1- "IL SENSO DI MORETTI PER LA NEVE" È ANDATO A SBATTERE CONTRO I TRE PILASTRI DELLA SUA STRATEGIA INDUSTRIALE: TAGLIO DEI COSTI, L'ALTA VELOCITÀ E LA PACE SINDACALE 2- TAGLIARE PER CONCENTRARE LA MAGGIOR PARTE DELLE RISORSE SULL'ALTA VELOCITÀ IN UNA LOGICA COSTATA FINORA 25 MILIARDI, CHE POI TI PORTA AD ASPETTARE PER 8 ORE UN LOCOMOTORE DIESEL IN GRADO DI TRASCINARE UN TRENINO DA TIVOLI A ROMA 3- LA LATITANZA NEI GIORNI DEL DISASTRO DEL MINISTRO COMPETENTE CORRADINO PASSERA 4- FINMECCANICA: "PIU' PULITI, MA IN MUTANDE"! CON ORSI AL COMANDO IL GRUPPO ESCE SCONFITTO DA TUTTE LE GARE INTERNAZIONALI (TORNA GUARGUAGLINI, TUTTO È PERDONATO) 5- GLI IMBARAZZANTI TIRAMOLLA IN CONFINDUSTRIA TRA BOMBASSEI, SQUINZI E RIELLO 4- OLIMPIADI IN PARADISO: PER ROMA 2020 PESCANTE CHIEDE AIUTO ALLA RADIO VATICANA

1-"IL SENSO DI MORETTI PER LA NEVE" E' ANDATO A SBATTERE CONTRO I TRE PILASTRI DELLA SUA STRATEGIA INDUSTRIALE: LA RIDUZIONE DEI COSTI, L'ALTA VELOCITA', E LA PACE SINDACALE.
Gli uscieri delle Ferrovie sono entrati stamane nel palazzo obitorio in punta dei piedi.La cautela non era dovuta soltanto alle lastre di ghiaccio che ancora ingombravano l'accesso, ma al timore di destare l'attenzione del loro Capo, Mauro Moretti che ha passato tre giorni infernali.

Ancora una volta la neve ha scardinato il mito dell'efficienza che ha sempre eccitato le sue ambizioni di supermanager fino a fargli credere di diventare un giorno ministro dei Trasporti. In questa occasione ha pero' evitato di scivolare nel ridicolo come fece il 21 dicembre 2009 quando invito' i passeggeri a difendersi dal maltempo con i panini e le coperte, e con astuzia si e' tenuto alla larga dall' indecente balletto delle responsabilita' che ha visto primeggiare il sindaco dalle scarpe ortopediche, Gianni Alemanno.

Per gli uscieri, sorpresi dalla latitanza nei giorni del disastro del ministro competente Corradino Passera, il silenzio di Moretti e' un segno di saggezza di fronte all'incubo delle famiglie chiuse per 30 ore dentro un vagone a pochi chilometri da Roma, e al flop della Rete che e' riuscita a rallentare perfino le Freccierosse dell'Alta Velocita'.

Anche loro, gli uscieri, sono del parere che lo scopo della vita non e' giustificarsi bensi' lottare verso traguardi sempre piu' ambiziosi, ma questa affinita' "erettiva" con l'uomo che e' entrato nell'azienda 34 anni fa a Bologna , non impedisce di ragionare sulle cause che hanno rimesso in discussione l'immagine dell'azienda. L'esercizio e' difficile ma non impossibile perche', parafrasando un celebre film del '97, "il senso di Moretti per la neve" e' andato a sbattere contro i tre pilastri della sua strategia industriale: la riduzione dei costi, l'Alta velocita', e la pace sindacale.

In nome della prima (la riduzione dei costi) sono mancati in misura sufficiente gli investimenti per l'ammodernamento e la manutenzione dei convogli e della Rete che in questi giorni si e' rivelata un colabrodo ,senza le serpentine per riscaldare gli scambi, con soli 26 raschiaghiacci per 16mila chilometri di rete elettrificata, e con le tradotte per i pendolari simili ai carri bestiame (nonostante i cospicui contributi delle Regioni).

La parola d'ordine degli ultimi anni e' stata una sola: tagliare, tagliare, tagliare. Cosi' e' scritto nel Piano Industriale 2009-2013 dove in 70 pagine si trovano tracce troppo sottili sui quattrini da spendere nelle nuove tecnologie. Tagliare -questo l'imperativo categorico- per concentrare la maggior parte delle risorse sull' Alta Velocita' in una logica neofuturista, costata finora 25 miliardi, che poi ti porta ad aspettare per 8 ore un locomotore diesel in grado di trascinare un trenino da Tivoli a Roma.

Tagliare, tagliare, tagliare: anche a costo di finire in fondo alla classifica delle ferrovie internazionali per quanto riguarda la spesa nell'information technology e nell'innovazione, ed e' davvero curioso che a farsi paladino di questa strategia sia l'uomo che gia' nel ' 91 era direttore della Divisione Tecnologie, ma quello era l'anno in cui chiudeva la sua esperienza di Segretario nazionale della CGIL Trasporti e si preparava a saltare sulla barricata del potere.

Adesso il Moretti supermanager lascia sulla torre della Stazione di Milano un pugno di assiderati, blocca 450 assunzioni in Rfi (l'ha scritto ieri Repubblica) e freme dalla voglia di introdurre il macchinista unico (anche se teme che 2000 licenziamenti rompano la sottile lastra di ghiaccio della pace sindacale).

Gli uscieri del palazzo obitorio hanno il cuore nei calzini, ma sanno che comunque il Capo puo' ancora contare sul Governo di CatricaLetta e sul latitante Passera che hanno spostato all'infinito la nascita di una vera Autorita' per i Trasporti. A rinfrancarlo c'e' anche il giornale di Confindustria, Il Sole24Ore, che ieri in un colonnino esilarante esaltava l'eroismo di un anonimo "dirigente dei treni Frecciargento che all'alba, in tuta arancione, a Roma Termini, rassettava di persona i treni in partenza".

Basteranno gli eroi senza nome e gli errori industriali a spiegare "il senso di Moretti per la neve"? C'e' chi ne dubita,e non sono pochi.


2- FINMECCANICA: "PIU' PULITI, MA IN MUTANDE"! TORNA GUARGUAGLINI, CON ORSI AL COMANDO IL GRUPPO ESCE SCONFITTO DA TUTTE LE GARE INTERNAZIONALI
Non succede tutti i giorni di leggere sul principale settimanale della finanza un articolo a piena pagina con un titolo come questo: "Piu' puliti, ma in mutande".

Eppure e' successo sabato quando in edicola e' arrivato il settimanale "Milano Finanza", la testata del Gruppo Class diretta da Osvaldo De Paolini, un giornalista che si incazza soltanto quando si parla della Merkel e della politica tedesca.

A sorprendersi per la sparata inconsueta e irriverente sono stati sopratutto i top manager di Finmeccanica guidati da Giuseppe Orsi, l'uomo che da maggio dell'anno scorso e' salito al vertice della societa' e adesso ricopre il doppio incarico di amministratore delegato e presidente. L'articolo, che ha letteralmente spiazzato la folta schiera dei collaboratori di Orsi, e' una denuncia senza mezzi termini dei fallimenti che la terza multinazionale pubblica (dopo Eni ed Enel) sta collezionando sui mercati internazionali dove ogni giorno si allunga l'elenco delle sconfitte rispetto ai competitor stranieri dell'aeronautica,della difesa e dell'elettronica.

"Le commesse languono - scrive Milano Finanza - a oggi il Gruppo ha ottenuto ordini per un miliardo di euro in meno rispetto a un anno fa, piazza Monte Grappa ha il fiato sempre piu' corto". L'accusa e' durissima e fragorosa perche' mette in discussione quel valore della "competitivita'" che e' sempre stato un fiore all'occhiello.

A prima vista la contrazione del portafoglio ordini si puo' ricondurre al terremoto della crisi che ha investito l'intero universo ,ed e' probabilmente questa la spiegazione che gli uomini di Orsi riescono a balbettare a chi chiede ragioni, ma il giochetto non puo' convincere gli analisti che hanno seguito le sorti della societa' nell'ultimo anno.

E' difficile infatti spiegare perche' il Gruppo che fino a un anno fa e' stato leader di eccellenza tecnologica con 75mila dipendenti in 43 Paesi, esce sconfitto da tutte le gare internazionali e non riesce piu' a mettere nel carniere un risultato positivo.

L'ultima botta e' arrivata dall'India la settimana scorsa dove ha perso un maxicontratto che avrebbe portato lavoro ad Alenia AerMacchi per almeno 3 miliardi, ma questo risultato segue di poche settimane la sconfitta per i caccia giapponesi, e prima di Natale in Turchia dove i rapporti con il governo si sono deteriorati dopo la pubblicazione delle intercettazioni tra l'ex-direttore commerciale Pozzessere e la modella colombiana Castaneda. Se poi a questo cimitero si aggiunge la lapide dei tagli nella Difesa dell' amministrazione Obama e quelli che potrebbero arrivare dalle forbici di Monti e del Tesoro, allora l'affanno rischia di diventare un collasso.

Il bilancio diventa ancora piu' amaro per Orsi quando "Milano Finanza" formula un confronto con l'era Guarguaglini e dimostra ,con tanto di tabella, che rispetto al 2010, cioe' prima dell'arrivo di Orsi, il portafoglio ordini di Finmeccanica si e' ridotto di 3,8 miliardi.A questo punto e' facile immaginare l'enorme irritazione del manager piacentino e dei numerosi advisor e consulenti che ,senza badare a spese, sta arruolando per salvare la sua immagine (tra questi: il generale Tricarico, l'ex-Opus Dei Carlo Maria Fenu, l'esperto militare Andrea Nativi, e un giornalista napoletano giocherellone).

Di fronte alla debacle internazionale e a una galleria impietosa di insuccessi ,un'azienda come Finmeccanica non puo' appellarsi alla speranza perche', come diceva un filosofo anticipando Tremonti "la speranza e' una buona colazione, ma una pessima cena" dove Orsi rischia di presentarsi pulito, ma in mutande.


3- GLI IMBARAZZANTI TIRAMOLLA IN CONFINDUSTRIA TRA BOMBASSEI, SQUINZI E RIELLO
Avviso ai Naviganti N.1 "Si avvisano i Signori Naviganti che e' stato annullato il primo confronto previsto per domani a Mogliano Veneto tra Alberto Bombassei, Giorgio Squinzi e Andrea Riello.

L'evento organizzato all'hotel Villa Braida dalle Associazioni del Triveneto e' stato cancellato su richiesta di Squinzi che considera inesistente la candidatura di Riello e ha proposto a Bombassei di misurarsi giovedi' prossimo nella sede di Assolombarda dove conta numerosi alleati.

Se poi anche questa sfida sara' annullata, e' convinzione della maggior parte degli imprenditori di Confindustria che il PIL culturale del Paese non soffrira' perche' finora i tre aspiranti alla poltrona della Marcegaglia hanno dimostrato di avere poche idee, ma confuse".

4- OLIMPIADI IN PARADISO: PER ROMA 2020 PESCANTE CHIEDE AIUTO ALLA RADIO VATICANA
"Laudetur Jesus Christus: qui Radio Vaticana: "Non sapendo piu' a quale Santo votarsi, il vicepresidente del Cio, Mario Pescante e' venuto giovedi' scorso negli studi della nostra Radio per perorare in un'intervista l'appoggio della Santa Sede per le Olimpiadi di Roma 2020.

Al termine della conversazione alcuni prelati hanno pregato l'illustre ospite di non angosciarsi per le incertezze del Governo italiano sulla candidatura della Citta' Eterna, e di ricordare che per la Chiesa e' ancora valido il Settimo Comandamento: non rubare".

 

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