MAI DIRE SPRAY – VOLANO GLI STRACCI DOPO LO “SBIANCHETTAMENTO” DEL LOGO ALITALIA DALL’AEREO CARPATAIR USCITO DI PISTA A FIUMICINO: PER LA COMPAGNIA E’ UNA “PRASSI PER TUTELARE IL DECORO AZIENDALE” - IN EFFETTI, LA COPERTURA DEI LOGHI POST-INCIDENTE SI USA IN TUTTO IL MONDO - MA GLI ASSISTENTI DI VOLO ATTACCANO: “NON SI CANCELLA LA VERGOGNA DI UN SISTEMA CHE DÀ AIUTI PUBBLICI AD IMPRENDITORI CHE OPERANO LOW COST” ALL’INSAPUTA DEI PASSEGGERI…

1- COPRIRE I LOGHI NON E' ILLEGALE
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Caro Dago,

per correttezza e senza nulla togliere alle critiche (più o meno) giuste sul cd. wetlease Carpatair, volevo segnalare che la copertura dei loghi post incidente è di comune prassi in tutto il mondo. Si vedano ad esempio:

http://images2.jetphotos.net/img/1/7/3/4/82496_1228195437.jpg
http://www.airliners.net/photo/Dniproavia/Embraer-EMB-145EU-(ERJ-145EU)/1928044/&sid=2fcdf0c98a00b93e350215febe07b7bd
http://www.airliners.net/photo/Untitled-(Air-Algerie)/Boeing-737-6D6/1032098/&sid=da65b4c7fbb467380e5dc69d01836a9f
http://www.airliners.net/photo/Untitled-(Trans-World/Boeing-707-331B/1796250/&sid=da65b4c7fbb467380e5dc69d01836a9f


Nel caso di YR-ATS per la precisione non si tratta di verniciatura, ma di semplice apposizione di una sottile pellicola bianca sulla fusoliera (ecco il motivo per cui anche i finestrini sono "scomparsi").
L'operazione e' stata ovviamente autorizzata dal magistrato (nessuno potrebbe toccare il velivolo in questa situazione senza autorizzazione), come anche segnalato correttamente da una parte dei media. L'apposizione di una sottile pellicola non ostacola o manomette le indagini in alcun modo. (fonte: aviazionecivile.it)
al.tri.

2- COLPO DI SPRAY NELLA NOTTE CANCELLATO IL LOGO ALITALIA
Maria Corbi per "la Stampa"

Alitalia quando i passeggeri salgono. Carpatair quando l'aereo esce di pista. La livrea verde, con il logo della compagnia di bandiera la sera, total white la mattina.
Lo strano caso dello sbianchettamento della fusoliera dell'aereo Atr 72 uscito fuori pista a Fiumicino. Una pittura salva-immagine con velocità da record. Quatti quatti tre operai mandati da Alitalia, domenica mattina presto sono arrivati con la vernice spray lucida per coprire le insegne della compagnia.

Ci sarebbe voluto troppo tempo per tirare via gli adesivi verdi del logo. E allora vai di spray e pennello: 27 metri di aereo coperti con il bianco. Tranne, of course, la matricola YR-ATS e la bandierina della Romania, oltre alla scritta «operated by Carpatair».

Avevano fretta, i vertici Alitalia, di cancellare le tracce della compagnia di bandiera dalle fiancate di quell'aereo ferito, ai bordi della pista di Fiumicino. Non certo una bella pubblicità per chi, atterrando, lo avrebbe visto sdraiato su un fianco, con il carrello a pezzi e il logo Alitalia.

Immediatamente, da quando ancora la polizia scientifica stava lavorando intorno e dentro l'aereo, i funzionari Alitalia premevano per lo sbianchettamento. Gli è stato fatto presente che occorreva l'autorizzazione del magistrato incaricato del caso e così si è dovuto aspettare fino a ieri mattina. Operazione «wrapping», che in molti però all'aeroporto hanno battezzato «operazione vergogna».

Tutto normale assicurano, invece, all'Alitalia: «La cancellazione dei simboli dall'aereo è una prassi che normalmente si usa quando succedono questi eventi, per un normale motivo di decoro aziendale», spiega il direttore operativo di Alitalia, Giancarlo Schisano. È stata chiesta l'autorizzazione alla procura di Civitavecchia, che dopo i rilievi scientifici ha dato l'ok.

«Una prassi che seguono molte compagnie in casi simili», assicurano ancora ad Alitalia. «E anche di buon senso per evitare che si diffondano immagini negative dell'azienda, specie in un caso come questo, dove l'aereo non è di Alitalia ma operato Carpatair». «Ma come non è di Alitalia?» si domandano infu- L'Atr 72 come si presentava sabato sera dopo il fuoripista avvenuto in fase di atterraggio. Oltre alla sigla del velivolo, YR-Ats, è ben visibile il logo dell'Alitalia sulla coda. Il volo della Carpatair volava infatti in base a una convenzione con Alitalia firmata nel 2011

Nella notte il logo Alitalia è stato cancellato. Il direttore operativo di Alitalia, Giancarlo Schisano, ha dichiarato che la cancellazione «è una prassi che normalmente si usa quando succedono questi eventi per un normale motivo di decoro aziendale».

riati i passeggeri che hanno comprato un biglietto Alitalia. Per capire che stavano salendo su un velivolo romeno avrebbero dovuto aguzzare la vista come si fa con le avvertenze scritte piccole piccole sui contratti/bugiardini.

È vero invece che lo sbianchettamento non è un'esclusiva Alitalia. Quando nel 2010 un aereo Wind Jet andò lungo in atterraggio, finendo fuori pista a Palermo, venne velocemente privato del logo aziendale. Ed è rimasto lì, a memoria dell'incidente, a lungo, candido anche lui.

L'Atr Alitalia/Carpatair, invece, ieri pomeriggio alle 16, 15 era già stato sollevato da una gru e portato via dalla pista numero 3 verso un hangar.

«Non basta una mano di bianco per cancellare la vergogna», commenta il presidente di Avia, Antonio Divietri: «La vicenda Alitalia-Carpatair è la metafora del Made in Italy, con le istituzioni distratte, gli utenti tenuti all'oscuro ed i lavoratori che perdono il posto». Per l'organizzazione sindacale di assistenti di volo «l'istantanea dell'aereo Carpatair fuori pista, che però mostra i colori Alitalia, è la prova plastica di un Paese ingannato ed ora con qualche colpo di pennello si vogliono cancellare i fatti».

L'Avia condanna «un sistema che concede aiuti economici a carico dello Stato ad imprenditori per sostituire i lavoratori italiani con stranieri low cost», imprenditori che «hanno l'impudenza di mettere i dipendenti in cassa integrazione mentre fanno operare addirittura le rotte interne ad altri».
C'è chi chiede le dimissioni dei vertici Alitalia, subito. Il deputato del Pdl Mauro

Pili definisce di «gravità inaudita» l'incidente di Fiumicino ma anche il «tentativo di alterare l'aereo a colpi di pennello e vernice e quindi potenzialmente lo stesso corpo del reato alla base dell'inchiesta». E in un'interrogazione al ministro Corrado Passera chiede: ««Chi ha dato l'ordine? Chi ha autorizzato l'ingresso in pista dei verniciatori notturni? Quale magistrato ha autorizzato tale intervento su quello che è di fatto un corpo del reato? Chi era presente in aeroporto quando è manipolato in modo così goffo l'aereo?».

 

Aereo fuoripista a Fiumicino, sparisce il logo AlitaliaAlitaliaGiancarlo Schisano, Il direttore operativo di Alitalia

Ultimi Dagoreport

pier silvio marina berlusconi antonio tajani enrico costa deborah bergamini paolo barelli maurizio gasparri

AR-CORE NON SI COMANDA! TAJANI, PRIMO ZOMBIE DI FORZA ITALIA - AZZOPPATO AL SENATO (GASPARRI) E SBARELLATO ALLA CAMERA (BARELLI), PER NON PERDERE DEL TUTTO LA FACCIA, RIESCE A SPUNTARLA SULLA NOMINA A CAPOGRUPPO DI DEBORAH BERGAMINI, CARA A MARINA BERLUSCONI, MA DOVRÀ SUBIRE L’INVESTITURA DI ENRICO COSTA, CHE DI SICURO NON È UN TAJANEO - DI PIÙ: E' RINVIATO IL CONGRESSO NAZIONALE PER EVITARE CHE TAJANI SI BLINDI NEL PARTITO E LA BERLUSCONINA POSSA COSI' SCEGLIERE LEI I CANDIDATI AL VOTO DEL 2027 - TENSIONE ANCHE SUL RUOLO DI FRANCESCA PASCALE: PER IL CIOCIARO, GLI ATTACCHI DELL’EX DI "PAPI SILVIO" SAREBBERO ISPIRATI DALLA FAMIGLIA – IL “COMMISSARIAMENTO” DI FATTO DEL SUO “AIUTO-CAMERIERE” CIOCIARO PEGGIORA LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONI CHE VEDE I "PADRONI" DI FORZA ITALIA COME NEMICI E NON VUOLE ULTERIORI SCOSSE ALLA MALCONCIA STABILITÀ DEL GOVERNO - NEGLI ULTIMI GIORNI LA THATCHER IMMAGINARIA DELLA GARBATELLA AVREBBE CHIESTO A PIÙ RIPRESE DI FERMARE LA CACCIATA DEI CAPIGRUPPO TAJANEI - MA COME DETTA LA “LEGGE DI MURPHY’’: QUANDO LE COSE VANNO MALE POSSONO SEMPRE PEGGIORARE…

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?