1- ALLA DESTRA, SCAPPA LA TETTA SINISTRA! AGLI EX AN DEL PDL, VERSANTE ALEMANNIANO, SCENDONO IN PIAZZA AL GRIDO: “BASTA CON BERLUSCONI, ORMAI È PENOSO” 2- NELLE PRIME FILE BRILLANO I POTERI FORTI DELLA CAPITALE MESSI INSIEME DA ALEDANNO 3- PUNTO PRIMO DEL PROGRAMMA DI GOVERNO? NIENTE GNOCCA! “IL SECOLO D’ITALIA” TITOLA: “ADDIO CARE VELINE” E SCRIVE: “SE ALFANO ARRIVA A CHIEDERE A NICOLE MINETTI DI DIMETTERSI E LA PASCALE SE NE VA SENZA CHE NESSUNO UFFICIALMENTE GLIELO ABBIA CHIESTO UN MOTIVO CI SARÀ. LA FASE DELLE VELINE È FINITA, DA DIMENTICARE” 4- DONN’ASSUNTA TAGLIA IL NASTRO E SPARA UNA PERFIDA BATTUTA SUL TRADITORE GIANFRANCO FINI, EX FIGLIOCCIO DEL “RE” ALMIRANTE: “IL FIGLIO DI UN RE O È RE O È CRETINO”

Fabrizio d'Esposito per "il Fatto Quotidiano"

L'ingresso disorienta un po', sul lato sinistro della Basilica di San Giovanni Laterano. Non è la famosa e storica piazza, difficile da riempire. Ma un prato ampio che ospita il "San Giovanni Summer Village". Sotto lo striscione, manifesti di cantanti. Da Franco Califano ad Amedeo Minghi, da Lando Fiorini a Martufello. Il palco in fondo è indispensabile per capire dove andare. L'odore di salcicce porta altrove, verso gli stand gastronomici. Gli antiberlusconiani del Pdl sono difficili da individuare.

Finalmente, si avvista un altro striscione. Più sobrio. Un bandierone azzurro e tre parole d'ordine: "Primarie, preferenze, partecipazione". Gli ex An del Pdl, versante romano-alemanniano, si danno raduno il giorno successivo al 25 luglio, data simbolica e lacerante per la destra italiana. Ma il senso è lo stesso: basta con Berlusconi.

Lo scrive chiaramente il senatore Andrea Augello, un tempo definito il Goffredo Bettini di Alemanno sindaco. Nella scheda per la manifestazione il Cavaliere si becca l'epiteto di "penoso". Testuale: "Berlusconi deve dimostrare che ha capito che si sono commessi degli errori e proporre delle soluzioni. La novità non è fatta solo di persone e volti nuovi. A cambiare sono anche gli stili, gli atteggiamenti. Io non ritengo che questo plebiscito acritico rispetto alla ricandidatura di Berlusconi sia un fatto sufficientemente nuovo. Anzi, lo trovo alquanto penoso".

Il Cavaliere Penoso, ogni doppio senso è legittimo, è il bersaglio degli altri striscioni piantati nel prato. "Più primarie per tutti", "E' finito il tempo delle cicale". Augello ha radunato una pattuglia di trentuno parlamentari, non solo ex An: Allegrini, Benedetti Valentini, Bevilacqua, Castro, Coronella, Costa, Cursi, Cutrufo, De Eccher, Orsi, Saia, Sarro, Tofani, Viespoli, tutti senatori. Poi i deputati: Armosino, Biava, Crosetto, De Angelis, De Camillis, Di Caterina, Dima, Frassinetti, Landolfi, Leo, Mantovano, Murgia, Nastri e Saltamartini.

Alle otto e mezzo in punto viene annunciato un gruppo calabrese. Si comincia con la musica. Due bimbe che si alternano sul palco. La prima canta: "E' diventata nera, nera come il carbon". Il nero. Il solito riflesso inconscio della destra postmissina. Stavolta canoro. Nelle prime file tanti completi blu. I poteri forti della Capitale messi insieme dal sindaco. L'altro giorno, il sindaco, ha lanciato dal Pincio la sua lista civica per le prossime amministrative. Ieri sera è tornato al partito.

Per intestarsi la voglia di antiberlusconismo di una parte del Pdl. Alle venti e cinquanta, sale Mario Sechi. Il direttore del Tempo è il conduttore della serata. Anche lui spara a zero sulle macerie del Pdl: "Tutta la classe dirigente del partito deve andare a casa". Sogna, Sechi, un partito conservatore. In pratica, niente gnocca.

Per esempio, sempre ieri, il Secolo d'Italia ha gridato con sollievo "Addio care veline" e ha scritto: "Se Alfano arriva a chiedere a Nicole Minetti di dimettersi e la Pascale se ne va senza che nessuno ufficialmente glielo abbia chiesto un motivo ci sarà. La fase delle veline è finita, archiviata, da dimenticare, anche perché queste ragazze, messe alla prova, non hanno combinato granché". Sarà davvero finita?

Nel frattempo Sechi invita sul palco Alemanno e l'eurodeputata Roberta Angelilli, altra colonna dell'ex destra sociale di An. A Roma, la comunità postmissina è storicamente divisa in due. Da una parte Alemanno (e un tempo Storace, oggi a capo della Destra). Dall'altra Gasparri. Le due correnti oggi convergono sul ritorno delle preferenze, ma non concordano sul ruolo del Cavaliere.

Per i primi, gli ex sociali, Berlusconi è bollito e se vuole ritornare deve sottoporsi alle primarie. Per i secondi, l'ex premier è ancora il traino essenziale del Pdl. Sul palco, Alemanno arringa gli ex camerati, circa tremila, tutti imborghesiti e ingrassati, dal potere con un proclama democratico: "A Roma il 26 gennaio si faranno le primarie per scegliere il candidato-sindaco e io sarò in campo". Poi tocca a tre militanti. Uno di loro grida: "Basta con gli highlander". Fa un effetto strano, ascoltarlo da destra. Ma è così. Berlusconi ha fatto venire un'irrefrenabile voglia di democrazia anche agli ex missini.

Donn'Assunta e Gianfranco, il figlio "cretino" Star dell'esproprio storaciano è stata la Vedova Nera dei postfascisti, donn'Assunta Almirante, che saluta (a sinistra) Adriano Tilgher, frontista lepenista, e taglia il nastro. Perfida la battuta su Fini, ex figlioccio del "re" Almirante: "Il figlio di un re o è re o è cretino"

 

 

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