pirelli tronchetti provera chemchina

L'ITALIA ARRIVA ULTIMA AL GIOCO DELL'OPA: PARTE LA VENDITA DI PIRELLI AI CINESI DI CHEMCHINA. DA QUI A SEI MESI, PIAZZA AFFARI PERDERÀ AZIENDE PER 16 MILIARDI DI CAPITALIZZAZIONE

1. AL GIOCO DELL’OPA PIAZZA AFFARI PERDE AZIENDE PER 16 MILIARDI

S.B. per “la Repubblica

 

riccardo bocca twitta renzi con tronchetti afef e naomiriccardo bocca twitta renzi con tronchetti afef e naomi

È la Pirelli di Marco Tronchetti Provera ad inaugurare la stagione delle Opa di Piazza Affari. Da qui alla prossima primavera sono in calendario ben cinque offerte pubbliche: si parte con quella sui penumatici (da 7,3 miliardi) e seguono quelle su World Duty Free (2,6 miliardi), Italcementi (3,5 miliardi), Ansaldo Sts (circa 2 miliardi) e sui grandi impianti di condizionamento di DelClima (660 milioni).

 

Sul mercato, e nelle tasche di imprenditori come Benetton, De’ Longhi e Pesenti stanno quindi per arrivare circa 16 miliardi di liquidità, una cifra considerevole che che equivale al valore di mercato di una delle più grandi aziende tricolori, vale a dire la Fca che fa capo alla famiglia Agnelli. Il trait d’union di queste cinque acquisizioni è presto detto: ad acquistare alcuni pezzi importanti della storia del capitalismo tricolore sono tutte aziende estere.

COPERTONI PIRELLI COPERTONI PIRELLI

 

La quota di maggioranza di Marco Polo, il veicolo che promuove l’Opa su Pirelli, è stata rilevata dal colosso pubblico cinese ChemChina; così come Ansaldo Sts, che via Finmecanica era un pezzo di attività che faceva capo al Tesoro, sta per essere rilevata dai cinesi di Hitachi. Il controllo del leader italiano del cemento passa invece in mani tedesche, alla HeidelbergCement, anche se la famiglia Pesanti reinvestirà circa la metà di quanto incassato dal gruppo di materiali di costruzione che nascerà dalla fusione delle due aziende.

 

fratelli benettonfratelli benetton

La gestione dei duty free spagnoli e dell’areoporto di Londra che i Benetton avevano rilevato attraverso Autogrill, viene invece ceduta in blocco ai rivali svizzeri di Dufry. Stesso discorso per il pacchetto del 75% di DelClima in mano alla famiglia De’ Longhi, che è stato appena acquistato dal colosso giapponese Mitsubishi Electric. Tronchetti Provera è l’unico imprenditore italiano che dopo l’offerta pubblica che terminerà il 13 ottobre, reinvestirà tutti i proventi della vendita nel nuovo gruppo mantenendo anche le deleghe esercitate finora in Pirelli, ad eccezione della carica di presidente.

 

 

2. PIRELLI PARTE L’OPA DI CHEMCHINA

Fabrizio Massaro per il “Corriere della Sera

 

renzi con i  pesenti all italcementirenzi con i pesenti all italcementi

Pirelli comincia il viaggio verso la Cina. Oggi parte l’offerta pubblica di acquisto (Opa) sul gruppo della Bicocca, che durerà fino al 13 ottobre, da parte del colosso ChemChina insieme con l’alleato Camfin, ovvero Marco Tronchetti Provera più Intesa Sanpaolo e Unicredit e i russi di Rosneft con il veicolo Lti. L’obiettivo è conquistare il controllo della società, di cui oggi hanno già in mano il 20,3% dopo aver acquisito le azioni che erano di Camfin per 1,5 miliardi circa. Quel prezzo era pari a 15 euro per azione, e questo è il corrispettivo offerto al mercato: non un centesimo di più, avvisa il prospetto informativo pubblicato ieri. In Borsa il titolo è rimasto allineato (ieri +0,27% a 15,01 euro) a quel prezzo, valore che incorpora un premio del 25,8% sui prezzi dell’ultimo anno.

giampiero e carlo pesentigiampiero e carlo pesenti

 

L’avviso è rivolto in particolare a quegli azionisti che, a partire dall’annuncio di marzo della complessa operazione finanziaria e industriale che cambierà il volto della Pirelli, hanno speculato su un rialzo dell’offerta o al raggiungimento di un prezzo per il diritto di recesso superiore a quello dell’Opa. Il recesso scatta in quanto, dopo l’offerta, Pirelli potrebbe essere fusa con il veicolo che materialmente ha lanciato l’Opa, ovvero Marco Polo Industrial Holding spa. Essendo quest’ultima una società non quotata, ai soci Pirelli non aderenti all’Opa la legge garantisce di essere liquidati (recesso) per non restare con in mano azioni di una società non quotata.

 

Il prezzo del recesso si calcola con la media aritmetica dei prezzi dei 6 mesi antecedenti la convocazione dell’assemblea per il delisting. Per chi sceglie questa strategia, il guadagno sta nello spuntare più dei 15 euro offerti in opa. Ma ChemChina e Tronchetti — con l’assistenza di Rothschild, Lazard, Jp Morgan, Intermonte — hanno stabilito che in caso di mancato raggiungimento del 55% del capitale non verrà proposta la fusione e Pirelli resterà dunque quotata. Un modo per scoraggiare la speculazione ed evitare esborsi ulteriori rispetto all’ammontare già definito e finanziato. Anche gli advisor di Pirelli (Deutsche Bank e Goldman Sachs) e quello degli consiglieri indipendenti (Citigroup) hanno ritenuto congruo il prezzo.

CHEM CHINACHEM CHINA

 

Le cifre in gioco d’altronde sono enormi: per l’80% che ancora non possiede, Marco Polo metterà sul piatto oltre 5,6 miliardi di euro, nel caso di totale adesione all’offerta. All’esborso la partecipata di ChemChina e Camfin farà fronte con 2,1 miliardi «mediante apporti di capitale che saranno messi a disposizione da parte del suo socio unico HoldCo» (uno dei veicoli della lunga catena di controllo) e per massimi 3,6 miliardi mediante finanziamento bancario. Le linee di credito sono per complessivi 4,4 miliardi.

CHINA NATIONAL CHEMICALCHINA NATIONAL CHEMICAL

 

Il riassetto di Pirelli è un’operazione che attraverso varie fasi prevede che l’anima italiana di Camfin (Coinv) possa aumentare la sua partecipazione fino al 37,3%, i russi restare al 12,6%, mentre ChemChina scenderebbe al 50,1% dal 65%. La quota cinese potrebbe anche finire a un nuovo socio.

 

Il prospetto chiarisce anche che l’integrazione industriale tra Pirelli e le attività di ChemChina nel settore dei pneumatici (Aeolus) richiederà «almeno 2-3 anni» e al momento non è possibile fare una stima dei risparmi e dei vantaggi derivanti dalle sinergie. Al centro del riassetto c’è la separazione della produzione di pneumatici per veicoli industriali (Pirelli Industrial) che verranno integrati con Aeolus.

 

 

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?

giorgia meloni ignazio la russa

DAGOREPORT - LA RISSA CONTINUA DI LA RUSSA - L’ORGOGLIOSA  CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL MOVIMENTO SOCIALE, NUME TUTELARE DEI DELLE RADICI POST-FASCISTE DEI FRATELLINI D'ITALIA, DI SICURO NON AVRÀ FATTO UN GRANCHÉ PIACERE A SUA ALTEZZA, LA REGINA GIORGIA, CHE SI SBATTE COME UN MOULINEX IN EUROPA PER ENTRARE UN SANTO GIORNO NELLE GRAZIE DEMOCRISTIANE DI MERZ E URSULA VON DER LEYEN - DA MESI 'GNAZIO INTIGNA A FAR DISPETTI ALLE SORELLE MELONI CHE NON VOGLIONO METTERSI IN TESTA CHE A MILANO NON COMANDANO I FRATELLI D'ITALIA BENSI' I FRATELLI ROMANO E IGNAZIO LA RUSSA – DALLA SCALATA A MEDIOBANCA ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DAL CASO GAROFANI-QUIRINALE ALLO SVUOTA-CARCERI NATALIZIO, FINO A PROPORSI COME INTERMEDIARIO TRA I GIORNALISTI DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ E IL MAGNATE GRECO IN NOME DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE – L’ULTIMO DISPETTUCCIO DI ‘GNAZIO-STRAZIO ALLA LADY MACBETH DEL COLLE OPPIO… - VIDEO

brunello cucinelli giorgia meloni giuseppe tornatore

A PROPOSITO DI…. TORNATORE – CRISI DEL CINEMA? MA QUALE CRISI! E DA REGISTA TAUMATURGO, NOBILITATO DA UN PREMIO OSCAR, CIAK!, È PASSATO A PETTINARE IL CASHMERE DELLE PECORE DEL SARTO-CESAREO CUCINELLI - MICA UN CAROSELLO DA QUATTRO SOLDI IL SUO “BRUNELLO IL VISIONARIO GARBATO”. NO, MEGA PRODUZIONE CON UN BUDGET DI 10 MILIONI, DISTRIBUITO NELLE SALE DA RAI CINEMA, ALLIETATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA CON TAX CREDIT DI 4 MILIONCINI (ALLA FINE PAGA SEMPRE PURE PANTALONE) E DA UN PARTY A CINECITTA' BENEDETTO DALLA PRESENZA DI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI - ET VOILÀ, ECCO A VOI SUI GRANDI SCHERMI IL “QUO VADIS” DELLA PUBBLICITÀ (OCCULTA) SPACCIATO PER FILM D’AUTORE - DAL CINEPANETTONE AL CINESPOTTONE, NASCE UN NUOVO GENERE, E LA CRISI DELLA SETTIMA ARTE NON C’È PIÙ. PER PEPPUCCIO TORNATORE, VECCHIO O NUOVO, È SEMPRE CINEMA PARADISO…