CAFONALINO A MONTECITORIO - MALGRADO LA DELUSIONE PER I SOLI 7 VOTI DI SCARTO IL CAVALIER PATONZA ALZA SUBITO LA CRESTA DEL TRAPIANTO, ACCAREZZA LA CARFAGNA E ANNUNCIA: “ORA AL LAVORO SULLE INTERCETTAZIONI” - PAPA: "Sono contento per Milanese" - LE OPPOSIZIONI SFOTTONO I LEGHISTI: “ALTRO CHE GUERRIERI PADANI. QUANDO IL CAPO FISCHIA SCODINZOLANO”, “E ORA COME TORNANO IN PADANIA?”, “MARONI ESCE DISTRUTTO” - IL PORTFOLIO DI PIZZI DALLA CAMERA DEI DEPUTATI…

1. BERLUSCONI IRRITATO IN AULA, "SOLO 7 VOTI?"...
(ANSA)
- "Solo sette voti?". E' la domanda che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi rivolge quasi incredulo e visibilmente irritato al ministro della Difesa, Ignazio La Russa, al momento della proclamazione dei voti che hanno negato l'arresto - appunto con sette voti di differenza tra maggioranza e opposizione - a Marco Milanese. La scena è stata 'catturata' da una telecamera dalle tribune e pubblicata sul sito di Repubblica.
http://tv.repubblica.it/politica/berlusconi-deluso-per-soli-sette-voti/76556?video=&ref=HREA-1

2. BERLUSCONI, SPETTA A NOI PORTARE PAESE FUORI DA CRISI...
(ANSA)
- "Dobbiamo andare avanti con le riforme. Abbiamo la responsabilità di portare il Paese al riparo dalla crisi internazionale". E' quanto avrebbe detto, secondo quanto si apprende, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nel corso del vertice di maggioranza a Palazzo Grazioli. "Dobbiamo lasciare un chiaro segno del nostro governo di centrodestra", avrebbe aggiunto il premier.

3. BERLUSCONI, BENE MILANESE MA ORA A LAVORO SU INTERCETTAZIONI...
(ANSA)
- Soddisfatto per il voto contro l'arresto di Marco Milanese e determinato ad andare avanti al più presto con un provvedimento ad hoc sulle intercettazioni. Così viene descritto Silvio Berlusconi da chi lo ha incontrato al termine del voto dell'Aula a Montecitorio. "Io non ho alcuna intenzione di fermarmi", avrebbe confidato ai suoi. "Ora dobbiamo andare avanti con il governo ma dobbiamo mettere mano alle intercettazioni perché così non si può andare avanti", avrebbe aggiunto il premier. "Bisogna mettere un freno alla fuga e alla pubblicazione delle intercettazioni e degli interrogatori in tempo reale".

4. ALFONSO PAPA, SONO CONTENTO PER LUI....
(ANSA)
- "Sono contento per Milanese come per tutte le persone che non sono costrette a subire la custodia cautelare preventiva": lo ha detto il parlamentare del Pdl Alfonso Papa, detenuto dallo scorso 20 luglio nel carcere di Poggioreale, ad uno dei suoi legali, l'avvocato Giuseppe D'Alise, che questa mattina lo ha incontrato per un colloquio. D'Alise, che difende Papa assieme al collega Carlo Di Casola, era andato a comunicare all'ex magistrato la decisione del Tribunale del Riesame, che nei giorni scorsi ha nuovamente respinto la richiesta di scarcerarlo.

Ha così avuto modo di commentare a caldo con il suo assistito la decisione della Camera di non autorizzare l'arresto di Marco Milanese. Papa, ha riferito D'Alise, ha guardato alla televisione il dibattito e la votazione alla Camera, approvandone l'esito. L'ex magistrato, accusato di concussione, favoreggiamento e rivelazione di segreto, è detenuto nel padiglione Firenze, quello destinato agli incensurati; condivide la cella con altre quattro persone. Le sue condizioni di salute, ha riferito l'avvocato D'Alise, nelle ultime settimane sono peggiorate: ha perso peso, è depresso e soffre di insonnia.

5. MANTINI (UDC), VOTO DI CASTA,MARONI ESCE DISTRUTTO...
(ANSA)
- "L'Udc ha esaminato con molta prudenza le carte del caso Milanese e in tutta coscienza non abbiamo trovato elementi di persecuzione che giustificassero il rigetto della domanda del giudice. Il voto è stato l'espressione dell'arroccamento disperato di una maggioranza priva di credibilità e impaurita dalle divisioni e dai ricatti interni". Lo afferma Pierluigi Mantini dell'Udc. "E' stato in sostanza - spiega Mantini - un voto di casta che frena il cambiamento necessario per un governo di responsabilità nazionale in grado di far fronte alla crisi e di conciliare il Paese. La credibilità di Maroni, come alfiere della legalità, ne esce distrutta".

6. MISIANI, CON CHE FACCIA LEGA TORNA IN PADANIA?...
(ANSA)
- "Con che faccia i deputati leghisti torneranno questa sera in Padania? Oggi la Lega è stata decisiva per salvare dall'arresto Marco Milanese". Lo afferma Antonio Misiani, tesoriere del Partito Democratico. "Evidentemente la paura di perdere poltrone, auto blu e potere ha prevalso su tutto. Peggio per loro: se hanno deciso di affondare insieme a Berlusconi, che affondino. Ora tappezzeremo tutto il Nord di manifesti per spiegare ai cittadini che la Lega, in nome del potere, tiene in vita un governo completamente screditato anche al prezzo di salvare cricche e amici dei mafiosi", conclude.

7. FRANCESCHINI, ALTRO CHE GUERRIERI PADANI. QUANDO CAPO FISCHIA LEGA SCODINZOLA...
(ANSA)
- "Su Milanese sempre la stessa storia: questi guerrieri padani quando il capo fischia, accorrono scodinzolando". Così su Twitter il capogruppo del Pd alla Camera, Dario Franceschini, commenta il voto della Lega nord a favore di Marco Milanese.

8. BOSSI, FRANCHI TIRATORI? NON DELLA LEGA. QUANDO DIAMO LA PAROLA LA MANTENIAMO...
(ANSA) - I franchi tiratori? "Non erano della Lega. Noi quando diamo la parola la manteniamo". Così il leader del Carroccio, Umberto Bossi, lasciando Montecitorio. A chi gli domanda se i deputati leghisti abbiano votato compatti contro l'arresto di Marco Milanese, Bossi risponde: "Penso di sì".

9. DI PIETRO, OGGI PARLAMENTO COME NEL 1993 CON CRAXI...
(ANSA)
- "Questo parlamento si trova nella stessa condizione in cui si trovò quel parlamento che nel 1993 non ha dato l'autorizzazione a procedere contro Craxi. Qui dentro tutti hanno battuto le mani, fuori ci fu la rivolta sociale. La colpa non è di chi lancia le monetine né di chi come me avverte che sta per scoppiare una rivolta, ma di chi la provoca". Lo dice Antonio Di Pietro, parlando con i giornalisti alla Camera.

10. CORSARO, TREMONTI? NON ERA CERTO A GIOCARE A BOCCE....
(ANSA)
- E' ai massimi livelli la polemica nel Pdl per l'assenza di Giulio Tremonti questa mattina in Aula per il voto che ha negato l'arresto per l'ex braccio destro del ministro del Tesoro, Marco Milanese. Ma c'è anche chi lo difende: "Certo non era assente perché era a casa a giocare a bocce - lo giustifica Corsaro al termine del vertice di maggioranza - aveva un altro impegno istituzionale e va messo in conto che un ministro importante abbia un'agenda di appuntamenti di tale tipo". "Sarebbe scorretto giudicare senza sapere se il suo impegno fosse modificabile o meno - aggiunge Corsaro -. Io certo avrei fatto di tutto per essere presente, ma magari è quello che ha fatto anche lui..".

 

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