SUPPOSTE AMERICANE - LA FED VUOLE “FABBRICARE” L'INFLAZIONE: INDEBOLIRE IL DOLLARO PER MANDARE A PICCO L'EXPORT EUROPEO

Federico Rampini per "la Repubblica"

Prossima missione per la banca centrale: fabbricare inflazione. Alimentare l'aumento dei prezzi è forse l'ultima speranza per dare più vigore alla crescita? Sì, se è un modo per imprimere una spinta ai salari, ai consumi, e offrire un aiuto a chi deve ripagare i debiti. Da Ben Bernanke a Janet Yellen i timonieri della politica monetaria Usa sembrano convinti che l'attuale aumento dei prezzi (1,2% annuo, quasi un minimo storico) è malsano, pericoloso. Ma se passa la linea "pro-inflazione" qui negli Stati Uniti, accentua una divaricazione con l'Europa, rafforzando ulteriormente l'euro e penalizzando ancora le esportazioni dal Vecchio continente.

Si apre una settimana di riunioni alla Federal Reserve, la prima dopo la fine dell'allarme default. La banca centrale più potente del mondo si appresta all'avvicendamento al vertice, negli ultimi due mesi dell'anno si chiude l'èra Bernanke e la guida della Fed passerà per la prima volta nelle mani di una donna, la Yellen (dopo che la sua nomina da parte di Barack Obama sarà confermata al Senato). Il New York Times anticipa il tema che sarà al centro dell'attenzione: l'inflazione troppo debole.

"Dentro e fuori la Fed c'è una crescente preoccupazione perché l'inflazione non è abbastanza forte". I vertici della Fed hanno espresso questo timore in modo esplicito. Bernanke: "Una bassa inflazione non fa bene all'economia, il rischio è la deflazione, che conduce verso la stagnazione". Un altro autorevole dirigente della banca centrale, Charles Evans che presiede la Federal Reserve di Chicago: "Un'inflazione che resta al di sotto del nostro obiettivo (2%), è costosa. Ripagare i propri debiti diventa più oneroso, e questo frena tutta l'attività economica". La Yellen si situa con le "colombe" monetarie, che vogliono un'azione più energica per rilanciare la crescita. E quest'azione, oggi, passa probabilmente attraverso ricette inedite, volte proprio a fabbricare inflazione.

E' una rivoluzione copernicana rispetto a decenni di rigore monetario, in cui le banche centrali si concentravano sull'obiettivo opposto: rallentare l'aumento dei prezzi.
Nostalgico di quell'epoca è rimasto Alan Greenspan, predecessore di Bernanke, che nel suo ultimo libro si scaglia contro l'eresìa attuale: "E' uno spettacolo senza precedenti,
vedere i banchieri centrali degli Stati Uniti in cerca di un rilancio dell'inflazione". Greenspan fa parte di una generazione segnata dallo shock degli anni Settanta, il carovita che aumentava a due cifre percentuali.

Oggi Bernanke e la Yellen sono convinti che il pericolo sia quello opposto: la sindrome euro-nipponica, cioè un periodo deflazionistico che impedisce una ripresa durevole. I colossi della grande distribuzione, da Wal-Mart a Costco, confermano come i prezzi troppo stabili coincidono con la stanchezza dei consumi.

Ma come fare per alimentare l'inflazione? Sul fronte salariale, l'indebolimento dei sindacati è un trend di lungo periodo che ha ridotto la capacità negoziale dei lavoratori dipendenti. La Fed non può intervenire su dati strutturali come questo. Sembra probabile però che sotto la Yellen venga prolungato l'esperimento del "quantitative easing", l'acquisto di bond che serve a pompare liquidità nell'economia. Più moneta, a lungo andare dovrebbe essere un carburante per il rialzo dei prezzi.

Un effetto collaterale è quello di indebolire il dollaro. Effetto benefico perché rende più competitivo l'export "made in America" e rafforza una re-industrializzazione degli Stati Uniti. A farne le spese è l'eurozona, in particolare la sua periferia debole. Il Wall Street Journal lancia l'allarma sulle conseguenze per gli europei di una moneta troppo forte, che ha raggiunto quota 1,40 sul dollaro. "L'attività economica nell'eurozona ha rallentato a ottobre - scrive il quotidiano economico - e tra i venti contrari c'è il rapido rafforzamento nel valore dell'euro che minaccia le esportazioni". Il Wall Street Journal rileva che questo complica gli sforzi della Bce.

Proprio come la sua consorella americana, anche la Bce di Mario Draghi dovrebbe cercare di generare inflazione, nella misura in cui questo significhi aumento dei salari e quindi dei consumi, nonché riduzione dell'onere dei debiti in termini reali. "L'euro è troppo tedesco", è la battuta del ministro francese dell'Industria, Arnaud Montebourg. La Germania, per il tipo di produzione ad alta tecnologia, non deve la sua competitività ai bassi prezzi e quindi può reggere l'urto della moneta forte, che invece penalizza Italia e Francia.

 

janet yellen janet yellen janet yellen ORO NELLA FEDERAL RESERVE BANK DI NEW YORK L ORO NELLA FEDERAL RESERVE BANK DI NEW YORK ALAN GREENSPAN draghi bernanke il presidente dell eurogruppo juncker a destra in una rara foto con mario draghi e mario monti aspx

Ultimi Dagoreport

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’