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IL CENTRODESTRA TIRA FUORI UN NUOVO TRUCCHETTO PER AZZOPPARE IL CAMPO LARGO – UN EMENDAMENTO DI FORZA ITALIA AL MELONELLUM, APPROVATO ALLA CAMERA, RISCHIA DI CONSEGNARE LA VITTORIA ALLE ELEZIONI ALLA COALIZIONE CHE PRENDE MENO VOTI: PREVEDE CHE, SE ALL'INTERNO DELL'ALLEANZA CI SONO PIÙ LISTE CHE RESTANO SOTTO LA SOGLIA DI SBARRAMENTO DEL 3%, SOLO LA PRIMA OTTIENE SEGGI E CONCORRE ALLA DETERMINAZIONE DEL RISULTATO ELETTORALE NAZIONALE E QUINDI AL PREMIO DI MAGGIORANZA. I VOTI DELL’EVENTUALE SECONDA LISTA SOTTO IL 3% NON VENGONO CONTEGGIATI. UNA NORMA CHE SEMBRA SCRITTA PER “PUNIRE” IL CENTROSINISTRA, DOVE SI DOVREBBERO PRESENTARE DUE FORMAZIONI DI CENTRO: AREA RIFORMISTA DI RENZI E I CIVICI DI ONORATO – MA C’È UN PICCOLO PARTICOLARE: L’EMENDAMENTO RISCHIA DI ESSERE INCOSTITUZIONALE…

1 - CON L'EMENDAMENTO CHE RUBA VOTI PUÒ VINCERE CHI NE PRENDE MENO

Estratto dell’articolo di Tommaso Ciriaco per “la Repubblica”

 

Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 2

C'è un paradosso che minaccia la nuova legge elettorale. Eccolo: il "Melonellum" potrebbe consegnare la vittoria - e l'enorme premio di maggioranza previsto dalla riforma - a una coalizione che si piazza seconda. Di conseguenza, l'alleanza che ottiene più voti potrebbe clamorosamente ritrovarsi all'opposizione, anche con un milione di voti in più. Una distorsione che espone il provvedimento a pesanti rischi di incostituzionalità.

 

[...] è frutto di un emendamento del deputato di Forza Italia Paolo Emilio Russo, i cui potenziali effetti irragionevoli sono stati svelati ieri da Repubblica e mettono adesso la maggioranza di fronte a un pesante bivio politico: modificare il testo a Palazzo Madama, aprendo il varco ad altri aggiustamenti dagli esiti imprevedibili, o lasciare che sia la Consulta a valutarne eventuali profili di irragionevolezza?

 

MATTEO RENZI - ELLY SCHLEIN - FOTO LAPRESSE

[...] Ad eccezione della lista del "miglior perdente", tutelata dal "Melonellum", tutte le altre formazioni alleate che presentano un simbolo, fermandosi però sotto l'asticella del 3%, verranno sostanzialmente "cancellate".

 

Non saranno infatti soltanto escluse dalla ripartizione dei seggi, ma non verranno neanche conteggiate nella somma di voti della coalizione. Quella, per intenderci, che serve a individuare il vincitore e determina l'attribuzione del premio di maggioranza.

 

Un esempio è utile a chiarire il quadro e a evidenziare la potenziale stortura. Prendiamo una coalizione A (d'ora in poi, soltanto "A") di cui fanno parte anche due liste che si fermano sotto la soglia di sbarramento: rispettivamente al 2,99% e al 2,98%.

 

alessandro onorato adntalks adnkronos

Quest'ultima verrebbe esclusa dall'attribuzione dei seggi, trovandosi nella posizione di "seconda miglior perdente". Il 2,98% ottenuto andrebbe quindi sottratto dal calcolo dei voti di "A". Ipotizziamo che questa abbia toccato quota 46,98%, a differenza degli avversari della coalizione B ("B"), ferma al 44,01%.

 

Dal punto di vista della raccolta del consenso, "A" si posizionerebbe prima nella corsa per il bonus di maggioranza, superando gli avversari del 2,97%. Ma vedendosi sottratto quel 2,98%, "A" scenderebbe al 44%.

 

giuseppe conte angelo bonelli elly schlein nicola fratoianni roberto fico manifestazione campo largo a napoli foto lapresse

In questo quadro, sarebbe dunque "B" ad accaparrarsi il premio con il 44,01%, pur avendo raccolto quasi un milione di voti in meno dei propri antagonisti (è una stima fondata sull'affluenza del 2022). Se poi un polo dovesse presentare addirittura tre simboli incapaci di raggiungere il 3% - ad esempio, tre simboli al 2,5% - il numero di schede "cancellate" sarebbe ancora più alto (il 5%, un milione e mezzo di voti).

 

[...] Una norma "anti-cespugli", come spiega il promotore: «Vogliamo rendere il quadro politico più semplice e chiaro, annullando il potere di veto, ricatto o interdizione di formazioni molto piccole». [...] 

 

Antonio Tajani Giorgia Meloni Matteo Salvini 2

E però, è evidente anche la portata politica dell'emendamento, a partire dalla sua genesi. Il ritocco, secondo fonti di maggioranza, avrebbe avuto il via libera di Giorgia Meloni. Il vantaggio, per la destra, sarebbe quello di blindare Noi moderati, spingendo le altre formazioni minori a unirsi al simbolo di Maurizio Lupi.

 

L'emendamento, secondo le stesse fonti, non sarebbe sgradito neanche a Matteo Renzi ed Elly Schlein, perché in grado di costringere le litigiose anime centriste a coalizzarsi in un unico listone: Italia Viva, +Europa, Progetto civico di Alessandro Onorato. È uno scenario sgradito a Riccardo Magi, che chiede al Nazareno di correggere il testo al Senato. [...]

 

2 - UN CAVILLO PUÒ RIBALTARE L’ESITO DEL VOTO CON DUE “CENTRI” CAMPO LARGO SFAVORITO

Estratto dell’articolo di Niccolò Carratelli per “la Stampa”

 

Opposizioni protestano alla Camera legge elettorale

C'è un emendamento alla legge elettorale, approvato l'altro ieri alla Camera, meno pubblicizzato di quelli sulle preferenze o sul voto ai fuori sede, ma che introduce una norma potenzialmente dirompente. Perché, di fatto, potrebbe ribaltare l'esito delle prossime elezioni, facendo vincere la coalizione che ha ottenuto una percentuale di consensi inferiore.

 

L'emendamento l'ha firmato il deputato di Forza Italia Paolo Emilio Russo e punta a ridurre la frammentazione, ad aggregare i partiti più piccoli all'interno delle coalizioni, evitando troppi "cespugli" dall'alto potere ricattatorio. Ma nasconde un chiaro effetto distorsivo dai contorni incostituzionali.

 

avatar del deputato Paolo Emilio Russo

Prevede che, se all'interno della coalizione ci sono più liste che restano sotto la soglia di sbarramento del 3%, solo la prima ottiene seggi (e questo era già previsto nel testo della legge) e concorre alla determinazione del risultato elettorale nazionale della coalizione. Per essere più chiari: l'eventuale seconda lista, che non raggiunge il 3%, non solo non entra in Parlamento, ma non porta voti alla coalizione, perché quei voti non vengono conteggiati ai fini del premio di maggioranza. [...]

 

E qui si inserisce un aspetto tutt'altro che secondario, sottolineato dal segretario di Più Europa Riccardo Magi: «L'emendamento viene presentato dal centrodestra, ma riguarda solo il centrosinistra».

 

A destra l'unica lista che può finire sotto il 3% è quella di Noi Moderati, a meno che non si immagini un tracollo della Lega. A sinistra, invece, è concreta l'ipotesi di due diverse liste di centro, una guidata da Renzi con la Casa riformista e una costruita da Alessandro Onorato con il suo Progetto civico Italia, insieme al Psi di Enzo Maraio e allo stesso Magi con Più Europa. In attesa di capire le scelte di Ernesto Maria Ruffini e Vincenzo Spadafora con i rispettivi movimenti.

 

matteo renzi elly schlein

Entrambe queste formazioni centriste sono date sotto al 3% e la strada per aggregarle sembra complicata, visto che, al momento, Renzi e Onorato non si parlano e anche gli altri temono che il leader di Italia Viva voglia solo "annetterli" e dare lui le carte, soprattutto sulle liste elettorali.

 

Anche perché è l'unico ad avere l'esonero per la raccolta delle firme. Dunque, questa norma può agevolare il disegno di Renzi. Non a caso, Magi dice che «andrebbe approfondita la genesi politica» della proposta e precisa che «nessuno può illudersi che le scelte politiche possano essere determinate dalla costrizione, anziché da convergenze autentiche».

 

matteo renzi (8)

Un messaggio per Renzi, ma anche per Elly Schlein, visto che la segretaria Pd è la prima a spingere verso una sola "gamba" di centro nella coalizione. Più volte ha auspicato «dialogo» e «unità», come dal palco della convention di Progetto civico. Ora deve decidere come porsi di fronte a questo emendamento, che rende la saldatura dei centristi imprescindibile, per non presentarsi alle elezioni già penalizzati in partenza.

 

«Mi aspetto una reazione forte e sdegnata dei leader dei principali partiti di opposizione, che porti anche a modifiche al Senato», avverte Magi, già rimasto scottato sulla questione della raccolta firme (è l'unico non esonerato con Vannacci). [...]

Elly Schlein e Giuseppe Conte

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