nicolas maduro xi jinping vladimir putin fidel castro

CARACAS, LA NUOVA AVANA – LA CAPITALE VENEZUELANA, DURANTE GLI ANNI DEI REGIMI CHAVEZ E MADURO, SI È TRASFORMATA IN QUELLO CHE ERA CUBA DURANTE LA GUERRA FREDDA: UNA CENTRALE DI TERRORISTI, SPIE E FONDI OCCULTI – RUSSI E CINESI, IN CAMBIO DEL SUPPORTO ALLA DITTATURA (MILITARE E FINANZIARIO), HANNO MESSO LE MANI SULLE RICCHE MATERIE PRIME DEL PAESE. DOVE LE CELLUE DI HAMAS ED HEZBOLLAH, PER CONTO DELL’IRAN, SONO STATI RICEVUTI CON IL TAPPETO ROSSO…

L’INTERNAZIONALE DEI PUZZONI – IN VENEZUELA OPERA DA ANNI HEZBOLLAH: IL “PARTITO DI DIO” LIBANESE USA IL SUDAMERICA COME BASE PER DIVERSIFICARE I PROPRI AFFARI MILIONARI. DA QUELLE PARTI È UNA SORTA DI ATTORE IBRIDO CHE FONDE ATTIVITÀ POLITICHE, SOCIALI E MEDIATICHE CON IL NARCOTRAFFICO E IL CONTRABBANDO – IL CUORE DEL SISTEMA, BEN OLIATO DAGLI OTTIMI RAPPORTI TRA MADURO E L’IRAN (FINANZIATORE E ISPIRATORE DI HEZBOLLAH) SONO I CLAN FAMILIARI LIBANESI CHE VIVONO A CARACAS, CAPACI DI INTEGRARSI NON NELL’ECONOMIA ILLECITA DEL VENEZUELA E NEGLI APPARATI AMMINISTRATIVI DEL PAESE…

https://www.dagospia.com/cronache/l-internazionale-dei-puzzoni-in-venezuela-opera-anni-hezbollah-459426

 

xi jinping e nicolas maduro a pechino nel 2023

CARACAS È LA NUOVA AVANA CROCEVIA DI MILIZIE E SPIE DA HEZBOLLAH AGLI 007 RUSSI

Estratto dell’articolo di Fabio Tonacci per “la Repubblica”

 

Il nostro agente all'Avana si è trasferito a Caracas, crocevia mondiale di spioni, narcotrafficanti e miliziani mediorientali venuti da conflitti lontani 12 mila chilometri.

Hezbollah e la guerriglia colombiana, Hamas e i petrolieri russi, emissari baschi dell'Eta e uomini d'affari cinesi.

 

Quel che era Cuba durante la Guerra Fredda oggi è il Venezuela.

 

MADURO PUTIN

Con alcune, per niente trascurabili, differenze: 303 miliardi di barili di petrolio nel sottosuolo (la più grande riserva del pianeta) e giacimenti di metalli rari come il Coltan, fondamentale per l'industria elettronica.

 

Non è un caso, dunque, che le prime mani straniere che la presidente ad interim Delcy Rodriguez ha stretto dopo il giuramento sono state quelle degli ambasciatori di Cina, Russia e Iran: l'asse anti-americano, che in Venezuela coltiva interessi nel greggio (la Cina è il primo compratore) e mire geopolitiche.

 

hugo chavez e nicolas maduro 3

L'alleanza con la Russia si consolidò sotto Chávez per la fornitura di armi, la manutenzione di aerei ed elicotteri, l'addestramento militare.

 

Con la crisi del 2015-2018, tuttavia, Mosca ottenne di essere ripagata con l'oro e diamanti dell'Arco minerario dell'Orinoco, il ricco distretto dei metalli rari, brulicante di 007 e imprenditori nelle cittadelle abitate da russi.

 

E da cinesi anche, da quando hanno prestato miliardi di dollari al governo del Venezuela. Una fonte dell'intelligence colombiana a Repubblica conferma che agenti dei servizi russi sono presenti lungo la frontiera e aiutano le autorità di Caracas nell'intercettazione della guerriglia e della banda criminale Tren de Aragua.

 

petrolio in venezuela

E non è un caso neppure che nel blitz americano del 3 gennaio siano morti 32 cubani della guardia personale di Maduro, nonostante lui abbia sempre negato la loro presenza.

Russi, cinesi, cubani: sono solo alcune delle variabili che l'equazione di Trump per il presente e il futuro del Venezuela pare aver tenuto in poco conto.

 

C'è dell'altro. «La Rivoluzione bolivariana ha avuto una caratteristica particolare», ragiona Ronal Rodríguez, portavoce e investigatore dell'Osservatorio sul Venezuela dell'Università del Rosario. «Dichiarandosi anti-Usa, le ha permesso di stringere legami con altri governi e di attivare rotte aeree che hanno facilitato la connettività con i Paesi arabi».

 

NICOLAS MADURO ALI KHAMENEI

Da quei velivoli non sono sbarcati solo uomini con valigette ventiquattrore e affari in testa. «Il regime […] ha concesso la cittadinanza a molti mediorientali legati all'industria petrolifera ma, anche, a dichiarati gruppi terroristici».

 

Secondo l'intelligence colombiana, le cellule di Hamas sono poche e tengono un basso profilo. Dedite alla ricettazione e alla raccolta di denaro, che poi inviano in Palestina, gravitano nell'Alta Guajira, tra Venezuela e Colombia, e nel Norte de Santander

 

 Per l'agenzia antidroga statunitense (Dea) il problema più impellente è però Hezbollah.

 

I legami tra il chavismo e i libanesi del Partito di Dio risalgono almeno al 2007, ai tempi del viaggio in Siria di Maduro, allora ministro degli Esteri. In un hotel centrale di Damasco, secondo un'inchiesta del Financial Times, incontrò un comandante di Hezbollah.

deportazione criminali venezuelani della gang tren de aragua 5

 

Jack Kelly è un agente della Dea in pensione che lavorò al Progetto Cassandra, la prima grande indagine sui rapporti tra Hezbollah e il crimine organizzato: venne fuori che i milziani ottenevano senza alcun problema il passaporto venezuelano e che la Conviasa, la compagnia aerea statale, forniva la logistica: sui voli di linea Caracas-Damasco e Caracas-Iran viaggiavano armi, carichi di cocaina e valuta. Furono documentati legami tra il gruppo sciita e Ayman Jomaa, trafficante libanese di base a Medellin. Si parlò anche di campi di addestramento. […]

khamenei come maduro - meme by dagospia xi jinping e nicolas maduro a caracas nel 2014hezbollah 3narcos 3narcos 1hugo chavez e nicolas maduro 4NICOLAS MADURO E XI JINPINGhugo chavez e nicolas maduro 5deportazione criminali venezuelani della gang tren de aragua 4petroliere a punto fijo venezuela 2021

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...