1. TELECOM SPACCATA: GENERALI, INTESA E TELEFONICA CONTRO LA PROPOSTA DI SAWIRIS 2. NON È SBAGLIATO PENSARE CHE BERNABÈ CONOSCESSE L’OFFERTA DI 3 MILIARDI DA PRIMA DELL’ESTATE. VEDI IL MODO DEL TUTTO INATTESO CON CUI HA SQUADERNATO DAVANTI AI SOCI ITALIANI E SPAGNOLI DI TELCO L’OFFERTA DI SAWIRIS. E NON SEMBRA NEMMENO CASUALE IL FATTO CHE A DARNE NOTIZIA SIA STATO IL “CORRIERE DELLA SERA” 3. SAWIRIS: OCCORRE “UN RIALLINEAMENTO DEL MANAGEMENT”. E I TOP MANAGER TREMANO 2- LA SENTENZA DELLA CORTE SUPREMA INDIANA SUI DUE MARÒ NON ARRIVA: TERZI IN TILT 3- IL PASSEROTTO RICCARDO MONTI NON TROVA SOLDI PER RIMETTERE IN SESTO L’ICE 4- GIOVEDÌ PROSSIMO DRAGHI E MONTI ENTRERANNO ALLE ORE 11,30 DENTRO LA BOCCONI

1- TELECOM SPACCATA: GENERALI, INTESASANPAOLO E TELEFONICA CONTRO LA PROPOSTA DI SAWIRIS
I posti a tavola non sono ancora stati fissati, ma è probabile che alla cena del Bilderberg organizzata all'hotel De Russie, Franchino Bernabè si siederà accanto ad Alberto Nagel, il pallido amministratore delegato di Mediobanca.
Il capo di Telecom si è fatto promotore di questo incontro e farà gli onori di casa perché da anni è uno dei frequentatori più convinti dell'Club che periodicamente riunisce i big della finanza e della politica per discutere sugli scenari del mondo.

Ha sicuramente ragione chi ritiene che da quando il Bilderberg è stato costituito nel 1954 ha perso la sua influenza rispetto all'epoca in cui tra i partecipanti spiccavano i nomi di Rockefeller, Agnelli e degli esponenti della massoneria incappucciata dentro le banche e i governi.

Durante la cena Bernabè avrà modo di spiegare al pallido Nagel il motivo per cui ieri a Torino, in occasione dell'inaugurazione dell'archivio storico di Telecom, si è lasciato andare con larghi sorrisi a un giudizio soddisfatto sull'offerta del piccolo faraone Sawiris che ha buttato sul piatto 3 miliardi per entrare nel capitale dell'azienda.

Anche Corradino Passera, il ministro che sta scontando l'inconsistenza della sua politica ed è caduto in un cono d'ombra, ha battuto le mani al miliardario egiziano dichiarandosi contento "ogniqualvolta investitori istituzionali dichiarano di essere interessati sull'Italia".
Non sembra che la stessa reazione l'abbiano avuta una parte dei soci che controllano Telecom attraverso i pacchetti detenuti in Telco, la scatola dove si ritrovano Mediobanca, Generali, IntesaSanPaolo e Telefonica (il socio più forte con il 46,18% delle azioni).

Da parte sua Sawiris spiega oggi sul "Financial Times" che Telecom "ha bisogno di un contributo sul capitale per abbattere il debito ed espandersi in America Latina attraverso acquisizioni", e aggiunge con una frase sibillina da far tremare i top manager di Telecom, che occorre "un riallineamento del management". "Solo in questo modo gli azionisti - continua il piccolo Faraone - potrebbero ritornare felici e quindi l'azienda dovrebbe prendere al volo questa offerta".

Sul quotidiano inglese si spiega anche che l'investimento sarebbe fatto da Accelero Capital, un fondo di private equity recentemente costituito da Sawiris e governato dagli stessi manager (Bichara, Aldo Mareuse, Ossama Bessada) con i quali ha venduto Wind ai russi di Wimpelcom e ha acquistato per 88 milioni la controllata di Telecom Matrix spa per farla confluire nel suo portale Libero.

Adesso è inutile telefonare a Parigi dove in rue de Berri si trovano gli uffici che danno informazioni sul fondo Accelero Capital, mentre è più interessante scoprire - come ha fatto Dagospia nella sua infinita miseria - che fin dal giugno scorso Sawiris non ha mai nascosto la sua intenzione di acquisire quote nel business delle telecomunicazioni europee e sudamericane.

Dalle sue mosse si capisce che il piccolo faraone ha la telefonia nel sangue, ma forse non è sbagliato pensare che Franchino Bernabè conoscesse le sue intenzioni da prima dell'estate e questo spiega perche' ritenga l'offerta di 3 miliardi un toccasana per le casse di Telecom. A incoraggiare questa ipotesi c'è il modo del tutto inatteso con cui il manager di Vipiteno giovedì scorso ha squadernato davanti ai soci italiani e spagnoli di Telco l'offerta di Sawiris.

E non sembra nemmeno casuale il fatto che a darne notizia sia stato il "Corriere della Sera" dove alcuni di questi poteri forti si ritrovano azionisti. Così, mentre il "Sole 24 Ore" ipotizzava che il faraone egiziano operasse di intesa con gli spagnoli di Telefonica, Bernabè ha letto la lettera con l'offerta di Sawiris aprendo un varco a tutte le ipotesi.
C'è infatti chi sostiene che il capo di Telefonica sia profondamente incazzato perché pensa che quei 3 miliardi buttati sul tavolo servano come grimaldello per allargare la presenza in America Latina dove il colosso francese Vivendi ha messo in vendita la sua controllata Gvt (Global Village Telecom) per 9 miliardi di euro.

Nemmeno con l'apporto di Sawiris, Telecom Italia potrebbe permettersi di mettere tanti soldi su questo gioiellino che è destinato a dare una montagna di utili quando in Brasile si giocheranno la Coppa del Mondo e le Olimpiadi, ma se il prezzo dovesse scendere a 4-5 miliardi allora Telecom potrebbe entrare nella partita creando un grande imbarazzo agli spagnoli di Telefonica che insieme al miliardario messicano Slim considerano quel continente un terreno di caccia quasi esclusivo.

Il fatto certo è che la carta tirata fuori dal mazzo di Sawiris apre scenari imprevedibili ed è probabile che nella cena del Bilderberg all'hotel De Russie, il pallido Nagel voglia capire da Bernabè quale strada intende seguire. Secondo Massimo Mucchetti i soci di Telecom che finora "hanno solo spolpato l'azienda spremendo 60 miliardi e lasciandole un debito enorme" dovranno mettere mano al portafoglio oppure accettare di diluirsi "anche a costo di dover ulteriormente svalutare le loro quote" (un'ipotesi davvero irreale per carenza di quattrini e per le perdite subite finora).

C'è però un altro aspetto che interessa da vicino il Governo. Ancora una volta si ripropone il tema dell'italianità, cioè della bandiera da difendere rispetto all'arrivo di capitali stranieri che non sembrano avere intenzioni da mecenati. È lo stesso discorso che è stato fatto a suo tempo quando i francesi di Lactalis si sono portati a casa Parmalat, ed è la stessa problematica che si è affacciata nelle ultime settimane a proposito delle dismissioni di Finmeccanica e di Unicredit.

Il panorama delle telecomunicazioni italiane è ormai in mani straniere: Vodafone è inglese, Wind russa, Fastweb svizzera, 3 Italia cinese. Qualcuno pensa che il Governo possa blindare Telecom con il nuovo decreto sulla golden share che prevede norme più stringenti su settori strategici delle telecomunicazioni, dell'energia e dei trasporti.
L'entusiasmo e i sorrisi di Bernabè e di Corradino Passera fanno capire che di fronte ai miliardi anche le golden share diventano una fragile barriera.

2- LA SENTENZA DELLA CORTE SUPREMA SUI DUE MARÒ NON ARRIVA E IL TANDEM TERZI-VALENSISE NON SA PIÙ CHE PESCI PRENDERE

Alla Farnesina aspettano con ansia notizie dall'India dove rimane aperta la questione dei due marò italiani accusati di aver ucciso nel febbraio scorso due pescatori indiani scambiati per pirati.

Nei corridoi del ministero si dice che il ministro Terzi e il segretario generale Michele Valensise (catapultato pochi mesi fa a Roma dall'ambasciata di Berlino), siano piuttosto nervosi e delusi per il silenzio del governo indiano.

Giovedì scorso la Corte Suprema di New Delhi avrebbe dovuto sciogliere il nodo della giurisdizione, ma fino a questo momento non è arrivata alcuna conferma sulla sentenza che servirebbe ai giudici locali per chiudere il processo. Oltre all'apprensione per una vicenda che si trascina da troppi mesi, nei corridoi del ministero c'è anche un po' di ironia nei confronti del sottosegretario Staffan de Mistura, il diplomatico di madre svedese e padre italiano che dopo una carriera di 36 anni in varie agenzie dell'Onu si è ritrovato nel governo tecnico di Monti.

Il 16 febbraio scorso il longilineo de Mistura aveva assicurato che entro due mesi i marò sarebbero rientrati in Italia, ma questo non è avvenuto e perfino il ministro della Difesa Di Paola, che scalpita dalla voglia di diventare presidente di Finmeccanica, ad ottobre è stato sonoramente fischiato allo stadio di Pisa.

La diplomazia incerta e poco incisiva della Farnesina ha puntato tutte le carte sull'incontro in Laos che martedì della scorsa settimana Mario Monti ha avuto con il ministro degli esteri indiano a margine del vertice Asem, l'organismo internazionale dei rapporti tra Asia ed Europa.

A quanto si è appreso il Professore di Palazzo Chigi ha scambiato poche parole con il collega indiano che ha eluso le pressioni rinviando alla sentenza della Corte Suprema prevista due giorni dopo. La sentenza non arriva e il tandem Terzi-Valensise non sa più che pesci prendere.

3- RICCARDO MONTI, PIAZZATO DALLA PASSERA FAMILY A CAPO DELL'ICE NON RIESCE A TROVARE IL BECCO DI UN QUATTRINO PER RIMETTERE IN SESTO L'ISTITUTO
A Roma ci sono un manager e una donna che sono piuttosto turbati per le difficoltà finanziarie del Governo. Il primo è Riccardo Monti, l'uomo che a 44 anni si è ritrovato alla guida dell'Ice dopo aver collaborato con i consulenti di McKinsey per far partire i tanti "cantieri" annunciati dal fantasmagorico Corradino Passera.

La donna è la giovane moglie di Corradino, quella Giovanna Salza esperta di pubbliche relazioni che con la sua abilita' ha convinto il marito ex-banchiere a salvare l'Alitalia e a piazzare sulla poltrona dell'Ice l'amico Riccardo Monti.

Purtroppo il manager ,che avrebbe dovuto dare una svolta immediata all'Istituto preposto alla promozione del commercio estero, sta soffrendo terribilmente perché non riesce a far partire il suo "cantiere". E con lui soffrono anche gli altri membri del consiglio di amministrazione dove siedono un ex-ambasciatore (Maurizio Meloni), un paio di imprenditori e Paolo Zegna, la firma nobile della moda che in Confindustria si occupa dell'internazionalizzazione.

A distanza di un anno dal decreto Salva-Italia che prevedeva tre decreti attuativi, il povero Monti si trova con le mani legate e nonostante la buona volontà per rimuovere le ombre della gestione Vattani-Criscuolo non riesce a trovare il becco di un quattrino per rimettere in sesto l'Istituto.

Le intenzioni sono buone e nella sua strategia è previsto un concorso per titoli di 450 dipendenti e il decollo di ben 200 iniziative per rilanciare i 93 uffici dell'Ice sparsi per il mondo. Oltre a insistere per i quattrini il manager, che ha fatto esperienza nel Gruppo Value Partners, tiene molto alla trasparenza e nelle conversazioni private fa di tutto per scrollarsi dalle spalle l'ombra gentile del suo sponsor Giovanna Salza, la donna che al ministero dello Sviluppo chiamano "la regina".

4- GIOVEDÌ PROSSIMO DRAGHI E MONTI ENTRERANNO ALLE ORE 11,30 DENTRO LA BOCCONI
Avviso ai naviganti: "Si avvisano i signori naviganti che giovedì prossimo Mario Draghi e Mario Monti entreranno alle ore 11,30 dentro la Bocconi, la madre di tutti i sapientoni.
Qui il rettore Andrea Sironi e il vice presidente della Bocconi, Luigi Guatri, inaugureranno l'Anno Accademico.

Nell'occasione sarà presentata la cattedra di cinque anni finanziata dalla BCE e dedicata a Tommaso Padoa-Schioppa, l'ex-ministro del Governo Prodi morto nel 2010.
La cattedra è stata assegnata per quest'anno ad Alberto Alesina, il docente della Bocconi e di Harvard che non ha mai risparmiato critiche feroci all'ex-alumno ed ex-rettore Mario Monti".

 

Samih SawirisFranco BernabèALBERTO NAGEL club bilderberg hotel de russie roma Corrado Passera I DUE MARO GIRONE E LATORRE IL MINISTRO TERZI A KOCHI CON I DUE MARO STAFFEN DE MISTURA E SIGNORA MICHELE VALENSISEMario Monti Riccardo Monti Giovanna Salza e Corrado Passera DRAGHI-NAPOLITANO

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – DAJE E RIDAJE, CON CONTE IN MODALITÀ VENTRILOQUO DI TRAVAGLIO, CON I SONDAGGI CHE SPROFONDANO UN PD SUBALTERNO AL M5S SOTTO IL 20%, CON IL CAMPO LARGO RIDOTTO A UNO SPETTACOLO SEMPRE PIÙ UMILIANTE E GROTTESCO, ELLY AVRÀ PENSATO CHE ERA GIUNTA L'ORA DI FINIRLA: CARO GIUSEPPE, HA ROTTO IL CAZZO CON 'STE PROVOCAZIONI QUOTIDIANE SU EUROPA E UCRAINA, E SEMPRE CON QUEL TONETTO DA "PICCOLA, TORNA A PETTINARE LE BAMBOLE". ORA LA MISURA È COLMA: VEDIAMO CHI CE L'HA PIÙ LUNGO: “NEL PROGRAMMA UNO NON VALE UNO, IL PD HA IL DOPPIO DEI VOTI” - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE I NEURONI DI SCHLEIN FUORI DALLE SINAPSI È STATA LA DICHIARAZIONE DELL'AZZECCAGARBUGLI STELLATO: “ERO A FAVORE DI UN FEDERATORE NEL CENTROSINISTRA, MA MI È STATO DETTO DI NO”. UNA FRASETTA CHE HA STIZZITO OVVIAMENTE ELLY (MANCO NOMINATA), MA ANCHE GLI ESPONENTI DI SPICCO DEL VERTICE DEL M5S (IN PRIMIS, PATUANELLI), I QUALI DI UN EVENTUALE "TERZO UOMO" NON NE AVEVANO MAI SENTITO PARLARE - STASERA CONTE HA REPLICATO AL TURBO-VAFFA SPARATO DA ELLY FARFUGLIANDO LA SOLITA SUPERCAZZOLA CON SCAPPELLAMENTO NEL VUOTO DEI GAZEBO: "A QUESTO PUNTO NON CI SONO ALTERNATIVE ALLE PRIMARIE" (E LA GIOSTRA RICOMINCIA...) - VIDEO

sicilia toto cuffaro renato schifani gaetano armao geremia lombardo elvira amata gaetano galvagno

DAGOREPORT – IL TINTINNIO DI MANETTE FA TREMARE IL CENTRODESTRA SICILIANO IN VISTA DELLE ELEZIONI REGIONALI DEL 2027 – LA RICHIESTA DI ARRESTO PER L’EX VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE, GAETANO ARMAO, MARITO DELL’EX “ZARINA” GIUSI BARTOLOZZI, ACCUSATO DI CORRUZIONE, HA FATTO SCALPORE. MA LE ANTENNE DI DAGOSPIA IN SICILIA CI SEGNALANO CHE IL NOME PIÙ “PESANTE”, IN TERMINI POLITICI, TRA I NOVE COINVOLTI NELL’INCHIESTA È QUELLO DI GEREMIA LOMBARDO, NIPOTE DELL’EX GOVERNATORE RAFFAELE - LOMBARDO È DEPUTATO DELL’MPA E PRESIDENTE DELL’UFFICIO DI QUESTURA DELL’ASSEMBLEA REGIONALE, DA DOVE PASSANO LE DECISIONI SULLE SPESE – I GUAI GIUDIZIARI DEL CENTRODESTRA NELL'ISOLA NON RISPARMIANO FDI: SONO A PROCESSO PER CORRUZIONE L’ASSESSORE AL TURISMO, ELVIRA AMATA, E IL PRESIDENTE DELL’ARS GAETANO GALVAGNO – E ORMAI È FUORI DAI GIOCHI ANCHE TOTO’ CUFFARO...

report sigfrido ranucci giorgio mottola italo bocchino valter lavitola giorgia meloni - giampaolo rossi

DAGO-“REPORT” - MA LA RAI ALLA FIAMMA VUOLE VERAMENTE LIBERARSI DEL “SINISTRO” SIGFRIDO RANUCCI? – MESSO ALLO SPIEDO DA ANNI PER LE INCHIESTE DI “REPORT”, UNIDIREZIONALI CONTRO LA DESTRA DI GOVERNO, COME MAI L’AD DI TELE-MELONI, GIAMPAOLO ROSSI, NEL 2024 HA MANTENUTO NEL RUOLO DI VICEDIRETTORE AD PERSONAM L'''AMICO FRATERNO'' DI LAVITOLA? - MAGARI ROSSI NON VUOLE ESSERE ACCUSATO DI AVER EPURATO "IL PIÙ IMPORTANTE GIORNALISTA D'INCHIESTA DELLA TV PUBBLICA", BENCHE' SIA FINITO NEL VERMINAIO DEL PESCIVENDOLO DEL “CEFALÙ BISTROT’’? – SERPEGGIANO ALTRI RUMORS: ROSSI POTREBBE AVER RICEVUTO DIKTAT DA ALTRI PALAZZI A CUI RANUCCI, AL DI LÀ DELLE POLEMICHE E DELLE QUERELE, SERVE ED APPARECCHIA? – NON SOLO LAVITOLA: IL RAPPORTO AMICALE DI RANUCCI CON L'UBIQUO ITALO BOCCHINO - SALE IL CLIMA DI TENSIONE NELLA SQUADRA DI “REPORT” DOVE SONO IN MOLTI A CREDERE AL REINTEGRO DI “SIG”: E METÀ REDAZIONE È PRONTA A GIRARE I TACCHI…

roberto vannacci giannetta reggio calabria meloni salvini tajani occhiuto roscioli cannizzaro lotito

DAGOREPORT – LA CALABRIA NON È STATA LA SASSONIA, MA VANNACCI HA LANCIATO UN SASSO PESANTE – IL CENTRODESTRA HA AVUTO L’ORDINE DI ESULTARE PER LA VITTORIA DI FABIO ROSCIOLI ALLE SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA, EPPURE IL RISULTATO DI FUTURO NAZIONALE IN DOPPIA CIFRA HA SPIAZZATO LA MAGGIORANZA – L’OBIETTIVO ERA SUPERARE IL 60%, MA ROSCIOLI SI È FERMATO AL 51% IN UNA CITTÀ “BLINDATA” – L’11% DI GIANNETTA DIMOSTRA CHE L’EX GENERALE SI STA ORGANIZZANDO SUI TERRITORI, AGGIUNGENDO IL “VOTO STRUTTURATO” DEI CACICCHI LOCALI A QUELLO DI OPINIONE, CHE RIESCE A INTERCETTARE IN PRIMA PERSONA – A QUESTO PUNTO A GIORGIA INTERROMPERE L’ASCESA DI VANNACCI STA DIVENTANDO UN ROMPICAPO...

andrea stroppa elon musk beppe grillo

DAGOREPORT - PER CAPIRE IL SENSO DELL’INCONTRO TRA IL LUOGOTENENTE DI MUSK IN ITALIA, ANDREA STROPPA, E BEPPE GRILLO BISOGNA CAPIRE IL CONTESTO DELLA DESTRA “MAGA” – ARCHIVIATO IL TRUMPISMO, IN PATRIA THIEL E MUSK PUNTANO LE LORO FICHES SU JD VANCE. MA HANNO BISOGNO DI UNA RETE INTERNAZIONALE DI “SUPPORTO” – IL SUDAMERICA SE L’È INTESTATO THIEL (CHE FLIRTA CON L'ARGENTINO MILEI), MA L’EUROPA È TERRENO DI MUSK - IN GERMANIA IL FONDATORE DI TESLA HA TROVATO SODDISFAZIONE AIUTANDO I NEONAZISTI DI AFD - E IN ITALIA? DOPO IL ''TRADIMENTO'' SULL'AFFARE STARLINK DI MELONI, CON SALVINI ALLA FRUTTA E QUEL VANNACCI SU CUI ALEGGIANO DUBBI E SOSPETTI, ECCO CHE MUSK CHIEDE AL SUO REFERENTE STROPPA DI TASTARE IL TERRENO PER CAPIRE COME E QUANDO INTERVENIRE SULLO SCENARIO ITALIANO - ANCHE INCONTRARE QUEL VECCHIO GRILLO, CHE GRAZIE ALL'EMINENZA GRIGIA TECNO-VISIONARIA DI CASALEGGIO PORTO' IL M5S AL 33%, PUO' STIMOLARE QUALCHE IDEUZZA...

carlo freccero silvio berlusconi anni ottanta 80 tv mediaset

DAGOREPORT - SARÀ STATO UN BIGNÉ IN DOPPIOPETTO, UN FABBRICANTE DI MILIARDI INDAGATO-CONDANNATO-PRESCRITTO, UNO SCIUPAFEMMINE PIÙ VIBRANTE DI UN VIBRATORE, UN POLITICO CHE ALL’ETICA HA SEMPRE PREFERITO LA COTICA. SARÀ STATO QUELLO CHE È STATO RACCONTATO IN MIGLIAIA DI ARTICOLI, LIBRI, INCHIESTE, MA UNA COSA È CERTA: SILVIO BERLUSCONI HA INTUITO, CALCOLATRICE IN MANO, CHE LA VERA EGEMONIA NON ERA PIU' CULTURALE BENSÌ TELEVISIVA – LA GRANDE INTUIZIONE, MATRICE DEL BERLUSCONISMO ANCORA OGGI VIVO E VEGETO, È STATA LA SUA CAPACITÀ DI COMPRENDERE LO SPIRITO DEL TEMPO: DAL SINISTRISMO SI PASSA AL NARCISISMO, DAL NOI ALL'IO, DALLA SOMMOSSA DELLE BIERRE ALLA MOSSA DELLE PIERRE, DA LOTTA CONTINUA AL SUCCESSO DI BREVE DURATA, DAI CELLULARI AL CELLULARE, DALLA RIVOLTA A TRAVOLTA – UN BREVE E ILLUMINANTE SAGGIO DI CARLO FRECCERO: ''LA SINISTRA STENTA A CAPIRE QUESTA FONDAMENTALE MUTAZIONE DALLA CLASSE ALLA MAGGIORANZA, DAL POLITICO AL PRIVATO. IN QUESTO VUOTO IDEOLOGICO SI INSERISCE BERLUSCONI E IL BERLUSCONISMO - NON È PIÙ LA RAI A IMPORRE AL PUBBLICO LE SUE SCELTE PEDAGOGICHE, MA IL PUBBLICO STESSO A DETTARE LE SUE LEGGI ALLA PROGRAMMAZIONE. LA GENTE, DIVENTA PER LA PRIMA VOLTA CONSAPEVOLE DEL SUO VALORE, NON IN SENSO MORALE, MA ECONOMICO…” - VIDEO