TRANI A GO-GO - LA PROCURA PUGLIESE METTE SOTTO INDAGINE PER USURA E TRUFFA 5 BANCHE (MPS, BNL, UNICREDIT, INTESA E CREDEM) E DECINE DI PERSONE: OBBLIGAVANO IMPRENDITORI DELLA ZONA A SOTTOSCRIVERE DERIVATI SPAZZATURA - I PM PUNTANO SOPRATTUTTO SULLE FALLE NELLA VIGILANZA DI BANCA D’ITALIA E CONSOB, E A BREVE INCONTRERANNO I MAGISTRATI DI SIENA PER COORDINARSI…

Da "Corriere.it"

Alcune decine di persone sono indagate, a vario titolo, per usura e truffa dalla Procura di Trani nelle indagini, avviate nei mesi scorsi, sui derivati emessi da cinque banche italiane: Mps, Bnl, Unicredit, Intesa San Paolo e Credem. Si allunga così la lista delle banche finite sotto la lente di ingrandimento della procura di Trani. L'indagine sarebbe finora a carico di funzionari e dirigenti bancari che hanno proposto e fatto firmare ad imprenditori ed investitori del nord barese, territori su cui ha competenza ad indagare la magistratura tranese, titoli spazzatura che avrebbero prodotto ingenti perdite ai sottoscrittori.

Nell'ambito di questa indagine i pm inquirenti, Michele Ruggero e Antonio Savasta, hanno in corso accertamenti per risalire agli ispettori di Consob e Bankitalia che avevano il compito di controllare la genuinità dei derivati offerti dalle banche ai risparmiatori.

LE INCHIESTE - Dopo Siena e Roma arriva quindi anche in Puglia l'inchiesta sui derivati e la procura di Trani sta concentrando l'attenzione sull'operato della Vigilanza di Banca d'Italia. Le indagini in corso mirano proprio ad identificare gli ispettori dei due organismi di controllo (Consob e Bankitalia) nei confronti dei quali potrebbe essere ipotizzato il reato di omesso controllo. Nel mirino degli investigatori l'attività di controllo di palazzo Koch, che avrebbe omesso di sanzionare le condotte» di Mps e Banco di Napoli «in danno della clientela» per l'emissione di contratti «interest rate swap».

Già lo scorso mese, a seguito di indagini delegate dalla Procura presso il Tribunale di Trani nei confronti del Banco di Napoli spa (gruppo Intesa san Paolo) e della banca Monte dei Paschi di Siena, si è proceduto al sequestro preventivo di contratti «interest rate swaps» per un valore di oltre 220 milioni di euro e la somma complessiva di circa 10 milioni di euro, di cui 4 milioni di euro equivalenti all'ingiusto profitto sinora percepito dagli istituti di credito e circa sei milioni di euro relativi ai prevedibili futuri flussi derivanti dai contratti in itinere.

IL SEQUESTRO - Intanto, la Guardia di Finanza di Molfetta ha eseguito, presso la filiale di Corato, in provincia di Bari, il sequestro preventivo di 358.157,83 euro, a seguito della denuncia sporta dal titolare di un'impresa, che si era vista addebitare la somma complessiva di circa 415 mila euro causati dalle perdite subite dopo la sottoscrizione di un contratto derivato del tipo su un valore nazionale di circa 4,5mln euro proposto dalla banca a copertura di un finanziamento richiesto dalla società, in realtà mai concesso.

Oltre agli addebiti, la società ha subito anche la segnalazione a sofferenza della somma di euro 415.000,00 alla centrale rischi della banca d'italia, provocando, in questo modo, l'odierna difficoltà nell'accesso al credito da parte dell'impresa.

IL VERTICE - I magistrati di Trani e di Siena che stanno indagando sui derivati si incontreranno nelle prossime settimane per fare un punto sulle rispettive inchieste. Durante l'incontro sarà esaminata la competenza territoriale ad indagare sui presunti omessi controlli, denunciati dall'Adusbef, di Consob e Bankitalia sui derivati emessi da Mps.

 

 

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