UNA TELEFONATA VALE LO SPREAD - LA MORAL SUASION DEL TESORO SULLE BANCHE ITALIANE: "COMPRATE I BOND DI STATO" - LA STRATEGIA DI VIA VENTI SETTEMBRE PER PLACARE LA TENSIONE SUL DEBITO PUBBLICO: TENERE IN CASA I TITOLI DEL NOSTRO PAESE E LIMITARE GLI ACQUISTI DEGLI AVVOLTOI STRANIERI - MA I TASSI DI INTERESSE SCHIZZANO E SI STUDIA IL PIANO B: CHIEDERE A COMUNI, PROVINCE E REGIONI DI CHIUDERE I CONTRATTI CON JPMORGAN, GOLDMAN SACHS, MERRIL LYNCH E DEUTSCHE BANK PER DARE UN SEGNALE ANTISPECULAZIONE…

Francesco De Dominicis per "Libero"

Ce l'hanno messa tutta, al Tesoro. I telefoni, sin dalle prime ore del mattino, erano bollenti: contatti frenetici con i piani alti della finanza italiana. Tuttavia la «moral suasion» di via Venti Settembre, come la definisce un addetto ai lavori, non pare aver funzionato fino in fondo. Parlare di fallimento totale «sarebbe ingeneroso» dice l'esperto.

L'asta di ieri dei titoli di Stato italiani, in ogni caso, va archiviata come un mezzo flop. Il Tesoro doveva collocare 6,5 miliardi di euro di bot annuali e la richiesta, in effetti, è stata di buon livello (quasi il doppio). Ma i tassi di interesse sono schizzati quasi al 4% (3,972% per l'esattezza: ben 1,67% in più rispetto alla precedente operazione), livello più alto da dicembre.

Il debito pubblico italiano, dunque, continua a essere sotto attacco. E l'operazione di ieri, che servirà in parte a rimpiazzare 9,6 miliardi di altri titoli in scadenza, allargherà ancora un po' il buco nei conti dello Stato, con la vetta dei 2.000 miliardi sempre più vicina. Per oggi è attesa, tra altro, un'altra prova del fuoco con 4,5 miliardi di btp (da 3 e 10 anni, cioè il medio termine) da piazzare sul mercato. Il pressing del Tesoro su banche e fondi italiani non cesserà. Anzi.

L'obiettivo di queste iniziative informali sarebbe quello di «trattenere dentro i nostri confini» la quota più ampia possibile del nuovo debito. Ciò, spiegano alcuni operatori, per contenere al massimo le incursioni speculative dei grandi player internazionali sui cosiddetti mercati secondari.

L'insofferenza nei confronti di JpMorgan, Goldman Sachs, Merril Lynch, Morgan Stanley e Deutsche Bank (solo per citare alcuni big) cresce ora dopo ora. E fra quanti ogni giorno operano nella vendita all'ingrosso dei bond pubblici italiani si comincia a smarrire l'aplomb, tipico nelle sale operative o sul parterre di borsa.

La risalita dello spread - ieri ha chiuso a quota 470, con rendimenti oltre il 6% - è attribuita in buona parte alle manovre dei big stranieri sui titoli del nostro Paese in circolazione. Ecco perché fra i destinatari della «moral suasion» del Tesoro non ci sono solo i grandi gruppi italiani.

Le pressioni informali e gli «inviti alla moderazione» arrivano, così, pure al quartier generale delle investment bank. E non manca chi azzarda misure dure, magari cominciando a «tagliare i rapporti di consulenza o a rivedere i megacontratti sia a livello di Stato centrale sia nelle amministrazioni territoriali»: come dire che l'Italia dovrebbe mostrare i muscoli.

Per ora bisogna leccarsi le ferite, perché la tensione sui mercati finanziari resta alta. E pure piazza Affari subisce gli effetti dell'attacco al nostro Paese: ieri ha perso lo 0,65%, registrando - unica, magra consolazione - un mini rimbalzo dei titoli delle banche. Un po' tutte le piazze del Vecchio continente, comunque, navigano a vista e hanno chiuso la seduta in ordine sparso, continuando a scontare l'incertezza sulle contromosse dei leader Ue in attesa del summit di fine giugno.

Appuntamento sul quale scommette il premier italiano, Mario Monti. Se si troverà l'intesa per un pacchetto di misure sulla crescita, sostiene il presidente del consiglio, la tensione dovrebbe cominciare ad allentarsi. Ma le resistenze della Germania, che non pare intenzionata a cedere granché sul rigore nei conti e sul fiscal compact, al momento non lasciano intravedere nulla di buono.

Le divisioni a livello europeo, insomma, non aiutano e la Ue, secondo gli analisti, dovrebbe dare pochi messaggi, ma chiari. E invece si procede senza unità di intenti. Un quadro assai frammentato che agevola gli avvoltoi: è così che hanno buon gioco gli speculatori. I quali, per mettere in croce l'Italia, continuano a far leva sul paventato effetto contagio: potrebbe toccare all'Italia, si dice, dopo i mezzi o totali fallimenti di Spagna e Grecia.

Proprio Atene resta sotto i riflettori: domenica i greci tornano al voto e il pericolo, dopo la chiusura delle urne elettorali, è replicare la situazione di stallo registrata a maggio. Un disastro che potrebbe aumentare i rischi per la Penisola. Ma i cosiddetti fondamentali dei conti pubblici, considerati buoni, e la tenuta del sistema bancario non fanno preoccupare più di tanto via Venti Settembre.

 

Spreadjp morganLA SEDE DI GOLDMAN SACHS A NEW YORK jpegMARIO MONTI

Ultimi Dagoreport

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO