ROTELLI TIRA LA CATENA SUI TITOLI RCS: UN DILUVIO DI DIRITTI SUL MERCATO, IN CAMBIO DI BRICIOLE

1. BORSA: +87% PER I DIRITTI RCS FRA SCAMBI BOOM PARI AL 17% DEL CAPITALE
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Ancora forte attenzione sull'aumento di capitale Rcs. I diritti per sottoscrivere le azioni ordinarie balzano dell'87% fra scambi sostenuti pari a 18 milioni pari al 17% del totale dei 108milioni di diritti in circolazione. Questi titoli erano scesi molto nei giorni scorsi passando da 1,4 euro a 0,01 euro per risalire oggi a 0,0187. Salgono del 30% anche i diritti per sottoscrivere azioni risparmio mentre i titoli Rcs e Rcs risparmio mostrano variazioni piu' contenute e pari rispettivamente a +3,59% e +2,06%.


2. IN BORSA CROLLANO I DIRITTI RCS, ROTELLI CONTINUA A VENDERE
Laura Galvagni e Marigia Mangano per il "Sole 24 Ore"

Giuseppe Rotelli ha scaricato sul mercato oltre la metà dei suoi diritti d'opzione legati all'aumento di capitale di Rcs. Lunedì ne ha venduti 1,45 milioni ma già nei giorni precedenti ne aveva valorizzati oltre 4 milioni. Ieri una nuova tranche di opzioni sarebbe finita a Piazza Affari. Con il risultato che finora su un totale di 14,3 milioni di diritti a sua disposizione, Rotelli ne avrebbe smobilizzati più della metà.

Raccogliendo, però, solo briciole: 687 mila euro per 6,1 milioni di opzioni. Complice il fatto che nell'ultima seduta i diritti sono nuovamente crollati dell'80,54% scendendo a 0,01 euro tra volumi superiori agli 8 milioni, pari al 7,6% dei diritti esistenti. Il titolo, invece, ha perso il 4,96% a 1,42 euro. E le prospettive sono di un'ulteriore ondata al ribasso.

Se il destino dei diritti di piena proprietà di Rotelli sembra essere quello della cessione sul mercato, più incerto è il futuro delle opzioni legate al pacchetto del 3,6% di Rcs in pegno al Banco Popolare. L'impressione è che l'accordo tra l'imprenditore e l'istituto possa essere un tema all'ordine del giorno, complici le condizioni alle quali Rotelli dovrebbe rilevare il pacchetto tra un anno, oltre 4 euro a titolo, e stante la futura posizione di Pandette nel capitale del gruppo editoriale. Post aumento la cassaforte dell'imprenditore scenderà al 4% (inclusa la quota del Banco).

Ecco perché qualcuno non esclude che quella partecipazione e i diritti collegati possano essere il perno attorno al quale Diego Della Valle, socio all'8,9%, potrebbe costruire una posizione più forte in Rcs. Le intenzioni del patron del gruppo Tod's, al momento, sono ancora tutte da decifrare. L'imprenditore ha dato un ultimatum chiedendo immediatamente un'inversione di rotta sul piano e sulla governance ma la risposta del patto Rcs è stata ferma: ogni valutazione verrà fatta a valle della ricapitalizzazione quando sarà chiaro il peso di ogni singolo azionista.

E qui sta il punto, Della Valle vorrebbe delle rassicurazioni prima di investire ciò che serve per superare la soglia del 10%. Per converso nessuno sembra disposto a dare garanzie prima di aver verificato l'impegno dell'imprenditore. Insomma la partita a poker su Rcs continua ma ormai il tempo è quasi scaduto. E lo stesso Della Valle deciderà il da farsi entro il week end. D'altra parte, venerdì 28 giugno sarà l'ultimo giorno utile per la negoziazione dei diritti e entro quella data Rotelli dovrà essersi liberato delle proprie opzioni. Altrettanto dovrà fare Edizione.

Ieri, Gianni Mion, vicepresidente della holding di casa Benetton, ha escluso che ci siano negoziazioni in corso sul proprio pacchetto: «No, non ci sono contatti. Consob chiede sempre informazioni. Abbiamo risposto. Al momento non abbiamo né comprato né venduto». Il manager ha quindi aggiunto: «Spero che le cose per Rcs si sistemino anche se sarà un percorso molto difficile.

Economicamente non ci siamo coperti di gloria, abbiamo perso un sacco di soldi» ha infine detto Mion. Al momento i Benetton hanno il 4,7% di Rcs ma la quota dopo l'aumento di capitale, che non verrà sottoscritto da Ponzano Veneto, si diluirà all'1,04%. Se i soci fuori dal patto restano comunque i potenziali nonché principali venditori sul mercato, diverso il discorso per chi, pur non sottoscrivendo i titoli, vedrà i propri diritti assorbiti da una parte del sindacato.

Per Generali (3,957% la partecipazione al vecchio capitale) Merloni (2,09%), che non sottoscriveranno, e Italmobiliare (7,42%), Sinpar-Lucchini (2,06%), Eridano-Bertazzoni (1,228%), che aderiranno a metà, scenderanno in campo Fiat e Intesa-SanPaolo che ne rileveranno una quota consistente. Il gruppo del Lingotto si è impegnato infatti a sottoscrivere fino al 2,8% del capitale in più rispetto alla propria quota di competenza, con il risultato che salirà, post ricapitalizzazione, al 13,397%. Intesa, invece, si è impegnata fino a 10 milioni, oltre però a garantire il 40% dell'inoptato.

 

 

GIUSEPPE ROTELLI DIEGO DELLA VALLE CON SCARPE TODSSCOTT JOVANE A BAGNAIA GIANNI MION fratelli benettonbanco popolare

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