TUTTO FUORCHE' AM-MANSI-TA - "FORTE E SICURA DI SE'", ALLA PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE MPS VIENE ATTRIBUITA UN'AMICIZIA DI LUNGO CORSO CON VERDINI, CHE LA PROPOSE IN REGIONE PER IL PDL COME AVVERSARIA DI ROSSI (PD)..

Chiara Giannini per "Libero"

Sul suo profilo Twitter riporta una frase di Marguerite Yourcenar: «Ho cercato la libertà, più che la potenza e questa solo perché in parte assecondava la prima». Antonella Mansi, da settembre scorso presidente della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, è una donna con un curriculum da paura e un'ascesa professionale che, a39anni, farebbe invidia a qualsiasi coetaneo. Classe 1974, quella che ormai viene definita "Lady Siena" (è nata proprio nella città del Palio) ha sempre vissuto a Gavorrano, in provincia di Grosseto, assieme alla famiglia.

Figlia di Luigi Mansi, un ex manager poi diventato imprenditore, è cresciuta professionalmente muovendo i primi passi in seno all'azienda paterna, la Nuova Solmine spa di Scarlino, che conta 220 dipendenti, ha 100 milioni di euro di fatturato all'anno e produce acido solforico, oleum e acqua demineralizzata, oltre a vapore ed energia elettrica e della quale, dal 2001, è stata direttore commerciale.

Dal maggio 2002 è stata anche consigliere di SolBat, dal 2012 amministratore unico di Retindustria srl, dal 2013 presidente di Sipi spa, presidente di Aedificatio spa, consigliere di Sol spa, presidente della Banca Federico Del Vecchio - "cassaforte" della borghesia fiorentina - presidente, per quattro anni, di Confindustria Toscana e, quindi, dal maggio 2012 vicepresidente della Confindustria nazionale guidata da Giorgio Squinzi, amico del padre e che la stessa Antonella sostenne a lungo nella battaglia alla scalata dell'associazione degli industriali post Marcegaglia.

È arrivata a Palazzo Sansedoni pare per i suoi meriti imprenditoriali e con l'obiettivo di riportare l'equilibrio nell'ente dopo una fase assai burrascosa. Qualcuno ha parlato di conflitto di interessi, ma la nuova donna della Fondazione Monte Paschi ha subito precisato che «lo statuto confederale non prevede incompatibilità».

Immediato il braccio di ferro col vertice della banca Mps: la Mansi non ha mai condiviso il progetto di Alessandro Profumo (presidente) e Fabrizio Viola (amministratore delegato) volto a chiudere l'aumento di capitale da 3 miliardi di euro già a gennaio 2014. Scontro culminato nell'assemblea di sabato che ha visto prevalere la linea della stessa Mansi che chiedeva più tempo.

Descritta, da chi la conosce, come «forte e sicura di sé», non sposata e senza figli, con una vita privata blindata e, comunque, mai sciorinata su giornali (a parte una intervista a un giornale locale, nel 2008, in cui si definiva «fidanzata») o social network, della Mansi si sa solo che non ha avuto, negli ultimi anni, relazioni consolidate. Ma le viene attribuita un'amicizia di lungo corso con Denis Verdini, che la propose in Regione come avversaria di Enrico Rossi (Pd), attuale presidente del Granducato, nelle file del Pdl. Rinunciò e il suo posto fu preso da Monica Faenzi.

Di lei, che politicamente non esprime consensi o prende posizioni nette, si apprende che continua a dire in giro di sentirsi una «donna di Confindustria» più che una donna della politica, anche se, poi, è stata proprio la politica a metterla in lizza per il suo nuovo incarico in Mps. Cosa certa è che Antonella Mansi è ad oggi appoggiata dal Pd non renziano, che l'ha preferita a Jacopo Morelli, presidente dei Giovani industriali e vicino a Matteo Renzi, unico politico a cui pare non piacere che sia arrivata al vertice della fondazione bancaria. Lady Siena, che ha anche un fratello, Lorenzo, che si sta laureando alla Luiss, è anche Cavaliere al merito della Repubblica italiana.

Ha un unico neo nel suo curriculum da donna di successo: non ha una laurea. Dopo il liceo, infatti, aveva iniziato a Firenze la facoltà diGiurisprudenza, ma non l'ha mai portata a termine e lei stessa, più volte, ha ribadito che sia stato «un grande pentimento». Chissà che per i suoi meriti imprenditoriali e da donna di successo, arrivata a meno di quarant'anni dove molti non arrivano mai, qualcuno non decida di dargliela "ad honorem".

 

Antonella Mansi bfcf a b ca ed ba e d antonella mansi mpsFABRIZIO VIOLA MONTEPASCHI MATTEO RENZI E ANTONELLA MANSIALESSANDRO PROFUMO ENRICO CUCCHIANI DAVID THORNE FOTO DA FLICKR AMBASCIATA USA

Ultimi Dagoreport

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…

donald trump stretto di hormuz

DAGOREPORT – COME GODE XI JINPING! QUANDO TRUMP HA MINACCIATO DI RINVIARE IL SUO VIAGGIO IN CINA, LA RISPOSTA È STATA, PER USARE UN CINESISMO, UN SONORO “ESTICAZZI!” – IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO HA LA FACCIA COME IL CULO A CHIEDERE L’INTERVENTO DELLA NATO, LA STESSA CHE PER ANNI HA DEFINITO INUTILE, MINACCIANDO L’USCITA DEGLI USA: “VOI AVETE BISOGNO DELLA NATO, NOI NO” - ORA IL DEMENTE IN CHIEF FRIGNA PERCHÉ GLI STATI EUROPEI SI RIFIUTANO DI PARTECIPARE ALLA GUERRA IN IRAN – L’EFFETTO TRUMP SULLE ELEZIONI IN EUROPA (IN FRANCIA E SPAGNA, I PARTITI FILO-MAGA DELUDONO LE ASPETTATIVE) E IL PARADOSSO CHE OSSERVA IL “FINANCIAL TIMES”: “TEHERAN, DIMOSTRANDO AL MONDO CHE LA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ È UNA MINACCIA REALE E PRATICABILE, HA SCOPERTO UN POTENTE STRUMENTO DI DETERRENZA FUTURA. SE IL REGIME SOPRAVVIVERÀ A QUESTA GUERRA, POTREBBE PERSINO EMERGERE IN UNA POSIZIONE INTERNAZIONALE PIÙ FORTE” (BOMBA ATOMICA COMPRESA)

andrea orcel friedrich merz giorgia meloni

DAGOREPORT – IERI ANDREA ORCEL HA FATTO VENIRE UN COCCOLONE A PALAZZO CHIGI - MA COME, PROPRIO ORA CHE  GIORGIA MELONI HA PERSO TRUMP E S’È ATTACCATA ALLA GIACCHETTA DEL CANCELLIERE TEDESCO MERZ, 'STO ORCEL CHE FA? L'UNICREDIT LANCIA L’OPS SUL 30% DI COMMERZBANK FACENDO INCAZZARE LA GERMANIA TUTTA!?! – IL MANAGER ROMANO HA CHIUSO LA "GUERRA" PRECISANDO CHE L'OPS NON IMPLICA LA GOVERNANCE DELLA SECONDA BANCA TEDESCA - IL PARADOSSO DELLA LEGA: IL PARTITO CHE SI È OPPOSTO A TUTTA GOLDEN POWER ALL’OPERAZIONE BANCO BPM, ORA DIFENDE UNICREDIT, PUR DI METTERLA IN QUEL POSTO ALLA DUCETTA…

alessandro giuli pietrangelo buttafuoco giorgia meloni

FLASH! – BUTTAFUOCO E FIAMME! PALAZZO CHIGI VOLEVA "SOPIRE, TRONCARE" LA FAIDA SULLA BIENNALE MA IL CORO DELLE PENNE DI SINISTRA IN DIFESA DI "JAFAR AL SIQILLI" ORA COSTRINGE GIORGIA MELONI A PRENDERE POSIZIONE SULLA DECISIONE DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO DEL SUO AMICO PIETRANGELO. E, IN MEZZO A 'STA CACIARA, TOVARISH SALVINI GODE – QUALCUNO RICORDI AI VARI MATTIA FELTRI E FILIPPO CECCARELLI, CHE CELEBRANO IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE COME UN GRANDE LIBERALE, CHE BUTTAFUOCO PUBBLICO' NEL 2003 UN LIBRO, "FOGLI CONSANGUINEI", EDITO DA "ARISTOCRAZIA ARIANA" DI FRANCO FREDA, CAMERATA DI "ORDINE NUOVO"…

peter thiel anticristo

DAGOREPORT - ARRIVA A ROMA IL MARZIANO PETER THIEL, CAVALIERE NERO DELLA TECNODESTRA? ESTICAZZI! - NELLA CITTA' DEI PAPI, DI GIULIO CESARE E DI NERONE, LA STORIA SE NE FOTTE DELLA CRONACA DEI THIEL E DEI MUSK - IN GIRO PER IL MONDO, IL GURU DI "PALANTIR" È STATO ACCOLTO DA PREMIER, MINISTRI, ALTI FUNZIONARI. SBARCA A ROMA E SI RITROVA QUATTRO SCAPPATI DI CASA - AL SECONDO GIORNO DI CONFERENZE, LA PLATEA S'È SVUOTATA IN PESO E QUANTITÀ: I POCHI "PINGUINI" ROMANI SUPERSTITI SONO USCITI FRASTRONATI DALLA NOIA – CERTO, TANTA SORPRESA...SORPRENDE: BASTAVA LEGGERE UN QUALUNQUE INTERVENTO DI THIEL PER CAPIRE CHE IL PIPPONE SULL’ANTICRISTO NON E' LETTERALE, DUNQUE RELIGIOSA O BIBLICA, MA E' UNO STRUMENTO DI MARKETING, UNA PARACULATA PER DARE DIGNITÀ FILOSOFICA ALLA SFIDA USA VS CINA E ALLA SOPRAVVIVENZA DELL'OCCIDENTE (E DEI SUOI BUSINESS) – SE IL MARZIANO DI FLAIANO VIENE SFANCULATO DAI ROMANI DOPO UNA SETTIMANA, PER L’ALGIDO E ARROGANTE TECH-PARAGURU DEL MONDO MAGA DI JD VANCE IL "VAFFANCULO" E' ARRIVATO DOPO 24 ORE....

giorgia meloni peter thiel

FLASH – COME MAI FRATELLI D’ITALIA, DI FRONTE ALLA CALATA DI PETER THIEL SU ROMA, HA SCELTO IL SILENZIO ASSOLUTO? NESSUN ESPONENTE DI PESO DEL PARTITO È ANDATO A PALAZZO TAVERNA A VIOLENTARE LE SUE ORECCHIE CON GLI SPROLOQUI SULL’ANTICRISTO DEL FONDATORE DI PALANTIR: C’ENTRA IL VATICANO, CERTO, MA ANCHE IL REFERENDUM. A CINQUE GIORNI DAL VOTO, MEGLIO EVITARE UN NUOVO ELEMENTO DI POLEMICA ESOGENA. E POI C’È LA QUESTIONE LEGA, LA VERA OSSESSIONE DELLA MELONI: NON ESSENDO PRESENTE NESSUNO DEL CARROCCIO ALLE CONFERENZE DI THIEL, LA SORA GIORGIA ERA TRANQUILLA (LA MELONI NON VUOLE  SCOPRIRSI A DESTRA, LASCIANDO IL MONDO ULTRA-CATTOLICO A SALVINI)