PIRELLI, RIVOLUZIONE DI FINE ANNO NELL’AZIONARIATO – DOPO I BENETTON E LE GENERALI, ANCHE UNIPOL AZZERA LA QUOTA – LA PROSSIMA SARA’ MEDIOBANCA, MENTRE INTESA NON HA FRETTA

Laura Galvagni e Marigia Mangano per ‘Il Sole 24 Ore'

La mappa dell'azionariato Pirelli sta cambiando radicalmente volto. Dopo Edizione e Generali, anche Fondiaria Sai avrebbe detto addio alla Bicocca. E la prossima in lista d'attesa per la valorizzazione della quota è probabilmente Mediobanca. Il tutto mentre a valle si stanno mettendo a punto gli ultimi tasselli chiave utili a favorire la generale semplificazione della struttura di controllo. In quest'ottica, nelle scorse settimane sarebbe stato firmato un patto tra gli azionisti di Nuove Partecipazioni, il veicolo tramite il quale Marco Tronchetti Provera e suoi partner tengono le redini di Lauro 61 assieme a Clessidra, Intesa Sanpaolo e UniCredit.

L'uscita di Unipol
Nelle scorse settimane anche Unipol, presente nel capitale tramite Fondiaria Sai avrebbe liquidato completamente la partecipazione in Pirelli. A Bologna, dopo la parziale dismissione del pacchetto dello scorso giugno, residuava una quota dell'1,85% che allo stato sarebbe stata azzerata. L'addio è avvenuto negli stessi giorni in cui Generali ha collocato il proprio 4,4% e dopo che Edizione Holding, tramite l'emissione di un prestito obbligazionario convertibile, è uscita dal capitale del gruppo degli pneumatici. In tutto, dunque, è già stato valorizzato oltre il 10% del capitale della società da quando il patto è stato definitivamente sciolto il 31 ottobre scorso. Senza, peraltro, alcun impatto sul titolo che, anzi, ieri ha archiviato le contrattazioni a 12,55 euro.

A questo punto si attende la mossa di Mediobanca che aveva vincolato il 4,6% di Pirelli. Già la scorsa estate l'amministratore delegato di Piazzetta Cuccia, Alberto Nagel, aveva chiaramente detto che l'istituto valorizzerà la quota appena si presenterà l'occasione giusta. Già queste prime tre mosse, intanto, hanno ridisegnato l'assetto azionario della Bicocca in maniera sostanziale. Basti pensare che ora la presenza di investitori istituzionali esteri nel capitale ha superato quota 43%. Quasi il 60% in più rispetto a due anni fa. Nel 2011, secondo quanto illustrato dalla stessa società alla presentazione del nuovo piano industriale, il peso dei soci esteri era attorno al 27%. Quota poi salita al 36% nel 2013. Ora, come detto, con gli ultimi passaggi siamo già al 43%.

Ma la percentuale è destinata a salire per effetto del potenziale addio di Mediobanca. E Intesa Sanpaolo? L'amministratore delegato, Carlo Messina, ha dettato la linea: «Il nostro obiettivo, in una prospettiva di medio termine, è valorizzare, dove è possibile, le partecipazioni». Al momento, tuttavia, Ca' de Sass è ancora nel consiglio di amministrazione della Bicocca e peraltro, è presente anche a monte della catena di controllo. Insomma per la banca, che ha l'1,6% della Bicocca, la pratica Pirelli potrebbe non essere una questione così urgente. In ogni caso, la presenza italiana nel capitale della società in futuro ruoterà attorno solo al 26,1% detenuto da Lauro 61.

Il patto a monte
Nel mentre in cui si va ridefinendo l'assetto a valle, a monte Marco Tronchetti Provera ha avviato la semplificazione della catena di controllo con l'incorporazione in Mtp spa di Mtp partecipazioni e di Gpi. Questo dovrebbe portare il peso di Tronchetti Provera in Nuove Partecipazioni saldamente oltre il 50%.

Il resto del capitale verrà spartito tra Luca Rovati (Rottapharm), Gwm (Sigeri Diaz), Carlo Acutis e Alberto Pirelli, più Massimo Moratti con il quale si stanno definendo le tecnicalità per la presenza nel capitale di Nuove Partecipazioni. In vista del riassetto azionario, nelle scorse settimane è stato siglato un patto che vincola i soci per i prossimi cinque anni, ossia per il tempo utile a ridefinire la catena Pirelli, che prevede tra l'altro la fusione tra Lauro 61 e Camfin.

L'intesa è un accordo che di fatto disciplina la presenza delle minoranze, ossia degli azionisti diversi da Tronchetti, nel consiglio di amministrazione di Nuove Partecipazioni e ribadisce in maniera chiara che controllo e gestione del veicolo sono invece saldamente in mano al presidente e amministratore delegato del gruppo degli pneumatici. Specifica inoltre la "missione" di Nuove Partecipazioni, quella cioè di essere azionista di Lauro 61. Evidentemente l'accordo, che non ha alcun effetto su Lauro 61 e Pirelli, sarà esteso a Moratti una volta definiti i termini del suo ingresso.

 

MARCO TRONCHETTI PROVERA E MASSIMO MORATTI SERATA CALENDARIO PIRELLI Marco Tronchetti Provera e Massimo Moratti Pirelli re - marchiomario greco CARLO MESSINA E FRANCESCO MICHELI ALLA PRIMA DELLA SCALA 2013CARLO CIMBRI jpeg

Ultimi Dagoreport

luigi ciro de lisi matteo salvini giorgia meloni giuseppe del deo mario parente gaetano caputi  alfredo mantovano

DAGOREPORT - LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'IRRESISTIBILE ASCESA E ROVINOSA CADUTA DI GIUSEPPE DEL DEO, '''L'UOMO CHE SA TROPPO" - IL FATALE INCONTRO CON LUIGI CIRO DE LISI, CAPO DEL ''REPARTO DELL’ANALISI FINANZIARIA'' DELL’AISI, POI PROTAGONISTA DELLE PRESUNTE ATTIVITÀ ILLEGALI DELLA SQUADRA FIORE, CHE PERMETTE AL SUO SUCCESSORE DEL DEO DI ENTRARE IN CONTATTO CON TUTTI I CAPATAZ DEI POTERI ECONOMICI – L’ABBANDONO DEL SALVINI IN CADUTA LIBERA E IL PASSAGGIO ALLA EMERGENTE MELONI (IL RUOLO DI CHIOCCI) - LE "AFFINITÀ POLITICHE" TRA L'UNDERDOG DELLA FRONTE DELLA GIOVENTÙ E L'UOMO DELL'AISI CHE NON A CASO CHIAMERÀ LA SUA CRICCA "I NERI", FINISCONO CON IL CASO DEI DUE AGENTI AISI TRAFFICANTI INTORNO ALL’AUTO DI GIAMBRUNO (DIVERSO IL CASO DI CAPUTI INTERCETTATO) – IL "FUOCO AMICO" DELL'ALTRO VICE DELL’AISI, CARLO DI DONNO – LO SCANDALOSO E MAI VISTO BABY-PENSIONAMENTO A 51 ANNI DI DEL DEO E IL VIA LIBERA DI ANDARE SUBITO A LAVORARE NEL PRIVATO, DERIVA DAL TIMORE CHE POSSA RICATTARE QUALCUNO ANCHE DENTRO PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO...

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…