fiat volkswagen

TEDESCHI INVIDIOSI! – LE ACCUSE DI BERLINO CONTRO LA FCA PERCHE’ NEL 2016 LA VOLKSAGEN HA AUMENTATO DEL 3% LE VENDITE, MENTRE LA FIAT DEL 14% - GUARDA CASO HANNO CHIESTO IL RITIRO DELLA “500X” (+42% IMMATRICOLAZIONI) E DELLA RENEGADE (PIU’ DI 100 MILA AUTO VENDUTE)

 

Gianluca De Maio per La Verità

 

MERKEL MARCHIONNE DIESELGATEMERKEL MARCHIONNE DIESELGATE

Mentre Donald Trump si prepara all' insediamento, il collega cinese Xi Jinping conquista la platea del forum di Davos. Acclamato da tutti per il suo discorso a favore della globalizzazione come un Obama qualunque. L' uscita di Xi pur non avendo sorpreso nei contenuti è risultata più spinta di quanto ci si potesse immaginare, con parole chiaramente a favore della giustizia sociale della solidarietà e dell' apertura dei confini. La mossa si spiega con l' intento di mandare un messaggio all' Europa a guida tedesca, che si appresta a rimanere a breve orfana di Londra. Xi tende la mano per offrire un argine alle mosse isolazioniste del futuro presidente Usa.

 

TRUMP MARCHIONNETRUMP MARCHIONNE

Un' alleanza più stretta con la Cina potrebbe portare a numerosi vantaggi. E a un certo numero di svantaggi, a partire dai dazi antidumping. Al momento l' Ue ha in ballo ben 53 procedure contro presunte pratiche commerciali scorrette firmate Pechino. Dire No al protezionismo significherà abbattere tutti i muri e il Dragone questo lo sa bene. E spera che le pressioni provenienti da Ovest ci (in quanto europei) spingano a Est in ogni caso e dunque nonostante le infinite variabili interne all' Ue.

 

VOLKSWAGENVOLKSWAGEN

Per capire i movimenti in atto può bastare analizzare la guerra delle auto. Cominciata con Volkswagen prosegue con Fca sotto inchiesta a Washington, ma anche a Londra e a Bruxelles su input tedesco. L' azienda rappresenta a pieno la situazione intermedia dell' Italia. Non è americana, non è europea.

 

Ha sede in Olanda ma deve essere difesa dal governo italiano. Uno strano ibrido che rende difficile comprendere dove e chi possa coprirci le spalle. Ieri nell' agone interno all' Europa è spuntato il vero motivo del contendere: le quote di mercato. Dopo anni di affanno Fca è tornata a correre. Il mercato europeo ha visto un 2016 in netta crescita rispetto all' anno precedente. Le vendite hanno segnato un +6,5% e all' interno del quadro Fca ha segnato un +14,4. Volkswagen invece si è fermata a un 3,3%.

FIAT 500XFIAT 500X

 

Anche se la fetta della torta conquistata dal produttore tedesco resta quasi tre volte più grande rispetto a quella dell' ex Lingotto il trend deve avere acceso qualche allarme a Berlino. Panda e 500 dominano il segmento A (con il 29,4% di quota nell' anno), 500L è la più venduta del suo segmento (81.000 registrazioni e quota al 25,5%) e 500X è stabilmente tra le più vendute del suo segmento, con numeri in crescita di oltre il 42% rispetto al 2015. Un altro anno record per Jeep in Europa: grazie a 105.000 registrazioni il marchio ha ottenuto il miglior risultato di sempre, Insomma il 2016 può essere definito l' anno della Renegade. Non è un caso dunque se Berlino preme su Bruxelles e chiede ritiro proprio di queste vetture. Il caso Fca in America è nettamente diverso. Le accuse riguardano tra l' altro un numero esiguo di vetture. Si tratta di poco più di 100.000 tra Dodge Ram e Grand Cherokee. Lo scandalo Volkswagen coinvolse invece oltre 11 milioni di auto.

JEEP RENEGADEJEEP RENEGADE

 

Perché tutto questo allarmismo su Fca? Forse perché Marchionne dovrà scegliere un solo passaporto per la propria creatura e a quel punto deciderà da che parte del mondo mettere radici. Una scelta che fino a poco tempo fa (con Obama alla Casa Bianca) non era nemmeno immaginabile. La globalizzazione non è finita ma sembra diventare o bianca o nera. Sarà un po' il mondo di Trump. Ford ha dovuto bloccare l' investimento in Mes sico. General Motor si troverà al medesimo bivio.

 

FABBRICA  CHRYSLER FABBRICA CHRYSLER

Le pressioni sulle aziende non sono nulla di nuovo. Solo che quando si tratta del mercato dell' auto si parla di un comparto che da solo vale in media il 10% del Pil. Dopo la rivoluzione delle macchine, alla fine del '700, quella del fordismo, all' inizio del '900, e quella dei robot, a metà del secolo scorso, siamo alla quarta rivoluzione dell' industria con il passaggio al digitale.

 

ROBOT CATENA DI MONTAGGIOROBOT CATENA DI MONTAGGIO

Secondo gli analisti, la digitalizzazione dell' industria potrebbe restituire una parte dell' occupazione che l' introduzione dei robot aveva eliminato a partire dalla fine degli anni '70. Per l' Europa, osserva uno studio di Roland Berger, l' obiettivo è di tornare al 20 per cento di valore aggiunto manifatturiero rispetto al 15 per cento attuale. Per raggiungere lo scopo sarebbe necessario investire nel Vecchio Continente 1.300 miliardi di euro nei prossimi 15 anni. Con questi numeri si capisce come la globalizzazione del futuro passi attraverso l' auto.

catena di montaggiocatena di montaggio

 

E nessuno voglia farsi scappare la leva della crescita. Le pressioni aumenteranno indirettamente sul nostro Paese. Ci saranno anche cambiamenti positivi. Basti pensare a Intesa che nonostante i freni di Washington è riuscita a conquistarsi un ruolo di spicco nella finanza internazionale portando a casa risultati di rilievo come l' operazione Glencore-Rosneft. La vicinanza a Russia e Qatar gli è valsa anche una multa americana per transazioni in dollari verso Paesi sotto embargo. Multe pretestuose mirate a marcare il territorio. Esattamente la stessa guerra in atto tra le case automobilistiche solo con toni più soft.

 

Ultimi Dagoreport

pier silvio marina berlusconi antonio tajani enrico costa deborah bergamini paolo barelli maurizio gasparri

AR-CORE NON SI COMANDA! TAJANI, PRIMO ZOMBIE DI FORZA ITALIA - AZZOPPATO AL SENATO (GASPARRI) E SBARELLATO ALLA CAMERA (BARELLI), PER NON PERDERE DEL TUTTO LA FACCIA, RIESCE A SPUNTARLA SULLA NOMINA A CAPOGRUPPO DI DEBORAH BERGAMINI, CARA A MARINA BERLUSCONI, MA DOVRÀ SUBIRE L’INVESTITURA DI ENRICO COSTA, CHE DI SICURO NON È UN TAJANEO - DI PIÙ: E' RINVIATO IL CONGRESSO NAZIONALE PER EVITARE CHE TAJANI SI BLINDI NEL PARTITO E LA BERLUSCONINA POSSA COSI' SCEGLIERE LEI I CANDIDATI AL VOTO DEL 2027 - TENSIONE ANCHE SUL RUOLO DI FRANCESCA PASCALE: PER IL CIOCIARO, GLI ATTACCHI DELL’EX DI "PAPI SILVIO" SAREBBERO ISPIRATI DALLA FAMIGLIA – IL “COMMISSARIAMENTO” DI FATTO DEL SUO “AIUTO-CAMERIERE” CIOCIARO PEGGIORA LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONI CHE VEDE I "PADRONI" DI FORZA ITALIA COME NEMICI E NON VUOLE ULTERIORI SCOSSE ALLA MALCONCIA STABILITÀ DEL GOVERNO - NEGLI ULTIMI GIORNI LA THATCHER IMMAGINARIA DELLA GARBATELLA AVREBBE CHIESTO A PIÙ RIPRESE DI FERMARE LA CACCIATA DEI CAPIGRUPPO TAJANEI - MA COME DETTA LA “LEGGE DI MURPHY’’: QUANDO LE COSE VANNO MALE POSSONO SEMPRE PEGGIORARE…

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?