mustier nagel

UNICREDIT UBER ALLES! - MUSTIER CONFERMA A "REPUBBLICA" LE INDISCREZIONI DI DAGOSPIA: ''MEDIOBANCA E' UN PO’ LA NOSTRA 15ESIMA BANCA: COME LE ALTRE DEVE CREARE ADEGUATO VALORE. SAREMO MOLTO VIGILI PERCHÉ NAGEL LAVORI SODO ALLO SCOPO. STESSO DISCORSO VALE ANCHE PER GENERALI"

Andrea Greco per la Repubblica

 

donnet mustier bolloredonnet mustier bollore

Jean Pierre Mustier è abituato a situazioni estreme. Il manager parigino che da luglio guida Unicredit da giovane fu allievo al Polytecnique e all’Ecole des Mines, oltre che paracadutista. Ripete spesso i suoi trascorsi in banca, dove ha instaurato una propria legge marziale. L’ora è fatale: domani l’Italia potrebbe nazionalizzare Mps.

 

Lui non perde fiducia e calma, neanche se gli ripeti per la terza volta una domanda scomoda come prevedere gli effetti dell’ingresso statale a Siena sulla maggiore richiesta fondi di sempre a Piazza Affari: i 13 miliardi che Unicredit prepara da febbraio, in modalità «self help» che sdegna ogni aiuto pubblico.

 

Cosa sarà del vostro aumento se Mps e altre banche diventassero frattanto pubbliche?

 

ALESSANDRO PENATIALESSANDRO PENATI

«La cosa importante per l’economia del Paese è avere banche di qualità e forti, senza troppi cattivi crediti e con patrimonio solido. Ritengo l’economia italiana messa molto meglio di quanto i cittadini la dipingono, con una quantità di imprese dinamiche e grande ricchezza privata. Spesso gli italiani dimenticano che il Paese ha un forte vantaggio competitivo e un business model giusto per le complessità del 21° secolo, basato su imprese piccole, flessibili ed eccellenti in più campi. Qualunque soluzione sarà trovata, sono certo che dopo Natale l’Italia avrà banche più forti e in grado di sostenere meglio le esigenze dei clienti».

 

Unicredit tramite Atlante è socio di peso di Vicenza e Veneto Banca, salvate con 2,5 miliardi. Di quanto svaluterete il miliardo messo da voi nei conti 2016, in vista della ricapitalizzazione delle due venete?

 

mustier prima e dopomustier prima e dopo

«Abbiamo annunciato accantonamenti extra per 4,1 miliardi sui conti, senza dare lo spaccato delle singole voci. Ma anche sulle banche venete sono fiducioso».

 

 

Quali effetti aspettate dal decreto pronto al Tesoro per risolvere i guai bancari e che si potrebbe approvare giovedì?

 

«Non so come sarà il decreto, non credo ci siano già decisioni definitive. Ma ogni decisione di supportare il sistema bancario e migliorare il contesto in cui opera è benvenuta, perché ogni Paese in una fase come questa ha bisogno di banche forti. Farà bene al sistema e alla stessa Unicredit, che presto dovrà attrarre investitori importanti. Governo, media, sistema: da ognuno può venire un contributo per un riassetto come quello che abbiamo in programma e che credo sia un fattore chiave nel rilancio del Paese. A guardare la prima reazione sulle nostre azioni il mercato ci crede e sta chiaramente anticipando tale scenario».

GHIZZONI PALENZONAGHIZZONI PALENZONA

 

In Borsa Unicredit è salita del 15% dal lancio del nuovo piano. Non c’è da temere che un aumento ampio quanto la quotazione si risolva in una traslazione di valore dai vecchi azionisti ai nuovi? 

 

«Penso sia un’interpretazione non corretta. Gli azionisti, vecchi e nuovi, devono condividere l’obiettivo che Unicredit sia forte e paneuropea. Dopo l’aumento il centro di gravità azionario probabilmente sarà più internazionale, ma rimarrà lo stesso focus».

capi29 gruppo capitalia al completocapi29 gruppo capitalia al completo

 

È vero che lei 18 mesi fa lasciò la banca in dissenso con l’ad Federico Ghizzoni e le Fondazioni socie sull’esigenza di aumentare il capitale e la solidità patrimoniale?

 

«Allora mi ero formato l’opinione che la banca dovesse essere meglio capitalizzata, e con essa le rivali, perché in quel momento i regolatori spingevano per avere più patrimonio: sia per dare alle banche più flessibilità operativa sia per prepararle alla normativa Basilea 4, che si temeva severa. Anche il mercato era tarato su questa impostazione. Il management ritenne che con qualche ripresa dello scenario Unicredit avrebbe potuto migliorare il patrimonio con la generazione interna di capitale. Ogni tanto nella vita è meglio prendere decisioni anche dure, piuttosto che aspettare. È difficile dire se Unicredit avrebbe dovuto decidersi prima; lo stiamo facendo ora, e credo davvero sia la strada giusta».

alberto nagel vincent bollorealberto nagel vincent bollore

 

Quasi tutti i 50 miliardi di sofferenze della banca arrivano da crediti erogati in Italia 10 anni fa. L’errore fu comprare Capitalia?

 

«L’economia italiana ha attraversato un doppio choc, nel 2008 e nel 2011, molto difficile da prevedere. Per questo le banche qui hanno aumentato le sofferenze più che in Europa. Ma la decisione di creare Unicredit come una rete paneuropea a maglie fitte in aree strategiche come Italia, Germania, Austria, Est Europa, è stata giusta e piuttosto coraggiosa. Noi siamo continuatori di quella visione, che ha creato una delle poche banche paneuropee: e molto convinti che ci darà benefici strategici decisivi ».

 

Il fatto di essere francese ed estraneo al network relazionale che ha imbrigliato la banca per anni la aiuta a tagliare i vecchi nodi?

 

«Non vedo legami tra colore del mio passaporto e scelta della strategia. Abbiamo voluto operare con discontinuità nella gestione della banca in modo radicale e ruvido, con due obiettivi in mente: fare i conti con i crediti difficili e adeguare i livelli patrimoniali; a volte è più importante dare una svolta che proseguire in modo lineare ».

 

la torre eiffel si illumina dopo gli attacchi di parigila torre eiffel si illumina dopo gli attacchi di parigi

Fra tre anni Unicredit sarà pronta a un’altra fusione europea, o a cedere altre banche all’estero?

 

«In 5 mesi abbiamo fatto una mole enorme di cose preparatorie al piano; ora va realizzato. È a 3 anni ma ha un orizzonte di 20, con approccio molto industriale che trasforma la banca in un’utility, che serve il pubblico ed è molto regolata. Non intendiamo cambiare il perimetro a Unicredit, siamo molto contenti di com’è. Ci interessa la crescita organica con i nostri 25 milioni di clienti, un milione imprese. Siamo tra le due banche paneuropee, status molto apprezzato anche dalla Bce».

 

donnet prima e dopodonnet prima e dopo

Via Mediobanca siete un bastione di Generali. Ora che Vivendi scala Mediaset e Axa sembra aver di nuovo allungato gli occhi verso Trieste, vivete con più responsabilità l’ipotesi di scendere di peso in Piazzetta Cuccia?

 

«Detto che non commentiamo vicende che coinvolgono clienti (Unicredit è advisor di Mediaset nella difesa da Vivendi, ndr), dico che siamo e restiamo azionisti di Mediobanca, senza pianificare cambi di quota perché il nostro 8,6% pesa poco sul capitale Unicredit e il valore di Borsa è ben sotto al nostro di carico».

 

Ma la partecipazione in Mediobanca è strategica o solo finanziaria?

 

«Non è né strategica né finanziaria. Vogliamo che Mediobanca migliori la redditività: saremo molto vigili perché lavori sodo allo scopo. Ne siamo il primo azionista e vogliamo che abbia la migliore strategia possibile. Considero Mediobanca un po’ la nostra 15esima banca: come le altre deve creare adeguato valore. Ovviamente vale anche per Generali, la cui redditività continueremo a presidiare tramite Mediobanca ».

 

NAGEL GERONZINAGEL GERONZI

Quali aspetti portano al successo i manager francesi d’Italia? Cosa li accomuna?

 

«Non ho un focus sul passaporto, non credo conti in una banca come Unicredit. Spero che in comune con me abbiano l’amore per l’Italia e la convinzione che il suo futuro sia importante».

 

Ultimi Dagoreport

valter lavitola sigfrido ranucci

DAGOREPORT - SE NON CADONO SULLA FIGA, CADONO SULLA VANITÀ (AL LIMITE DELLA MEGALOMANIA) – A FREGARE RANUCCI È STATO IL SUO EGO. È VERO CHE IL GIP DI ROMA ESCLUDE CATEGORICAMENTE QUALSIASI COINVOLGIMENTO DI SIGFRIDO NELL’ATTENTATO. MA NELL’ORDINANZA CHE HA DISPOSTO IL CARCERE PER LAVITOLA, IL GIUDICE SCRIVE CHIARAMENTE CHE IL GIORNALISTA ERA, SE NON TENTATO, SICURAMENTE LUSINGATO DAL PROGETTO POLITICO DI VALTERINO, CON MIELI E CAPPELLINI COME ADVISOR – QUANDO IL FACCENDIERE GLI GIRA IL FAMIGERATO SONDAGGIO SUI POSSIBILI LEADER DEL "CAMPO LARGO", CHIEDENDOGLI UN’OPINIONE, RANUCCI RISPONDE: “L HO VISTO MA VA INTEGRATO". E DOPO QUALCHE GIORNO MODIFICA LA BOZZA – PERCHÉ LAVITOLA, PRIMA DI ESSERE ARRESTATO, HA RIPETUTO: “SE L’ATTENTATO L’HA FATTO GOMES, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO FARE IO, E SE L’HO FATTO FARE IO, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO D’ACCORDO CON SIGFRIDO”? – NEI GIORNI SUCCESSIVI ALLA PERQUISIZIONE, INTERCETTATO, LAVITOLA SI LASCIA ANDARE ANCHE A UN'ALTRA FRASE: “MA COME CAZZO NON FANNO AD ARRESTARMI QUESTI?”

paolo mieli lavitola ranucci cappellini

DAGOREPORT - SUL CASINO RANUCCI, DI RESPONSABILITÀ PENALI NON SAPPIAMO E NON POSSIAMO DIRE. MA C’È UNA DOMANDA CHE I GIORNALONI EVITANO ACCURATAMENTE DI FARE: PERCHÉ UN BI-DIRETTORE DEL "CORRIERE", PAOLO MIELI, E UN VICE-DIRETTORE DI "REPUBBLICA", STEFANO CAPPELLINI, SI SONO MESSI A FARE, COME DOPOLAVORO, I ''CONSIGLIERI-ADVISOR'' DI UN SONDAGGIO MESSO SU DA UN MILLANTATORE PREGIUDICATO COME LAVITOLA? - SEMPLICE SMANIA DA “KINGMAKER”? SOLITA ROMANELLA DEL "CI CONOSCIAMO TUTTI?" - SULL'EX GALEOTTO LAVITOLA, CONDANNATO PER DUE VOLTE PER TENTATA ESTORSIONE, I NOSTRI "EROI" NON POSSONO CADERE DAL PERO - DALLE FITTE CHAT LAVITOLA-MIELI-CAPPELLINI, LA COLLABORAZIONE È EFFETTIVA, NON LIMITATA A SUGGERIMENTI O CHIACCHIERE DA BAR - A UN CERTO PUNTO, IL “VALTER CARISSIMO” (BY MIELI) SEMBRA UN EDITORE CHE DA' ORDINI AI SUOI DIPENDENTI IN RITARDO SULLA CONSEGNA DEL LAVORO - (CHISSA' A "REPUBBLICA" COME AVRANNO PRESO IL "GIRO DI VALTER" DEL DIRETTORE CAPPELLINI..) 

ursula von der leyen giorgia meloni friedrich merz pedro sanchez emmanuel macron ceuta

DAGOREPORT – SPLASH! GIORGIA, T’HANNO RIMASTO SOLA: DOPO TRUMP, ORA RISCHIA UN "VAFFA" ANCHE DALL'EUROPA - DEI 22 PAESI UE CHE HANNO FIRMATO LA LETTERA SU SCHENGEN PROPOSTA DALLA PREMIER DELLA GARBATELLA, NESSUNO È ANDATO OLTRE CHIUDENDO I CONFINI - IL PRIMO COLPO FATALE SULLA MELONI "SCHENGENATA" E' ARRIVATO DALL"AMICO MERZ", CHE IERI HA ANNUNCIATO CHE LA GERMANIA RISPEDIRA' IN ITALIA I MIGRANTI SBARCATI SULLE NOSTRE COSTE - IL COLPO DEL KO È ATTESO NELLE PROSSIME ORE: L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL'ESECUTIVO EUROPEO, URSULA VON DER LEYEN, PER CHIUDERE L'INSOSTENIBILE CORRIDA ITALIA-SPAGNA - DAVANTI AL "MURO DI BERLINO", ALLA DUCETTA NON RESTA ALTRO CHE RINCULARE, MAGARI SPARANDO QUALCHE SUPERCAZZOLA PER NON PERDERE LA FACCIA. ALTRIMENTI, RISCHIA L'ISOLAMENTO POLITICO TOTALE: OLTRE ALLA FRANCIA DI MACRON E ALLA SPAGNA DI SANCHEZ, SI RITROVERA' CONTRO ANCHE LA GERMANIA DI MERZ - L'ATTACCO A SANCHEZ, OLTRE A CAVALCARE LA DILAGANTE ONDATA DELLE DESTRE SOVRANISTE (VANNACCI IN PRIMIS), SAREBBE STATO SUGGERITO ALLA PREMIER DE' NOANTRI DAL LEADER DI VOX, L'AMATO SANTIAGO ABASCAL...

carlo deodato intelligenza artificiale cristiano ceresani sebastiano dondi davide de lungo

DAGOREPORT - L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE? LA SOLITA SCUSA PER FAR LAVORARE I SOLITI, E FAR GIRARE L’ECONOMIA DELLA ROMANELLA POTENTONA! – TRA I DOCENTI DEL CORSO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER I DIPENDENTI DI PALAZZO CHIGI CI SONO MOLTI VOLTI NOTI DEI PALAZZI ROMANI: FUNZIONARI, DIRIGENTI, EX CAPI DI GABINETTO GIÀ STRAPAGATI DA CAMERE E GOVERNO. NON POTEVANO IMBASTIRE UNA LEZIONCINA INTERNA A PIAZZA COLONNA? PERCHÉ HANNO DOVUTO FARE UN GIRO IMMENSO, RICORRENDO ALL’ACCADEMIA TRECCANI, CON PUZZA DI SOFFRITTO D’INTERESSI? SARÀ MICA CHE L’OPERAZIONE SERVE A DISTRIBUIRE QUALCHE ALTRA MANCETTA AGLI AMICI? AH, NON SAPERLO!

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…