1- IL NOME DELLA VITTIMA È CHIARO (PERISSIROTTO), QUELLO DEL REGISTA ALTRETTANTO (NAGEL), MANCAVA SOLO IL KILLER. CON PELLICCIOLI LO SPETTACOLO È COMPLETO 2- DOMANI IN CDA PERISSIROTTO VENDERÀ CARA LA PELLE. E PROBABILMENTE LO FARÀ TIRANDO FUORI UNO AD UNO I DOSSIER CHE HANNO CONSENTITO AI 17 CONSIGLIERI DI GENERALI DI FARE OPERAZIONI IMMOBILIARI E DI AVERE FANTASTICHE OPPORTUNITÀ DI BUSINESS 3- POI È PROBABILE CHE PERISSIROTTO RICORDI A QUESTI SIGNORI CHE PER FARE NUOVE ACQUISIZIONI, PER UN RILANCIO DELLA COMPAGNIA ANCHE ATTRAVERSO UN AUMENTO DI CAPITALE BISOGNA METTERE I SOLDI SUL TAVOLO. E QUI CALERÀ IL GELO PERCHÉ A PARTE DEL VECCHIO E CALTARICCONE GLI ALTRI CONSIGLIERI (PRIMO FRA TUTTI MEDIOBANCA) NON SEMBRANO COSÌ IN BUONA SALUTE DA AFFRONTARE NUOVI IMPEGNI FINANZIARI

1- DOMANI IN CDA PERISSIROTTO VENDERÀ CARA LA PELLE
Se volete assistere a un film giallo dove scorre il sangue della vittima e alla fine si scopre il killer, dovete salire al terzo piano del palazzo delle Generali di Roma che si trova a piazza Venezia.

Qui vedrete la prima scena del film che coinvolge la Compagnia di assicurazione italiana perché si vede un uomo alto con i capelli bianchi e in maniche di camicia che sta ridendo a crepapelle. Le sue risate sono fragorose al punto che gli uscieri sospettano che data l'età sia stato colpito da un attacco senile, ma oggi Cesarone Geronzi è troppo allegro di fronte alle notizie che da ieri pomeriggio hanno preso a circolare sulla sorte di Giovanni Perissinotto (per gli amici Perissirotto) che 11 dei 17 consiglieri di Generali vogliono estromettere dalla guida della società.

Dopo il blitz dell'aprile scorso a Geronzi è stato concesso di mantenere un ufficio dentro il palazzone che affaccia sull'Altare della Patria ed è arredato con poltrone Frau in pelle rossa prodotte da Luchino di Montezemolo, l'amico dello scarparo marchigiano Dieguito Della Valle che nel blitz dell'anno scorso ha svolto ufficialmente la parte del killer. Ed è da questa stanza che l'ex-banchiere di Marino ed ex-assicuratore segue le vicende triestine.

Dopo la prima scena del thriller finanziario bisogna lasciare Geronzi al suo godimento e correre a Trieste dove domani nel palazzone austroungarico scelto nel 1886 come sede della Compagnia, si consumerà l'atto finale del braccio di ferro tra il 59enne Perissirotto dal volto pacioso e gli altri consiglieri che chiedono la sua testa.

L'accelerazione della resa dei conti era nell'aria dalla fine di aprile quando Leonardo Del Vecchio, azionista delle Generali con il 3%, sparò dal suo yacht ancorato a Montecarlo una bordata tremenda contro i manager-finanzieri che invece di fare i "polizzari" si distraggono con operazioni avventurose comprando un pezzettino di Telecom, un altro pezzettino di una banca russa e stringendo alleanze con il finanziere ceco Kellner, spingendosi poi in operazioni immobiliari e sui fondi greci che hanno portato soltanto dolorose minusvalenze.

Quell'intervista è stata il rintocco funebre per il manager di Ravenna che dal 1980 ha percorso la sua carriera a Trieste fino a diventare amministratore delegato nel 2001. I rintocchi della campana funebre sono sembrati del tutto simili a quelli di una cascata di monete che poi si dissolve, procurando dolori sconfinati.

Nel caso di Del Vecchio le perdite sul titolo Generali sono stimate intorno ai 500 milioni, una cifra pari a quella che nell'aprile di un anno fa fu calcolata anche per l'azionista De Agostini, mentre (come al solito) restano incerte le minusvalenze di Francesco Gaetano Caltagirone che per la sua ricchezza ormai tutti chiamano Caltariccone.

Nel thriller finanziario questo è sicuramente uno dei motivi scatenanti che tocca i soci sulla loro pelle e nelle loro tasche. Tra questi Mediobanca guidata dal pallido Nagel e dal grigio Pagliaro che per molti anni ha considerato il Leone di Trieste la vacca grassa dei suoi bilanci. La crisi dei mercati ha aumentato le difficoltà del povero Perissirotto e non è un caso se oggi alle 13.35 il titolo Generali (a dispetto delle previsioni catastrofiche descritte sul "Financial Times") strappava il 4,44%, mentre la Borsa di Milano perde lo 0,9%.

Come in tutti i film non bisogna perdere di vista il nome del regista che anche in questo caso come nel blitz dell'anno scorso contro Geronzi sembra portare il nome di Mediobanca. La cronaca racconta di un incontro al calor bianco avvenuto mercoledì a Milano tra i due alani Nagel-Pagliaro e Perissirotto durante il quale il manager di Trieste sarebbe stato invitato perentoriamente a lasciare la sua poltrona.

È una ricostruzione plausibile che fa intravedere la volontà dei vertici di Piazzetta Cuccia di non voler perdere la presa sulla vacca grassa Generali in cui detengono più del 13% e dalla quale negli ultimi due anni non sono più riusciti a mungere alcun dividendo.

Per alcuni osservatori l'eliminazione di Perissirotto è una mossa disperata che Mediobanca sta facendo per evitare che crollino le architravi della sua impalcatura. Oggi la merchant bank del pallido Nagel soffre terribilmente in Borsa ma rischia addirittura di lacerarsi sull'operazione FonSai-Unipol per colpa di quel Ligresti al quale è stato erogato 1,2 miliardi di credito.

Da qui il bisogno di un colpo di reni in grado di zittire anche quei personaggi loquaci come Dieguito Della Valle che vuole senza mezzi termini scassare l'ex-salotto buono della finanza italiana e giudica inadeguati i due alani ai quali Vincenzo Maranghi ha lasciato in mano le chiavi del tempio.

Qualcuno scrive ("Il Sole 24 Ore") che la vicenda FonSai non c'entra nulla nella precipitazione a catena delle ultime ore, ma questo è parzialmente vero e non allontana l'ombra della mossa disperata del pallido Nagel per riprendere in qualche modo le redini della multinazionale di Trieste, seconda Compagnia assicurativa in Europa.

Così è molto probabile che domani si chiuda la lunga parentesi di Perissirotto che finora sembra aver trovato soltanto il tacito appoggio di Dieguito Della Valle che, senza avere nemmeno un'azione tra le mani, è entrato nel consiglio di amministrazione della Compagnia per volontà di Geronzi.

Prima comunque di individuare in Piazzetta Cuccia il profilo sicuro del killer bisogna aspettarsi che il pacioso manager venda cara la pelle. Per i 17 consiglieri che siedono nella Compagnia domani non sarà una passeggiata e le avvisaglie si vedono già oggi nella lettera di gelo che Perissirotto ha inviato a Nagel e agli altri consiglieri di Trieste. La missiva è un attacco al ventre di Mediobanca: "apprendo con incredulità che ancora una volta il nostro socio di maggioranza vuole mettere i suoi interessi sopra quelli della Compagnia", così scrive il manager e aggiunge: "Mediobanca non deve considerare Generali come una sua provincia".

In poche parole questo vuol dire che nell'incandescente riunione dentro il salone al primo piano del palazzo austroungarico di piazza dell'Unità, domani se ne vedranno delle belle perché Perissirotto venderà cara la pelle. E probabilmente lo farà ricordando in maniera più o meno garbata i succulenti business che molti dei soci hanno potuto fare in questi anni avvalendosi del suo consenso.

Nessuno di voi, spettatori amanti dei thriller, potrà assistere alla scena, ma questa è davvero la punta più alta del dramma perché si può immagire che Perissirotto con voce pacata tiri fuori uno ad uno i dossier che hanno consentito ai 17 consiglieri di fare operazioni immobiliari e di avere fantastiche opportunità di business. Poi è probabile che con la stessa calma Perissirotto ricordi a questi signori che per fare nuove acquisizioni, per un rilancio della Compagnia anche attraverso un aumento di capitale bisogna mettere i soldi sul tavolo. E qui calerà il gelo perché a parte Del Vecchio e Caltariccone gli altri consiglieri (primo fra tutti Mediobanca) non sembrano così in buona salute da affrontare nuovi impegni finanziari.

In questo clima il più silenzioso sarà probabilmente Lorenzo Pelliccioli, il manager della De Agostini che dopo le avventure fortunate in Seat ha convinto le famiglie Boroli e Drago di Novara a mollare la Compagnia Toro nel pancione delle Generali e a investirvi una paccata di soldi. Di quest'uomo si conosce la sua passione per la finanza e per il vino rosé che coltiva in Provenza insieme alla moglie Maria Rosa, ma dietro quell'aria da ragazzone fortunato con la testa pelata si nasconde la mente di uno stratega che ha sempre cercato di trarre enormi profitti per sé e per le aziende in cui ha lavorato.

Con lui stiamo arrivando a una delle ultime scene del film di queste ore, quella davvero più eccitante perché tutto porta a pensare che Pelliccioli sia il killer del "Perissiticidio". Qualcuno l'aveva già capito un anno fa nel golpe contro Geronzi, ma la mano che era venuta allo scoperto era quella piccola e foderata di braccialetti multicolori di Dieguito Della Valle. In realtà Pelliccioli, che probabilmente è uno dei più beneficiati dalla governance di Perissirotto, è tutt'altro che un ricco pensionato con la passione del vino.

Nel rullo di coda del film di queste ore che si concluderà spalancando le porte al 53enne napoletano Mario Greco di Zurich, tutti leggeranno il nome di Mediobanca. Questo però è soltanto uno dei tanti trucchi che si usano nella finanza come nel cinema quando il regista, debole e malconcio, si fa aiutare per concludere la sua opera.

Il nome della vittima è chiaro (Perissirotto), quello dell'apparente regista altrettanto (Nagel), mancava solo il killer. Con Pelliccioli lo spettacolo è completo.


2- INQUIETUDINE PER FLEBUCCIO

Avviso ai naviganti N.1: "Si avvisano i signori naviganti che lo scontro tra Mediobanca e le Generali è seguito con una certa apprensione e inquietudine da Flebuccio De Bortoli, il direttore del "Corriere della Sera" del Gruppo Rcs controllato dai cosiddetti poteri forti.

Per una curiosa coincidenza Flebuccio sarà premiato domani alla "Festa dell'inquietudine" che si tiene ogni anno a Finale Ligure, la località marina a pochi chilometri da Savona.

Il premio "Inquieto dell'anno" gli è stato riconosciuto da una giuria della quale fanno parte tra gli altri Ernesto Ferrero, Eugenio Bennato e lo storico Luciano Canfora".


3- LA PRIMA VOLTA LILLI GRUBER AL MEETING DEL BILDERBERG PARE CHE ABBIA INDISPETTITO IN MANIERA PARTICOLARE GIANNI RIOTTA

Avviso ai naviganti N.2: "Si avvisano i signori naviganti che ieri è iniziato a Chantilly, una località della Virginia poco lontana da Washington, l'annuale meeting del Bilderberg.

L'incontro supersegreto si svolgerà per tre giorni al Marriott Hotel dove stanno arrivando anche alcuni italiani. Tra questi Franchino Bernabè, Fulvio Conti, John Elkann ed Enrico Letta.

La lista dei partecipanti comprende anche per la prima volta Lilli Gruber e la sua presenza pare che abbia indispettito in maniera particolare Gianni Riotta, l'ex-direttore del Tg1 e del "Sole 24 Ore" che negli anni scorsi ha sempre partecipato al conclave dei potenti della terra".

 

 

 

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