1- MONTI COPIA INGROIA! GIÀ IL PM AVEVA CONVOCATO TUTTI PER NON DIRE UN CAZZO, RIMANDARE L'EVENTUALE CANDIDATURA, E SMERDARE CHI LO HA PORTATO IN POLITICA 2- “DECIDERÒ SULLA CANDIDATURA ENTRO IL 29 DICEMBRE. DI PIETRO, FERRERO E GLI ALTRI POLITICI FACCIANO UN PASSO INDIETRO. VORREI INVECE LANDINI, DON CIOTTI E SANTORO” 3- LEOLUCA ORLANDO PIGLIA PER IL CULO TONINO: “TI HANNO CHIESTO DUE PASSI INDIETRO, NON UNO, DUE!”. E LUI PROVA A RIMETTERSI IN CAMPO: “PARLA DEL SIMBOLO, NON DI PERSONE”. MA ORMAI L’ITALIA DEI VALORI È STATA ROTTAMATA DA DE MAGISTRIS E DAGLI ARANCIONI 4- ALDO GRASSO: “INGROIA HA UNA RETORICA DA TOTO CUTUGNO. IL COMIZIO NON HA CERTO GIOVATO ALLA SUA REPUTAZIONE, MA ALIMENTA IL SOSPETTO CHE L'ATTIVITÀ GIUDIZIARIA, SPECIE SE CLAMOROSA, È INTESA COME OPPORTUNITÀ PER UNA CARRIERA POLITICA” 5- IL PM COME JESSICA RABBIT! “NON CERCO LA SOVRAESPOSIZIONE, MI CI SONO TROVATO”


Foto di Luciano Di Bacco per Dagospia

1- INGROIA BATTEZZA POLO'ALTERNATIVO',MA NO ETICHETTE KERMESSE MOVIMENTO 'IO CI STO';EX PM, PASSO INDIETRO DA POLITICI
Paola Spadari per l'ANSA - Il si' definitivo alla sua candidatura ancora non arriva (''dovrete aspettare'') ma poco ci manca visto che Antonio Ingroia parla ormai da politico consumato battezzando il suo ''nuovo polo'' al teatro Capranica di Roma, ''l'unico alternativo al Berlusconismo, al Montismo''. E senza mezzi termini l'ex pm chiede un passo avanti alla societa' civile e un passo indietro ai politici: ad Antonio Di Pietro, Oliviero Diliberto, Paolo Ferrero e Angelo Bonelli in sala ad ascoltarlo, in sintesi tutti i cespugli a sinistra del Pd (Vendola escluso).

Secondo Ingroia, il modo migliore per far fare un passo avanti alla societa' civile e' quindi fare un passo indietro. Specificando che cio' non significa sparire, perche'- dice - ''vi vogliamo con noi nella battaglia''. Il '''nuovo polo, non e' secondo a nessuno'' - dice - ''non deve essere un collage, un'accozzaglia di colori, un arcobaleno, ma una nuova identita' che nasce e che dobbiamo portare a sintesi unitaria. E poi Dobbiamo osare. Apriamo il libro dei sogni - dice - non vogliamo un polo giustizialista e manettaro.

Da Ingroia arriva quindi la disponibilita' a scendere direttamente in campo: ''se riusciamo a realizzare tutto questo, sono disponibile a candidarmi per portare questa battaglia avanti anche in parlamento. E in attesa della sua discesa ''chiama'' Landini e Santoro:'' Abbiamo bisogno di associazioni, sindacati dei cittadini, di partigiani della Costituzione''. E si rivolge quindi al segretario della Fiom. '' Il primo a cui mi rivolgo e' Maurizio Landini. Poi si appella anche a Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, don Luigi Ciotti, Michele Santoro e Sandro Ruotolo.

''Non e' un invito a candidarsi - spiega - ma l'invito ad accompagnarci al nostro fianco. Se poi volete candidarvi, ancora meglio''. Ingroia si dichiara disposto al confronto con il Pd. ''Da questa assemblea di oggi - dice - io chiedo un confronto con il segretario del Pd Bersani e chiedo un confronto senza pregiudizi. Lo chiedo perche' conosco molte personalita' del Pd che hanno le mie idee. E lo faccio con l'orgoglio della nostra autonomia come polo politico in costruzione''.

Quanto a chi lo accusa di essere un magistrato politicizzato, Ingroia lancia la sua sfida: ''Dobbiamo respingere chi dice che se fare politica per un magistrato significa che tutte le indagini sono politicizzate, non dobbiamo avere paura di questo argomento''. ''Non e' una prova della politicizzazione delle indagini il fatto che un pm si candidi ad una carica politica - ha aggiunto Ingroia - lo si deve dimostrare al fine delle indagini. Io so solo che il senatore dell'Utri, non lo chiamo signore, e' stato condannato per associazione mafiosa, allora dov'e' la politicizzazione della mia indagine se poi la condanna e' stata definitiva?''.

In mattinata in una lettera a Lucia Annunziata Ingroia riferendosi anche al movimento di De Magistris che lo aveva ringraziato per il suo impegno definito ''un atto di grande generosita''' aveva chiarito: ''l'arancione e' un bellissimo colore, come lo e' il rosso che mi appiccicavano sulla toga, con una certa malizia, diciamo. Ma Sorensen diceva: 'mettetemi un'etichetta e saro' un uomo finito'. Direttore, non mi faccia finire subito, almeno non prima di questo pomeriggio...''.


2- INGROIA, DECIDERO' SU CANDIDATURA ENTRO 28-29 DICEMBRE
(AGI) - "Ancora non e' definitivamente imboccata ma siamo gia' sulla strada. Ieri ho fatto un appello alla societa' civile e a quella parte di politica che ha avversato il berlusconismo e il montismo per impegnarsi e stare al fianco al progetto che abbiamo lanciato. I tempi sono stretti perche' le elezioni sono vicine, e quindi ci siamo dati una settimana alla fine della quale, tra il 28 e il 29 al massimo, tirero' le somme e valutero' se quelle condizioni che avevo poste sono soddisfatte e dichiarero' la mia eventuale candidatura". Cosi il magistrato Antonio Ingroia a Palermo, a margine della presentazione del libro "Io so" ai Cantieri culturali della Zisa, rispondendo ai giornalisti sulla sua eventuale candidatura a premier.

3- INGROIA, NON HO CERCATO IO LA SOVRAESPOSIZIONE MA MI CI SONO TROVATO
(Adnkronos) - "Non ho cercato io la sovraeposizione, mi ci sono trovato. Fin dall'inizio, nel 1992 mi sono ritrovato a essere ingestitatore su potenti come Bruno Contrada ed ero testimone cdi quello che era accaduto poco prima a Palermo nelle stragi del '92. Gia' da allora mi sono ritrovato nella doppia veste di testimone ei nvestigatore, di colui che sapeva come cittadino e come investigatore". Lo ha detto Antonio Ingroia presentando il siuo libro 'Io so' a Palermo.

4- INGROIA, PROVENZANO VOLEVA PENTIRSI? NO, HA FATTO SOLO ALLUSIONI
(Adnkronos) - "Non c'erano apparentemente dei segnali di effettiva volonta' di collaborazione di Bernardo Provenzano. C'erano state un paio di frasi allusive, ma non mi sembra il caso di entrare nel merito". Lo ha detto Antonio Ingroia parlando del boss mafioso Provenzano da alcuni giorni in coma dopo un intervento chirurgico al cervello. Nei mesi scorsi Ingroia aveva interrogato il capomafia per chiedere se si voleva pentire. "In un paio di frasi ammetteva implicitamente di sapere delle cose riservandosi di riprendere il tema e l'argomento - dice - dopo di che si possono fare illazioni di tutti i tipi, immagino che i colleghi della Procura stiano approfndendo la vicenda sulla sua condizione di salute attuale".

5- UNA RETORICA DA CANZONETTE DEL PM QUASI-CANDIDATO
Aldo Grasso per il "Corriere della Sera"

Quelli come Antonio Ingroia non si accontentano di fare bene il loro lavoro, vogliono anche redimere il mondo. Per loro la spada della Giustizia è sempre senza fodero, pronta a colpire o a raddrizzare le schiene. Dicono di impegnarsi ad applicare solo la legge senza guardare in faccia nessuno, ma intanto parlano molto delle loro indagini anche fuori dalle aule giudiziarie, contenti di esibire la loro faccia.

L'esposizione mediatica, gli interventi ai congressi di partito sono un diritto, ma per dimostrare la propria imparzialità non bastano frasi a effetto, intrise di retorica alla Toto Cutugno: «Partigiani della Costituzione», «Il libro dei sogni», «Un tesoro smarrito sul fondo dell'anima» (non della schiena, dritta per intenderci).

Dopo un periodo di pausa attiva (da due mesi stava svolgendo un lavoro investigativo patrocinato dall'Onu in Guatemala contro i narcos), dopo il via libera del Csm, Ingroia ha offerto la sua disponibilità a candidarsi (io ci sto!) chiedendo ai vari Di Pietro, Ferrero, Diliberto di «fare un passo indietro». Tra i fan del nuovo líder máximo spiccano i nomi di Moni Ovadia, Sabina Guzzanti, Fausto Bertinotti, Gino Strada, Vauro. L'ex procuratore aggiunto vorrebbe anche Maurizio Landini e Michele Santoro.

In Guatemala ci è finito mentre si chiudeva «la madre di tutte le indagini» della Procura di Palermo, quella sulla presunta trattativa Stato-mafia, con le famose intercettazioni riguardanti anche il Colle (che non pochi problemi hanno creato nei rapporti istituzionali) e il consigliere giuridico del Quirinale, Loris D'Ambrosio, un tempo stretto collaboratore di Giovanni Falcone, stroncato poi da un infarto.

A Palermo ha abbandonato l'inchiesta nella sua fase più delicata e il comizio di venerdì non ha certo giovato alla sua reputazione (già incrinata dalla gestione di Massimo Ciancimino) e alla credibilità della magistratura italiana, alimentando il sospetto che l'attività giudiziaria, specie se clamorosa, venga intesa da alcuni come opportunità per una carriera politica.

Le debolezze del magistrato non lo rendono più umano, ma soltanto più simile a un cittadino al di sotto di ogni sospetto.


6- CHE BOTTA PER DI PIETRO: "NON SI FA COSÌ"
Beatrice Borromeo per "il Fatto Quotidiano"

Antonio, ti hanno chiesto due passi indietro, non uno! Due!". Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando segue Di Pietro in un angolo del backstage del teatro Capranica di Roma. Passi essere il numero due, pur di evitare la batosta alle urne che l'Idv prenderebbe se si presentasse sola alle elezioni. Ma il discorso di Ingroia, che sul palco si è rivolto ai leader di partito confluiti nel Nuovo Polo chiedendo loro di fare "un passo indietro", li ha spiazzati. Tanto che la platea è ammutolita e lo staff dello stesso Ingroia si è fissato con aria stupefatta. Il volto dell'ex pm di Mani Pulite invece è rimasto immobile.

Almeno fino a che il leader Idv non si è accorto di essere inquadrato da una telecamera (ha poi tentato un tiratissimo sorriso). Perché Antonio Di Pietro sapeva che quella di ieri non sarebbe stata una serata facile. E sapeva che Ingroia avrebbe chiesto a lui, a Paolo Ferrero di Rifondazione e a Oliviero Diliberto del Pdci di abbandonare i simboli di partito per confluire in una lista unica, senza colori.

Ma non si aspettava di essere lasciato quasi a margine del lungo discorso , staccato di almeno mezz'ora dai ringraziamenti al sindaco di Napoli Luigi De Magistris, dalle lodi a "Cambiare si può" del professor Marco Revelli e dagli appelli a Don Luigi Ciotti di Libera, a Maurizio Landini o a Michele Santoro perché lo appoggino (possibilmente candidandosi). Soprattutto, Di Pietro non si aspettava i toni. É lo stesso Ingroia, dietro le quinte, a tranquillizzarlo: "Non c'è nessuna preclusione per le candidature, mi riferivo solo ai simboli".

Una posizione, questa, largamente condivisa dalla gente sia in sala che fuori (dove una cinquantina di persone ha tentato di sfondare il portone d'entrata del teatro già strapieno) ma che ha definitivamente tolto lo scettro di azionisti di riferimento a quei politici che, proprio come Di Pietro, si aspettavano di poterci mettere la faccia. E De Magistris, scendendo le scale del Capranica, rincara: "Io sono per una forte discontinuità, e in lista metterei una maestra, un precario, un operaio. Di Pietro? Se metto questi vuol dire che non c'è posto per altri...".

Una frase che il leader dell'Idv non prende bene: "A voi dice questo, ma a me Luigi ha sempre detto il contrario, non si può andare avanti così!" (mentre Orlando sussurra "Guarda che per molto meno... per molto meno..."). Di Pietro alza le braccia: "Sono 5 anni che faccio opposizione da solo, 5! La posso avere un po' di compagnia in Parlamento?!". Come verranno scelti i candidati però ancora non si sa: "Per le primarie il tempo è un po' pochino", ammette Ingroia.

Intanto rimbomba la musica del Boss Bruce Springsteen, sui muri vengono proiettate frasi fluo prese dalla Costituzione e le facce di chi si mette in fila per uscire sono sorridenti e di tutte le età. Ingroia, Di Pietro e De Magistris si sono visti ieri sera. Per parlare degli equivoci non c'era neanche tempo: mancano meno di due mesi alle elezioni.

7- DI PIETRO, PRONTI A PASSO INDIETRO SU SIMBOLO
(ANSA) - ''L'Idv e tutti gli altri partiti a disposizione di questo progetto unitario con grande senso di responsabilita' realizzeranno un'unica lista con un unico simbolo che non racchiude altre liste perche' non vogliamo rifare l'esperienza arcobaleno ma sulla qualita' e professionalita' delle persone. l'Idv partecipera' con le sue migliori professionalita'''. Cosi' Antonio Di Pietro sulla nuova lista o sulla creazione del quarto polo Ingroia ha chiesto ai partiti di fare un passo indietro sui simboli.

Antonio Di Pietro nel corso dell'incontro a Montenero afferma poi: e' ''nostro dovere mettere insieme professionisti, partiti, movimenti, societa' civile che in un'unica lista rappresentano un'alternativa di governo, non quarto polo ma il vero polo di centrosinistra''. E a questo punto arriva anche un 'invito' al Pd: ''In tal senso invitiamo anche il centrosinistra a uscire dalle primarie, a uscire dalle secche del compromesso con i cosiddetti moderati che altro non sono che quelli che stanno al centro aspettando di mettersi a destra o sinistra a chi gli offre di piu'. All'interno di questa lista insieme la societa' civile, associazioni, movimento che con noi vogliono realizzarlo''.

 

Antonio Ingroia Antonio Ingroia Capranica De Magistris e Orlando Felice Belisario Elena Cucci Di Pietro saluta De Magistris Antonio Ingroia Manifesto Oliviero Beha Oliviero DiLiberto e Manuela Palermi Paluzzi Ezio Paolo Ferrero Beatrice Borromeo intervista Paolo Ferrero Antonio Ingroia De Magistris Di Pietro e Orlando Angelo Bonelli Russo Spena Vittorio Agnoletto e Luigi De Magistris Carmine Fotia Rosa Rinaldi

Ultimi Dagoreport

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO