PIU' CIUCCI CHE FORTUNAT(O)I - CANCELLATI SENZA SPIEGAZIONI GLI INCARICHI PER IL MOSE AL NUMERO UNO DELL'ANAS PIETRO CIUCCI E A VINCENZO FORTUNATO, MAGISTRATO CON RICCA CARRIERA A CAPO DI GABINETTI MINISTERIALI, DALL'ECONOMIA ALLE INFRASTRUTTURE

Alberto Zorzi per ‘Il Corriere della Sera'

Cancellati, con un semplice tratto di penna, così come erano stati nominati. Senza troppe spiegazioni, anzi nessuna, dicono loro. E pensare che l'incarico è di quelli che, pur di estremo valore professionale, fa tremare i polsi: dare il via libera al Mose, quando il sistema di dighe mobili sarà concluso, nel 2016 o forse nel 2017.

Per questo il Magistrato alle Acque si era rivolto a due grand commis dello Stato, due professionisti con un curriculum lungo così: Pietro Ciucci, 64 anni, romano, che dal 2006 è alla guida dell'Anas, dopo una carriera di vertice anche all'Iri e Vincenzo Fortunato, 57 anni, pure lui romano, magistrato con ricca carriera a capo di gabinetti ministeriali, dall'Economia alle Infrastrutture.

Ciucci e Fortunato erano stati nominati fin dal 2011 dal Magistrato come collaudatori del Mose. Sul sito del ministero si trovano due tranche di provvedimenti: una prima del settembre 2011, una seconda del maggio 2012. In particolare per Ciucci dopo la prima nomina c'erano state 5 estensioni dell'incarico, per un compenso complessivo di circa 30 mila euro, per Fortunato le estensioni erano state addirittura sette e si parlava di cifre ben più rilevanti, oltre 120 mila euro.

Per cui quando sul tavolo di entrambi è arrivata una nota del presidente del Magistrato alle Acque che revocava l'incarico, sono rimasti a dir poco senza parole. Anche perché, dicono loro, si erano già riuniti un paio di volte e dunque il lavoro preliminare era già avviato.

E poi c'è il fatto che quella revoca è parsa del tutto non motivata e oltretutto non era stata minimamente preannunciata. Ecco perché Fortunato ha subito incaricato un famoso studio legale di Roma, guidato dal professor Gennaro Terracciano, di depositare un ricorso al Tar del Veneto contro il provvedimento.

Di mezzo ci sono sicuramente compensi importanti, tanto più che ora Fortunato è «uscito dal giro» (il suo compenso al ministero superava il mezzo milione di euro), ma è anche una questione di onore e immagine. Il nome di Fortunato era infatti finito sui giornali all'epoca dell'inchiesta dello scorso anno sul Consorzio Venezia Nuova, proprio perché citato nella relazione della Guardia di Finanza al pm Paola Tonini come collaudatore del Mose.

«Ma il mio cliente non è mai stato indagato, né è implicato in alcun modo in quei fatti - ribadisce con forza l'avvocato Terracciano - Noi non conosciamo le motivazioni ufficiali di questa decisione, ma nemmeno quelle ufficiose. Non vorremmo che si fosse creato un clima di caccia alle streghe». La voce che circola - pur contattato più volte, il presidente del Magistrato Roberto Daniele non ha mai voluto rispondere - è che a Palazzo X Savi abbiano ritenuto che sia ancora un pò presto per i collaudi e che dunque se ne possa riparlare più avanti.

«Ma è una motivazione che contrasterebbe con quanto detto inizialmente - continua il legale - ovvero che siccome si trattava di opere complesse, andavano collaudate man mano, garantendo la continuità». La loro, anche se per ora Ciucci per ovvie ragioni è un pò più defilato, è una ricerca della verità. «Ci dicano che è spoil system, oppure che ci sono ragioni di interesse pubblico e noi ne prenderemo atto - conclude - ma ce le dicano».

 

Pietro CiucciGOTTI TEDESCHI CON PIETRO CIUCCIVINCENZO FORTUNATO SCUOLA ECONOMIA VINCENZO FORTUNATO Pippo Marra Giuseppe Profiti e Vincenzo Fortunato

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?