svuota carceri giorgia meloni carlo nordio

FATTA LA LEGGE, TROVATO IL PASTROCCHIO – LA CAMERA HA APPROVATO IL DDL CHE CONSENTE AI TOSSICODIPENDENTI E ALCOL-DIPENDENTI, CONDANNATI FINO A OTTO ANNI, DI SCONTARE LA PENA AGLI ARRESTI DOMICILIARI IN COMUNITÀ TERAPEUTICHE – PER IL MINISTRO NORDIO, LA LEGGE, PROMOSSA PER CONTRASTARE IL SOVRAFFOLLAMENTO DELLE CARCERI, POTREBBE RIGUARDARE FINO A 10MILA DETENUTI, MA LE OPPOSOZIONI CONTESTANO I NUMERI: I SOLDI STANZIATI BASTERREBBERO SOLO PER CIRCA 500 PERSONE – IL PROVVEDIMENTO DIVIDE ANCHE LE ASSOCIAZIONI CHE SI OCCUPANO DI RECUPERO DALLE DROGHE, TRA CHI LO APPLAUDE, E CHI INVECE PARLA DI “COMUNITÀ TRASFORMATE IN CARCERI SOCIALI”  

1 - POLEMICHE SULLA LEGGE SVUOTA CARCERI "FUORI 10MILA TOSSICODIPENDENTI"

Estratto dell’articolo di Miriam Di Peri per “la Repubbica”

 

detenuto

Lo "svuota carceri" adesso è legge. Mentre dalla Puglia arriva l'allarme per il sovraffollamento dietro le sbarre che nella regione ha raggiunto il 180% e in Lombardia gli avvocati parlano di carceri come di «discariche sociali in cui manca anche il sapone», la Camera dà il via libera definitivo alla legge che dispone i domiciliari per i tossicodipendenti o alcoldipendenti.

 

[…] Un provvedimento che secondo il Guardasigilli Carlo Nordio permette la detenzione alternativa per 10mila persone. Numeri contro i quali sono insorte le opposizioni, facendo notare che con la dotazione economica disponibile appena 500 persone potranno beneficiare delle misure alternative.

carlo nordio

 

Al punto che in serata la retromarcia arriva direttamente da fonti del ministero, che confermano i numeri dell'opposizione: «La quantificazione in 10mila persone che sarebbero collocate agli arresti domiciliari, operata dal ministro Nordio, è evidentemente di prospettiva pluriennale».

 

Di più: dal dicastero precisano inoltre che «la legge stessa prevede opportunamente una copertura finanziaria per il 2026 pari a 500 unità, e l'auspicio è che la misura possa estendersi ulteriormente per gli anni successivi». Per l'opposizione, insomma, è poco più che «uno specchietto per le allodole». In aula sono stati 153 i deputati a votare sì, 42 i no e 82 gli astenuti.

 

I parlamentari del campo largo si sono astenuti, tranne gli esponenti del M5S che hanno votato contro. Stesso voto espresso anche sulla norma, poi cassata, che era stata proposta da Futuro Nazionale di Roberto Vannacci e che avrebbe consentito una pena alternativa per Mario Roggero.

 

Niente da fare: è stato dichiarato inammissibile l'emendamento che prevedeva la detenzione domiciliare per gli autori di reato «determinati da un impulso contingente insorto in stato di provocazione» che avrebbe consentito di far rientrare fra i casi in deroga quello del gioielliere 72enne di Cuneo.

 

tossicodipendenza 8

[…] L'opposizione resta critica sull'effettivo impatto della norma. La dem Debora Serracchiani evidenzia il sovraffollamento delle carceri: «Ci sono 64.645persone ristrette in istituti penitenziari su 51.183 posti disponibili, di cui 4.941 di fatto non lo sono. Dunque ci sono 64.645 persone ristrette su 46.242 posti disponibili in questo momento. Da inizio anno si registrano 24 suicidi. Oggi c`è quasi il 140% di sovraffollamento».

 

2 - LO SCETTICISMO DELLE COMUNITÀ "LA CURA RESTA LA SCELTA GIUSTA MA SENZA FONDI È IMPOSSIBILE"

Estratto dell’articolo di Maria Novella De Luca per “la Repubblica”

 

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Se San Patrignano applaude, Antigone non nasconde scetticismo e Forum Droghe parla di «comunità trasformate in carceri sociali». Il disegno di legge sulla detenzione domiciliare dei tossicodipendenti in carcere, divide le associazioni che da sempre si occupano di recupero e prevenzione dalle droghe.

 

[…] La domanda però è la seguente: come deve essere curato chi esce dalla cella in quanto dipendente dalle droghe o dall'alcol? Deve essere «detenuto» in una struttura diversa dalla prigione, ma sempre con un regime di reclusione, o essere ammesso a misure realmente alternative al carcere?

 

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Sembra un gioco lessicale ma non lo è. A cominciare dai numeri, come sottolinea il presidente di Antigone Patrizio Gonnella. […] «Il ministro della Giustizia ha parlato di oltre 10mila persone che potrebbero uscire dal carcere. Da dove arrivi questo numero però non è dato saperlo. Il governo ha fatto realmente una ricognizione sulla capacità di accoglienza dell'attuale sistema delle comunità di recupero?». […]

 

«Il costo medio di una persona in comunità — ragiona Gonnella — è di circa 100 euro al giorno e, al netto della previsione finanziaria di poco meno di 20 milioni di euro, i soggetti beneficiari potrebbero essere meno di 600».

detenuti carcere 4

 

Dunque un numero ben diverso rispetto agli annunci, sulla falsariga quindi di altri provvedimenti governativi (vedi bonus mamme) che alla fine, paletto dopo paletto, hanno riguardato un numero davvero esiguo di persone. […]

 

Dalla comunità di San Patrignano fondata da Vincenzo Muccioli — che già ospita molti tossicodipendenti inviati dai tribunali — arriva invece il plauso deciso alla misura del governo. «Confidiamo che tale legge possa aiutare ancora più persone a lasciarsi alle spalle il problema delle dipendenze da droghe e alcool».

 

Plauso condiviso dalla Fict, Federazione italiana comunità terapeutiche, che riunisce oltre 600 servizi attivi tutta Italia. «Per noi ogni giorno in più di carcere per una persona tossicodipendente è un giorno di troppo, è un giorno perduto» ha dichiarato il presidente della Fict Luciano Squillaci.

 

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«Questa norma — aggiunge — non è un svuota carceri. Le comunità terapeutiche non sono e non debbono diventare una mera alternativa alla prigione, il percorso deve mantenere la sua natura riabilitativa, non ridursi a un semplice trasferimento della pena». Appunto. Perché è questo il timore sia di Patrizio Gonnella che di Stefano Vecchio di Forum Droghe. Il rischio, avverte Gonnella «di dare luogo a forme di privazione della libertà affidate ai privati». In pratica delle carceri alternative, seppure sicuramente migliori. […]

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