PIAZZA AFFARI -0,5%, SPREAD 361 - NELL’EUROPA DELLA RECESSIONE E DELLE MANIFESTAZIONI, PER MERKEL LA SUPPOSTA VA PRESA IN SILENZIO - BILANCIO UE, PER L’ITALIA È UN PASSO INDIETRO - FIAT: VENDITE EUROPEE -6,5% - BOZZA DECRETO: LA RETE TELECOM È “STRATEGICA”. TELEFONICA: NON VENDIAMO - GRILLI: SI FACCIA IL RATINGN SOLO SUI PRIVATI - FACEBOOK: AZIONI SBLOCCATE, MA IL TITOLO TIENE - UNICREDIT: PENALIZZATI DALL’ITALIA - INTER, INCAGLIATE LE TRATTATIVE CON I CINESI…

1 - BORSA: GRECIA E FISCAL CLIFF FRENANO ANCORA I LISTINI, MILANO -0,5%
Radiocor - Dopo la tregua di ieri, le Borse continentali infilano un'altra seduta negativa, depresse dai dati peggiori delle attese sulla produzione industriale europea e sulle vendite al dettaglio Usa. A cio' si aggiungono le nuove incertezze sul salvataggio della Grecia, di cui l'Eurogruppo discutera' martedi' prossimo, e sul cosiddetto fiscal cliff americano. Cosi' a Milano l'Ftse Mib cede lo 0,52% con Mps (-5,1%) in coda dopo i conti inferiori alle attese, che vedono una perdita nei nove mesi pari a 1,66 miliardi.

Giu' anche Bpm e Bper che perdono oltre il 3% cosi' come Mediaset (-2,9%) che sconta la prima trimestrale in rosso della storia. In cima al listino, invece, le utility dopo i conti oltre le attese di Enel (+2,2%) che trascinano al rialzo anche il secondo produttore energetico nazionale, A2A, che balza del 4%. St (+1,5%) avanza al traino di Infineon che ha avviato una forte azione di taglio dei costi. Sul fronte valutario, l'euro si colloca a quota 1,274 dollari mentre il petro lio guadagna lo 0,56% col barile di Wti a quota 85,86 dollari al barile.

2 - SPREAD BTP CHIUDE A 361 PUNTI
(ANSA) - Lo spread tra il Btp e il Bund tedesco chiude a 361 punti base (dai 362 di ieri), con il rendimento sul decennale al 4,95%. Il differenziale tra i titoli a 10 anni di Spagna e Germania termina a 459 punti con il tasso dei Bonos al 5,93%.

3 - ALLARME RECESSIONE, DOMANI VERDETTO PIL UE-17
Domenico Conti per l'ANSA - Il cambio di rotta dall'austerity pura verso politiche un po' più accomodanti è perlomeno tardivo, e l'Europa prende atto in questi giorni che la morsa della recessione si fa sempre più dura per i Paesi in 'salvataggio' e tocca i 'Big', fino a lambire Francia e Germania. I numeri parlano chiaro e suonano come un doloroso monito per la gestione della crisi da parte dell'Europa, di Berlino e del Fondo monetario internazionale. Tanto che qualche economista comincia a evocare lo spettro di una "depressione" in stile anni '30. Il prodotto interno della Grecia e' precipitato del 7,2% nel terzo trimestre dopo un -6,3% nei tre mesi precedenti.

Per l'intero anno, la Commissione Ue prevede ora un -6%, e a seguire un -4,2% nel 2013, che si prospetta come il sesto anno consecutivo di recessione per Atene. Il Portogallo si appresta a chiudere il secondo anno consecutivo in recessione, e di fatto é da otto trimestri consecutivi in rosso, ultimo il periodo luglio-settembre chiuso con -0,8%. Il Fmi ha da tempo rivisto le sue proiezioni, ammettendo che il moltiplicatore fiscale era stato sottovalutato. Anche la Banca centrale europea, un tempo custode del monetarismo, ha spostato l'accento su politiche di stimolo alla crescita assieme ai tagli di spesa (che andrebbero preferiti agli aumenti delle tasse).

Forse non a caso, proprio oggi il commissario Ue agli Affari economici, Olli Rehn, ha escluso nuove strette anti-deficit per la Spagna, dopo le "misure ingenti" che non fanno prevedere sanzioni per Madrid che pure sforerà sugli obiettivi di riduzione dell'indebitamento. Una 'marcia indietro' generale che però rischia di non bastare, perché di fatto la recessione sta facendo saltare il percorso di riduzione del deficit e del debito dei Paesi più in difficoltà. Un dilemma, quello della strada da seguire, che deve pure fare i conti con il 'fiscal cliff' statunitense, la maxi-stretta fiscale da 600 miliardi di dollari che, se non disinnescata con un accordo politico, rischia di precipitare in recessione la prima economia mondiale e con essa l'intera crescita globale.

E poi c'é l'impatto sociale, con una disoccupazione record in Europa, e che in Grecia si attesta a oltre il 25% con picchi di quasi il 60% fra i giovani: basta guardare agli scioperi in Italia, Portogallo, Grecia e Francia per capire che la bomba sociale che sta esplodendo in mezza Europa. L'allarme rischia di suonare ancora più forte domani, quando Eurostat certificherà probabilmente che il Pil dei 17 Paesi dell'euro è stato negativo anche nel terzo trimestre (ci si attende un -0,1% su trimestre e un -0,6% su anno).

Anche l'Italia pubblica domani i suoi dati trimestrali: le stime degli analisti sono per un -2,9% su anno dopo il -2,6% aprile-giugno. E la recessione lambisce Francia e Germania, le due maggiori economie dell'euro, rimaste finora immuni: per la prima ci si attende crescita zero, come nel trimestre precedente, per la Germania un ulteriore colpo di freno a +0,4% dopo il +0,5% dei mesi primaverili. Mrio Draghi, presidente della Bce, ha avvertito una settimana fa che i problemi dell'Europa stanno "iniziando ad avere impatto" sull'economia tedesca. Forse il segnale che qualcosa sta per cambiare.

4 - SCIOPERI: LAVORO; MERKEL, VA FATTO CIO' CHE E' NECESSARIO...
(ANSA) - "Il diritto allo sciopero è una grande diritto delle democrazie e questo è scontato. Ma ciò che è necessario va fatto lo stesso". Lo ha detto Angela Merkel a Berlino, rispondendo a chi chiedeva se le proteste coordinate in diverse città europee oggi ammorbidiranno le politiche del rigore. Gli ostacoli nel mercato del lavoro "incrostato" vanno rimossi, e "vanno date nuove chance ai giovani attraverso una flessibilizzazione", ha continuato Merkel. "Questo lo diremo chiaramente ai nostri sindacati", ha concluso la Merkel.

5 - SPAGNA:REHN,NO A NUOVE MISURE PER TAGLIO DEFICIT
(ANSA) - La Spagna non deve prendere nuove misure per ridurre il deficit nel 2012 e nel 2013. Lo ha annunciato il commissario Ue agli affari economici Olli Rehn, secondo cui Madrid ha preso "azioni efficaci" per ripristinare le finanze pubbliche. Per il 2014, invece, sarà necessaria una nuova valutazione a febbraio.

6 - LONDRA, IN TILT VIAGGI IN TRENO VERSO CONTINENTE
(ANSA) - Gli scioperi in corso in diversi paesi europei in segno di protesta contro le politiche di austerity nell'eurozona hanno ripercussioni anche in Gran Bretagna con particolari problemi per i viaggi da e per l'Europa continentale, in particolare i treni ad alta velocità che si fermano a Parigi e Lilla, e a Bruxelles in Belgio. Ritardi e cancellazioni si registrano anche per i collegamenti aerei. Si prevedono problemi per tutto il giorno sulla tratta ferroviaria Londra-Bruxelles, tanto che la societa' che gestisce il servizio Eurostar consiglia di non intraprendere il viaggio se non strettamente necessario. La British Airways ha cancellato per oggi 10 tratte tra Londra e la Spagna e il Portogallo, mentre EasyJet ha annullato oltre 20 collegamenti con l'Europa continentale.

7 - BILANCIO UE: ITALIA, PROPOSTA VAN ROMPUY 'E' UN PASSO INDIETRO'
Radiocor - 'Non ci sembra che questa nuova proposta Ue sia un contributo positivo per un compromesso nel quale tutti possano riconoscersi, anzi e' un passo indietro che non avvicina le posizione degli Stati membri'. E' questa la posizione preliminare del governo italiano sulla proposta della presidenza Ue sul bilancio pluriennale europeo 2014-2020, espressa dal rappresentante permanente Ferdinando Nelli Feroci che sta negoziando insieme agli altri ambasciatori presso l'Unione europea. La presidenza Ue ha proposto un taglio di circa 80 miliardi ai 1.033 previsti dalla Commissione europea per il bilancio pluriennale europeo 2014-2020.

8 - FIAT: IHS STIMA -6,5% VENDITE OTTOBRE IN EUROPA, QUOTA AL 6,4%
Radiocor - In ottobre le vendite di Fiat sono previste in Europa (Ue+Norvegia+Svezia) in calo del 6,5% a circa 59.700 unita' verso un anno prima su un mercato giu' del 4,8% a 934.407 unita'. La quota del Lingotto e' attesa al 6,4% dal 6,5% di un anno prima. Queste le stime anticipate a 'Radiocor' da Pierluigi Bellini, associate director di Ihs Global Insight. Nei 10 mesi previsto un mercato in calo del 7,4% a poco piu' di 10,08 milioni con vendite in ribasso del 17,9% per Fiat a oltre 576mila unita' e una quota al 5,7% (da 6,4% un anno prima). Acea rendera' noti i dati ufficiali del mercato in ottobre il 16 novembre.

9 - TELECOM: VILA (TELEFONICA), NON VENDIAMO QUOTA TELCO
(ANSA) - Telefonica conferma il suo impegno in Telecom e il suo direttore finanziario Angel Vila, parlando alla Tmt Conference di Morgan Stanley a Barcellona, "esclude una vendita della quota in Telco". Secondo il manager spagnolo inoltre Telecom non ha necessità di un aumento di capitale.

10 - TELECOM: DECRETO POTERI SPECIALI, 'LA RETE E' STRATEGICA' (BOZZA)
Radiocor - La rete fissa di Telecom e' definita di 'rilevanza strategica' dal decreto che individua 'gli attivi strategici nei settori dell'energia, dei trasporti e delle comunicazioni' per l'applicazione dei poteri speciali dello Stato (ex golden share). Reti e impianti 'per la fornitura dell'accesso agli utenti finali dei servizi rientranti negli obblighi del servizio universale' sono messe nero su bianco in una bozza del Decreto del presidente della Repubblica in possesso di Radiocor, che aggiorna, all'articolo 3, un precedente schema nel quale la rete fissa non era menzionata.

Il decreto, come risulta a Radiocor, potrebbe essere esaminato, fuori sacco, dal Consiglio dei ministri gia' nella riunione di venerdi' prossimo. La questione Telecom e' tornata di viva attualita' dopo la manifestazione d'interesse da parte del magnate egiziano delle telecomunicazioni, Naguib Sawiris, ad entrare nel capitale della societa'.

11 - GRILLI: AGENZIE RATING LIMITINO GIUDIZI A SFERA PRIVATA
(ANSA) - La funzione delle agenzie di rating deve essere ridimensionata, circoscritta. Il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, parla della vigilanza pubblica sulle banche ma il messaggio è chiaro: le agenzie di rating "hanno una funzione giusta finché rimangono nella sfera privata. Nel privato possono dare tutti i consigli che vogliono a chi paga per averli ma il sistema di supervisione pubblica deve essere immune e indipendente dalle agenzie". L'occasione é un'audizione alla Commissione Finanze del Senato sul sistema di vigilanza bancaria in Europa. Certo, il distacco dal giudizio delle agenzie di rating "non può essere fatto all'improvviso", avverte il ministro, perché altrimenti "il sistema collassa".

12 - UNIPOL: +149% A 181 MLN UTILE NETTO STAND ALONE 9 MESI
Radiocor - Il gruppo Unipol ha segnato nei primi nove mesi dell'anno un utile netto consolidato di 181 milioni di euro, in progresso del 149% rispetto ai 72 milioni al settembre 2011. La raccolta danni ha totalizzato 3 miliardi di euro, con una flessione del 2,2%, mentre nel vita i premi hanno totalizzato 1,91 miliardi (+4,7%). Il combined ratio migliora al 95,5% dal 98,1% del settembre 2011. Il margine di solvibilita' - riferisce la nota diffusa dal gruppo bolognese - e' pari a 'circa 1,6 volte i requisiti regolamentari'. Il risultato consolidato della 'Grande Unipol', comprensivo cioe' del gruppo Premafin-Fondiaria Sai, e' pari a 146 milioni di euro.

13 - UNIPOL: INSERISCE SUOI TOP MANAGER IN FONSAI, RESTA ERBETTA
(ANSA) - Unipol mette i suoi top manager a capo delle analoghe funzioni strategiche di Fonsai, con l'eccezione di Emanuele Erbetta a cui continuerà a far capo la direzione del business assicurativo. Lo ha detto Carlo Cimbri, ad dei due gruppi, presentando le variazioni dell'organigramma dell'ex compagnia dei Ligresti dopo l'acquisizione da parte di Unipol. "Le stesse persone" a capo delle aree strategiche di Unipol avranno "incarichi analoghi alle funzioni di loro competenza anche nella struttura organizzativa di Fonsai", ha spiegato Cimbri.

"Questo - ha aggiunto - per dare la massima efficacia al programma di integrazione e quindi favorire il massimo livello di conoscenza e partecipazione di tutti". Il coordinamento del business assicurativo tra le due compagnie viene affidato a Franco Ellena, direttore generale di Unipol Assicurazioni.

14 - FACEBOOK: SCADE LOCK-UP PER QUASI 800 MLN AZIONI MA SALE 9%
(ANSA) - Scade il lock up per quasi 800 milioni di azioni ma Facebook tiene e sale in Borsa, arrivando a guadagnare il 9%. Con la pioggia di titoli dei dipendenti del social network sul mercato, in molti si attendevano che le azioni Facebook finissero sotto pressione e il prezzo accusasse una brusca battuta d'arresto. I titoli Facebook attualmente in circolazione sono circa 2,3 miliardi. "Tutto sembra indicare che il mercato abbia perso appetito ad assumere posizioni corte su Facebook" afferma Karl Loomes, analista di SunGard's Astec Analytics con il Wall Street Journal. Un'altra possibile spiegazione per la tenuta di Facebook in Borsa è che molti di coloro che potrebbero vendere hanno deciso di non farlo.(

15 - PRADA: INTESA AVVIA USCITA DEFINITIVA DA CAPITALE,PLUSVALENZA 38 MLN
Radiocor - Intesa Sanpaolo scende ancora nel capitale del gruppo del lusso Prada. Dopo aver ceduto il 4% per 360 milioni quando il gruppo si quoto' a Hong Kong nell'estate del 2011, la banca era rimasta nel capitale con circa l'1%, una quota destinata al trading e che si prepara a cedere. 'A settembre Intesa Sanpaolo - si legge nella relazione trimestrale consultata da Radiocor - ha avviato la progressiva dismissione sul mercato della partecipazione in Prada cedendo circa il 30% delle azioni in portafoglio'. Grazie all'operazione, l'istituto ha realizzato una plusvalenza di 38 milioni di euro.

16 - UNICREDIT: IN IV TRIMESTRE PENALIZZATI DA OUTLOOK INCERTO ITALIA
Radiocor - Le prospettive economiche in Italia 'rimangono incerte' e questo 'continuera' a penalizzare il conto economico del Gruppo UniCredit, sia sul lato della generazione dei ricavi, sia sul lato della svalutazione dei crediti'. E' quanto si legge nel resoconto intermedio a tutto settembre della banca nella parte relativa all'evoluzione prevedibile della gestione.

'Nell'ultima parte dell'anno - si legge ancora - i risultati del Gruppo continueranno a essere influenzati dall'evoluzione del quadro macroeconomico internazionale' e, sebbene le misure prese in sede europea, in particolare dalla Bce, 'abbiano attenuato le pressioni sui rendimenti del debito sovrano', le prospettive economiche del nostro Paese rimangono incerte. 'Il beneficio della diversificazione, sia geografica che settoriale, che caratterizza il Gruppo costituira' un importante fattore di mitigazione', si legge ancora. Coerentemente con le linee guida del piano industriale, 'particolare attenzione continuera' a esser data alla posizione patrimoniale e di liquidita' e al programma di razionalizzazione dei costi'. Inoltre, 'ulteriori benefici sono attesi dalla semplificazione della struttura organizzativa'.

17 - INTER: CON CINESI TRATTATIVE INCAGLIATE, VENDITA DEL 15% A RISCHIO
Radiocor - Si fa molto difficile l'ingresso dei cinesi del capitale dell'Inter. L'operazione, secondo quanto risulta a Radiocor, e' ormai incagliata tra problemi burocratici e complesse modalita' d'esecuzione e ora, nonostante i contatti tra le parti proseguano con frequenza, c'e' il rischio reale che la vendita del 15% del club nerazzurro (per circa 55 milioni) si areni definitivamente.

Dopo la firma degli accordi tra la China Railway Construction Corporation (Crcc) e la holding che controlla l'Inter, avvenuta a inizio agosto, l'obiettivo era firmare il closing entro l'assemblea di fine ottobre, con il contestuale ingresso nel cda interista di tre rappresentanti dei cinesi, ma gli ostacoli sorti avevano causato un primo slittamento. 'Le condizioni burocratiche non sono facili, ma chiuderemo entro l'anno - aveva chiarito il presidente Massimo Moratti - l'entusiasmo del nuovo socio sta crescendo'.

Nelle ultime settimane, invece, sul fronte cinese - dove sono necessarie cinque autorizzazioni (ministero del Commercio, Ufficio Cambi, National Development and Reform Commission, Sasac e Consob locale) per l'operazione - le perplessita' si sono moltiplicate sia sull'investimento in se', che implicherebbe una copertura delle perdite fin qui con cadenza annuale, sia sull'iter burocratico per il nuovo stadio nerazzurro, che verrebbe costruito dalla stessa Crcc. Anzi, a Pechino, c'e' addirittura chi commenta l'intera vicenda definendola un equivoco destinato a chiarirsi nei prossimi mesi.

Intanto, al proposito, fonti vicine all'Inter sono molto chiare: 'Al momento non c'e' alcuna trattativa con l'Inter perche' e' gia' stata fatta e messa nero su bianco in un contratto vincolante, tuttora valido e firmato lo scorso agosto a valle di una due diligence di diversi mesi in cui i cinesi hanno condiviso il futuro piano industriale'. La parte complicata dell'operazione, aggiungono le stesse fonti, e' l'esecuzione e per questo si stanno cercando modalita' coerenti con le norme cinesi e le esigenze del club. Stiam o tuttora lavorando per trovare una soluzione, anche se e' chiaro che i tempi richiesti non sono quelli che ci si augurava.

 

Merkel e Samaras SPAGNA RECESSIONE SEGNI DI RECESSIONE QUESTO NATALE CI SONO MENO SCATOLONI olli rehnSCIOPERO EUROPEO jpegSCIOPERO GENERALE jpegSCIOPERO EUROPEO jpegheathrowVan Rompuy e Catherine Ashton JOHN ELKANN MARCHIONNE ALIERTAMARCO PATUANO E FRANCO BERNABE VITTORIO GRILLI IL QUARTIER GENERALE DI UNIPOL CHE PUNTA AD ASSICURARSI FONSAI Emanuele Erbetta e Jonella Ligresti ZUCKERBERG NELLA PIAZZA ROSSA miuccia prada e Patrizio BertelliFEDERICO GHIZZONI E GIUSEPPE VITA MASSIMO MORATTI CON MENG FENG CHAOMASSIMO E GIANMARCO MORATTI DA L ESPRESSO

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