1- UN LIBRO DI BRUNEO VESPA SENZA LA PRESENTAZIONE DEL CAVALIER POMPETTA NON VALE 2- BASTAVA ANDARE IERI NELLA SEDE DEL ‘TEMPO’, PER RESPIRARE LO PSICODRAMMA DEL GENERONE ROMANO E DEI SUO IMMORTALI MANDARINI, IN ANSIA PER LE SORTI DI LETTA COME PER LE PROPRIE POLTRONE, MENTRE PASSANO I TITOLI DI CODA DEL BERLUSCONISMO 3- CON LE PRIME FILE IN LUTTO STRETTO, GRONDANTI LACRIMNE E CERONE, IL GESTORE DELLA COSIDDETTA “TERZA CAMERA” DEL PARLAMENTO METTE DIETRO ALLO STESSO TAVOLO BOBO MARONI (SCORTATO DALLA VOTINO VOTATA AL SACRO CUORE), ROSY BINDI (CHE SI FA ‘NA PENNICHELLA), IL MESTO ALFANO E IL TRIONFATORE PIERFURBY CASINI 4- LA SCUSA ERA QUELLA DELLA PRESENTAZIONE DI “QUESTO AMORE”, UNA SPECIE DI EDIZIONE RILEGATA DI “NOVELLA 2000” (MA SENZA LE FOTO), COMPRENSIVA DI EDIFICANTE CAPITOLETTO DEDICATO ALLE ULTIME GESTA AMOROSE DEL CAVALIER PATONZA

Francesco Bonazzi per il Secolo XIX
Foto di Umberto Pizzi da Zagarolo


La sequenza più struggente scivola via nell'oscurità del portico di Palazzo Wedekind, in piazza Colonna, mentre già passano i titoli di coda sulla presentazione dell'ennesimo libro di Bruno Vespa. Il presidente dell'Inps, il patibolare Antonio Mastrapasqua, si china all'orecchio di Maddalena Letta e con l'aria di parlare a una persona che ha il marito in rianimazione e le bisbiglia: "Guarda, ne ho parlato anche con Giampaolo (figlio di Gianni e Maddalena, amministratore delegato di Medusa), lui non merita tutto questo, lo so che l'altro giorno si è sentito quasi scaricato, che è tanto stanco e magari tu... ma il Paese ha bisogno di lui!".

La moglie dello storico braccio destro di Berlusconi ascolta e fa sì con il capo, ma ormai è afona. E soprattutto, non fornisce alcuna speranza. Allora il custode delle pensioni degli italiani, ancora più avvilito, si congeda così: "Comunque tutto questo presto sarà finito. Ancora 12 ore e sapremo". Sì, bisognerà aspettare domani mattina, quando Mario Monti salirà al Quirinale con la lista dei ministri, per sapere se la Roma post-andreottiana e post-berlusconiana, dopo oltre quarant'anni, perderà davvero Gianni Letta. Ovvero il suo ultimo campione, mentore, tutore, padre protettore, stratega e - Dio non voglia - esecutore testamentario.

Bastava andare ieri sera nella storica sede del ‘Tempo', per respirare lo psicodramma del Generone romano e dei suo immortali mandarini, in ansia per le sorti di Letta come per le proprie poltrone. La scusa era quella della presentazione di "Questo amore", firmata dal mezzobusto Rai Bruno Vespa. Una specie di edizione rilegata di "Novella 2000" (ma senza le foto), comprensiva di edificante capitoletto dedicato alle ultime gesta amorose del Cavalier Berlusconi. In una sala dove l'età media sfiora i settantacinque anni, e con le prime file che grondano botox e cerone, il gestore della cosiddetta "Terza Camera" del Parlamento mette dietro allo stesso tavolo Roberto Maroni, Rosy Bindi, Angelino Alfano e Pier Ferdinando Casini. Di solito, per lanciare i libri del conduttore di "Porta a Porta", non mancano mai né Berlusconi né Letta. Ma si sa, il momento è grave.

In platea, questa Roma che sopravvisse perfino al sedicente governo tecnico di Lamberto Dini ("Non esistono governi tecnici, quando un Parlamento gli vota la fiducia", ricorda il saggio Casini) schiera come suo rappresentante più alto in grado la maschera giapponese della moglie di Letta, che subisce impassibile perfino il baciamano di Maurizio Gasparri.

Tutt'intorno, si baciano e si toccano Melania Rizzoli, Augusta Iannini in Vespa, Sandra Carraro con l'amica Raffaella Leone (assistente di Paolo Scaroni, numero uno dell'Eni), l'ex segretario generale del Quirinale Gaetano Gifuni, il presidente-poeta dell'AgCom Corrado Calabrò, l'ex "agente Betulla" Renato Farina.

Più in disparte resta il senatore e barone Antonio D'Alì, che racconta "quanto piacciono a Vespa le cassatine che gli porto dalla Sicilia". Sembra davvero lo sbriciolarsi di un'epoca, visto che per oltre un'ora nessuno osa nominare la parola "Berlusconi" (l'incantesimo viene rotto dal leghista Maroni) e perfino Alfano, che passa tutta le sera a mandare sms, quando Vespa gli chiede "che ruolo politico avrà Silvio Berlusconi in futuro", galleggia sul vago della domanda e parla di "un ruolo da protagonista".

Al termine della presentazione, che non prevedeva domande dei giornalisti, proviamo per tre volte a chiedere al segretario del Pdl se "Berlusconi sarà ancora il candidato premier alle prossime elezioni". Alfano non risponde, la sua scorta strattona e la portavoce urla: "Non dichiara! Non dichiara!".

E' un peccato che, mentre nasce il governo Monti, non si riesca a sapere dal "delfino" Alfano che fine farà il fondatore del Pdl. Perché Bruno Vespa invece ha passato tutta l'ora e mezza del suo simposio a fare ossessivamente la stessa domanda sul futuro di Gianni Letta, dipinto come un "uomo delle istituzioni" che andrebbe a bilanciare al governo la presenza di Giuliano Amato, messo invece brutalmente in quota al Pd. La buona novella che il pubblico aspettava avrebbero dovuta darla la Bindi e Casini, ma da loro non s'è cavato nulla di più che ripetuti elogi "all'uomo di grande valore" eccetera eccetera. Tutta roba che va bene anche in caso di commemorazione.

 

ROSY BINDISANDRA CARRARO MARIO SECHI ROBERTO MARONI ROBERTO MARONI ISABELLA VOTINO RELATORI PIPPO MARRA ISABELLA VOTINO MELANIA RIZZOLI GAETANO UNI

Ultimi Dagoreport

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)