LUFT-HANSIA PER LA GERMANIA - LO SCIOPERO DELLE HOSTESS DELLA LUFTHANSA RIPORTA I TEDESCHI CON I PIEDI PER TERRA - IL SINDACATO MINACCIA IL BLOCCO TOTALE - LA COMPAGNIA PERDE 166 MILIONI NEL PRIMO SEMESTRE 2012, NON ACCOGLIE LE RICHIESTE DI AUMENTO E PREPARA UN “TAGLIO” DI 1,5 MILIARDI CHE MANDEREBBE A CASA 4.500 DIPENDENTI SU 120.000 - L’EXPORT TEDESCO ACCUSA LA CRISI DEI PAESI DELL’EURO…

1- UNA LUFTHANSA ALL'EUROPEA SCOPRE LE FRAGILITÀ TEDESCHE
Gianni Dragoni per Il Sole 24 Ore

Lo sciopero delle hostess della Lufthansa riporta i tedeschi con i piedi per terra. Non solo per i 400 voli cancellati ieri, su un totale di 1.800 quotidiani, negli scali di Monaco, Francoforte e Berlino, bloccando decine di migliaia di passeggeri. L'azione sindacale proseguirà oggi ed è prevedibile che si ripeta nei prossimi giorni. Da 13 mesi i 20mila assistenti di volo (su 118mila dipendenti del gruppo) reclamano aumenti salariali del 5 per cento.

L'azienda, che nel primo semestre ha aumentato la perdita operativa di gruppo da 19 a 166 milioni, offre un ritocco alle buste paga dell'1,5% e ha varato un piano di riduzione costi di 1,5 miliardi. La conflittualità sindacale alla Lufthansa si svolge entro le regole, rispettando il preavviso per gli scioperi. Si tratta però di un sintomo rivelatore di una vulnerabilità del modello economico e sociale tedesco che, in qualche misura, rischia di essere vittima del proprio successo e delle contraddizioni dell'area dell'euro.

Diversi segnali mostrano che la Germania non può pensare di andare avanti da sola ignorando la crisi che colpisce soprattutto i Paesi meridionali di Eurolandia. Con un sistema industriale che esporta dal 40 al 60% nel resto d'Europa, la Germania non può rimanere immune dalle crisi dei suoi vicini, anche di quelli che considera (a ragione) delle cicale.

La Siemens, ad esempio, come reazione al calo delle commesse causato soprattutto dalla crisi europea, sta preparando un piano per migliorare la struttura dei costi e la produttività che, secondo le indiscrezioni (non smentite) pubblicate il 21 agosto dal giornale Boersen Zeitung, porterà alla soppressione di migliaia di posti di lavoro nel mondo, sui 410mila complessivi del gruppo ad alta tecnologia.

La forza della Germania, malgrado gli squilibri nel l'area dell'euro, ha portato diverse categorie a fare rivendicazioni salariali. Hanno cominciato i metalmeccanici dell'Ig Metall, ottenendo aumenti salariali del 4,3% alla Volkswagen e l'assunzione a tempo indeterminato per gli apprendisti. Anche nel pubblico impiego non ci sono state fratture. Adesso la vertenza Lufthansa riporta i tedeschi sulla terra. Almeno per un giorno. Gianni Dragoni


2- LUFT-HANSIA PER LA GERMANIA
Alessandro Merli per Il Sole 24 Ore

Si aggrava lo scontro fra la Lufthansa e il sindacato degli assistenti di volo, che hanno scioperato ieri costringendo la compagnia di bandiera tedesca a cancellare circa 400 voli, poco meno di un quinto del totale giornaliero.

Il presidente del sindacato Ufo, che rappresenta circa i due terzi dei 18mila steward e hostess della Lufthansa, Nicolay Baublies, ha minacciato in serata di estendere l'agitazione venerdì prossimo per 24 ore, a tutti gli aeroporti tedeschi da cui opera Lufthansa, dopo che ieri sono stati coinvolti i tre scali principali di Francoforte, Monaco di Baviera e Berlino.

In tutto, secondo la compagnia, sono rimasti a terra ieri 43mila passeggeri. Cancellati anche alcune decine di voli da e per l'Italia. Un primo sciopero era stato messo in atto venerdì scorso, senza preavviso, solo a Francoforte, terzo aeroporto in Europa per volume di traffico, dopo il londinese Heathrow e il parigino Charles de Gaulle.

La compagnia sostiene di essere riuscita ieri a limitare in parte i disagi avendo avvisato per tempo i passeggeri. La maggior parte delle cancellazioni ha riguardato voli nazionali o europei. La vertenza si trascina da oltre un anno, ma è arrivata al punto di rottura a fine agosto. Il sindacato chiede un aumento dei salari, fermi da tre anni, del 5 per cento, retroattivo, e la limitazione dell'uso di lavoro interinale e dello spostamento di lavoratori verso le controllate low-cost, che hanno un trattamento meno favorevole.

L'azienda da parte sua contropropone il 3,5 per cento e nota che già ora i dipendenti Lufthansa sono fra i meglio pagati d'Europa. La compagnia con sede a Colonia è alle prese con le difficoltà che hanno colpito tutto il settore del trasporto aereo, dovute fra l'altro al forte aumento dei costi per il carburante legato all'incremento del prezzo del petrolio, e ha avviato un piano di ristrutturazione che prevede risparmi per 1,5 miliardi di euro. Il piano comprende anche una riduzione del personale di circa 4.500 unità, su un totale di 120mila dipendenti.

Nel primo semestre di quest'anno, la Lufthansa ha accusato una perdita operativa e ha annunciato di prevedere che questa si attesterà per l'intero 2012 a 500 milioni di euro, nonostante un secondo trimestre migliore delle previsioni. Nel 2011 la perdita operativa era stata di 820 milioni di euro. Lo sciopero inciderà a sua volta sui conti: secondo le stime degli analisti, le sole cancellazioni di voli di venerdì scorso e di ieri (senza tener conto quindi dell'ulteriore impatto di un eventuale sciopero generale di venerdì prossimo) potrebbero costare alla compagnia fra i 5 e i 10 milioni di euro.

Nel febbraio scorso, la Lufthansa aveva subito le conseguenze dello sciopero dei controllori di volo di Francoforte, ma la portata di quell'agitazione era stata più limitata. Ieri il titolo, quotato alla Borsa di Francoforte, ha limitato le perdite, lasciando sul terreno l'1,33 per cento.

La vertenza Lufthansa è la prima, dell'attuale stagione di trattative salariali in Germania, a provocare forti disagi nella popolazione. A parte qualche sciopero limitato dei lavoratori del settore pubblico e dei bancari, infatti, la maggior parte dei negoziati si è risolta senza agitazioni. In particolare, nell'industria, e soprattutto fra i metalmeccanici che vengono abitualmente considerati la guida del movimento sindacale tedesco, le trattative si sono concluse con aumenti al di sopra dell'inflazione, favoriti dall'ottimo stato di salute del settore manifatturiero, e in primis dell'industria dell'auto.

Alle prese con la crisi del settore, invece, la Lufthansa ha deciso per ora di adottare una linea negoziale più dura. Anche altrove in Europa sono in corso vertenze nel trasporto aereo, da Air France a Iberia, che mettono a confronto i dipendenti con compagnie che attraversano serie difficoltà nei conti.

 

 

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