genish di maio

TIM! PUM! PAM! CHE FA IL GOVERNO DAVANTI AL RIBALTONE IN TIM? SPINGE PER LA RETE UNICA CON CDP ED ENEL, CHE STANNO CABLANDO L'ITALIA CON 'OPEN FIBER'. PROPRIO SUL FUTURO DELLA RETE SI È CONSUMATO LO SCONTRO CON GENISH, E OGGI LA SOCIETÀ VIENE PUNITA IN BORSA PER L'INCERTEZZA NELLA GESTIONE: LE BANCHE D'AFFARI TAGLIANO IL RATING

 

1. TIM: BERNSTEIN TAGLIA TITOLO A 0,4 EURO, SOCIETÀ ALLA DERIVA

AMOS GENISH

 (ANSA) - La guerra infinita tra i soci di Tim, a cui si è aggiunto ieri un nuovo capitolo con la cacciata del ceo Amos Genish a opera di Elliott, che pure lo aveva acclamato come uno dei migliori manager del settore chiedendone a gran voce la riconferma in assemblea, pesano su Tim in Borsa e preoccupano gli analisti, che corrono a tagliare le loro valutazioni sull'azione. Bernstein, secondo quanto riporta Bloomberg, ha assegnato un nuovo prezzo obiettivo di 0,4 euro, oltre il 20% in meno dei prezzi da saldo a cui già Tim tratta in Borsa.

 

Dopo la cacciata di Genish, si legge nel report, Tim è "alla deriva" mentre la sua defenestrazione "conferma le nostre peggiori paure e cioè che le dinamiche del board sono sgradevolmente imprevedibili". Gli analisti giudicano inoltre sbagliato lo scorporo della rete, definita "l'unica fonte di vantaggio competitivo di Tim", e consigliano di approfittare di eventuali rialzi del titolo per liberarsi delle azioni. Negativa anche Morgan Stanley, che ha tagliato l'azione da overweight a equalweight dopo la cacciata di Genish rimuovendo il suo target price per mancanza di visibilità.

 

AMOS GENISH

 "Fino a quando ci sarà mancanza di unità nel board e incertezza circa il futuro del piano industriale, questo peserà sul prezzo dell'azione" afferma il broker che pure riconosce a Tim potenziale nei fondamentali e una valutazione attraente. "Riteniamo che la stabilità del management e un board unito che supporta una chiara strategia siano fattori centrali per dare sostegno al titolo" afferma anche Mediobanca, secondo cui è "giusto" riconoscere a Genish di essere riuscito "a limitare il potenziale impatto negativo" di Iliad "nel segmento mobile sovraperformando rispetto al mercato".

 

Anche per Fidentiis, Tim ha dimostrato una "forte abilità" nel "trattenere i clienti e mantenere buoni ricavi da servizi nel trimestre nonostante l'ingresso di Iliad".

 

 

2. IL GOVERNO ALLA FINESTRA SPINGE PER LA RETE UNICA CON CDP ED ENEL

Gian Maria De Francesco per il Giornale

 

L' ennesimo ribaltone al vertice di Tim si è svolto senza che il mondo politico recitasse un ruolo da protagonista. Era stato così per la defenestrazione di Flavio Cattaneo, inviso a Matteo Renzi quand' era nella «stanza dei bottoni» e anche l' aperta ostilità di Romano Prodi a Marco Tronchetti Provera fu determinante per il passaggio del principale operatore tlc italiano dalla sfera d' influenza di Pirelli a quella degli spagnoli di Telefónica.

paul singer

 

Ieri, invece, il governo è rimasto pressoché silente anche se tutto questo non comporta la sua neutralità che non è nemmeno nei fatti. Il primo e l' unico a parlare è stato il sottosegretario agli Affari regionali, Stefano Buffagni (alter ego in ambito finanziario del vicepremier Luigi Di Maio).

 

«Gli scontri fra azionisti creano solo danni per tutti e questo vale in tutti i settori», ha dichiarato aggiungendo che l' esecutivo «non vuole fare la rete unica» ma vuole solo «creare le condizioni normative per portare l' Italia nel futuro e che si vada tutti sulla fibra ottica».

STEFANO BUFFAGNI LUIGI DI MAIO

 

Una precisazione non superflua in quanto è sull' ipotesi di creare un player unico nella banda larga tra Tim e Open Fiber che si è creata una delle ultime frizioni tra l' ad uscente Amos Genish e il fondo Elliott, spalleggiato dalla Cassa Depositi e Prestiti, che in quanto detentrice del 50% di Open Fiber (l' altro 50% è di Enel), ha sempre visto di buon occhio l' alleanza. E non sono state poche le voci fuori e dentro il Palazzo a riferire dell' irritazione del ministro dello Sviluppo Di Maio alle puntualizzazione dell' ormai ex top manager.

 

STEFANO BUFFAGNI

Si può paragonare il governo giallo-verde ai suoi predecessori per velleità dirigistiche su quella che è, a tutti gli effetti, una società interamente privata sebbene di interesse strategico in quanto detentrice della rete telefonica? La risposta non può che essere affermativa sebbene Di Maio (titolare del dossier) non abbia mostrato la stessa protervia di Prodi il cui braccio destro Angelo Rovati arrivò a disegnare a tavolino uno schema di separazione della rete dalla ex Telecom.

rovati prodi hsGetImage

 

Il predecessore di Di Maio, Carlo Calenda, esercitò addirittura il golden power per limitare la libertà d' azione di Vivendi considerati anche i problemi di reciprocità in ambito finanziario tra Italia e Francia.

 

L' obiettivo del vicepremier è però il medesimo, sebbene sia mascherato dal nobile intento ribadito a Buffagni, cioè «fibra ottica per tutti». Sarebbe sempre la Cassa Depositi e Prestiti a intervenire nel nuovo assetto così come è stata la Cdp a risultare determinante nel cda di ieri.

 

Restano fra parentesi due contraddizioni che caratterizzano questa vicenda. In primo luogo la Cdp, al di là della missione di sviluppo delle reti che le è stata affidata, ha già perso oltre 300 milioni di euro investendo nel 4,93% di Tim.

di maio conte salvini

 

Anche se la polemica ha ormai assunto registri stucchevoli (di volta in volta si ricorda il ruolo di Cdp di collettore del risparmio postale), il governo e il ministro dell' Economia, Giovanni Tria, in questi mesi hanno scientemente evitato di chiarire limiti e funzioni dell' intervento pubblico in economia e il caso Fs-Alitalia è solo l' ultimo episodio. Analogamente, la diatriba attuale si svolge con una Consob, l' autorità di controllo sulla borsa, lasciata acefala da un esecutivo che non ha ancora trovato la quadra su come spartirsi l' ennesima poltrona.

 

 

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