IL FOLLE BOOM DI NETFLIX – DOPO AVER DINOSAURIZZATO I GIORNALI, ORA LA RETE ROTTAMA TV E DVD

Marco Valsania per "Il Sole 24 Ore.com"

Una performance da Oscar di Borsa. E il premio lo hanno consegnato gli investitori sul palcoscenico di Wall Street: nel dopo mercato Netflix ha guadagnato ieri sera quasi il 25%, che sommato alla marcia del titolo durante la seduta ha portato il suo rialzo al 33 per cento.

E' stato il bilancio del leader dello streaming e del videonoleggio, dimostratosi sempre piu' in grado di attirare abbonati con contenuto originale, a meritarsi riconoscimento e celebrazioni: nei primi tre mesi dell'anno ha incamerato utili netti per 2,7 milioni di dollari, che una volta eliminati oneri straordinari hanno battuto nettamente le attese facendo segnare 31 centesimi per azione contro 18. E un fatturato, in linea con le previsioni, in aumento del 18% a 1,02 miliardi.

Netflix ha anche indicato di aspettarsi utili tra i 23 e i 48 centesimi per azione nel secondo trimestre, una stima che potrebbe lasciare nuovamente nella polvere i pronostici medi di 30 centesimi. Ancor piu' dei milioni di dollari guadagnati sono stati i ranghi degli abbonati a sostenere l'ottimismo: sono aumentati di oltre due milioni nel trimestre negli Stati Uniti e di oltre un milione all'estero, rispondendo ai piani di espansione dell'azienda fondata da Reed Hastings nel 1998 nonostante la concorrenza di altri protagonisti quali Amazon.

In casa oggi Netflix ha 29 milioni di clienti dei suoi servizi di streaming, quanti il canale a pagamento piu' prezioso del colosso dei media Time Warner, Hbo. A livello internazionale il suo servizio raggiunge 7,1 milioni di utenti.

L'asso nella manica di Netflix si chiama pero' contenuto accanto alla tecnologia. La societa' ha ottenuto un insperato successo con una nuova serie originale, House of Cards, che vede nel ruolo di protagonista l'attore Kevin Spacey, che la statuetta dell'Oscar, quella di Hollywood, l'ha vinta davvero. Agli abbonati sono stati offerti tutti assieme i 13 episodi della serie, lanciando una temporanea offerta di servizio gratuito. Una scommessa vinta: pochissimi, solo ottomila, hanno cancellato il servizio dopo aver guardato a costo zero House of Cards. In programma ci sono ora altre serie.

Grazie a questa spinta, Netflix ha brillato tra gli operatori di mercato oltre che gli spettatori. Il suo titolo ha ormai guadagnato, alla chiusura di ieri, l'88% da inizio d'anno. E, attorno ai 214 dollari raggiunti nell'after-hours, si trova sotto solo piu' del 32 % rispetto ai suoi massimi storici di oltre 300 dollari. Dai minimi, toccati l'anno scorso tra dubbi sul futuro del business, e' ormai quadruplicato.

Il titolo di Netflix, tuttavia, e' per investitori dai nervi saldi. Negli ultimi sei trimestri l'annuncio del bilancio e' stato sempre seguito da movimenti nel prezzo in doppia cifra percentuale, quattro volte al ribasso e due volte al rialzo. A gennaio le azioni si impennarono addirittura del 42 per cento. Questa volta il guadagno in dollari e' stato di circa 50, pari cioe' all'intero valore del titolo ai minimi dello scorso settembre. Anche il raider Carl Icahn, che aveva comprato un quota del 10% di Netflix pagandola 58 dollari per azione con l'intento di premere per una cessione della societa', puo' adesso considerarsi soddisfatto.

Il protagonista californiano dello streaming di video, dunque, ha ribaltato le sue fortune sorprendendo tutti. Non mancano tuttavia i rischi, anzitutto che corra troppo e troppo in fretta: attualmente l'azienda è quotata a 593 volte gli utili per azione dell'ultimo anno, dopo aver raggiunto anche un multiplo di 650. Un rapporto elevato anche per il comparto Internet. La rapidità dell'ascesa e' stata straordinaria: a fine 2012 il P/E ratio era ancora pari a 55. Anche il P/E calcolato sulla base degli utili futuri, considerato da alcuni più appropriato per società a forte crescita quali Netflix, è elevato, pari a 145.

Gli analisti che sfoggiano scommesse ottimistiche sono ancora influenti. Pacific Crest Securities aveva nelle scorse settimane alzato il suo target di prezzo a 225 dollari, che oggi appare a portata di mano. Altri sono pero' piu' cauti, con target che prevedono anche un calo del titolo di circa il 30 per cento. Il quadro concorrenziale resta di sicuro ricco di sfide. I costi del contenuto salgono.

I profitti, nonostante l'espansione internazionale, derivano anzitutto da un mercato americano sempre più maturo. Il segmento dei Dvd è avviato al declino irreversibile. E la forza dei rivali cresce: un ventaglio di società, da reti Tv a conglomerate dei media e colossi di Internet, ha lanciato servizi simili.

Tra i nuovi entrati, con offerte non ancora all'altezza di Netflix ma spesso a costi inferiori, si contano grandi gruppi del calibro di Comcast e Amazon, Verizon e Dish Network. Ma oggi Netflix vince: l'azienda sta facendo bene in tutti e tre i segmenti di attività, Domestic Streaming, International Streaming e Domestic Dvd. Oltre a sviluppare contenuto originale, si è assicurata accordi di fornitura di contenuto da società di mass media. E intasca il suo Oscar a Wall Street.

 

 

netflix Netflix NETFLIX netflix appletv netflix house of cards kevin spacey REED HASTING CAPO DI NETFLIX jpeg

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...