americano con notizie di tono negativo sul nostro Paese.

Pochi minuti prima del campanello di apertura a Wall Street Mohamed ElErian, ceo del gigante Pimco, afferma: «Il governo italiano deve fare molto di più per riguadagnare la fiducia del popolo italiano, del creditori esterni e dei mercati». Il riferimento è alle promesse di riforme fatte da Berlusconi all'Ue ed all'invito al Fmi a svolgere ispezioni.

Sono impegni che non convincono gli operatori perché, come spiega Michelle Caruso-Cabrera, conduttrice della tv economica Cnbc, «i ripetuti fallimenti di Berlusconi nel mancare gli impegni presi in passato spingono i mercati finanziari a pensare che l'Italia starebbe finanziariamente assai meglio se Berlusconi si dimettesse».

Sono parole che rimbalzano sul floor del New York Stock Exchange dai piccoli televisori posizionati un pò ovunque nelle postazioni dei broker. Anche perché cambiando canale il contenuto non muta: quanto i mercati vanno in negativo spinti dalle paure italiane la Msn commenta preoccupata «Roma brucia e l'America rischia di scottarsi», Fox Business mette in sovraimpressione a titoli cubitali il dato sull'« interesse record dei titoli di Stato italiani» a quota 6,63 per cento e Cnn dedica l'approfondimento ad un parallelo fra la decisione del premier ellenico di dimettersi per salvare le finanze pubbliche e quella del collega italiano di fare il contrario, incurante dei rischi di crac che incombono.

I siti di New York Times , Wall Street Journal , Financial Times e Washington Post pubblicano analisi convergenti e preoccupate sui titoli di Stato italiani. «E' la prima volta dalla nascita dell'euro che l'interesse sfonda quota 6,50 per cento - scrive il Wall Street Journal - il 7 per cento è stato fatale a Portogallo, Irlanda e Grecia e in questi tre casi passarono solo 15 giorni per raggiungerlo dal 6,50», dunque «sin dall'asta di giovedì l'Italia è a rischio» di non avere più soldi a sufficienza per pagare gli interessi sui bond.

L'ostacolo subito seguente è quello di lunedì 14 novembre quando, prevede Dawa Securities, l'Italia dovrà raccogliere sui mercati 30,5 miliardi di euro in bond decennali rischiando di trovarsi di fronte ad un'impennata degli interessi. Ed a complicare lo scenario, aggiunge Kathleen Brooks direttore di UK Emea a Forex.com, è che «stanno crescendo anche gli interessi dei titoli a due anni» indicando una pressione in crescita su più fronti.

«La realtà è che per i mercati finanziari il problema non è più la Grecia ma l'Italia» commenta Mark Luschini, stratega finanziario di Janney Montgomery Scott. Il fatto che la francese Bnp Paribas si sia già liberata di un'ingente quota di titoli italiani fa ipotizzare ad alcuni analisti che la discesa verso il peggio possa essere assai rapida.

C'è chi suggerisce, come Mark McCormick stratega valutario di Brown Brothers Harriman, che «l'Italia non avrà alternativa a chiedere prestiti all'Unione Europea ed al Fmi» come anche chi ribatte che vista la complessità dell'operazione la Banca d'Italia potrebbe essere obbligata a «vendere parte dei 150 miliardi di euro in oro» che possiede nei forzieri.

Se commenti inquieti ed emozioni negative si sovrappongono, sul floor come sui media, è perché «l'Italia è la terza economia più grande della zona Euro ed uno dei maggiori mercati di titoli di Stato del fondo» creando una situazione per la quale «è troppo grande per fallire ma anche troppo grande per essere salvata» come riassume Thanos Vamvakidis, capo dell'European G10 FX Strategy a New York, secondo il quale «neanche l'intero fondo di soccorso europeo da 1,4 trilioni di euro basterebbe».

 

 

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