moratti saras

SARA’ QUEL CHE SARAS – EREDE CERCASI PER LA RAFFINERIA DI SARROCH ALTRIMENTI SARÀ VENDUTA – I MORATTI AVEVANO CERCATO DI CEDERLA GIA’ NEL 2013. ORA, DOPO LA SCOMPARSA DI GIAN MARCO, L’IPOTESI SI RIPROPONE A MENO CHE TRA I NIPOTI DI ANGELO NON EMERGA CHI VOGLIA CONTINUARE IL BUSINESS

gian marco e massimo moratti

Luca Pagni per “Affari & Finanza - la Repubblica”

 

Per Gian Marco Moratti era rimasto l' ultimo cruccio della sua lunga attività di imprenditore: la quotazione in Borsa di Saras, operazione che si è rivelata un ottimo affare per la famiglia, ma un pessimo investimento per chi aveva creduto nei titoli di una società storica della buona borghesia milanese nonché nel buon nome della famiglia. Sbarcate a Piazza Affari con una quotazione d' esordio a 6 euro, le azioni Saras in più di dieci anni di listino non hanno mai più rivisto quel prezzo.

 

E ancora oggi - che pure si sono riprese dai minimi storici - viaggiano sotto i 2 euro. Eppure, anche nell' ultimo periodo della lunga malattia che lo ha portato via a 81 anni, il più anziano dei Moratti avrebbe voluto mettere a posto questa faccenda, così come aveva rilanciato l' attività industriale e provveduto assieme al fratello Massimo a preparare la Saras per il passaggio generazionale. Anche cercando un possibile acquirente.

STABILIMENTO SARAS

 

Del resto, Gian Marco e Massimo Moratti, i due figli del fondatore Angelo che hanno ereditato il ruolo di amministratori della società, si erano fidati di quanto avevano loro suggerito tre banche d' affari di primo livello, Jp Morgan, Morgan Stanley e l' italiana Caboto (ora Banca Imi, controllata da Intesa Sanpaolo). Il fatto è che quel 33,4% del capitale andato in Borsa era stato per lo più acquistato da piccoli risparmiatori, mentre i grandi investitori avevano cominciato a vendere fin dal debutto. Com' era andata quell' operazione, ai due fratelli non era mai andata giù. La consideravano una macchia da cancellare.

 

Perché per tutto il resto hanno fatto praticamente percorso netto. Hanno ereditato un piccolo impero che gravita attorno alla mega raffineria di Sarroch: una sorta di città fatta di cisterne, tubi e impianti chimici a metà strada tra Cagliari e la spiaggia dei fenicotteri di Chia. Il padre Angelo aveva cavalcato l' industrializzazione dell' Italia dopo la Seconda Guerra Mondiale; i figli hanno trasformato l' impianto sardo in una delle raffinerie più grandi d' Europa, forse la migliore nella lavorazione del greggio pesante per la produzione di gasolio. Le ultime opere di ammodernamento - finanziate anche grazie a una generosa politica governativa di incentivi che ha assimilato il recupero degli olii post raffinazione ad attività rinnovabile - l' hanno reso uno degli impianti più avanzati a livello continentale.

 

Tanto da restare competitivo in un mercato sempre più agguerrito, dove a livello mondiale primeggiano le raffinerie asiatiche, forti delle dimensioni, della domanda crescente da parte delle economie emergenti e di un costo del lavoro che per anni è stato nettamente più basso. Così, mentre nel resto d' Europa gli impianti vanno in pensione perché non più redditizi, Sarroch è ancora sulla breccia. E ora punta al nuovo business del gasolio per il trasporto marino, visto che dalla Ue verrà messo fuori legge l' olio combustibile.

gian marco e massimo moratti

 

Eppure quattro anni fa, i Moratti si erano mossi per prepararsi a un eventuale addio. Per seguire, magari, l' esempio della concorrente Erg dei Garrone: poco prima della grande crisi del 2009 la famiglia ligure era riuscita a cedere al gruppo russo Lukoil l' impianto di Priolo, in Sicilia. E investire tutto in una conversione a 180 gradi: dal petrolio alle rinnovabili, fino a diventare il numero uno in Italia nell' eolico.

 

Prima di puntare su nuovi investimenti, però, i Moratti dovrebbero vendere. In qualche modo, nel 2013 si erano preparati. Prima la riorganizzazione della catena di controllo di Saras: il 50% circa sotto il controllo della famiglia è stato esattamente diviso a metà, da un lato il 25 in mano all' accomandita Gianmarco Moratti Sapa e l' altro 25 alla gemella Massimo Moratti Sapa. In entrambe le accomandite, poi, i due figli maschi di ciascun fratello hanno avuto partecipazioni pari al 50% delle quote.

Massimo Moratti

 

Sempre nel 2013 i Moratti avevano trovato anche un partner, anche in questo caso russo, il gigante petrolifero Rosneft, che aveva rilevato il 21% di Saras e aveva fatto pensare a molti di successivi accordi per salire in maggioranza. Ma nel gennaio dell' anno scorso, in seguito alle restrizioni legate alle sanzioni internazionali, i russi hanno preferito monetizzare, uscendo con una plusvalenza di 80 milioni.

 

raffineria saras dei moratti

Da allora, qualche banca d' affari si è fatta avanti, perché l' asset è considerato strategico, i lavori di ammodernamento continuano (l' ultimo riguarda la digitalizzazione). Con la scomparsa di Gian Marco, ora il tema della successione si riproporrà, a meno che tra i nipoti di Angelo non emerga chi voglia proseguire anche nella terza generazione.

Raffineria Saras Raffineria Saras raffineria saras dei moratti

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - PERCHÉ ELLY NON HA INFORMATO NESSUNO DEL PD DELLA PROPOSTA DI CONTE DI DARE AL CENTROSINISTRA UN "PAPA STRANIERO"? - PERCHÉ LASCIARE CHE L'AZZECCAGARBUGLI A 5 STELLE DIVULGASSE L’IPOTESI DEL “TERZO UOMO”, METTENDOGLIELO IN QUEL POSTO? - DIVORATA DA UN'AMBIZIONE AI CONFINI DELLA REALTÀ - POGGIARE IL SEDERINO SULLA PRIMA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI - OGGI, LA DUCETTA DEL NAZARENO VEDE I GAZEBO COME UNA CAMERA A GAS, CONSAPEVOLE CHE LE VARIE ANIME DEL CORPACCIONE DEM, FINITO NELL'ULTIMO SONDAGGIO IPSOS DI PAGNONCELLI SOTTO IL 20%, NON ASPETTANO ALTRO DI ENTRARE NEI GAZEBO PER UCCELLARLA E RIMANDARLA A FARE L'ASSESSORE IN EMILIA ROMAGNA - PER EVITARE DI FINIRE SOTTO LA MANNAIA DELLE PRIMARIE, ELLY HA PENSATO BENE DI ATTACCARSI ALL'ULTIMO SALVAGENTE: LA CORTE COSTITUZIONALE - SE ENTRO FEBBRAIO 2027, LA CONSULTA BOCCERÀ, TRA L'ALTRO, L’OBBLIGO DI INDICARE NEL PROGRAMMA IL CANDIDATO PREMIER DELLA COALIZIONE, A QUEL PUNTO VERREBBE MENO L’ESIGENZA DELLE PRIMARIE. E SCHLEIN POTREBBE COSÌ ANDARE AL VOTO INVOCANDO PALAZZO CHIGI PER IL PARTITO CHE PRENDE PIÙ VOTI, CIOÈ IL SUO… - VIDEO

donald trump giorgia meloni by edoardo baraldi

FLASH! – TRUMP? PUSSA VIA! - COME MAI IL "DERAGLIATO MENTALE'' DELLA CASA BIANCA HA IMPROVVISAMENTE RITROVATO L’AMORE CON "GIGIORGIA" (“I RAPPORTI SONO MOLTO BUONI. MI PIACE, MI È SEMPRE PIACIUTA”)? - LA TEMPISTICA NON È CASUALE: TRUMP, CHE HA UN BISOGNO DISPERATO DEI VOTI DEI 17-18 MILIONI DI ITALO-AMERICANI AL VOTO DI MIDTERM, POTREBBE APPROFITTARE DELLA CENA DELLA “NIAF” A WASHINGTON DEL 17 OTTOBRE PER UNA NUOVA "DICHIARAZIONE D'AMORE" - EVENTO CHE LA DUCETTA TEME PIU' DELLA KRYPTONITE: NEI SONDAGGI, IL 75% DEGLI ITALIANI  ATTACCHEREBBE IL TRUMPONE AL MURO - DIFATTI, E' FINITO NEL CESTINO ANCHE IL BLITZ AMERICANO DELLA PREMIER PER PRESENTARE IL SUO LIBRO (“I AM GIORGIA”, PREFATO DA JD VANCE)...

renato schifani giorgia meloni

UN BEL CANNOLO PER IL CENTRODESTRA – RENATO SCHIFANI HA MINACCIATO DI DIMETTERSI SUBITO DA PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIA, PER FAR SALTARE IL GIOCHINO IMMAGINATO DA PALAZZO CHIGI: ELEZIONI REGIONALI SULL'ISOLA INSIEME ALLE POLITICHE E ALLE AMMINISTRATIVE, ALL’ELECTION DAY DI MAGGIO. CON LA PROBABILE VITTORIA IN SICILIA, SI BILANCEREBBE IL “TRAINO” A SINISTRA DELLE GRANDI CITTA’ AL VOTO (MILANO, ROMA, NAPOLI, BOLOGNA, TORINO) - QUANDO HA SAPUTO CHE LA SUA SCALATA AL CSM SI E’ FERMATA, SCHIFANI E’ ANDATO SU TUTTE LE FURIE E ORA TOCCA PLACARLO CON UNA NUOVA PROMESSA, ALTRIMENTI RENATINO SI RICANDIDA E ROMPE LE UOVA NEL PANIERE A TAJANI E A TUTTO IL CENTRODESTRA - LA GIUNTA È STATA CONVOCATA PER DOMANI: ADDIO IN VISTA?

flavio bolsonaro criminalita brasile

FLASH – DALLE ALPI ALLE ANDE, PER GLI ELETTORI DI TUTTO IL MONDO LA PRIORITÀ È LA SICUREZZA! IL SUCCESSO DI BOLSONARO JR AL PRIMO TURNO DELLE PRESIDENZIALI IN BRASILE È LEGATA SOPRATTUTTO ALLE SUE PROMESSE DI ORDINE E REPRESSIONE DELLA CRIMINALITÀ - IL SUDAMERICA È IL BUCO NERO DEL MONDO: IL 30-33% DEGLI OMICIDI MONDIALI SI CONCENTRA IN AMERICA LATINA (E IL BRASILE, CHE OSPITA QUASI LA METÀ DELLA POPOLAZIONE TOTALE DEL CONTINENTE, HA IL “RECORD” DEL 40% DEI MORTI AMMAZZATI DEL SUD AMERICA)

lavitola rossi corsini ranucci

COME ANDRÀ A FINIRE LA VERTENZA GIUDIZIARIA PER IL REINTEGRO DI RANUCCI? A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI REPORT, L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI O “SUPERMAN” SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? I PIÙ SCOMMETTONO SUL REINTEGRO: IL PROVVEDIMENTO RIPORTEREBBE COSÌ RANUCCI SULLA TOLDA DI COMANDO DI REPORT. LA REDAZIONE? SI DIMETTEREBBE IN BLOCCO HA TUONATO QUALCUNO, MA SEMBRA FOSSE UNA BOUTADE. IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI CORSINI PRIMA HA DETTO DI CONSIDERARE QUESTA EVENTUALITÀ UNA IATTURA, POI IERI HA AMMORBIDITO I TONI (“IN CASO CI ADEGUEREMO”). DEL RESTO, LUI STESSO, ALCUNI ANNI FA HA VISSUTO UNA ANALOGA VICENDA: SOSTITUITO NEL RUOLO DI DIRETTORE AL GIORNALE RADIO, RIFIUTO' LE PROPOSTE ALTERNATIVE DELL'AZIENDA, FECE CAUSA MA LA RAI VINSE (E CORSINI PAGO' SALATISSIME SPESE LEGALI…)

arianna meloni boccia sangiuliano

DAGOREPORT - IL PROCESSO BOCCIA-SANGIULIANO POTREBBE RISERVARE QUALCHE BRUTTA SORPRESA PER L'ARMATA BRANCA-MELONI: SISTER ARIANNA DOVRÀ RISPONDERE SOTTO GIURAMENTO, COME ‘’PERSONA INFORMATA SUI FATTI’’, NON SOLO ALLE DOMANDE DEI MAGISTRATI MA ANCHE A QUELLE DELLA DIFESA DELLA VISPA POMPEIANA. E BASTA UNA PANZANA E SI FINISCE INDAGATI – L’INCHIESTA DI “REPORT” DEL 2024: ''QUAL È STATO IL RUOLO DELLA CAPA DELLA SEGRETERIA POLITICA DI FDI NELLA MANCATA NOMINA DELLA BOCCIA A CONSULENTE DEL MINISTRO DELLA CULTURA?'' – L’AVVOCATO DI GENNARINO, SICA, AMMISE: "ARIANNA AVEVA SOLO AVVERTITO MOLTO PRIMA SANGIULIANO DI STARE ATTENTO PERCHÉ C’ERANO DELLE VOCI CHE GIRAVANO SU QUESTA PERSONA... E AVEVA RAGIONE. LUI ERA PRESO DALLA RELAZIONE" – PIZZICATA IN VIA DELLA SCROFA, LA SORELLA DELLA DUCETTA LA BUTTO' IN CACIARA: “MA LEI DICE DAVVERO CHE AGLI ITALIANI INTERESSA QUESTO?” – GRAN FINALE COL BOTTO DI “REPORT”: “DA QUELLO CHE CI RISULTA, ARIANNA AVREBBE INCONTRATO SANGIULIANO IL 29 LUGLIO PER AVVISARLO DELLE PERPLESSITÀ SULLA NOMINA DELLA BOCCIA. MA IL MINISTRO AVREBBE TENUTO IL PUNTO PERCHÉ LA SORELLA DELLA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SAREBBE IN CREDITO CON LUI, DOPO LA NOMINA DI FABIO TAGLIAFERRI ALLA PRESIDENZA DI ALES, SOCIETÀ IN HOUSE DEL MINISTERO DELLA CULTURA…” - VIDEO