TE LE DO IO LE BAHAMAS! - IL TERRORISMOSPREAD CANCELLA LE VACANZE DEI RICCASTRI - PAURA EH? GHIZZONI, NUMERO UNO DI UNICREDIT: “RESTO IN ITALIA, NON SI SA MAI” - AGOSTO E’ IL MESE PREFERITO DAGLI ‘SPEINCULATORI’, E COSI’ HEDGE FUNDE E DEALERS SI VEDONO RESPINTE LE RICHIESTE DI FERIE - OGGI ASTA DEI BOT ANNUALI - IL RICORDO DELLA BUFERA DELL’ESTATE SCORSA E’ UN INCUBO: CANCELLATA L'ASTA DI FERRAGOSTO DEI BOND A MEDIO-LUNGO TERMINE…

Fabrizio Massaro per il "Corriere della Sera"

Da sempre, per la Borsa, agosto è il mese più delicato: approfittando della distrazione generale, delle ferie che svuotano gli uffici, della calura che rallenta i riflessi, sono state compiute le più grandi operazioni, le scalate bancarie, i blitz dei raider. Lo scorso anno non è stato da meno. Esattamente tra luglio e agosto cominciò l'attacco speculativo sull'Italia che fece impennare in poco tempo i rendimenti dei Btp - segnale del deterioramento della fiducia nel Paese - fino a toccare per la prima volta quota 350 e poi 400 e che promosse dal gergo della finanza al linguaggio comune la parola «spread». Quest'anno può succedere la stessa cosa?

«Io ad agosto resto in Italia, non si sa mai», sorride Federico Ghizzoni, numero uno di Unicredit. Perché i segnali non consentono di abbassare la guardia. Lo spread oscilla sotto la soglia dei 500 punti, stemperatosi solo ieri a quota 454 sul Bund tedesco. Il presidente del Consiglio, Mario Monti, martedì all'Ecofin ha riconosciuto che «sarebbe ardito dire che l'Italia non avrà mai bisogno di aiuti di questo o di quel fondo», parlando dello scudo salva-spread messo a punto dall'Unione con l'Esm (European stability mechanism), il nuovo fondo salva-Stati.

E in alcuni hedge fund - secondo la voce giunta al banchiere italiano - ai dealers, cioè a chi materialmente sta nelle sale operative a comprare e vendere, sarebbero state respinte le richieste di ferie ad agosto. Allora meglio stare tutti ai propri posti specialmente nelle tesorerie, quei desk che trattano i titoli di Stato e sono in costante contatto con il Tesoro: non si sa mai che qualcuno - considerati gli scambi inevitabilmente più sottili in Borsa - sia tentato di replicare la manovra speculativa di quel caldissimo 2011.

Anche in Intesa Sanpaolo confermano il clima di vigile tensione della tesoreria che fa capo al direttore generale Carlo Messina: grandissima attenzione e allerta forte, visto com'è andata l'anno scorso, ma altrettanta capacità reattiva e comunque nessun piano di emergenza in atto.

Così i banker che operano sui mercati si stanno organizzando per un agosto a metà tra ferie e lavoro. Le assenze sono flessibili, i richiami sempre possibili, così come la garanzia di poter partecipare in ogni momento alle riunioni telefoniche. C'è chi racconta di aver sì comprato i biglietti per la vacanza «ma con l'assicurazione in caso di annullamento, non si sa mai».

Meglio non restare troppo scoperti come l'anno scorso, quando - come ricorda il capo di un importante desk - nelle conference call d'urgenza si sentiva il rumore del vento di chi s'era trovato a decidere su miliardi di euro in Bot e Btp dalla barca o ha dovuto vivere con il fuso orario di Roma anche se si trovava a Pechino o alle Bahamas.

C'è però anche chi la vede meno nera. Intanto c'è da considerare che le banche sono meno vulnerabili, data la maggiore liquidità disponibile. «E poi un altro attacco speculativo non è automatico», analizza da Londra un importante gestore italiano di hedge fund, «uno tsunami come quello del Giappone arriva una volta sola, non ogni anno. Un attacco presuppone che ci siano margini per aggredire ancora i titoli ma l'agosto scorso lo spread era a 280, ora siamo a 480: spingerlo oltre significa il fallimento dell'Italia.

E qualche passo avanti c'è stato: l'accordo del 28 giugno in Europa sul salvataggio dei Paesi in difficoltà e sull'unione bancaria non se l'aspettava nessuno, dunque i mercati non erano pronti a speculare». Insomma ora tutto è in mano alla politica: «Se i segnali saranno di un costante proseguimento degli accordi di fine giugno, lo spread scenderà. Se invece si noterà un tentennamento o una decelerazione nei progressi, gli speculatori avranno campo libero». Rispetto all'anno scorso c'è anche una differenza da non trascurare: i rendimenti dei titoli a breve termine come i Bot.

L'anno scorso erano arrivati al 6% e a un certo punto verso l'autunno avevano anche superato il rendimento dei decennali - caso da manuale di avvitamento verso una crisi irreversibile - mentre ora i tassi a breve sono bassi, sotto il 3% in termini attuali. L'asta di oggi del Bot annuale sarà un termometro interessante circa l'appetibilità dell'Italia e così le successive aste dei bond a tre e a cinque anni.

Per di più il Tesoro ha deciso di cancellare l'asta dei bond a medio-lungo termine prevista per la vigilia di Ferragosto. Via Venti Settembre ha spiegato che è una mossa assunta «in analogia con la scelta adottata anche negli ultimi anni e in considerazione del positivo andamento delle entrate fiscali». Ma certamente serve anche a privare gli speculatori di un'appetibile occasione.

 

FEDERICO GHIZZONI Carlo-Messina-Intesa-Sanpaolowall streetlondra city

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