STUDI ILLEGALI - CON MADOFF TI ARRICCHISCI! MA SOLO SE SEI IL CURATORE FALLIMENTARE - IL RISANATORE IRVING PICARD HA INCASSATO LA CIFRA BOMBA DI 554 MILIONI DI DOLLARI - QUANTO È ARRIVATO ALLE VITTIME? SOLO 330 MILIONI! - SE PICARD GODE, TRACOLLA IL GIGANTE DEWEY & LEBEOUF: è IL PIÙ GROSSO FALLIMENTO DI UNO STUDIO LEGALE DELLA STORIA - IN ITALIA GLI AVVOCATI DI DEWEY RILEVANO IL MARCHIO DEL DEFUNTO STUDIO GRIMALDI…

1- CON MADOFF TI ARRICCHISCI! MA SOLO SE SEI IL CURATORE FALLIMENTARE...
Dagoreport dal "New York Times" - http://nyti.ms/JrINVh

Se migliaia di risparmiatori e investitori ancora piangono per aver affidato i loro soldi al truffatore di Wall St., Bernie Madoff, gli studi legali newyorkesi e il curatore fallimentare Irving Picard, si fanno una bella risata da 554 milioni di dollari. A tanto ammontano le parcelle incassate dall'11 dicembre 2008, data in cui fu arrestato l'ideatore del più grande schema Ponzi della storia.

La domanda successiva è: quanto hanno incassato - collettivamente - le vittime della truffa? 330 miseri milioni. Ovvero quasi la metà di quanto guadagnato da Picard (che fattura 850 dollari l'ora) dal suo studio Baker & Hostetler, e dal gruppo di studi legali che hanno depositato circa mille cause presso tribunali americani e stranieri. Chiedendo risarcimenti per 100 miliardi di dollari, pur avendo ammesso che la cifra investita (e persa) dall'insieme dei truffati non superava i 17,3 miliardi di dollari.

Lo stesso Picard stima che da qui al 2014, il totale delle spese legali arriverà a un miliardo di dollari tondo tondo. E le cause si protrarranno comunque molto oltre il 2014.

Eppure, non è che Picard sia poi questo principe del foro. La corte distrettuale di Manhattan ha rigettato la causa in cui si chiedeva la condanna di Unicredit per "racketeering" (reato simile all'estorsione) e la modica cifra di 60 miliardi di dollari. Stessa fine per i processi intentati contro HSBC e JPMorgan Chase (cui chiedeva 20 miliardi). Secondo l'Ufficio di Contabilità del Governo americano e la Securities Investor Protection Corporation (SIPC), che ha nominato Picard curatore fallimentare, i risparmiatori saranno fortunati se riusciranno a recuperare metà dei 17,3 miliardi investiti, altro che i 100 chiesti ai tribunali di mezzo mondo.

A sua discolpa, Picard ha anche raggiunto transazioni per un valore di 9 miliardi di dollari. Solo che di questi, solo 330 milioni sono stati effettivamente restituiti alle vittime della truffa, visto che gran parte di queste transazioni sono state impugnate.

Gli stessi giudici, durante le udienze hanno sottolineato l'enormità delle parcelle incassate dagli avvocati. La buona notizia è che i 554 milioni di dollari non sono sottratti dai risarcimenti alle vittime, ma da un fondo speciale creato dal SIPC. Si tratta di un fondo di garanzia pagato dai contributi di broker e investitori per proteggere le vittime delle frodi finanziarie, simile a quello che c'è in Italia per le vittime della strada. La cattiva notizia è che broker e banchieri aumentano le proprie parcelle per coprire le spese del SIPC, il che rende tutto la solita partita di giro.

Il portavoce di Picard lo difende dicendo che "data la straordinaria complessità dei fatti e dei temi trattati dal curatore fallimentare, il suo successo non ha eguali. Nonostante gli attacchi ininterrotti da parte di alcuni dei più grandi studi legali al mondo, che sono finanziati senza riserve dai loro clienti, il curatore è riuscito a recuperare più di 7 milioni di dollari al giorno per le vittime da quando è stato nominato nel dicembre 2008".

Peccato che questa cifra dia per scontato che tutti i soldi che ha raccolto saranno poi restituiti alle vittime di Madoff, cosa altamente improbabile.

2- IL COLOSSO LEGALE DEWEY LEBOEUF DICHIARA FALLIMENTO - HA ACCUMULATO OLTRE 100 MILIONI DI DEBITI DA 10.000 CREDITORI
Francesco Tamburini per "America 24"

Non solo banche e società finanziarie. La crisi finanziaria che ha messo in ginocchio gli Stati Uniti negli ultimi anni ha fatto chiudere i battenti anche al colosso legale Dewey Leboeuf. Lo studio di avvocati newyorkese, attivo da oltre un secolo, ha fatto richiesta per l'amministrazione controllata presso il tribunale fallimentare di Manhattan. Si tratta, come spiega il Wall Street Journal, del maggiore fallimento mai avvenuto nel mondo forense americano.

Quando lo studio era in piena attività, nel 2007, impiegava oltre 2.500 persone, di cui 1.400 avvocati. Nell'ultimo periodo, però, la forza lavoro era stata ridotta per affrontare le difficoltà del gruppo. L'ufficio del procuratore di Manhattan ha avviato una indagine sulle attività dello studio, che ha dichiarato di avere da 5.000 a 10.000 creditori e oltre 100 milioni di debiti. Nelle ultime settimane, Dewey Leboeuf ha dovuto chiudere molti uffici e licenziare centinaia di dipendenti.

"Siamo orgogliosi della dedizione e della professionalità che ha da sempre caratterizzato la nostra azienda", ha detto l'executive partner Stephen Horvath, "e vogliamo comportarci allo stesso modo anche nella missione sfortunata di chiudere i battenti".


3- LO SPIN OFF DI DEWEY DIVENTA GRIMALDI
Nicola Di Molfetta per www.economiaweb.it

Nessun esercizio di fantasia. Nessun elenco di nomi. Gli avvocati che fino a oggi hanno rappresentato lo studio Dewey & LeBoeuf in Italia hanno trovato una soluzione decisamente inattesa per identificare la struttura professionale a cui si preparano a dare vita nell'arco di pochi giorni. Bruno Gattai e i suoi soci, secondo quanto appreso da Economiaweb.it, useranno l'insegna Grimaldi.

Non è ancora noto in che modo. L'unica cosa certa è che lo studio non potrà chiamarsi Grimaldi e Associati, visto che l'associazione in questione è stata messa in liquidazione.

UNA LICENZA PER L'USO DEL NOME. Resta, però, il fatto che la ditta trasformerà il nome Grimaldi in un marchio. Di fatto, tra il grande vecchio dell'avvocatura d'affari italiana, Vittorio Grimaldi e i 18 soci che fino ad oggi hanno lavorato in associazione con gli americani sarebbe stato siglato un accordo di licenza per l'uso del nome.
In questo modo, Gattai e soci potranno ripresentarsi al mercato forti di un brand che ha 20 anni di storia indipendente (se si prende come anno zero l'uscita dell'avvocato da Graziadei) e che ha firmato alcuni passaggi fondamentali delle vicende economiche e finanziarie italiane, in particolare le grandi privatizzazioni: dal Credito Italiano alla Banca Commerciale, da Autostrade a Imi, passando per Fintecna, Ina, Eni, Enel, Telecom e Borsa italiana.

NEL 2011 BUSINESS IN CRESCITA A 33 MILIONI. Per parte loro, i soci ex Dewey, mettono sul piatto una squadra collaudata, con una buona capacità di fatturato che ha registrato una crescita del business anche nel 2011, un anno tutt'altro che semplice per il settore. Stando a quanto riferito da fonto vicine allo studio, Gattai e soci hanno aumentato di circa il 12% i propri ricavi nell'ultimo anno portando il proprio giro d'affari a circa 33 milioni di euro.

VITTORIO GRIMALDI IN SQUADRA. SCIAUDONE SOCIO. Nell'ambito di questo accordo, poi, sempre secondo quanto appreso da Economiaweb.it, Vittorio Grimaldi entrerà a far parte del nuovo studio con una qualifica non ancora definita. Non sarà socio. Più probabile che risulti of counsel. Anche se non è escluso che venga coniata una figura ad hoc per l'avvocato: presidente o socio aziano.

Entrerà nella squadra come partner, invece, Francesco Sciaudone che nel vecchio studio Grimaldi e associati era a capo del dipartimento di diritto Antitrust.
La struttura che nasce dallo spin off di Dewey & LeBoeuff in Italia, così, dovrebbe avere 3 sedi (Milano, Roma e Bruxelles) e circa 130 avvocati.

 

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