IL TITOLO TELECOM SPROFONDA AI MINIMI DAL ’97 E SCOPPIA LA PACE CON LA CDP, CHE FINANZIANDO METROWEB HA FATTO FUGGIRE GLI INVESTITORI DALL’EX MONOPOLISTA - BASSANINI: “POTREMMO FINANZIARE ANCHE LA FIBRA OTTICA DI TELECOM” - PATUANO: “NESSUNA BARRICATA, POSSIAMO COLLABORARE CON CDP” - INTANTO I SOCI TELCO PIANGONO: INTESA E MEDIOBANCA SONO AZIONISTE E CREDITRICI INSIEME, SE ESCUTONO I PEGNI, SI AFFONDANO DA SOLE…

1 - TLC: PATUANO,NESSUNA BARRICATA,POSSIBILE COLLABORARE CON CDP
(ANSA) - Telecom Italia non ha innalzato "nessuna barricata" nel dibattito sulla realizzazione della rete Ngn, e "con molto piacere" collaborerà con Cdp, e quindi con Metroweb, nelle aree in cui questo è possibile. Così l'ad del gruppo telefonico, Marco Patuano, ha commentato l'apertura del presidente di Cdp, Franco Bassanini, che si è detto pronto a finanziare l'investimento del gruppo telefonico nelle cosiddette "aree nere", cioé a maggiore traffico e redditività.

"Ogni volta che c'é un progetto concreto - ha spiegato Patuano parlando delle esperienze in Lombardia e in Trentino - Telecom Italia è presente e la nostra volontà di collaborazione pubblico/privato non è un modo di dire, ma è dimostrata dai fatti e continuerà ad esserlo". Per quanto riguarda in particolare le aree nere (cioé quelle a maggior traffico), ha proseguito intervenendo a un convegno organizzato da Business International, "la concorrenza infrastrutturale può esistere e nel mobile esiste da lustri", questo tuttavia "non vuol dire che rinunciamo aprioristicamente a collaborare con Cdp, perché noi ci parliamo, non ci sono barricate: tutte le volte in cui sarà possibile collaborare lo faremo con molto piacere", "mettendo insieme i nostri rispettivi ingegneri".

La porta, dunque, è aperta, ma in seguito Patuano è entrato maggiormente nei dettagli tecnici relativi alle due principali opzioni, quella con cui si porta la fibra all'appartamento (Ftth) scelta da Metroweb e quella con cui la fibra si ferma all'armadio (Fttc). L'ad di Telecom ha quindi sottolineato che "Telecom vuole investire secondo una logica 'market driven' (guidata dal mercato, ndr)" e quindi in base alla domanda: "Dire che tutto va fatto in Ftth non è market driven", perché "ci sono aree dove la soluzione giusta è la Ftth e altre no, ma dove si può evolvere in Ftth se la domanda lo giustifica".

Il piano di Telecom, ha puntualizzato ancora, "non si limita a 30 città", ma mira a coprire con almeno 30 mega 100 città entro il 2014 e 250 entro il 2018: "Andare a realizzare soluzioni che hanno un costo per unità passata 5/6 volte superiore senza la certezza della domanda non ci sembra una buona allocazione delle risorse", ha osservato. La strategia di Telecom, ha comunque proseguito Patuano, "non è necessariamente conflittuale con Bassanini", visto che "ci sono aree nere dove l'Ftth è la soluzione corretta, pertanto se Cdp dice Ftth o nulla in modo dogmatico, quelle sono aree di collaborazione". In ogni caso, ha concluso, "con il dialogo tra le parti si possono anche trovare soluzioni meno dogmatiche".

2 - BASSANINI, SE RICHIESTI PRONTI FINANZIARE NGN TELECOM
(ANSA) - Se Telecom Italia intende investire nella rete in fibra ottica nelle aree a maggior traffico "non c'é dubbio che, se richiesti, c'é la disponibilità da parte di Cdp a partecipare al finanziamento di questo investimento con una soluzione variamente costruita da un punto di vista dell'architettura societaria e finanziaria". Lo ha dichiarato il presidente di Cdp Franco Bassanini ad un convegno di Business International. In caso contrario, ha aggiunto, "sarà opportuno lo faccia qualcun altro con forme di collaborazione".


3 - TELECOM:PATUANO,TITOLO CONDIZIONATO DA USCITA DA EUROSTOXX50
(ANSA) - L'andamento del titolo Telecom Italia, che ieri è sceso ai minimi dal 1997, "ha risentito del fattore contingente dell'uscita dall'indice Eurostoxx 50". Lo ha confermato l'ad del gruppo telefonico, Marco Patuano, a margine di un convegno sulle tlc organizzato da Business International. "Tutti coloro che avevano titoli Telecom replicando l'indice - ha spiegato Patuano - si sono trovati nella necessità di scaricare il proprio portafoglio proprio nel giorno in cui la Borsa di Londra era chiusa: quindi si sono associati un forte volume di vendite con un minor numero di operatori sul mercato".

4 - TELECOM AI MINIMI IN BORSA DAL 1997 IL TITOLO OSSERVATO SPECIALE DI CONSOB

Sara Bennewitz per "la Repubblica"

Telecom Italia ha perso la linea. Nel giorno in cui Londra è chiusa, il titolo del gruppo è crollato del 5,5%, scivolando a 0,65 euro, sui minimi dal 1997. Le vendite in mattinata sono state innescate dalle dichiarazioni di France Tèlècom, che ha annunciato che il dividendo 2012 sarà più basso.

Tanto è bastato agli investitori per temere una nuova sforbiciata alla cedola Telecom, che già nel 2011 è stata tagliata del 25%. Mentre il gruppo francese, dopo un avvio incerto, ha recuperato terreno chiudendo in calo dello 0,29%, quello guidato da Franco Bernabè scivolava sempre più giù, tanto da indurre il presidente a sollecitare l´intervento della Consob, che ha acceso un faro sull´andamento anomalo dei corsi di Borsa.

Nell´ultimo mese il titolo è crollato del 17%, senza un motivo specifico. L´umore degli investitori su Telecom è negativo - a dispetto dei buoni risultati del primo trimestre - e il mercato tende a vedere il bicchiere mezzo vuoto. L´uscita dall´Eurostoxx 50, la scelta di un ente pubblico come la Cdp di investire su una rete alternativa a quella di Telecom e il recente cambio ai vertici di due soci forti di Telco, destano - a torto o a ragione - alcune preoccupazioni tra gli investitori. Se è vero che ora a guidare Generali (30,6% di Telco) c´è Mario Greco e a capo di Intesa (11,6%) c´è Enrico Cucchiani, è ugualmente vero che i soci della finanziaria hanno appena messo mano al portafoglio per sostenere e riscadenziare i 3,4 miliardi di passività ereditati dalla gestione Olimpia.

Tra aumento di capitale, bond e prestito bancario, Telefonica, Generali, Intesa e Mediobanca hanno tirato fuori 3,1 miliardi. E, quindi, se in teoria le banche potrebbero escutere il pegno sulle azioni date a garanzia del finanziamento da 1,05 miliardi, nel caso in cui il titolo Telecom scivolasse a 0,6 euro, è anche vero che difficilmente Intesa e Mediobanca si metterebbero nei guai da sole creando difficoltà anche agli altri soci di Telco. Resta che il valore della partecipazione di controllo in Telecom (il 22,4% vale 2 miliardi) è sempre inferiore rispetto ai debiti della finanziaria, ridotti a 2,8 miliardi grazie alla ricapitalizzazione da 600 milioni.

 

PATUANO BassaniniMARCO PATUANO E FRANCO BERNABE GORNO TEMPINI ALBERTO NAGEL Enrico Cucchiani ALBERTO-TRONDOLI CAPO DI METROWEBCesar Alierta

Ultimi Dagoreport

carlo freccero silvio berlusconi anni ottanta 80 tv mediaset

DAGOREPORT - SARÀ STATO UN BIGNÉ IN DOPPIOPETTO, UN FABBRICANTE DI MILIARDI INDAGATO-CONDANNATO-PRESCRITTO, UNO SCIUPAFEMMINE PIÙ VIBRANTE DI UN VIBRATORE, UN POLITICO CHE ALL’ETICA HA SEMPRE PREFERITO LA COTICA. SARÀ STATO QUELLO CHE È STATO RACCONTATO IN MIGLIAIA DI ARTICOLI, LIBRI, INCHIESTE, MA UNA COSA È CERTA: SILVIO BERLUSCONI HA INTUITO, CALCOLATRICE IN MANO, CHE LA VERA EGEMONIA NON ERA PIU' CULTURALE BENSÌ TELEVISIVA – LA GRANDE INTUIZIONE, MATRICE DEL BERLUSCONISMO ANCORA OGGI VIVO E VEGETO, È STATA LA SUA CAPACITÀ DI COMPRENDERE LO SPIRITO DEL TEMPO: DAL SINISTRISMO SI PASSA AL NARCISISMO, DAL NOI ALL'IO, DALLA SOMMOSSA DELLE BIERRE ALLA MOSSA DELLE PIERRE, DA LOTTA CONTINUA AL SUCCESSO DI BREVE DURATA, DAI CELLULARI AL CELLULARE, DALLA RIVOLTA A TRAVOLTA – UN BREVE E ILLUMINANTE SAGGIO DI CARLO FRECCERO: ''LA SINISTRA STENTA A CAPIRE QUESTA FONDAMENTALE MUTAZIONE DALLA CLASSE ALLA MAGGIORANZA, DAL POLITICO AL PRIVATO. IN QUESTO VUOTO IDEOLOGICO SI INSERISCE BERLUSCONI E IL BERLUSCONISMO - NON È PIÙ LA RAI A IMPORRE AL PUBBLICO LE SUE SCELTE PEDAGOGICHE, MA IL PUBBLICO STESSO A DETTARE LE SUE LEGGI ALLA PROGRAMMAZIONE. LA GENTE, DIVENTA PER LA PRIMA VOLTA CONSAPEVOLE DEL SUO VALORE, NON IN SENSO MORALE, MA ECONOMICO…” - VIDEO

messina milleri del vecchio lovaglio

DAGOREPORT - I GIOCHI SON (QUASI) FATTI. LA MAGGIORANZA DEGLI OTTO EREDI/AZIONISTI DI DELFIN, IN PRIMA FILA LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, AVREBBERO DECISO DI ADERIRE ALL'OPAS LANCIATA DA INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA – PUR ESSENDO LA CASSAFORTE DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO, CON IL SUO 17,5% DI MPS, L’AGO DELLA BILANCIA DELLA SFIDA TRA INTESA E SIENA, NON È ANCORA DETTO. SOLO VIVENDO SAPREMO SE IL PRESIDENTE DI DELFIN, FRANCESCO MILLERI, FAVOREVOLE AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, SI ALLINEERÀ ALLA VOLONTÀ DEGLI OTTO EREDI? - CHE DECISIONI PRENDERÀ L’ANTITRUST? INTESA È AL VERTICE DEL RICCO MERCATO DELLE POLIZZE VITA E GENERALI SI RITROVEREBBE COME PRIMO AZIONISTA UN COMPETITOR - LA RIVINCITA DI CALTAGIRONE: E' “AL FIANCO DI INTESA PERCHÉ SPERA DI INCASSARE UN DIVIDENDO IN TERMINI DI POTERE NELLE GENERALI” – E CHISSA' COME LA PRENDERÀ LA VITTORIA DI INTESA GIORGIA MELONI CONTRARIA, PER TIMORI ELETTORALI, ALLO ‘’SPEZZATINO SENESE”?

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…