MONNEZZA RADIOATTIVA – ENTRO DUE ANNI VA SCELTO IL SITO PER INTERRARE 90 MILA METRI CUBI DI RIFIUTI NUCLEARI – E SARÀ IN UNA DI QUESTE 4 FORTUNATE REGIONI: PUGLIA, LAZIO, BASILICATA O TOSCANA

Roberto Giovannini per "La Stampa"

 

rifiuti radioattivi 5rifiuti radioattivi 5

L’Italia ha abbandonato il nucleare, ma contando i residui delle vecchie centrali atomiche in corso di decommissioning e tutto il materiale radioattivo prodotto dalla normale attività industriale, di ricerca e ospedaliera a tutt’oggi ci sono 27.000 metri cubi di rifiuti radioattivi sparsi per il territorio del Belpaese. Oltre 25mila sono rifiuti a bassa e media radioattività, ma ce ne sono quasi 2mila ad alta radioattività.

 

Oggi sono conservati in sicurezza, ma certamente in modo provvisorio e disorganico, in una ventina di siti. Una situazione che ci è vietata ormai da una direttiva europea del 2011, che obbliga gli Stati a predisporre una soluzione definitiva e assolutamente sicura. Costruendo un «Deposito nucleare nazionale» che funzionerà per almeno quarant’anni. Qui finirà l’«immondizia atomica» già presente in Italia.

rifiuti radioattivi 4rifiuti radioattivi 4

 

Successivamente, vi sarà immessa la produzione «normale» di materiale radioattivo di fabbriche, laboratori e ospedali (500 metri cubi l’anno, dai caricatori delle macchine a raggi X alle tute usate dal personale). Infine, potrebbe finirci dentro (ma non è certo) il combustibile nucleare «riprocessato» in Francia e in Gran Bretagna proveniente dalle centrali italiane attive in passato.

 

Se non saranno trovate altre soluzioni, dopo il 2025 ci dovremo infatti riprendere indietro circa 800 metri cubi di materiale, contenuto all’interno di 24 grossi contenitori in lega di ghisa speciale, pesanti decine di tonnellate ciascuno. Va da sé che per questo materiale ad altissima e soprattutto molto persistente radioattività (migliaia di anni...) poi si dovrà trovare un’altra soluzione.

 

rifiuti radioattivi 3rifiuti radioattivi 3

Tutto chiaro, sulla carta. Il problema - la cui delicatezza non sfugge - è dove verrà costruito questo benedetto deposito. Che dovrebbe accogliere fino a 90mila metri cubi di materiale radioattivo, e che sarà grande come un campo da calcio e alto quanto un palazzo di cinque piani. Lo scorso 4 giugno l’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ha ufficializzato i criteri per la localizzazione dell’impianto, che successivamente sarà realizzato dalla società pubblica Sogin, azienda che gestisce lo smantellamento delle vecchie centrali, appena uscita da un cupo periodo di sprechi, scandali e indagini.

 

Entro il gennaio del 2015 bisognerà così definire una mappa delle aree «potenzialmente idonee» per il deposito, che sarà di superficie (e dunque non sotterraneo come quello a suo tempo ipotizzato a Scanzano Jonico). Non sono «idonee» le aree vulcaniche, quelle sismiche, quelle soggette a frane e inondazioni, quelle in fasce fluviali o in depositi alluvionali preistorici.

rifiuti radioattivi 1rifiuti radioattivi 1

 

Niente nemmeno per i siti con altitudine superiore ai 700 metri, quelli a meno di 5 chilometri dalla costa, quelli in zone carsiche o di sorgenti, i Parchi nazionali. Niente da fare nemmeno per le aree vicino a centri abitati, strade e ferrovie, attività industriali, aeroporti, poligoni militari, miniere.

 

Non c’è nulla di ufficiale, ma alla fine secondo «chi sa» si finirà in una di queste quattro Regioni: Puglia, Lazio, Toscana, Basilicata. L’impianto dovrebbe essere molto sicuro, e ci saranno incentivi economici per la localizzazione. Ma c’è da giurare che non sarà facile conquistare il consenso delle popolazioni dell’area prescelta.

rifiuti radioattivi 2rifiuti radioattivi 2

 

I tempi: secondo le previsioni, il sito si sceglierà entro la primavera del 2016; la costruzione si farà entro il 2022, e prevederà anche la creazione nell'area del Deposito di un «Parco Tecnologico», dedicato alla ricerca e alla formazione su decommissioning, gestione dei rifiuti e radioprotezione. Il costo complessivo, dicono alla Sogin, sarà di 1,5 miliardi di euro, che saremo noi italiani a pagare attraverso un (ennesimo) contributo sulla bolletta dell’elettricità. Altri osservatori però stimano la spesa finale in una somma più vicina ai 2,5 miliardi. Sempre che non ci siano ritardi, sovraccosti e pasticci all’italiana.

Ultimi Dagoreport

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…

giorgia meloni nomine eni enel terna poste consob leonardo giuseppina di foggia paolo savona cladio desclazi cingolani del fante cattaneo

FLASH – CON LA SCUSA DELLA GUERRA, IL GOVERNO RINVIA LA DISCUSSIONE SULLE NOMINE NELLE PARTECIPATE! LA RIUNIONE TRA I DELEGATI DELLA MAGGIORANZA (LOLLOBRIGIDA-FAZZOLARI PER FDI, PAGANELLA-SALVINI PER LA LEGA E TAJANI-BARELLI PER FORZA ITALIA), PREVISTA PER OGGI, È STATA RIMANDATA A DATA DA DESTINARSI - GLI ADDETTI AI LIVORI MALIGNANO: È UNA BUONA OCCASIONE PER POTER FARE UN BLITZ ALL’ULTIMO MINUTO. IL TEMPO STRINGE: LE ASSEMBLEE VANNO CONVOCATE 30 GIORNI PRIMA PER POTER PROCEDERE CON I RINNOVI…