1- TUTTO COME PREVISTO: DELLA VALLE E' DI NUOVO IN PREDA ALLE CONVULSIONI DEL POTERE E ATTACCA VENTRE A TERRA IL PALLIDO NAGEL E IL GRIGIO PAGLIARO, IL DUPLEX DI MEDIOBANCA CON I QUALI UN ANNO FA HA ORDITO IL COMPLOTTO CONTRO GERONZI 2- “RENATO PAGLIARO E ALBERTO NAGEL HANNO VERAMENTE I NUMERI PER GUIDARE LA BANCA OPPURE NO. RICOPRONO UN RUOLO INADEGUATO ALLE LORO ESPERIENZE ATTUALI” 3- “MEDIOBANCA, UN FRENO PER GENERALI. RCS DIVENTI NORMALE, BASTA FINANZA DE NOANTRI” 4- OGGI DIEGUITO HA SPALANCATO LE PORTE DEL TEMPIO DELLA FINANZA MILANESE PER DIFENDERE GLI AZIONISTI DAI "VECCHI MARPIONI", E LO HA FATTO CON QUELLO STILE DA "SCASSASALOTTI" CHE LO HA BUTTATO FUORI DA CONFINDUSTRIA, RCS, E CHE POTREBBE COSTARGLI CARO ANCHE A MEDIOBANCA E, FRA UN ANNO, ALLE GENERALI DI TRIESTE 5- NAGEL VUOLE CACCIARE DA GENERALI PERISSINOTTO, AMICO DELLO SCARPARO

1- DAGOREPORT
Tutto come previsto: Dieguito Della Valle e' di nuovo in preda alle convulsioni del potere e attacca ventre a terra il pallido Alberto Nagel e il grigio Renato Pagliaro, il duplex di Mediobanca con i quali un anno fa ha ordito il complotto contro Cesarone Geronzi.
Dopo il furibondo attacco nella riunione dei soci di RCS ,lo scarparo marchigiano si rimette l'armatura e definisce inadeguati i due banchieri di Piazzetta Cuccia.

Nella sua infinita miseria Dagospia l'aveva previsto (e scritto) il 10 aprile quando il capo delle Generali,Giovanni Perissinotto, fu attaccato dal professor Zingales sulla prima pagina del Sole24Ore. Oggi Dieguito ha spalancato le porte del tempio della finanza milanese per difendere gli azionisti dai "vecchi marpioni", e lo ha fatto con quello stile da "scassasalotti" che lo ha buttato fuori da Confindustria, RCS, e che potrebbe costargli caro anche a Mediobanca e alle Generali.


2- DELLA VALLE, IO 'SFASCIASALOTTI'? NO, CONTRO VECCHI MARPIONI
(ANSA) - Diego Della Valle non si considera uno "sfasciasalotti", come lo ha definito un settimanale, ma rivendica la sua linea di azione e di combattimento contro i "vecchi marpioni della Finanza". "Non c'é niente da sfasciare", ha detto oggi a margine dell'assemblea degli azionisti della Tod's.

"Io - ha aggiunto Della Valle - vengo da una logica che è quella che avete visto questa mattina con l'approvazione del bilancio, una logica di aziende che vanno bene, con grandi azionisti che investono e che si assumono la responsabilità di guidarle e con il mercato che secondo me deve essere libero".

Mister Tod's rivendica questo comportamento per "gli ultimi vent'anni: ho fatto sempre la stessa cosa, tutte le volte che ho trovato un vecchio marpione che voleva dire 'qui bisogna fare quello che diciamo noi, il mercato lo comandiamo noi', io gli ho sempre detto che io sono per il libero mercato e sto con gli azionisti e non con i vecchi marpioni". Una linea che si ritrova "dall'inizio alla fine, sbagliato o giusto che sia comunque è coerente".

2- MEDIOBANCA: NAGEL E PAGLIARO INADEGUATI
(ANSA) - Diego Della Valle è preoccupato per il futuro di Mediobanca, perché "bisogna capire cosa vuole fare da grande". Ma soprattutto "dobbiamo valutare se, al di là delle comodità o dei rapporti tra azionisti, tra consiglieri e tra amministratori delegati, abbiamo gli uomini giusti alla guida di questa azienda", cioé "se Renato Pagliaro e Alberto Nagel hanno veramente i numeri per guidare la Banca oppure no".

Mr. Tod's è convinto che la struttura interna in Mediobanca sia "di prima qualità". Si tratta - ha spiegato a margine dell'assemblea di bilancio a Casette d'Ete - "solo di capire se le due persone delegate a guidare la banca hanno veramente lo standing per poterlo fare bene". E spera che "presentino presto dei piani, che spieghino cosa vogliono fare nei prossimi 2-3 anni, come vogliono internazionalizzarsi, come si vogliono muovere, cioé tutte le cose normali che di solito si chiedono agli amministratori delle aziende normali".

Della Valle aveva espresso "a suo tempo un giudizio preciso, che non ha nulla di personale" sui vertici di Mediobanca, che "sono delle persone perbene, ma che secondo me ricoprono un ruolo inadeguato alle loro esperienze attuali. Se avessero fatto - ha aggiunto - l'amministratore delegato l'uno e il presidente l'altro tra dieci anni, probabilmente quello sarebbe stato il momento giusto. Oggi credo sia prematuro che ricoprano quei ruoli e come me lo pensano anche molti altri azionisti".

Quindi che "Nagel e Pagliaro prendano coscienza di questo e si diano da fare il più posssibile per guidare la banca", con la consapevolezza che "oggi se non si ha una visione globale, mondiale, non si va più da nessuna parte".

3-GENERALI: DELLA VALLE, MEDIOBANCA E' UN FRENO ALLO SVILUPPO
Radiocor - Mediobanca in questa fase e' un freno per lo sviluppo delle Generali. Lo afferma Diego Della Valle, azionista e consigliere del Leone di Trieste. "Credo che Generali abbia le carte in regola per fare bene" afferma interpellato al termine dell'assemblea della Tod's. "Bisogna capire se Mediobanca (primo azionista del gruppo assicurativo, ndr) e' un freno allo sviluppo di Generali o puo' in qualche modo aiutarla".

Della Valle non ha dubbi sul ruolo di Piazzetta Cuccia: "Per come ho visto io operare Mediobanca in questi anni per ora la considero assolutamente un freno, quindi speriamo che anche li' (Nagel e Pagliaro, ndr) capiscano che la gestione delle aziende e' cosa diversa che gestire una banca".

Il gruppo assicurativo triestino, aggiunge Della Valle, "ha un gruppo che guida l'azienda di prim'ordine: gli amministratori delegati sono di primissimo ordine (Giovanni Perissinotto e Sergio Balbinot) ha un presidente (Gabriele Galateri) che sa fare il suo mestiere e se pensiamo alle Generali di due anni fa..." afferma con un'implicito riferimento all'ex numero uno Cesare Geronzi. Le Generali, inoltre, "hanno azionisti capaci che si occupano molto dell'azienda e in alcuni casi di azionisti che hanno investito e questa e' una garanzia in piu'".

4- RCS: DELLA VALLE, DIVENTI NORMALE, BASTA 'FINANZA DE NOANTRI'
(ANSA) - Per Diego Della Valle "non è il momento di arrotondare" la sua partecipazione in Rcs, ma di fare in modo "che diventi un'azienda normale", cioé che cominci "a funzionare sulle capacità degli uomini, viva di mercato, con un management che risponda dei risultati e degli obiettivi e con azionisti che seguano l'impresa". "Questo mondo - ha detto oggi a margine dell'assemblea di bilancio della Tod's - che ruota intorno a degli zero virgola qualcosa, a questi accorpamenti relazionali non va più da nessuna parte".

Oggi le aziende che vanno bene "sono quelle che vivono di prodotti e che hanno la consapevolezza che se non funzionano il mercato le taglia fuori". Secondo Della Valle "come per la politica bisogna fare dei grandi cambiamenti", anzi "ci sono grandi cambiamenti in atto anche in quello che è un vecchio mondo finanziario, ormai totalmente pietrificato". Ora la distinzione è tra "chi ha aziende forti e le conduce bene e quelli che invece continuano ad avere una 'finanza de noantri' dove si trovano tra loro" e si autoproteggono. Quelle - secondo il presidente della Tod's - sono "aziende che non vanno da nessuna parte e vanno tutte a scatafascio".

D'altro canto gli "imprenditori seri non vogliono più avere niente a che fare con un mondo che in molti casi neanche conoscevano, ma quando lo hanno approcciato hanno considerato queste cose totalmente arcaiche. Chi non lo ha capito è destinato a sparire".

5- DELLA VALLE, ERRORE FAR SENTIRE PAROLA LICENZIAMENTI
(ANSA) - Per Diego Della Valle é "un grosso errore far sentire al mondo del lavoro troppo spesso la parola 'licenziamenti'". "'Come imprenditori - ha osservato a margine dell'assemblea di bilancio della Tod's - noi dobbiamo dire 'siamo qua' e cerchiamo di superare insieme questo brutto momento per l'Italià". Rispondendo alle domande dei giornalisti sulla riforma del lavoro e dell'art. 18, Della Valle ha osservato che "non è fra le cose più importanti", anche se lo è "come segnale ai mercati".

Per il patron di Tod's comunque "in un momento come questo bisogna rassicurare i lavoratori che non avranno problemi in aggiunta, ma al limite bisogna anzi cercare di evitargliene altri. Perciò dobbiamo fare in modo che le persone che vivono del loro lavoro, cioé la stragrande maggioranza degli italiani, si sentano sicure del loro posto di lavoro. Per gli imprenditori, oggi, la priorità è di garantire posti di lavoro, proteggere quelli che già abbiamo e riuscire a occupare altra gente, soprattutto giovani".

"Dobbiamo occuparci - ha aggiunto - non solo delle nostre aziende, come richiede questa fase dell'economia, ma anche intervenire socialmente con il pragmatismo e la velocità che ci contraddistinguono". Le parole d'ordine debbono essere "competitività e solidarietà: competitività perché se le aziende non sono competitive non assumono e solidarietà perché é un atto dovuto".

 

 

ALBERTO NAGEL E RENATO PAGLIARODIEGO DELLA VALLE LE SCIARPE DI DIEGO DELLA VALLEAlberto Nagel e Renato Pagliaro Cesare Geronzi GIOVANNI PERISSINOTTO sede MEDIOBANCASEDE GENERALIGIOVANNI PERISSINOTTOSergio Balbinot

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