PIAZZA AFFARI IN CALO (-1,7%), INTESA -4% - LA7 VOLA (+8%) E LA CONSOB DORME - BENE L’ASTA DEI BOND SPAGNOLI, MA MADRID CHIEDERÀ “AIUTI SOLO SENZA SACRIFICI” - GIULIA LIGRESTI ADDIO A PREMAFIN, STEFANINI PRESIDENTE. MA IL FRATELLO PAOLO IMPUGNERÀ LA DELIBERA - MICCICHÈ: “ANCORA NESSUN CONTATTO CDP-TELECOM” - ENI, LODO PERICOLOSO IN OLANDA - RCS: MASSIMO TURCHETTA DIRETTORE EDITORIALE AD INTERIM - PERISSINOTTO E SERAGNOLI FANNO UN FONDO PER START-UP…

1 - BORSA MILANO: PROSEGUE NEGATIVA (-1,7%), INTESA -4%
(ANSA) - Piazza Affari prosegue negativa. Il Ftse Mib è in calo dell'1,74% a metà giornata sotto la pressione di Intesa (-4,54%), Fiat (-3,76%), penalizzata dai dati deludenti sulle vendite in Europa, Mediolanum (-3,5%) e Banco Popolare (-3,7%). Pesante anche Mediaset (-3,35%) mentre vola Ti Media sull'interesse da parte di Sky. Intanto Telecom (-0,56%) prova a contenere le perdite.

Sul fronte opposto ben intonata Ansaldo Sts (+1,49%), premiata da diversi report, e tra i titoli minori Rcs, ferma in asta di volatilità con un rialzo teorico del 21%, sull'onda della crescita di Diego della Valle nell'azionariato. In ordine sparso Premafin (+1,48%), che ha un nuovo Cda targato Unipol (-0,10% a 2,02 euro), e Fonsai (-1,62%).

2 - TI MEDIA: TORNA A SCAMBI IN BORSA (+7,8%)
(ANSA) - Telecom Italia Media torna agli scambi in borsa. Il titolo, finito in avvio in asta di volatilità, guadagna il 7,86% a 0,20 euro, controcorrente rispetto al listino, grazie all'interesse per La7 di gruppi del calibro di Mediaset (-3,4%), il cui esecutivo oggi dovrebbe decidere il da farsi, e di Newscorp. Trascurata la controllante Telecom (-1,05%).

3 - GRECIA COLLOCA 1,3 MLD IN BOND A 13 SETTIMANE, TASSI IN LIEVE CALO
(LaPresse/AP) - La Grecia ha collocato 1,3 miliardi di euro in un'asta di buoni del Tesoro a 13 settimane, con un tasso di interesse in leggero calo al 4,31%, a fronte del 4,43% registrato lo scorso mese. L'agenzia greca del debito ha sottolineato che il collocamento è andato oltre il tetto massimo dell'offerta, fissato a 1 miliardi di euro, e ha mostrato una domanda pari a 1,98 volte l'ammontare offerto.

4 - SPAGNA FA PIENO IN ASTA BOND, TASSI GIU'
(ANSA) - La Spagna fa il pieno nell'asta di titoli di Stato a 12 e 18 mesi, riuscendo a strappare tassi più bassi. Madrid ha venduto titoli per 4,6 miliardi di euro, più del target massimo di 4,5 miliardi e sul 12 mesi il rendimento medio è sceso al 2,835% dal 3,070% dell'asta di agosto e sul 18 mesi è calato al 3,072% dal 3,335% precedente.

5 - CRISI:SPAGNA,SAENZ,RICHIESTA AIUTO SOLO SE SENZA SACRIFICI
(ANSA) - La Spagna esaminerà l'ipotesi di chiedere aiuto esterno per ridurre i costi di finanziamento sul mercato solo se non si dovranno imporre nuovi "sacrifici" agli spagnoli. Lo ha detto Soraya Saenz de Santamaria, vice presidente e portavoce del governo Rajoy, in una intervista a Telecinco ripresa da Bloomberg. Per Saenz, la richiesta di aiuto per "far calare i costi di finanziamento a livelli accettabili può essere una opzione solo se non implicherà intollerabili sacrifici per il Paese."

6 - FONSAI: ADDIO LIGRESTI A PREMAFIN, STEFANINI NUOVO PRESIDENTE
(AGI) - La famiglia Ligresti dice addio al vertice di Premafin, la holding che controlla Fonsai di cui Giulia Ligresti e' stata fino a oggi presidente e amministratore delegato. L'assemblea degli azionisti, ormai passata sotto l'insegna di Unipol che detiene l'80,928% di Premafin, ha nominato il nuovo cda e, su proposta della compagnia bolognese, ha indicato alla presidenza il numero uno di Unipol Pierluigi Stefanini. Dalla lista di minoranza, presentata da Paolo e Giulia Ligresti, e' stato eletto solo Luigi Reale, che gia' faceva parte del cda Premafin.

7 - PREMAFIN: P. LIGRESTI, IMPUGNERO' LA DELIBERA DELL'ASSEMBLEA
Radiocor - Paolo Ligresti impugnera' la delibera dell'assemblea Premafin che ha permesso la nomina in cda di amministratori Unipol in conflitto di interesse. 'La impugno. Mi sembra anche giusto. Del resto lo ho detto anche in assemblea. Faremo lavorare gli avvocati', ha spiegato il piu' giovane dei figli di Salvatore Ligresti, al termine dell'assise. Interpellata in proposito, Jonella Ligresti ha risposto 'valuteremo tutto'. Nessuna indicazione da Giulia Ligresti.

8 - FONSAI: GIULIA LIGRESTI, BATTAGLIA PURTROPPO E' ANDATA COSI'
(ANSA) - Ringraziamenti con un addio amaro per il presidente di Premafin Giulia Ligresti: "Volevo finire questo mandato che dura da dieci anni con dei ringraziamenti - ha detto al termine dell'assemblea della finanziaria con la voce rotta dall'emozione -. Con molte delle persone che sono qui presenti abbiamo vissuto battaglie importanti, questa purtroppo é andata in questo modo".

9 - TELECOM: MICCICHE',CONTATTI CON CDP NON ANCORA CONCRETIZZATI
(ANSA) - I contatti con la Cdp sullo spin-off della rete "non si sono ancora concretizzati". Lo ha detto il direttore generale di Intesa Sanpaolo, Gaetano Micciché, consigliere di Telecom, a margine della conferenza stampa di presentazione del Forum 'Eurasiatico 2012'. "I contatti con la Cdp li ha tenuti il presidente" ha aggiunto Micciché precisando che "il Cda di Telecom non ha ancora affrontato il problema. Penso che Bernabé e Patuano ce ne parleranno in un prossimo consiglio".

10 - TELECOM: MICCICHE', ACCORDO CON FASTWEB MOSSA INTELLIGENTE
(ANSA) - "Mi sembra una mossa intelligente, spero che Telecom sappia sfruttarla. E' un'opportunità". Così il direttore generale di Intesa Sanpaolo e membro del cda di Telecom, Gaetano Micciché, a proposito dell'accordo siglato dalla società con Fastweb per lo sviluppo delle rispettive reti di nuova generazione.

11 - ENI: IN ARRIVO LODO SU GAS OLANDESE, GASTERRA CHIEDE RIMBORSO DA 1 MLD
Radiocor - Sentenza in arrivo per l'arbitrato che vede opposti Eni e GasTerra, societa' di trading energetico controllata al 50% dal Governo olandese e al 25% ciascuna da Royal Dutch Shell ed Exxon Mobil.

La disputa, secondo quanto risulta a Radiocor, e' ormai alle battute finali e riguarda il prezzo del gas che Eni, in base a due contratti con scadenza nel 2015 e nel 2021, importa dall'Olanda per complessivi 9,7 miliardi di metri cubi l'anno, di cui 8,8 miliardi circa con clausola take or pay. Il prezzo e' ritenuto troppo basso da GasTerra che, in quanto venditore, ha chiesto una revisione del prezzo con efficacia dal 2005 e un corrispondente maxi indennizzo stimato fino a 1 miliardo di euro, senza tuttavia raggiungere alcun accordo con Eni.

Di qui si e' approdati alla procedura di arbitrato che, a fine 2010, ha visto riconosciuta l'ammissibilita' delle richieste di GasTerra, mentre a giorni dovrebbe arrivare la notifica alle parti del lodo che quantifichera' l'eventuale risarcimento per i l gruppo olandese. Sullo sfondo c'e' anche un altro arbitrato che riguarda Eni, che dovrebbe arrivare a sentenza non nell'immediato, ma forse gia' in ottobre. E' quello che vede il gruppo petrolifero coinvolto non come acquirente ma come venditore mentre la controparte e' Edison, che contesta il prezzo del gas estratto in Libia (circa 4 miliardi di metri cubi l'anno) dal 2010 ad oggi. In questo caso, alla luce della recente vittoria ottenuta da Foro Buonaparte nell'arbitrato col Qatar (rimborso di 450 milioni di euro), fonti di mercato parlano di un indennizzo - in caso di sentenza favorevole a Edison - tra 150 e 300 milioni.


12 - A MASSIMO TURCHETTA L'INTERIM ALLA DIREZIONE EDITORIALE RIZZOLI
Dal "Corriere della Sera" - Cambio annunciato al vertice della RCS Libri: dopo quasi dieci anni, Paolo Zaninoni lascia la direzione editoriale Rizzoli. L'interim va a Massimo Turchetta, direttore generale RCS Libri trade. Dal 24 settembre Federica Magro, che viene da una esperienza di editor agli Oscar Mondadori, diventa responsabile dei tascabili Bur e Vintage. Paolo Zaninoni, come del resto era stato anticipato nel luglio scorso, succederà a Oliviero Ponte di Pino alla direzione editoriale della Garzanti. Era entrato alla Rcs nel 1991 come editor di saggistica e straniera, mentre dal 2003 era diventato direttore editoriale di Rizzoli e Bur.

13 - UN BANDO DI CONCORSO PER L'AGENZIA DIGITALE
M.Sid. per il "Corriere della Sera" - Un parto. È in un timbro in calce al documento (che una mano di un burocrate preveggente ha anche messo fugacemente in obliquo) tutta la «sofferenza» nella selezione del direttore generale dell'Agenzia per l'Italia digitale: 11 settembre. La pubblicazione è di ieri, 6 giorni dopo. In mezzo ci sono un paio di nottate per smussare alcuni passaggi troppo «ad personam». E finalmente oggi, con la Gazzetta ufficiale, scatteranno i 15 giorni per dirimere una nomina che ha sollevato un polverone ancora prima di vedere la propria genesi e che ha messo due ministri, Corrado Passera e Francesco Profumo, su un ring virtuale.

Ci sarebbe quasi da giocarsi i numeri al lotto se non fosse che da questo avviso dipende molto dell'unica voce che può sperare di dare ossigeno al nostro martoriato Pil: il direttore dovrà implementare la non ancora nata Agenda digitale. Il decreto, di rinvio in rinvio, è atteso ora al consiglio dei ministri di venerdì, anche se autorevoli fonti governative nutrono seri dubbi anche su questa possibilità. Ieri, a conferma della natura «price-sensitive» della notizia, il Corriere delle Comunicazioni ha sollevato il sospetto che possa trattarsi di un incarico a tempo: 6 mesi. Un direttore precario. La speranza è che il riferimento possa essere solo allo spoil system.

P.S.: come se non bastasse, per non perdere la paternità politica sul dossier, Passera starebbe ragionando su un'agenzia interna al Mise che si concentri sulle start up. Il candidato naturale? Alessandro Fusacchia.

14 - CHINA CONSTRUCTION BANK, MISSIONE UE
F.Mas. per il "Corriere della Sera" - Come si temeva, la crisi economica ha fatto crollare i prezzi di banche e società finanziaria, e adesso chi ha i soldi si candida a fare buoni affari. È il caso del colosso cinese China construction bank (Ccb), secondo istituto del Paese, che da qualche giorno fa sapere di essere pronto a comprare banche all'estero. Ieri sul Financial Times il presidente dell'istituto, Wang Hongzhang ha precisato il tiro: «Le opportunità che ci sono in Europa sono fondamentali per lo sviluppo della banca. Crediamo che l'economia europea sia ancora molto forte. Come dice un proverbio cinese, "un cammello affamato è sempre più grande di un cavallo"».

La potenza di fuoco dichiarata dalla Ccb è enorme per l'esangue mercato europeo delle fusioni/acquisizioni degli ultimi anni: 15,8 miliardi di dollari (pari a 100 miliardi di yuan). E il quadro macroeconomico appare più rassicurante: «Siamo fiduciosi che tutte le misure sono state prese dai governi e dalla Bce per risolvere la crisi europea». I Paesi più interessanti per la Cina - finora di fatto assente dal Vecchio continente - sono Francia, Germania e Gran Bretagna, e il target sono istituti internazionali piuttosto che concentrati in un singolo Paese.

Insomma se puntasse sull'Italia per Ccb sarebbe più appetibile Unicredit che Intesa Sanpaolo. Secondo il Ft comunque nel mirino ci sarebbero gli istituti salvati dai governi come Royal bank of Scotland, il cui 82% è ancora nelle mani del governo britannico e capitalizza 27 miliardi di dollari, oppure la tedesca Commerzbank, con lo Stato al 25%, che vale appena 11,8 miliardi.

15 - ARCA CAMBIA GOVERNANCE
A.Jac. per il "Corriere della Sera" - Completato il riassetto azionario, Arca sgr ora punta allo sviluppo e alla crescita del risparmio gestito. Con l'obiettivo di superare la soglia dei 20 miliardi di massa gestita nel 2014 (dai 14,2 miliardi previsti a fine anno) e di raddoppiare l'ebidta. La nuova governance di Arca, una delle più vecchie società di gestione del risparmio di origine bancaria, si inserisce nel nuovo corso voluto dai vertici (l'amministratore delegato Ugo Loser e il presidente Guido Cammarano) che ha portato all'uscita del socio più importante, Ubi Banca (con una quota del 26,71%) e al rinnovo dello statuto «che riduce al 20% il limite massimo della partecipazione azionaria di un singolo socio».

«Il completamento del riassetto - commenta Loser - conferma la volontà delle banche popolari per il rilancio e l'indipendenza di Arca quale piattaforma aggregante del sistema del risparmio gestito di settore, permettendo anche di rafforzare la leadership nella previdenza complementare». Tra i soci con una partecipazione al 19,9%, il Banco Popolare e Bper (che hanno ridotto la propria quota), Veneto Banca e Popolare di Vicenza (che l'hanno elevata) mentre Popolare di Sondrio va al 5,87%.

A cui si aggiunge una serie di soci minori. «Grazie all'introduzione di un contratto di associazione in partecipazione sia mo diventati partner attivo nel collocamento dei nostri prodotti. Abbiamo deciso di distribuire il 75% degli utili lordi realizzati dalla nostra società agli azionisti non più in base alle quote che le banche detengono nel capitale di Arca, ma in percentuale con le vendite dei nostri prodotti realizzati da ciascun istituto», spiega Loser.

16 - PERISSINOTTO E SERAGNOLI, UN FONDO START UP
Massimo Sideri per il "Corriere della Sera" - Per la serie «indizi di un mondo che cambia» - quello delle start up - non sono da sottovalutare gli ingressi come investitori di Giovanni Perissinotto, ex amministratore delegato di Generali, Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, Isabella Seragnoli a capo del gruppo Coesia e Fernando Napolitano, consigliere del gruppo Enel, nel neonato fondo di venture capital del googler Marco Marinucci: Mtb Fund.

L'idea di Marinucci, che sta cavalcando l'improvviso fermento che il fenomeno sta vivendo anche grazie al focus del governo italiano sul digitale, è che l'anemia del settore è causata anche dall'assenza di opzioni di exit nazionali, tipicamente la quotazione in Borsa o la vendita a un gruppo maggiore. In effetti la più importante exit di questi ultimi mesi, quella di JobRapido, start up di Vito Lomele, per la cronaca è avvenuta in Gran Bretagna con il gruppo che edita il Daily Mail. Ed è proprio questa la logica con cui il fondo del Delaware è partito da nomi della finanza e dell'industria «tradizionale».

Non anime internettiane, dunque, ma manager offline che possano però cogliere le opportunità delle start up, sempre di più luogo di outsorcing di una ricerca e sviluppo che in azienda si tralascia. Con questi ingressi a titolo personale con delle chip si è conclusa la prima fase di fund raising. Ora Marinucci è passato a dialogare con gli eventuali soci istituzionali a cui chiederà di mettere il grosso dell'investimento. Mtb Fund sarà il primo fondo americano con focalizzazione sull'Italia, anche se il manager vuole tenersi le mani libere e, dunque, non considera il perimetro italiano un muro insormontabile. Per la prima volta c'è un commitment diretto tra gessati e polo.

 

 

StellaANTONIS SAMARAS SORAYA SAENZ DE SANTAMARIA SALVATORE LIGRESTI E I FIGLI GIULIA JONELLA E PAOLO GAETANO MICCICHE DG INTESA S PAOLO SCARONI E RECCHI GetContent asp jpegvspa53 de bortoli massimo turchetta maurizio costaCORRADO PASSERA E VITTORIO GRILLI CHINA CONSTRUCTION BANK LOGO BPERGIOVANNI PERISSINOTTO

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