TELECOM-TELEFONICA: IL MATRIMONIO NON S’HA DA FARE – L’ANTITRUST BRASILIANA BOCCIA L’OPERAZIONE – IN CONTEMPORANEA IL PUNTO DI RIFERIMENTO DEI FONDI ESTERI, PER LA GIOIA DI FOSSATI, CONSIGLIA DI VOTARE CONTRO L’ATTUALE CDA…

1-TELECOM: BRASILE MULTA TELEFONICA PER TELCO
(ANSA) - SAN PAOLO, 5 DIC - Il Cade, l'antitrust brasiliano, ha inflitto una multa di 15 milioni di reais (circa 5 milioni di euro) a Telefonica per aver aumentato la partecipazione in Telecom Italia, ritenendolo in contrasto con gli accordi del 2010 che prevedevano la separazione delle due società concorrenti sul mercato brasiliano della telefonia mobile. Multa di un milione di reais (circa 330 mila euro) anche per Tim Brasil.

(ANSA) - SAN PAOLO, 5 DIC - Nella stessa riunione, il Cade ha anche approvato l'acquisto, avvenuto nel 2010, da parte di Telefonica dell'operatore di telefonia mobile Vivo a patto che gli spagnoli vendano la propria partecipazione in Telco, che consente il controllo di Tim Brasil, diretta concorrente di Vivo. In alternativa, Telefonica può diluire la propria quota di controllo in Vivo con l'ingresso di un socio. Contro le decisioni dell'antitrust brasiliano può essere presentato ricordo alla magistratura.

2-ANTITRUST BRASILE: TELEFONICA NON PUÃ’ SALIRE IN TELCO
Antonella Olivieri per "il Sole 24 ore"

Il cammino di Telefonica verso Telecom si fa più accidentato. Da una parte l'Antitrust brasiliano che chiede la cancellazione dei nuovi accordi Telco, dall'altra la raccomandazione di Iss, che è di riferimento per la proxy dei fondi esteri, a votare per la revoca del consiglio Telecom perchè, in sostanza, tutta Telco è in conflitto d'interessi.

La riunione del Cade, in corso ieri a Brasilia, doveva trattare l'autorizzazione ex-post dell'acquisizione da parte di Telefonica del 50% di Vivo che era detenuto in joint da Portugal Telecom. L'aspettativa era che l'Antitrust brasiliano potesse dare l'ok all'operazione, ma condizionandola cioè al ripristino dello status quo in Telco. Una settimana fa gli uffici tecnici del Cade avevano ritenuto incompatibili i nuovi accordi stipulati il 24 settembre dal gruppo di Cesar Alierta con i soci italiani - Generali, Mediobanca, Intesa Sanpaolo - della holding che detiene il 22,4% di Telecom. In particolare, si raccomandava che fosse richiesta a Telefonica l'immediata alienazione delle azioni Telco senza diritto di voto (trasformabili in azioni votanti da inizio 2014) sottoscritte a fine settembre e il divieto ad acquistarne altre. In più veniva suggerita una multa da 15 milioni di reais per violazione degli accordi antitrust del 2010, tra i quali - a quanto risulta - rientrava anche l'affidamento di servizi di call center, senza gara, da parte di Tim Brasil a una società che ai tempi faceva parte del gruppo Telefonica in Brasile, società poi alienata.

Il consiglio del Cade ha confermato in toto le conclusioni degli uffici tecnici con provvedimenti che decadrebbero se Telecom cedesse Tim Brasil, cosa che il gruppo non è intenzionato a fare. Ora per Telefonica e anche per gli altri soci Telco si apre un problema non da poco. Inutile dire che Generali, Mediobanca e Intesa non hanno nessuna intenzione di riacquistare le azioni senza diritto di voto in mano a Telefonica, perchè questo farebbe cadere tutto l'impianto della ristrutturazione della holding che, era l'assicurazione di settembre degli spagnoli, si era spinto fino al punto in cui era possibile procedere senza dover chiedere autorizzazioni alle Authority.

Vuoi per l'atteggiamento più restrittivo del Cade, vuoi per la pressione esercitata dall'iniziativa della Findim che ha puntato il dito contro il conflitto d'interessi di Telefonica e Telco, il progetto di spartizione di Tim Brasil nelle ultime settimane sembrava aver subito un'accelerazione. Era già in fase avanzata di confezione - a quanto risulta - l'elaborazione di un'offerta in consorzio da parte dei concorrenti di Tim Brasil - Telefonica, Claro del gruppo di Carlos Slim e la brasiliana Oi - per le attività locali di Telecom Italia. Offerta finalizzata alla spartizione del secondo operatore mobile brasiliano, con un prezzo per il 67% di Tim detenuto da Telecom, pare, inferiore ai 7 miliardi di euro. L'ad Marco Patuano ha però ribadito che Tim Brasil è strategica e che solo offerti molto allettanti potrebbero essere prese inn considerazione (quantificato: almeno 9 miliardi).

Posizione che è stata confermata in settimana in un comunicato del gruppo, sollecitato dalla Consob, nel quale si precisava anche che non ci sono trattative in corso, nè che sono arrivate offerte, seppur non sollecitate. «Se dovesse arrivare un'offerta per Tim che non intercetta le sinergie sprigionabili da un'aggregazione, questa non sarebbe massimizzante per Telecom anche se fosse a premio rispetto ai prezzi di mercato», ha osservato al convegno Asati Marco Fossati, che ha anche detto di prevedere buone soddisfazioni da Tim Brasil su base stand alone per almeno un altro paio d'anni.

Non meno dirompente - quando i giochi sembravano ormai fatti - è la raccomandazione Iss, società internazionale di proxy advisory, che potrebbe spingere i fondi a schierarsi per la nomina di un nuovo consiglio Telecom, composto da più indipendenti di "mercato". In un lungo report (23 pagine) che esamina la situazione, Iss si esprime a favore della revoca del cda in carica e per il rinnovo del board votando per la lista a sette nomi di Assogestioni perchè questo «apporterebbe benefici a lungo termine per il valore degli azionisti». Ciò detto i numeri restano sul filo di lana: a fronte del 22,4% di Telco, i fondi potrebbero partecipare col 15-18% (non tutti per la revoca), cui aggiungere il 5% di Fossati e l'1% di Asati.

 

cesar_aliertaALIERTA Marco Patuano Telecom ItaliaBernabe e marco patuano TELECOM ITALIA MEDIA tim logo tela MARCO FOSSATI FOTO ANSA FRANCO BERNABE CESAR ALIERTA GABRIELE GALATERI DI GENOLA

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola

RESPINTO IL RICORSO DI SIGFRIDO RANUCCI CONTRO LA RAI: NON CI SARA' NESSUN REINTEGRO, IL CONDUTTORE NON RIPRENDERA' IL SUO POSTO ALLA GUIDA DI "REPORT" - DALLA RAI FILTRA "SODDISFAZIONE" PER LA SENTENZA DELLA GIUDICE DEL LAVORO DONATELLA CASARI (BOLLATA DALLA STAMPA DI DESTRA COME MAGISTRATO SINISTRORSO) CHE HA RESPINTO IL RICORSO EX ARTICOLO 700 DELL'''AMICO FRATERNO" DEL PESCIVENDOLO-BOMBAROLO DEL "BISTROT CEFALU' - NEI GIORNI SCORSI ERA ARRIVATA ANCHE UNA SOSPENSIONE DI DIECI GIORNI SENZA STIPENDIO - A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI ''REPORT'', L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI - SU TROPPI COMPORTAMENTI, DA LAVITOLA IN GIU', RANUCCI E' ETICAMENTE INDIFENDIBILE - COSA FARA' ORA "SUPERMAN" SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? SE NON HA PIU' LA CREDIBILITA' PER PRESENTARE INCHIESTE SUL POTERE, CHISSA' SE IL CALDO "SIG" AVRA' ANCORA CREDIBILITA' PER CANDIDARSI ALLE PROSSIME POLITICHE...

messina orcel donnet generali

DAGOREPORT - FINITO IL PRIMO TEMPO DEL RISIKO, CON LO STRAORDINARIO SUCCESSO DELL’OPAS DI INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA, SI APRE IL SECONDO ROUND, QUELLO DECISIVO PER ESPUGNARE IL “FORZIERE D’ITALIA”, ASSICURAZIONI GENERALI - L’UNICO ISTITUTO BANCARIO CHE POTREBBE FAR SALTARE IL PIANO INTESA DI CARLO MESSINA E COMPAGNI È UNICREDIT, CHE HA CONVOCATO PER OGGI UN CDA STRAORDINARIO – PARE CHE IL BERSAGLIO DI ANDREA ORCEL SIA LA CONQUISTA DI BANCA GENERALI, DI CUI IL LEONE HA IN TASCA IL 51% - NESSUNO ESCLUDE CHE DOMANI ORCEL POSSA SPEGNERE I SOGNI DI GLORIA DI MESSINA, PORTANDO LA PARTECIPAZIONE DI UNICREDIT NEL LEONE, DAL 9 AL 29,9%, MAGARI RILEVANDO LA QUOTA DEL 10,15% DETENUTA DAL GRUPPO DEL VECCHIO/DELFIN IN GENERALI - NON È NEMMENO DA GETTARE NEL CESTINO L’OPZIONE DI UNA FUSIONE UNICREDIT-GENERALI PER DARE VITA A UNA BANCA-ASSICURAZIONE - NON È FINITA. SI ACCAVALLANO LE VOCI DI INTERLOCUZIONI A IOSA TRA UNICREDIT E CRÉDIT AGRICOLE…

meloni schlein calenda richetti bonetti rosato conte

“IL CAMPO LARGO È UN GRAVE PERICOLO PER L’ITALIA” – CARLO CALENDA RIBADISCE IL SUO NO ASSOLUTO ALL’ALLEANZA CON IL CENTROSINISTRA: “NON SIAMO MAI STATI NÉ SAREMO MAI NEL CAMPO LARGO”. VA BENE CARLETTO, MA CHE FAMO? “AZIONE” FARÀ LA TERZA GAMBA PER GIORGIA MELONI? O CORRERÀ DA SOLA CON IL RISCHIO DI ESSERE ININFLUENTE? - DAGOREPORT: NEL PARTITO DEL “CHURCHILL DEI PARIOLI”, RICHETTI A PARTE, SAREBBERO GIÀ PRONTI A LANCIARSI TRA LE BRACCIA DELLA MELONI. BONETTI, ROSATO E COMPAGNIA SPERANO CHE IL CENTRODESTRA RESTI SOTTO AL 42% PER OFFRIRSI COME STAMPELLINA. MA GLI ELETTORI “AZIONISTI” SOFFRIREBBERO UN PASSAGGIO A DESTRA: SI FIDANO PIÙ DI RENZI CHE DI MELONI, SCHLEIN E CONTE...

malara corsini monteleone

DAGOREPORT - ANTONINO, CHE TIPINO! - IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI PAOLO CORSINI S'E' STUFATO DI MONTELEONE, IL CUI PROGRAMMA "FILOROSSO" INANELLA UN FLOP DIETRO L'ALTRO - NEL TENTATIVO DI ALZARE GLI ASCOLTI, CORSINI HA CONSIGLIATO ALL'EX "IENA" DI CAMBIARE ROTTA: PIÙ SERVIZI, PIÙ INCHIESTE "ON THE ROAD" E MENO CHIACCHIERE INUTILI IN STUDIO. PECCATO CHE IL CONDUTTORE, IN VERSIONE TORTELLONE RIPIENO DI SÉ, ANZICHÉ DARE ASCOLTO AI CONSIGLI, VADA DRITTO PER LA SUA STRADA - SE GLI ASCOLTI NON MIGLIORERANNO, LA RAI CHIUDERA' "FILOROSSO" A FINE ANNO E POTREBBE SILURARE IL CONDUTTORE, PAGANDO UNA PICCOLA PENALE - LO SCAZZO TELEFONICO IN DIALETTO CALABRESE TRA MALARA E MONTELEONE E LA LUNGA LISTA DI FLOP BY ANTONINO...

giorgia meloni cateno de luca

FLASH! MELONI S-CATENATA: ACCORDO FATTO CON "SUD CHIAMA NORD", IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA. A LEGGE ELETTORALE APPROVATA, GIORGIA PUNTA ANCHE SU CATENO, QUOTATO ALL’1,5%, PER RAGGIUNGERE QUOTA 42 SENZA VANNACCI - IL SINDACO DI TAORMINA, ALLE REGIONALI SICILIANE DEL 2022, HA PRESO (DA SOLO) PIU’ DI MEZZO MILIONE DI VOTI - LA PROSSIMA SETTIMANA SI FORMERA’ LA COMPONENTE ALLA CAMERA: A FRANCESCO GALLO SI UNIRANNO UN ALTRO PAIO DI DEPUTATI, TRA I QUALI MANLIO MESSINA, CHE RIENTRA IN “AREA MELONI” DOPO AVER LASCIATO IL GRUPPO DI FDI NEL 2025…

urne voto schede elezioni giorgia meloni antonio tajani matteo salvini elly schlein donald trump benjamin netanyahu pedro sanchez

DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO SPAZIO-TEMPO: QUANDO SI VOTA? - MOLTI SONO CONVINTI CHE LA DATA DA CERCHIARE SIA GIUGNO 2027 (SALVINI E TAJANI PERMETTENDO) - MA CI SONO TROPPE VARIABILI, IN ITALIA E ALL’ESTERO, CHE POSSONO INFLUENZARE IL CALENDARIO ELETTORALE – LE TRE DATE CHIAVE PER IL FUTURO DELL'UNDERDOG DI COLLE OPPIO SONO: LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE, QUELLE DI MEDIO MANDATO NEGLI STATI UNITI DEL 3 NOVEMBRE E LE POLITICHE IN SPAGNA DEL 29 NOVEMBRE - I DESTINI DI NETANYAHU, TRUMP E SANCHEZ SONO IN QUALCHE MODO LEGATI A QUELLO DELLL'ARMATA BRANCA-MELONI. I PRIMI DUE PERCHÉ GRANDI ALLEATI, AL NETTO DI QUALCHE “VAFFA”, IL TERZO PERCHÉ GRANDE NEMICO E PRINCIPALE RAPPRESENTANTE DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO IN UE - NEL CASO DI UNA SCONFITTA DI TRUMP, SIA ALLA CAMERA SIA AL SENATO, BISOGNA CAPIRE CHE POTRA' SUCCEDERE: IL RISCHIO CHE GLI PARTA L'EMBOLO È ALTISSIMO...