IL CANTO DEL CIGNO DI BERNAnKE - DA QUANDO AI BANCHIERI CENTRALI È STATO AFFIDATO IL COMPITO DI SALVARE I PAESI DALLA CRISI NESSUNO È PIÙ AL SICURO

1. L'OLOCAUSTO FINANZIARIO
Superbonus per Dagospia

Come un vero dottor Stranamore, Bernanke si è rifiutato di disarmare i cannoni con i quali sta inondando l'economia mondiale di liquidità a costo zero. Continuando a comprare 85 miliardi di titoli di Stato al mese la Federal Reserve è come se stesse innescando la miccia per l'olocausto finanziario: un dato sul l'inflazione USA superiore alle attese e BOOM! Tutti inizieranno a vendere a rotta di collo i titoli a tasso fisso di ogni paese ed impresa sulla Terra! La presuntuosa scommessa è che questo non accada, che "le spinte inflattive sono sotto controllo", la stessa presunzione che spinse Alan Greenspan a mantenere i tassi troppo bassi e troppo a lungo.

Non a caso dopo l'annuncio della Fed la quotazione dell'oro è salita di quasi il 5% come contrappeso ai possibili scenari di svalutazione del dollaro dei prossimi giorni.
Mariuccio Draghi ha affermato che "i rischi sistemici ora sono inferiori al passato", imprudente dichiarazione per chi dall'alto della sua carica di presidente dell'International Stability Board non ha visto la crisi del 2008 arrivare.

La BCE dovrebbe sapere che i rischi sistemici non sono mai stati così alti perché i bilanci degli Stati e delle Banche non sono mai stati così intrecciati. Cosa succederebbe a Banca Intesa od ad Unicredit se i titoli di Stato perdessero il 20% del proprio valore in pochi giorni? Nessuno lo sa, gli "stress test" della BCE sono stati una buffonata tanto è che Il Monte dei Paschi li passò a pieni voti, le parole di chi finanziava segretamente la banca senese mentre si candidava alla guida della BCE non sono un garanzia per nessuno.

Da quando ai banchieri centrali è stato affidato il compito di salvarci dalla crisi economica nessuno è più al sicuro. Le logiche di questa super burocrazia internazionale non sono quelle che ci si aspetterebbe, Bernanke si avvia verso la lautissima pensione e passerà la patata bollente della più grande massa monetaria della storia umana nelle mani del suo successore. Mario Draghi ha inventato i "derivati di bilancio" da Direttore Generale del Tesoro, ha chiuso tutti e due gli occhi su Monte dei Paschi, Carige Unipol ed Unicredito ed è stato promosso alla guida della BCE.

Irresponsabili di fronte ai popoli ne decidono e compromettono il futuro senza rischiare nulla di proprio. Irresponsabili per le proprie azioni mettono a rischio il sistema finanziario mondiale per garantire la loro tranquillità ed i loro privilegi fino alla pensione.

Nessuno ha rimproverato a Trichet di aver alzato i tassi alla vigilia del fallimento di Lehman (quando avrebbe dovuto abbassarli) e nessuno ha chiesto a Greenspan un centesimo per i ripetuti errori fatti nella sua gestione. I governi attendono le "letterine" da Francoforte su come devono gestire l'economia come se fosse il Vangelo, ed allora non ci si può lamentare: la politica appaltata ai banchieri è destinata a produrre danni inimmaginabili.

2. LA FED A SORPRESA MANTIENE GLI AIUTI - "NESSUN TAGLIO AL PIANO DI STIMOLI"
La Stampa.it

La Fed stupisce e mantiene invariato il piano di aiuti da 85 miliardi di dollari al mese. Pur constatando un calo dei rischi sull'economia, la Fed certifica di fatto, tagliando le stime di crescita 2013 e 2014, che la ripresa americana è ancora debole nonostante i progressi. Wall Street incerta per l'intera seduta vola al mantenimento degli aiuti, con il Dow Jones e lo S&P 500 che volano ai massimi di tutti i tempi, e il petrolio che guadagna il 2,58%. Le Borse europee hanno chiuso caute in attesa dell'esito della riunione, giunto dopo la loro chiusura.

«Abbiamo deciso di attendere più prove sulla sostenibilità dei progressi prima di rivedere il piano di acquisti» si legge nel comunicato finale della riunione, che include le nuove stime economiche. La crescita è stata rivista al ribasso sia per il 2013 sia per il 2014: quest'anno il pil americano salirà fra il 2,0% e il 2,3%, a fronte del 2,3-2,6% stimato in giugno. Nel 2014 la crescita sarà del 2,9%-3,1% contro il 3,0%-3,5% di giugno. In ambedue gli anni l'inflazione di manterrà saldamente sotto il 2%.

E proprio i prezzi bassi - afferma la Fed - possono porre rischi alla performance economica. Il piano di aiuti da 85 miliardi di dollari (di cui 40 miliardi di dollari di mortgage-asset security e 45 miliardi di dollari di Treasury) è legato - afferma il presidente della Fed, Ben Bernanke - all'andamento dell'economia: «non c'è un calendario prefissato» spiega in conferenza stampa, precisando che a cinque anni dall'inizio della crisi e dal fallimento di Lehman Brothers, il suo maggior rimpianto è che la Fed non abbia previsto la crisi e non l'abbia evitata.

In questo senso la Fed ha fatto molto ma - ammette il presidente della Fed - molto resta da fare. Bernanke rifiuta di dare indicazioni sui suoi piani futuri, in vista della scadenza del suo mandato nel gennaio 2014. In pole position per il ruolo di Bernanke c'è Janet Yellen, l'attuale vice presidente: colomba esperta della disoccupazione, Yellen è stata da subito favorevole ai maxi aiuti all'economia, che vorrebbe continuare. Secondo alcuni osservatori, proprio Yellen avrebbe pesato nella decisione odierna di mantenere intatta l'attuale politica monetaria. Incluso il ribadire che i tassi di interesse resteranno bassi, attualmente fra lo 0 e lo 0,25%, fino a che il tasso di disoccupazione non scenderà al 6,5%.

Secondo gli analisti, a condizionare le scelte della Fed nel valutare le incertezze e i rischi che grava no sull'economia c'è anche la possibile battaglia in Congresso sul budget e sull'aumento del tetto del debito. Bernanke lancia un appello al Congresso e al presidente americano Barack Obama: il tetto del debito va aumentato. Proprio oggi Obama si è rivolto alle aziende e ai loro amministratori delegati per chiedere di fare pressione su deputati e senatori affinché approvino l'aumento del tetto del debito che «non significa un aumento del nostro debito pubblico ma è necessario per pagare i debiti già contratti. L'aumento è una funzione basica del Congresso» ha avvertito Obama ribadendo che i repubblicani dovrebbero smetterla con le minacce, perché «non possiamo parlare di apocalisse ogni tre mesi».

 

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