larry david ellison warner bros paramount

PARAMOUNT? PUSSA VIA! – WARNER BROS RIFIUTA L’OFFERTA DA OLTRE 108 MILIARDI DI DOLLARI DEL GRUPPO CONTROLLATO DALLA FAMIGLIA ELLISON: “PREFERIAMO NETFLIX” – IL BOARD DI WARNER HA ANCHE ACCUSATO I PROPRIETARI DI PARAMOUNT DI AVER MENTITO AGLI AZIONISTI SULLA SOLIDITÀ DELLA CORDATA DI FINANZIATORI PER LA SCALATA A “WBD” – ANCHE “AFFINITY PARTNER”, IL PRIVATE EQUITY DI JARED KUSHNER, SI SFILA DALLA PROPOSTA DI PARAMOUNT…

Estratto dell’articolo di Alberto Simoni per www.lastampa.it

 

larry ellison david ellison warner bros discovery

Il board di Warner Bros scarica Paramount e conferma la preferenza per l'acquisto da parte di Netflix. In una nota la Warner Bros ha definito inferiore la proposta del gruppo controllato dalla famiglia Ellison e invitato gli azionisti a rigettare l'offerta pubblica di acquisto lanciata lo scorso 8 dicembre da 108,4 miliardi di dollari.

 

L'invito è accompagnato da una serie di critiche molto dure contro la famiglia Ellison, che controlla Paramount. Li si accusa di aver mentito agli azionisti sulla solidità della cordata di finanziatori per la scalata a WBD e si definisce «illusoria» l'offerta ostile di acquisto. Fra l'altro Warner dubita del reale impegno a sostenere la trattativa da parte della famiglia Ellison.

 

larry ellison david ellison 2

[…] Il voto degli azionisti sul futuro della compagnia è atteso non prima di aprile e questo dà ulteriore tempo a David Ellison, patron della Paramount e figlio di Larry, il miliardario co-fondatore di Oracle e amico di Donald Trump, di inoltrare una nuova proposta. L'offerta pubblica ostile scade l'8 gennaio.

 

Una delle strade per rilanciare è fare affidamento al trust della famiglia Ellison, circa 250 miliardi, più che sulla capitalizzazione della Paramount, appena 15 miliardi. Paramount aveva presentato cinque offerte al consiglio direttivo di Warner Bros prima di optare per la scalata.

 

Agli azionisti ha offerto 30 dollari per azione. L'offerta totale da 108,4 miliardi era sostenuta da un pool di investitori: 41 miliardi garantiti dalla famiglia Ellison e da RedBird Capital. Altri 54 miliardi erano legati a debiti presso Bank of America, Citi e Apollo.

NETFLIX WARNER BROS DISCOVERY

 

Una quota è legata a fondi sovrani sauditi, del Qatar e degli Emirati Arabi. Si è invece sfilata Affinity Partner, il private equity di Jared Kushner, genero del presidente Trump. In una nota la società ha spiegato che «la dinamica dell'investimento è fortemente cambiata da quando siamo stati inizialmente coinvolti lo scorso ottobre».

 

[…] L'offerta di Netflix e quella di Paramount differiscono non solo sotto il profilo economico. La regina dello streaming ha offerto 27,75 dollari suddivisi in 23,25 dollari in contanti e i restanti 4,50 in titoli della società, per acquistare gli studi cinematografici e il servizio streaming Hbo Max.

 

[…]  L'offerta di Netflix e il suo comportamento sono stati «trasparenti», invece secondo Warner Bros. Oltre alla proposta in contanti, il gigante dello streaming ha siglato una penale a garanzia dell'accordo da quasi sei miliardi.

netflix warner bros 5

 

Serviranno in caso di successo dai 12 ai 18 mesi per chiudere l'intesa. Durante il periodo la proposta può essere migliorata in qualsiasi momento. In una nota Netflix ha accolto con soddisfazione la decisione del board di WBD sottolineando, nelle parole del co-Ceo Ted Sarandos che «la nostra proposta è nei migliori interessi degli azionisti». […]

NETFLIX WARNER BROS larry ellison david ellison 1netflix warner bros 4

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...