AL PEUGEOT NON C’E’ MAI FINE! - CHIUSURA NEL 2014 DELLO STABILIMENTO DI AULNAY, ADIEU A 8.000 POSTI DI LAVORO - HOLLANDE SI INCAZZA MENTRE IL GRUPPO PSA PEUGEOT CITROËN SPROFONDA: NEI PRIMI SEI MESI DEL 2012 PERDITA OPERATIVA VICINA AI 700 MILIONI DI EURO - IN GERMANIA SI DIMETTE A SORPRESA IL CAPO DELLA OPEL (E PRESIDENTE DI GENERAL MOTORS EUROPE) STRACKE - IL PROSSIMO SFANCULATO SARA’ L’AD DI PSA PHILIPPE VARIN?...

Bianca Carretto per il "Corriere della Sera"

Una giornata che l'industria europea dell'auto non potrà non inserire tra quelle più nere. In Francia la Psa Peugeot Citroën ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Aulnay, vicino a Parigi, per il 2014. In Germania, a sorpresa, si è dimesso nel bel mezzo di una ristrutturazione il capo della Opel (e presidente di General Motors Europe) Karl-Friedrich Stracke, che assumerà un incarico speciale al fianco del Ceo di Gm, Dan Akerson. Quest'ultimo, in una nota, ha scritto che Stracke «ha lavorato sotto una grande pressione per stabilizzare il business. Apprezziamo il grande contributo che ha dato al successo di Gm».

Una discesa agli inferi, ha scritto «Le Figaro» commentando la decisione di Psa, una definizione che dà il senso di come la mossa sia stata accolta oltralpe. La fabbrica di Aulnay, nata nel 1973 (e dove si costruisce la Citroën C3), occupa attualmente 3.000 dipendenti, ma il piano di ristrutturazione presentato da Philippe Varin, presidente ed amministratore delegato di Psa, prevede che siano 8.000 i posti di lavoro persi in tutta la Francia, cifra che potrebbe scendere a 6.500 se i lavoratori accetteranno gli spostamenti proposti.

Il piano, infatti, si estende al sito di Rennes (produce Peugeot 508 e Citroën C5 e C6) dove su 5.600 salariati 1.400 verranno tagliati, mentre altri 3.600 posti di lavoro saranno eliminati nelle varie strutture del gruppo. A Aulnay però 1.500 lavoratori potrebbero essere recuperati con la proposta di trasferirsi nell'altra fabbrica di Poissy, dove vengono assemblate la Citroën C3 e la DS3 oltre alla Peugeot 208. Varin ha dichiarato pubblicamente il suo sconforto per la gravità di questi provvedimenti, che avranno ripercussioni sull'intero paese. Ma il tasso medio di utilizzo degli impianti Psa è sceso al 76%, mentre un anno fa era all'86%.

Il governo francese, come prevedibile, ha immediatamente reagito. Il ministro delle attività produttive, Arnaud Montebourg, ha detto: «Non accettiamo questo piano». Il primo ministro Jean-Marc Ayrault ha chiesto a Psa di garantire il suo impegno per trovare nuovi posti di lavoro per i dipendenti dismessi. «Vivamente preoccupato» il presidente Francois Hollande, che secondo quanto riferito dall'Eliseo, ha chiesto al premier e a Montebourg, «di fare il possibile per limitare le conseguenze sociali di questo piano».

Solo l'estate scorsa, grazie al successo della gamma Citroën DS, il gruppo risultava in salute e aveva presentato per l'ultimo semestre del 2011 un utile di 806 milioni di euro. Sono in molti a chiedersi come possa essere avvenuto un simile ribaltamento. Nei primi sei mesi (la comunicazione ufficiale avverrà alla fine di luglio) la divisione auto di Psa riporterà una perdita operativa vicina ai 700 milioni di euro.

Il gruppo francese dipende troppo dal mercato europeo: il 60% delle vendite è concentrato nei paesi maggiormente colpiti dalla crisi, Francia, Italia, Spagna. I volumi di vendita mondiali sono scesi per i due brand del 13%, la produzione del 18% e mancano risorse finanziarie. La famiglia Peugeot che detiene il 25% di quota ed il 38% dei diritti di voto è stata costretta ad accettare l'alleanza con General Motors ed il suo ingresso per il 7% nella società, che ha consentito, alla fine di febbraio, un aumento di capitale di un miliardo.

Philippe Varin oggi è contestato da una parte dei Peugeot, divisa da tensioni collegate alla crisi (le azioni in borsa hanno perso oltre il 75% in un anno), il bilancio dei suoi tre anni non è certamente positivo. L'accordo con General Motors porterà, nel migliore dei casi, delle sinergie solo nel 2016, mentre la filiale europea Opel è in grave difficoltà. Dopo le dimissioni di Stracke le prossime saranno quelle di Varin?

 

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