REGALI DA LUPI - IL MINISTRO DÀ IL VIA LIBERA AGLI AUMENTI DEI PEDAGGI AUTOSTRADALI, IN MEDIA DEL 3,9%, CON PUNTE DEL 400% (SULLA PADOVA - VENEZIA)

Marco Palombi per "Il Fatto Quotidiano"

Puntuale, come certe epidemie di stagione, anche quest'anno è arrivato il consueto aumento festivo delle tariffe autostradali e non si può non notare la coincidenza - per così dire - che festivo significa anche nel momento in cui gli italiani viaggiano di più. Il ministero delle Infrastrutture e quello del Tesoro hanno concesso un incremento medio del prezzo pagato dagli automobilisti - scattato ieri mattina - del 3,9 per cento: niente male in un anno in cui l'inflazione è salita solo di un punto e mezzo.

"È una tassa sulle vacanze ingiustificata e ingiustificabile", sostiene il deputato del Pd Dario Ginefra, che preannuncia per oggi una interrogazione urgente "ai ministri Lupi e Saccomanni per conoscere quali siano stati gli investimenti operati dalle società di gestione autostradali necessari a giustificare tali rincari".

Stessa tesi, nella sostanza, di Dario Balotta, presidente dell'Osservatorio nazionale sulle liberalizzazioni dei trasporti: "Sono ingiustificati. Da anni gli aumenti dei pedaggi vengono investiti in attività finanziarie o vengono utilizzati per partecipazioni societarie anziché per nuovi servizi o nuove opere per gli automobilisti".

Il problema, insomma, è vecchio. Si trascina, infatti, fin dalla privatizzazione delle società concessionarie del servizio voluta dal governo di Massimo D'Alema tra il 1999 e il 2000: il prezzo fu basso a fronte di infrastrutture già costruite e quasi completamente ammortizzate con soldi pubblici. Il risultato fu che gli investitori - Benetton e Gavio su tutti - videro i loro investimenti ripagati tra le sei e le venti volte in pochi anni: un rendimento da serata fortunata al casinò più che da buona gestione aziendale.

Il meccanismo di rivalutazione delle tariffe, per di più, è tutto sbilanciato sui concessionari: si tiene conto dell'inflazione, di obiettivi di efficienza, del traffico previsto e della qualità del servizio senza alcuna capacità di rivalsa dello Stato persino in caso di inadempienze. Basti dire che con questo price cup all'italiana si stabilisce solo di quanto debbano aumentare i pedaggi, senza aver mai tenuto conto che quelli in vigore al momento della privatizzazione dovevano servire a ripagare la costruzione dell'autostrada.

Il governo, bontà sua, è invece contento del risultato: "Siamo riusciti a contenere gli aumenti delle tariffe autostradali grazie a un'azione di calmieraggio svolta del ministero - spiega il principale attore della partita, Maurizio Lupi - A fronte di richieste che per alcune tratte arrivavano al 18 per cento, l'incremento si è fermato a una media del 3,9". A parte che la richiesta media delle società era di un +4,8 per cento, se si entra nei dettagli qualche sorpresa c'è.

Ad esempio sulla tratta Padova-Venezia (gestita da una società sostanzialmente pubblica) il pedaggio passa da 70 centesimi a tre euro: +400 per cento. Anche ai concessionari privati, però, non è andata male: il gruppo Toto incassa un incremento dei pedaggi dell'8,28 per cento sulla sua Strada dei Parchi in Abruzzo; il gruppo Gavio, invece, del 6,26 per cento per l'Autocamionabile della Cisa, del 5,27 per la Satap che gestisce l'autostrada tra Torino e Milano e del 5 per cento a favore di Sav (le Autostrade valdostane).

E ancora: la Sat del trittico Cooperative , Caltagirone e Montepaschi mette a bilancio un +5 per cento sulle autostrade tirreniche e le Autostrade per l'Italia dei Benetton un aumento del 4,43 per cento. Tutti segni positivi al di sopra del dato medio giustificati - fa sapere il governo - dall'impegno "nella realizzazione di opere di rilevante interesse per lo sviluppo del Paese".

La parola aumenti, peraltro, è bandita dal linguaggio del ministero delle Infrastrutture: in un comunicato di martedì non la si usa mai e si preferisce parlare di "riduzione dell'incremento tariffario" per "attenuare l'impatto sull'utenza in un periodo di crisi economica". Insomma, potevamo anche fare peggio. È tanto vero che non c'è un calcolo su quanto costi l'aumento vero, ma si sa che il "risparmio per l'utenza" dal non aver accettato proprio tutte le richieste dei concessionari vale "50 milioni di euro".

Sia chiaro, però, che l'esecutivo non sarà così generoso per sempre: ad alcuni concessionari "sono stati corrisposti aumenti tariffari inferiori da compensare in sede di aggiornamento dei piani finanziari". Purtroppo i pedaggi autostradali non sono l'unica cosa ad aumentare in questo inizio 2014: sale anche la bolletta della luce, seppur solo dello 0,7 per cento, pari a 4 euro l'anno, così come aumenta il prezzo di snack, caffè e bevande dei distributori automatici per effetto del passaggio dell'Iva dal 4 al 10 per cento.

 

MAURIZIO LUPI DA GIOVANE lupismorfia AUTOSTRADELOGO AUTOSTRADEautostradeautostrade

Ultimi Dagoreport

maria rosaria boccia sigfrido ranucci

IL LIBRO DI MARIA ROSARIA BOCCIA SU RANUCCI E’ UN LIBRO…SULLA BOCCIA – L’EX AMANTE DI SANGIULIANO ESCLUDE OGNI FORMA DI RELAZIONE SENTIMENTALE CON L’EX CONDUTTORE DI “REPORT” MA SCRIVE: “NON SO SE, IN QUALCHE MOMENTO, SIGFRIDO MI ABBIA CORTEGGIATA” - E LO SFOTTE PURE: “E’ UN SUPERMAN CHE AVREBBE AVUTO BISOGNO DI MANUTENZIONE”. LA DESCRIZIONE DELLA POLEMICA SULLA LOBBY GAY CON CERNO E GILETTI. LEI GLI CHIEDE: “VADO DA FORMIGLI IL GIOVEDÌ OPPURE DA GILETTI IL LUNEDÌ?” E LUI SUGGERISCE IL CIMITERO, “INDICANDOMI COME POSSIBILI ALTERNATIVE IL VERANO OPPURE PRIMA PORTA” - RANUCCI E SALLUSTI A PIEDI NUDI - LA GELOSIA DI LAURA CIANFONI…

bollo auto roberto vannacci giorgia meloni giancarlo giorgetti ursula von der leyen

DAGOREPORT - BOLLO CHE NON BALLA! LA TROVATA ELETTORALE DI SOSPENDERE PER UN ANNO IL BOLLO AUTO, PRESA IN AUTONOMIA DALLA MELONI, SI È RIVELATA UN PASTICCIO (ALTRO CHE "MISURA STRUTTURALE", DURA UN SOLO ANNO!) – DOVE SI PRENDONO I 2,3 MILIARDI DI EURO DI COPERTURE PER COMPENSARE I MANCATI INCASSI DELLE REGIONI? IL TESORO VUOLE USARE I "RISPARMI" DEI FONDI PNRR, BRUXELLES E' SCETTICA E GIORGETTI HA REAGITO IN MODO SCOMPOSTO: “QUELLI ORMAI SONO SOLDI NOSTRI” – LA MOSSA SPERICOLATA CONFERMA COME LA DUCETTA STIA ORMAI RINCORRENDO VANNACCI, CHE NEL PROGRAMMA DI "FUTURO NAZIONALE" AVEVA PREVISTO PROPRIO IL TAGLIO DEL BOLLO. IL GENERALE HA GIOCO FACILE A RINFACCIARE ALLA DUCETTA CHE LA MISURA È TUTT’ALTRO CHE “STRUTTURALE”, DAL MOMENTO CHE È VALIDA SOLO PER IL 2027, CIOE' L’ANNO ELETTORALE. UNA SORTA DI “BOLLO DI SCAMBIO”…

anna wintour e beppe sala - vogue world milano john galliano

DAGOREPORT – IL 22 SETTEMBRE SBARCA IN GALLERIA A MILANO VOGUE WORLD, QUEL BARACCONE A SCOPI SEMI-BENEFICI CHE ANNA WINTOUR ORGANIZZA UN ANNO QUI E UN ANNO LÀ, MA CHE IN REALTÀ MIRA A RIMPINGUARE LE CASSE DI CONDÉ NAST – LA WINTOUR SI PRESENTA MEZZA AZZOPPATA PER L’INCIDENTE DEL MET GALA, CON LA MOSTRA DEDICATA AL SUO AMICO JOHN GALLIANO, POI CANCELLATA PER LE POLEMICHE SULLE USCITE ANTISEMITE DELLO STILISTA – “LADY VOGUE” HA INGOLOSITO BEPPE SALA GARANTENDOGLI DUE MILIONI DI EURO PER RECUPERARE UNA BIBLIOTECA A QUARTO OGGIARO – POI GLI ORGANIZZATORI HANNO MESSO “SOTTO TORCHIO” CHIUNQUE FACCIA MODA PER FARSI DARE VESTITI E ACCESSORI PER LA SFILATA E HANNO FATTO SAPERE CHE L’EVENTO ERA SÌ GRATIS, MA LA PRESENZA ERA GARANTITA CON 25 MILA EURO PER LA PRIMA FILA E 15 MILA PER LA SECONDA. ALLA FINE SI È ARRIVATI ALL'OFFERTA LIBERA…

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT – FERMI TUTTI! DOMANI FABIO RAMPELLI, IL FONDATORE DELLA COMUNITÀ DEI GABBIANI DI COLLE OPPIO, LA BETLEMME DI FRATELLI D'ITALIA, PARLERÀ A FENIX AL LAGHETTO DELL'EUR DAVANTI AI GIOVANI FRATELLINI – IL TITOLO DEL DIBATTITO SARÀ “È RABBIA È AMORE”, CHE FU IL PRIMO MANIFESTO CON CUI SI PRESENTÒ ALLE COMUNALI DEL 1993 – FIBRILLAZIONE GENERALE: UNA PAROLA D'ORDINE QUASI, ANZI UN RICHIAMO ANCENSTRALE ALLA BATTAGLIA. SI CANDIDERÀ COME SINDACO DI ROMA? O MEGLIO, LO CANDIDERANNO LE SORELLE MELONI CHE CON LUI SONO CRESCIUTE?

trump netanyahu bin salman

DAGOREPORT – TRUMP IN CUL DE SAC: A UN MESE E MEZZO DALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IN CUI RISCHIA DI PERDERE OLTRE ALLA CAMERA ANCHE IL SENATO, IL DISTURBATO DELLA CASA BIANCA E' POSSEDUTO DALL'URGENTE BISOGNO DI USCIRE DAL PANTANO IN CUI SI È INFILATO NEL GOLFO - PER RISOLLEVARE I SUOI CONSENSI AGONIZZANTI, HA DAVANTI TRE GLI SCENARI POSSIBILI: PER DIMOSTRARE CHE IL CIUFFO CE L'HA ANCORA DURO, CONTRO IL PARERE DEI SUOI GENERALI, TRUMP ORDINA UN NUOVO MASSICCIO BOMBARDAMENTO DELL’IRAN – SECONDO IPOTESI: IL TYCOON ABBASSA LA CRESTA E RAGGIUNGE UN COMPROMESSO CON IL REGIME DI TEHERAN (PASDARAN E CIA TRATTANO DA TEMPO SOTTOTRACCIA), USCENDONE DI FATTO CON L'IMMAGINE DELLO SCONFITTO – LA TERZA STRADA VEDE I PAESI DEL GOLFO, LE CUI ECONOMIE STANNO PAGANDO UN PREZZO ALTISSIMO PER LA SCELLERATA GUERRA TRUMPIANA, TENTARE UN ACCORDO DIRETTO CON IRAN E HOUTHI PER RIPRENDERE A MACINARE PETRODOLLARI – TRA LO STALLO IRANIANO, IL CONFLITTO CHE CONTINUA IN UCRAINA, NETANYAHU SCARICATO E MELANIA INVEPERITA DI PORTARE LE CORNA, “THE DONALD” E' UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSO...

urbano cairo enrico mentana

DAGOREPORT - VUOI VEDERE CHE ALLA FINE TRA URBANO CAIRO ED ENRICO MENTANA FINIRÀ A TARALLUCCI E VINO, INTONANDO: CHI HA AVUTO, HA AVUTO, CHI HA DATO, HA DATO, SCURDAMMOCE 'O PASSATO? - SE CHICCO NON HA ANCORA TROVATO UNA ALTERNATIVA AL SINISTRISMO DE LA7 (CHE FINE HANNO FATTO LA ''CNN ITALIANA'' DI KYRIAKOU, IL RITORNO A MEDIASET O LE VOCI SU SKY?), DA PARTE SUA URBANETTO NON HA ANCORA SCOVATO CON CHI SOSTITUIRLO AL TG E LASCIA LA PORTA APERTA AL RINNOVO DEL CONTRATTO IN SCADENZA IL 31 DICEMBRE PROSSIMO: "LA MIA STIMA PER MENTANA E' INTATTA..."