VISTO, SI STAMPI (MONETA) - ANCHE SCHAEUBLE CEDE AL “QUANTITATIVE EASING”: “LA GERMANIA DEVE ACCETTARE LE AZIONI DELLA BCE”. MA IL FRONTE ANTI-DRAGHI C’È, E SI FARÀ SENTIRE NEL VOTO

 

1. SCHAEUBLE: GERMANIA DEVE ACCETTARE AZIONI BCE, RISPETTARNE INDIPENDENZA

 (Reuters) - La Germania deve accettare le decisioni della Bce per rispetto per l'indipendenza della banca centrale, ha detto durante una visita in India il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, minimizzando la rilevanza delle obiezioni tedesche ai programmi di acquisto di bond dell'istituto europeo.

 

SCHAEUBLE DRAGHI FOTO LAPRESSE SCHAEUBLE DRAGHI FOTO LAPRESSE

Ieri il cancelliere Angela Merkel ha affermato che i piani della Banca centrale europea, che dovrebbero essere annunciati giovedì, sull'acquisto di titoli di stato per rilanciare l'economia della zona euro non dovrebbero essere utilizzati come una scusa per rimandare le riforme economiche. Schaeuble ha inoltre dichiarato che i membri della zona euro devono realizzare le riforme necessarie e che Italia e Francia stanno andando in questa direzione.

 

 

2. BCE, GLI SCHIERAMENTI PER LA VOTAZIONE PRO E CONTRO DRAGHI

Raffaele Ricciardi per www.repubblica.it

 

Draghi e SchaeubleDraghi e Schaeuble

A Mario Draghi mancherà il voto del governatore della Spagna, Luis Marìa Linde, e anche quello del greco Yannis Stournaras. A Jens Weidmann, il falco per eccellenza in seno alla Bce, l'appoggio probabile dell'irlandese Patrick Honohan. Si avvicina il giorno della verità per la Banca centrale europea e intorno al nuovo grattacielo di Francoforte sul Meno si muovono le pedine per preparare il board che dovrà decidere se e come procedere con il Quantitative easing, un ampliamento della base monetaria da perseguire attraverso l'acquisto di titoli di Stato.

 

weidmann schaeubleweidmann schaeuble

Da tempo i Guelfi e Ghibellini in salsa monetaria si sono arroccati intorno al presidente italiano e all'oppositore tedesco, anche se gli schieramenti sono diventati quanto mai 'liquidi', per dirla con il sociologo Zygmunt Bauman. Da una parte, Draghi spinge per un attivismo della Banca centrale, già portata su terreni mai esplorati in quanto a livelli dei tassi d'interesse. Ora si pone l'obiettivo di dare liquidità al mercato e di cercare di risollevare l'inflazione verso il target del 2%, dal misero 0,7% (per la componente core, cioè depurata dell'energia e degli elementi congiunturali) degli ultimi rilevamenti.

 

Christian noyer Christian noyer

L'opposizione tedesca si fonda su ragioni economiche e sul timore della reazione interna. Weidmann ritiene che acquistare titoli di Stato non avrà lo stesso effetto che si è visto negli Usa, dove la Fed ha pompato migliaia di miliardi di dollari in un sistema unito e coeso, e dove la risposta dell'economia (e dell'inflazione) è stata pronta. Per l'Europa, sostengono i detrattori del Qe, non è lo stesso: i tassi sono già bassi senza bisogno di acquistare altri titoli di Stato, le banche preferirebbero depositare la liquidità in eccesso a Francoforte - anche dovendo pagare interessi negativi - piuttosto che prestarla a imprese che rischiano costantemente il default. E per i rendimenti dei fondi pensione tedeschi, con i relativi risparmiatori, sarebbe un altro colpo.

 

Il mercato, però, ormai l'annuncio se lo aspetta: si spiega così l'euforia sul comparto obbligazionario degli ultimi tempi e l'assorbimento quasi indolore del timore legato alle elezioni in Grecia. Tutt'al più si ragione sul "come" e sul "quanto" dell'intervento. L'idea di affibbiare alle banche nazionali una fetta dei rischi legati all'acquisto di titoli di Stato può far mettere l'animo in pace a Berlino, ma ancora una volta mostrerebbe il volto disgregato dell'Europa. Se gli economisti di Bloomberg concordano che la portata del bazooka sarà di circa 550 miliardi, molti altri la ritengono già insufficiente e puntano almeno su mille miliardi (indicazione di Nomisma).

sabine lautenschlaegersabine lautenschlaeger

 

ECCO COME FUNZIONA IL VOTO

 

Con questi dilemmi tecnici e politici, i governatori prendono posto negli schieramenti. Il nuovo meccanismo di voto - partito con l'estensione a 19 dell'Eurozona a seguito dell'ingresso della Lituania dal 1° gennaio - mescola un po' le carte. Draghi e gli altri membri del board hanno diritto di voto permanente.

 

Per lo schieramento di Weidmann, in questo Comitato esecutivo si conta la tedesca Sabine Lautenschlaeger. Negli ultimi tempi, come raccontato in un reportage su Repubblica, la divisione in blocchi si è fatta meno netta. Tra i cinque membri principali del Consiglio direttivo, il meccanismo di rotazione dei diritti di voto tiene fermo a gennaio lo spagnolo Linde. Ammessi alla votazione, oltre all'italiano Visco, anche il francese Noyer, che dovrebbe sentire i richiami alla flessibilità dell'Eliseo, e l'olandese Kont, storicamente al fianco di Weidmann.

 

ERKKI 
LIIKANER
ERKKI LIIKANER

I NOMI E I VOLTI DEI GOVERNATORI

 

Nel secondo gruppo di governatori, quelli dei 14 Paesi più piccoli che si passano 11 diritti di voto, oltre al greco Stournaras e all'irlandese Honohan, si accomoda in 'panchina' l'Estonia con Ardo Hansson. Tra le fila dei falchi si può forse annoverare il governatore lussemburghese Reinesch, spalleggiato dal connazionale nel Comitato esecutivo, Mersch. Con loro anche il finlandese Liikanen, che pure ha recentemente ammorbidito le posizioni.

 

YVES MERSCHYVES MERSCH

Insomma, pur sapendo che per la votazione serve la maggioranza - che per Draghi non dovrebbe essere in discussione - e non l'unanimità, dopo giovedì sarà più che mai interessante valutare come si è svolta la votazione. Per verificare i pesi in campo e decretare una vittoria sarà necessaria una analisi su più piani: mai come questa volta il diavolo, alla Bce, starà nei dettagli dell'attuazione del quantitative easing.

 

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