donald trump dazi

LA RESA DEI DAZI – OGGI È ATTESA LA SENTENZA CON CUI LA CORTE SUPREMA AMERICANA È CHIAMATA A ESPRIMERSI SULLA LEGITTIMITÀ DELLE TARIFFE COMMERCIALI IMPOSTI DA TRUMP. NEL CASO RESPINGESSE LE MISURE, GLI IMPORTATORI AVREBBERO DIRITTO A ESSERE RISARCITI PER IL DANNO ECONOMICO SUBITO. E, IN ATTESA DEL PROVVEDIMENTO, OLTRE UN MIGLIAIO LE AZIENDE HANNO PRESENTATO RICORSO CONTRO LA CASA BIANCA – TRA I COLOSSI CHE CHIEDONO RISARCIMENTI CI SONO PUMA, REEBOK, GOODYEAR E ANCHE L’ITALO-FRANCESE ESSILORLUXOTTICA – EFFETTO DAZI: CON IL CALO DELLE IMPORTAZIONI, IL DEFICIT COMMERCIALE USA SI È RIDOTTO A 29,4 MILIARDI DI DOLLARI, LA CIFRA PIÙ BASSA DAL GIUGNO 2009...

1 - SONO PIÙ DI MILLE I RICORSI CONTRO I DAZI DI TRUMP ATTESA PER LA CORTE SUPREMA

Estratto dell’articolo di Sara Tirrito per “la Stampa”

 

DONALD TRUMP MOSTRA LA TABELLA CON I NUOVI DAZI

Potrebbe arrivare già oggi la sentenza con cui la Corte Suprema americana è chiamata a esprimersi sulla legittimità dei dazi imposti dall'amministrazione Trump. Nel caso respingesse le misure, gli importatori avrebbero diritto a essere risarciti per il danno economico subito.

 

E, in attesa del provvedimento, sono oltre un migliaio le aziende che hanno già fatto ricorso. Secondo un'analisi di Bloomberg, almeno 914 imprese al 6 gennaio hanno depositato istanza contro le restrizioni commerciali, ma il numero è più alto se si considera che alcuni reclami sono stati presentati da grandi gruppi per diverse entità sottostanti.

 

dazi stati uniti unione europea

[…] i contenziosi si sono moltiplicati dopo il 5 novembre, quando la Corte Suprema ha espresso dubbi sulla legittimità del provvedimento. Da quel momento, come mostra la curva ricostruita da Bloomberg, hanno fatto causa anche i big.

 

Tra i nomi noti che si oppongono alle misure ci sono il venditore di sneakers Reebok, il produttore di fotocamere Gopro, ma anche fornitori di ricambi giapponesi come Kawasaki e Yokohama. Tante le compagnie americane, alcune quotate, come Costco Wholesale, Goodyear Tire & Rubber, Elf Cosmetics, poi Dole Fresh Fruit e J. Crew Group. Due le europee emerse finora: la tedesca Puma e il primo nome vicino a casa nostra, l'italo-francese EssilorLuxottica.

 

donald trump - dazi

Il colosso dell'occhialeria quotato a Parigi ha presentato istanza il 26 novembre insieme a 10 delle sue controllate per chiedere un rimborso, non quantificato, sui danni dovuti sia alle imposte reciproche che a quelle relative agli scambi con la Cina. A essere contestate sono le tariffe doganali introdotte invocando l'International Emergency Economic Powers Act (Ieepa) americano, una legge che conferisce poteri speciali in caso di emergenza nazionale.

 

[…]

 

METTI IL DAZIO TOGLI IL DAZIO - MEME SU TRUMP

Secondo la Costituzione americana, il potere di imporre dazi spetta esclusivamente al Congresso. Le aziende quindi spiegano che lo Ieepa non fornisce alcun principio che permetta al presidente di esercitare tale potere, violando di fatto i principi costituzionali.

 

[…]  L'esito è tutt'altro che scontato, e anche se la Corte Suprema dichiarasse illegali i dazi, il riconoscimento del rimborso sarebbe soggetto a diverse varianti, inclusa l'assegnazione dei rimborsi ai tribunali di grado inferiore.

 

Secondo l'ultimo rapporto della Casa Bianca, al 14 dicembre l'amministrazione americana ha riscosso circa 133 miliardi di dollari dovuti ai dazi. Il presidente americano ha già avvertito che eventuali rimborsi costituirebbero una catastrofe per la sicurezza nazionale e si è detto disposto a trovare altre basi giuridiche per imporre le tariffe doganali anche qualora la Corte Suprema bocciasse quelle attuali.

 

[…]  c'è un precedente storico a supporto degli importatori. Nel 1998 la Corte suprema ha dichiarato incostituzionale una tassa che metteva a carico degli esportatori la manutenzione dei porti. In quel caso furono presentate circa 4mila istanze, con rimborsi per 750 milioni di dollari.

 

2 - EFFETTO TARIFFE, CALANO LE IMPORTAZIONI IL DEFICIT COMMERCIALE USA AI MINIMI DAL 2009

Estratto dell’articolo di Alberto Simoni per “la Stampa”

 

donald trump e la guerra dei dazi

Il deficit commerciale statunitense si è ridotto a 29,4 miliardi di dollari in ottobre, 18,8 miliardi in meno rispetto al mese precedente, la cifra più bassa dal giugno del 2009. Sono calati i volumi dell'import, mentre l'export è rimasto sostenuto determinando così un risultato sulla bilancia commerciale in linea con gli obiettivi fissati dal presidente Trump quando ha la sua politica economica basata sui dazi. […]

 

L'import ha raggiunto 331,4 miliardi di dollari, in calo del 3,2% rispetto al mese precedente; l'export al contrario ha segnato un rialzo del 2,6% toccando i 302 miliardi.

 

dazi ed export di prodotti italiani negli stati uniti

Il rallentamento dell'import è legato, evidenziano gli economisti, principalmente a due motivi: il primo sono le tariffe doganali. A oggi l'imposizione daziaria media – secondo il Budget Lab di Yale – è di oltre 16%, il livello più alto mai registrato dal 1935.

 

Nel primo semestre del 2025, le aziende spinte dai timori e dall'incertezza legata all'imposizione di tariffe avevano intensificato gli acquisti generando un aumento sensibile dell'import. Nei mesi gennaio-ottobre il deficit commerciale Usa era infatti cresciuto del 7,7%.

 

effetto dei dazi di trump sui mercati

[…] Il secondo motivo di rallentamento è invece legato a una diminuzione della domanda interna: l'import di beni industriali è calato di 2,7 miliardi, il livello più basso dal febbraio del 2021.

 

[…] Benché il dato del trade deficit si allinei ai piani di Trump, gli economisti invitano a leggere fra le righe del rapporto. Si evidenzia che è stato il crollo di prodotti farmaceutici – in seguito alle tariffe entrate in vigore proprio il primo di ottobre – nonché l'oro a segnare il report.

 

Mark Zandi, capo economista di Moody's Analytics, ha invitato a non tirare conclusioni affrettate basandosi sui dati di pochi mesi in un anno invece che è stato caratterizzato di cifre volatili. E non solo sul fronte del commercio.

 

MEME SU DONALD TRUMP GOLFISTA E DAZISTA

L'inflazione ha oscillato invertendo la curva ribassista. Scenario simile anche per il lavoro. L'ultimo report ha registrato un aumento della disoccupazione (4,6%) e fotografato un mercato in stallo fra pochi licenziamenti e ancor meno assunzioni. Oggi il Dipartimento del Lavoro diffonderà il report di dicembre.

VIGNETTA ELLEKAPPA - TRUMP E I DAZI

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