UNO SCARPARO IN VIA SOLFERINO - DELLA VALLE CRESCE IN RCS E ARRIVA A DETENERE TRA L’8 E IL 9% (AVEVA IL 5,5%) - L’OBBLIGO DI COMUNICAZIONE ALLA CONSOB SCATTA DAL 10%, SOGLIA OLTRE la QUALE CI SONO MEDIOBANCA, ROTELLI E FIAT - LE AZIONI LIBERE (FLOTTANTE) SI RIDUCONO QUINDI ALL’8%: IL MARCHIGIANO NON PUÒ SCALARE IL “CORRIERE”, MA SI PREPARA ALLA SCADENZA DEL PATTO NEL 2014 - DATI I CONTI NEGATIVI, IL TITOLO È ATTUALMENTE SOPRAVVALUTATO…

Francesca Gerosa per "Milano Finanza"

Diego Della Valle cresce ancora in Rcs, arrivando a detenere una quota tra l'8% e il 9%. Lo confermano fonti finanziarie, dopo che ieri il numero uno di Tod's aveva annunciato in un programma televisivo di essere ''salito molto in Rcs'' senza specificare però di quanto.

La quota sarebbe quindi al di sotto della soglia rilevante del 10% al superamento della quale scatta l'obbligo di comunicazione alla Consob. Sopra il 10% ci sono attualmente soltanto Mediobanca, Giuseppe Rotelli e Fiat. In base all'ultimo aggiornamento Consob, l'industriale, che di Tod's è presidente e amministratore delegato, deteneva il 5,5% della casa editrice.

"La mia volontà", ha detto Della Valle, "è di crescere, tutti lo sanno. Siamo cresciuti molto nel rispetto delle regole". Della Valle ha più volte ribadito il suo interesse e in questi giorni ci sono state indiscrezioni che lo davano tra i potenziali compratori che hanno alimentato il forte rally del titolo Rcs a Piazza Affari, rally che prosegue oggi con l'azione sospesa in asta di volatilità (+17% teorico) dopo un massimo intraday a quota 1,489 euro.

Venerdì prossimo, 21 settembre, si riunirà il patto di sindacato della società editoriale. L'imprenditore aveva svincolato in primavera la propria quota dal patto di sindacato, in polemica con le scelte degli altri grandi azionisti, a cominciare da Fiat e Mediobanca, sul rinnovo del Cda e sulla nomina di un nuovo amministratore delegato con l'ingresso nel board di un folta pattuglia di consiglieri indipendenti e di Pietro Scott Jovane al posto di Antonello Perricone.

"Riteniamo che l'ipotesi di una scalata sia improbabile a causa del flottante molto basso di Rcs, pari a meno dell'11%, e crediamo quindi che Della Valle voglia solo aumentare il suo peso in vista della scadenza del patto di sindacato della società nel 2014", commenta Daniele Ridolfi, analista di Kepler.

Il limitato flottante per gli analisti di Mediobanca rappresenta comunque un buon motivo per non essere sottopeso sul titolo: se la quota di Della Valle verrà confermata a circa l'8%, il nuovo reale flottante della società potrebbe essere sotto l'8%.

In ogni caso, avvertono gli analisti di Mediobanca, la valutazione corrente di mercato di Rcs (un miliardo di euro di capitalizzazione, un enterprise value di circa 1,7 miliardi di euro, vale a dire un ev/ebitda 2013 sopra 13 volte) non è spiegabile sulla base delle stime 2012-2014 a meno di non ipotizzare una drastica e positiva cessione di asset non core insieme a un miglioramento della redditività operativa.

Anche supponendo la cristallizzazione del valore dell'edificio di via Solferino, valutato prudentemente da Mediobanca 210 milioni di euro circa nella somma delle parti, la cessione di Dada con un impatto positivo sul debito per 60 milioni e la vendita di una quota del 40% delle attività spagnole (il 40% di Unidad Editorial porterebbe almeno 170 milioni), il multiplo implicito ev/ebitda 2013 si attesterebbe a 12,2 volte, ben al di sopra della media storica pari a 9, l'enterprise value teorico sarebbe di 1,27 miliardi di euro e l'ebitda rettificato, al netto del contributo delle cessioni, si attesterebbe a 104 milioni.

Una volta finalizzate le tre mosse suggerite, Mediobanca vede l'ebitda 2013 di Rcs a 141 milioni, +35% sopra la stima corrente della banca che prevede per l'anno in corso un ebitda rettificato a 95 milioni (-28% su base omogenea), mentre le attese sul debito netto sono state migliorate di 162 milioni di euro rispetto alla stima precedente a 748 milioni di euro, grazie alla cassa derivate dalla vendita di Flammarion.

Ma le svalutazioni delle attività spagnole aggiungono pressione e Rcs deve migliorare la struttura patrimoniale. Visto quindi che il profilo di rischio del gruppo è aumentato ulteriormente, "preferiamo ribadire il nostro atteggiamento prudente sul titolo e confermiamo il rating neutral con un prezzo obiettivo rivisto da 0,65 a 0,56 euro", concludono gli esperti di Mediobanca.

Kepler mantiene, invece, il rating reduce su Rcs sulla base dei fondamentali con un prezzo obiettivo a 0,41 euro. "Il titolo è infatti scambiato a 11,8 volte l'enterprise value/ebitda 2013 a un premio ingiustificato rispetto al multiplo di 5 volte del settore editoriale italiano", nota quest'altra banca d'affari.

 

Diego della valleGIUSEPPE ROTELLI JOHN ELKANN E SERGIO MARCHIONNE jpegANTONELLO PERRICONE AD RCS PIETRO SCOTT JOVANEAngelo ProvasoliSede del Corriere della Sera in via Solferino

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