TE LE DO IO LE FUGHE DI CAPITALI – GRAN SPAZIO SUI GIORNALI PERCHÉ NEI PRIMI SETTE MESI DEL 2012, RISPETTO AL 2011, LA FINANZA HA SEQUESTRATO 41 MILIONI ALLA FRONTIERA – MA LE FUGHE DI VALUTA CHE PREOCCUPANO DAVVERO PER LA TENUTA DEL PAESE SONO SOPRATTUTTO QUELLE LECITE, SUI MERCATI FINANZIARI. BASTA UN CLIC PER SPOSTARE MILIARDI DI EURO. 800 SI SONO SPOSTATI DAI PAESI DEL SUD EUROPA VERSO NORD, CIOÈ DI SOLITO IN GERMANIA….

Stefano Feltri per Il Fatto

A vedere la percentuale viene da preoccuparsi: +78 per cento di valuta sequestrata alla frontiera dalla Guardia di Finanza nei primi sette mesi del 2012, rispetto allo stesso periodo del 2011. Tradotto in euro: 41 milioni di euro che stavano per lasciare in maniera illecita il Paese. Una cifra colossale per la cronaca giudiziaria, per fortuna meno rilevante dal punto di vista macroeconomico.

I numeri diffusi ieri dalla Finanza ci dicono che i blitz del governo Monti a caccia di scontrini e i limiti all'uso del contante non hanno scoraggiato gli spalloni, o professionisti del trasporto di capitali in Svizzera (capitali sottratti al fisco, ovviamente). In tutto il 2011 i finanzieri hanno fatto 4.230 azioni frontaliere, hanno verbalizzato i nomi di 2.363 persone e recuperato 37,6 milioni. Nel 2012 siamo già a 41.

O sono diventati più bravi quelli della Finanza, o è aumentato il traffico. Le cronache delle imprese degli spalloni sono sempre più colorite: valigette con doppiofondo, reggiseni imbottiti di banconote, sedili farciti di oro e titoli, cani dall'olfatto sensibile capaci di riconoscere a distanza il profumo delle banconote.

Ma non siamo più negli anni Ottanta, le fughe di valuta che preoccupano davvero per la tenuta del Paese sono soprattutto quelle lecite, sui mercati finanziari. Basta un clic per spostare miliardi di euro. Un paio di giorni fa ha allarmato la notizia che Goldman Sachs aveva ridotto del 92 per cento la sua esposizione ai titoli italiani del debito pubblico. Da 2,51 miliardi di dollari a 191 milioni.

Ma chi opera sul mercato obbligazionario invita alla cautela: Goldman non ha venduto i suoi titoli, anche perché nessuno ha voglia di comprarli. Si è semplicemente ricoperta comprando CDS, assicurazioni contro il default del Paese, per 2,3 miliardi. E quindi l'esposizione è scesa.

L'estate scorsa fece clamore la decisione di Deutsche Bank di ridurre la propria esposizione sul debito italiano dell'88 per cento (per un controvalore di 7 miliardi di euro). Ma andando a vedere il bilancio dell'ultimo trimestre, al 30 giugno 2012, l'esposizione di Deutsche Bank al rischio sovrano italiano (cioè al debito pubblico) è salita a 2,5 miliardi rispetto agli 1,8 di fine 2011.

Quindi tutto bene? No. Il bollettino di luglio della Banca d'Italia riporta che i non residenti nel 2011 hanno effettuato disinvestimenti netti per 47,1 miliardi. Cioè hanno venduto, quasi sempre passività a medio lungo termine (tipo i Btp).

All'interno dell'Unione monetaria non si percepiscono le fughe di capitali perché gli squilibri si trasferiscono a livello di Banche centrali nazionali, che agiscono come stanze di compensazione nel sistema Target2. I dati precisi sono tenuti segreti dalla Bce, ma nel 2011 lo squilibrio era di circa 800 miliardi. Capitali che si spostano dai Paesi del Sud Europa verso Nord, cioè di solito in Germania.

Una delle ragioni per cui l'euro esiste ancora è che sciogliere i rapporti debitore-creditore tra Banche centrali è troppo complicato (e costoso) anche per i tedeschi. Il saldo della Banca d'Italia presso la Bce, nel sistema Target2, è diventato negativo all'inizio della crisi dello spread, nel luglio 2011, a dicembre era -191, adesso si è stabilizzato a -270.

Quindi un problema di fuga di capitali c'è eccome. Questi movimenti però riguardano i grandi investitori. Le famiglie, per ora, non fuggono dalle banche. A fine maggio, secondo l'Abi e la Banca d'Italia, i depositi sono in lieve aumento dell'1,2 per cento rispetto al 2011.

 

 

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